La macchina nello spazio

Ultimamente non è che mi venga facilissimo avere fiducia nell’umanità. Tra fascisti che sparano per strada, leader mondiali che parlano ogni due per tre di arsenale atomico e idioti che vorrebbero farci tornare all’epoca buia delle epidemie diventa davvero difficile pensare positivo.
Eppure ieri per qualche ora sono rimasto a guardare affascinato l’ultima dimostrazione di quanto l’uomo possa essere capace di grandi imprese. E’ stata una bella pera di fiducia nella nostra specie, che ha avuto il suo culmine grossomodo in questo momento:

Ieri è stato lanciato il Falcon Heavy, il razzo progettato da SpaceX che punta a rivoluzionare le missioni spaziali future, sia in termini di capacità di carico, che di destinazione, che sopratutto di costi visto che il grosso del progetto sta nel rendere il vettore “riutilizzabile”.

Io non so dire se Elon Musk sia un genio, certamente è una persona fuori dal comune con una visione fuori dal comune. Una visione che, a voler ben guardare, io probabilmente non capisco visto che si parla di salvare il pianeta.
Non credo di essere una persona particolarmente egoista, eppure questa cosa del benessere della Terra non riesco proprio a farmela piacere. Io sono per il benessere degli uomini nel presente, con una prospettiva a lungo raggio che può arrivare al massimo a 100, 150 anni da oggi (solo perchè ho dei figli e spero di avere dei nipoti). Trovo giusto fare tutto il possibile, anche e soprattutto ridefinendo il concetto stesso di possibile, per migliorare le condizioni di vita attuali. Per ogni singolo essere umano, ovviamente, il che è un traguardo già abbastanza utopistico, senza necessariamente proiettarlo in avanti di migliaia di anni.
Se eliminare la malnutrizione nel mondo OGGI accorciasse di un milione di anni la stima di vita sul pianeta (che pare stia intorno al miliardo e mezzo di anni) e la scelta dipendesse da me firmerei senza alcuna riserva.
Non so se sia una prospettiva miope la mia, probabilmente è così, ma credo che l’intervento dell’uomo stia compromettendo il futuro del pianeta con uno scopo condivisibile, ovvero l’aumento della qualità della vita. Non dico che il metodo sia perfetto: non c’è egualità nell’accesso alle risorse che creiamo, e il processo è viziato da interessi che nulla hanno a che fare con il benessere di tutti, ma al netto di queste situazioni il progresso c’è ed è costante. Forse è più lento di quel che potrebbe essere, certamente è meno “giusto” di quanto dovrebbe essere, ma c’è.

Ok, m’è scivolato il pippone, il post è nato per celebrare una roba figa fatta da gente figa che non è solo brava in quel che fa, ma lo è ancora di più nel comunicare quel che fa. Perchè se vuoi cambiare il mondo, saper parlare ai sette miliardi di persone che lo popolano credo sia utile.

Quindi, tirando le somme, l’uomo ha lanciato un’automobile nello spazio.
Lo ha fatto unicamente come mossa di marketing a supporto di un test per una tecnologia missilistica che vuole cambiare il modo di pensare i viaggi nello spazio e che, se quel che abbiamo visto ieri è solo un antipasto, è probabile ci riesca pure.
Guardando la diretta è stato bello sentire la gente che applaude, che fa insieme il count down, perchè piccola o grande che sia parliamo di una conquista dell’uomo e queste conquiste hanno il dovere di unirci e ricordarci che sappiamo fare anche qualcosa di buono.

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