Governo a cinque stelle

Sta mattina, guidando per venire al lavoro, riflettevo sulla necessità di aggiornare il blog, anche solo per togliermi dalla vista il video del post precedente (sì, l’ho postato io, ma mi da fastidio comunque.). Ero quindi lì che pensavo di scrivere un po’ di musica, che da quando ho smesso di collaborare con groovebox.it non ne ho più avuto il tempo, ma poi son partite le consultazioni per il nuovo Governo e ho deciso che per parlare di musica ci sarà tempo più avanti.
Senza girarci intorno: Grillo ha chiesto l’incarico.
Tutto sommato, la richiesta non è nemmeno così assurda. Il MoVimento 5 Stelle, dopo le ultime elezioni, è il primo partito d’Italia. Io qui sopra credo d’aver ampiamente spiegato cosa penso di Grillo, del suo partito, di parte del suo elettorato e dell’attuale situazione politica. A voler essere onesto e per una volta autocelebrativo (che poi, vabbè…) nell’immediato post elezioni sono pure stato uno dei primi a parlare del possibile governo PD a progetto, quello che poi è diventato un po’ per tutti “gli otto punti di Bersani”. Ecco, io sono ancora convinto che quella fosse la migliore tra le opzioni possibili, ma evidentemente dall’altra parte, quella del MoVimento, non è mai balenata manco l’ipotesi di potersi muovere così. E allora io, fossi il signor PD, cambierei strategia.
Grillo vuole fare il governo? Che lo faccia. Gli otto punti dimostrano che c’è una base comune tra i programmi delle due forze politiche in questione, quindi come il M5S avrebbe potuto dare fiducia ad un governo PD su quei temi, è possibilissimo fare il contrario.
Facciamogli formare un esecutivo e vediamo cosa succede. E non lo dico col tono di sfida tipo: “vediamo se ne sono capaci”, perchè pure essendo convinto non ne siano in grado, sarei seriamente contento di essere smentito. L’Italia ha bisogno di andare avanti, di essere governata, e bisognerebbe davvero fare di tutto per andare in questa direzione. Questa sì sarebbe una scelta responsabile, altro che governissimo. Ok, l’atteggiamento ricattatorio del M5S non è una bella cosa, ma alla fine sfido chiunque di voi a non aver mai ceduto al “O gioco, o porto via la palla!”. Facciamoli giocare. Che poi, vuoi mettere fare una cosa buona nell’interesse del Paese e contemporaneamente potersi auto-celebrare come quelli che sono maturi e vanno oltre i ricatti infantili? Eddai, questo auto-elevarsi è l’anima di noi gente di sinistra. Io ne trarrei tantissimo godimento, per dire.
Fai la cosa giusta e in più ti dimostri superiore. Epic win.
Oltretutto io credo davvero che una dose massiccia di responsabilizzazione possa fare bene al M5S.
Io spero che il PD appoggi un governo a cinque stelle e che lo faccia come si deve, ovvero votando i provvedimenti comuni ed eventualmente togliendo la fiducia in caso partissero per la tangente. Senza ostruzionismo però, senza arroccarsi subito su posizioni sterili nell’ottica di farli cadere in fretta e poi dire all’Italia che Grillo non sa governare.
Bersani deve trovare la forza di riconoscere che, pur avendo di fatto vinto le elezioni in termini numerici, oggi non è in grado di governare. Soprattutto, deve evitare di giocare a chi, avendo preso mezzo voto in più, cerca di arraffare tutto l’arraffabile.
Vogliamo andare avanti? Proviamoci. Non importa chi guida, importa dove va la macchina.
Soprattutto se si può stare nella posizione di chi tira il freno.

Anche lui, alla fine, ha fatto pure cose buone…

Tipo morire.
Battute a parte, oggi gira in rete questo filmato di un discorso di Hitler del 1932.

Con questo io non sto facendo un parallelismo tra Grillo e Hitler, nè tra M5S e Partito Nazista.
Il mio punto è solo che certi discorsi, in momenti di crisi e difficoltà, fanno certamente presa ed è facile cavalcare un risentimento popolare diffuso ed eterogeneo per far leva e guadagnare consenso. Bisogna fare attenzione, da ambo i lati. Chi si propone con questo atteggiamento deve in primis stare attento a non eccedere nel delirio di onnipotenza, nel totalitarismo (di cui il voler per forza governare da soli è un brutto sintomo) e trasformarsi in qualcosa che, ne sono sicuro, non è quello per cui si è iniziato a far politica. A tenere gli occhi aperti, però, deve essere soprattutto il popolo che segue questo tipo di leader carismatico. Sono i seguaci che danno il potere, gli elettori, e quindi sono loro i primi in obbligo di tirare il freno.
PS: Ma ci sono i discorsi di Hitler su youtube? E’ normale?