2017

Ho palesemente tergiversato fino ad ora perché in un post di fine anno non sapevo proprio cosa scrivere. Ho sentito una manciata di dischi e visto diversi film, ma credo non ci sia materiale a sufficienza per fare una top cinque in entrambe le categorie senza finire per infilarci roba che con la parola TOP ha poco a che vedere.
Pensavo di non scrivere nulla, anche perchè il post di fine anno migliore possibile l’avevano già scritto altri, ma alla fine mi tirava il culo saltare in toto l’appunamento, quindi pubblico un video preso dal disco che ho ascoltato di piú nell’ultimo mese.
É un bel pezzo, secondo me.

Sono grossomodo le 20 del 31 dicembre e sono giá in pigiama. Il fatto che non sia per forza di cose una roba triste é immagine perfetta del 2017.
Ci sentiamo l’anno prossimo.

Olivia

Alla domanda “Tu li vuoi dei figli?” io ho sempre risposto con un sì convinto. Faceva parte del progetto di vita che mi sentivo di costruire, a cui tendevo.
Mettere su famiglia.
Son quelle cose di cui magari non tutte le coppie discutono prima, molti se la vivono per come viene, ma io la mania del controllo e della pianificazione ce l’ho sempre avuta e fortunatamente mi son trovato una moglie con lo stesso disturbo. Entrambi volevamo dei figli ed entrambi ne volevamo due. E’ un po’ la risposta standard, no? Se parli di volere o meno dei figli prima di averne, di solito 2 è il magic number che viene fuori.
Il primo è nato due anni e mezzo fa, si chiama Giorgio e oggi è la prima cosa che mi viene in mente se penso ai motivi per cui dovrei alzarmi dal letto e vivere la mia vita. Mentre aspettavo che nascesse ero convinto che diventare papà sarebbe stata la più grande rivoluzione nella mia vita, ma non in chissà quale senso filosofico e astratto, io pensavo proprio alla mia vita di tutti i giorni. Basta uscire, basta viaggiare, basta dormire. Rinunce a cui ero disposto perchè fare un figlio era ciò che volevo di più.
Rinunce che però non ho mai fatto.
E’ ovvio i miei ritmi siano cambiati, anche se credo in questo pesi di più l’andare per i quaranta che non avere un figlio a casa, ma la realtà è che nonostante i presagi di sventura che mi ero disegnato in testa essere papà ha solo arricchito la mia vita. Ho continuato a dormire (ok, quello è culo), uscire e viaggiare.

All’inizio di questo 2017 Paola mi ha detto che poteva essere un buon momento per provare a fare un secondo figlio e io le ho detto sì. Il timing per la gestione dei due bimbi sarebbe stato ok e averli non troppo distanti di età era un’idea sensata.
Il giorno del mio compleanno Paola ha fatto il test ed era positivo.
Siamo in bagno e mi fa: “Sono incinta.”.
Io la guardo e rispondo: “Che cazzo dici?”.

Ho panicato.
Ho iniziato a pensare che tutto sommato in tre ce la stavamo cavando egregiamente e che perturbare la comfort zone che avevamo creato era a conti fatti un’idea del cazzo.
Ok, economicamente salvo disgrazie il secondo figlio non avrebbe impattato in maniera drastica, ma l’idea di dover rinunciare anche solo a qualcosina mi é parsa di botto inaccettabile.
Poi c’é Giorgio, che é un amore. E se la nascita di una sorellina lo sconvolge? Se me lo rovina?
Oltretutto io non posso non dormire. Dopo anni d’insonnia non ce la farei a tornare indietro. Giorgio non mi ha fatto perdere una notte, potrà mai andare così bene di nuovo?
Mi sono sentito come uno che ha vinto la lotteria e ha buttato via il biglietto fortunato.
Nove mesi di panico e agitazione covati sotto pelle, in silenzio.

Poi questa notte alla 1:17 è successo questo.

Ciao Olivia.
Tuo padre è un coglione, tocca che ci fai l’abitudine. Non è cattivo, ma tende a fare di cazzate problemi insormontabili e ci si rode dentro fino a che si rivelano, guarda un po’, delle cazzate. Si fa dei film assurdi il ragazzo, ma era sicuro che l’unico modo per superare il panico e le paure sarebbe stato vederti e abbracciarti.
E così è stato.

Da questa mattina, come per magia, ho due motivi per alzarmi dal letto.
Ed è bellissimo.

Once upon a time #2

Il 5 settembre 1999 una televisione nazionale mandava in onda la registrazione integrale di un festival alternativo alla sua prima edizione.
Il concerto, registrato il giorno prima dall’Arena Parco Nord di Bologna, vedeva alternarsi sul palco Tre Allegri Ragazzi Morti, Verdena, Punkreas, Lit, Hepcat, Silverchair, Joe Strummer e Offspring, che però furono gli unici a non concedere i diritti per la ritrasmissione del concerto in TV.
Per quanto tutta la replica televisiva sia rilevante ai fini di questa rubrica, il culmine furono certamente i 40 minuti del video qui sotto.

Il canale si chiamava TMC2 e il concerto era l’Independent Days Festival. L’esperimento non fu mai più ripetuto.

Once upon a time nasce come rubrica di manq.it che racconta momenti che hanno fatto la storia della musica. O forse la storia in generale.
L’uscita di Once upon a time #3 è da considerarsi altamente improbabile.