Scozia & Irlanda – 2005

Prima parte: Scozia.

Il tour di Scozia e Irlanda dell’estate 2005 è ad oggi una delle esperienze di viaggio che più mi sono piaciute nella mia vita. Per la valutazione della vacanza, tuttavia, è necessario dividere le due parti in modo da dare un quadro completo ed oggettivo. La Scozia a mio giudizio merita i pieni voti con tanto di lode, perchè la ritengo uno dei posti più affascinanti che io abbia mai visitato, così particolare per clima, atmosfere e paesaggi. L’irlanda invece è da “rimandare”, perchè non è stata apprezzata dal sottoscritto come la parte precedente del viaggio, seppur il livello sia da considerarsi medio alto rispetto alle mie esperienze precedenti.

La modalità scelta per il viaggio è stata di volo e noleggio auto in loco, senza nessun tipo di prenotazione per quel che riguarda le notti, se non la prima a Edimburgo. Questo tipo di modalità funziona decisamente bene in Gran Bretagna grazie all’abbondare di bad & breakfast che si possono trovare più o meno in qualsiasi paesino. Ad essere onesti però, muoversi in sette impedisce di molto la possibilità di trovare spazio tutti insieme per la notte, visto che solitamente questo tipo di sistemazioni hanno una o due stanze, ed è quindi stata positiva la scelta di muoversi con due macchine anzichè con un unico minivan. Sempre riguardo i posti dove alloggiare, infine, va sicuramente tenuto in considerazione che in Agosto, nonostante piova praticamente sempre, c’è un forte flusso di turismo in quelle zone, cosa che potrebbe rendere complicato il trovare sistemazione nei centri più “gettonati” dai visitatori. Noi, per esempio, abbiamo fatto molta fatica in quel di Stirling e a Dublino, dove ci siamo dovuti accontentare di una casa fuori città.

Partiamo quindi con il resoconto del viaggio ed iniziamo con la parte Scozzese.

Partiti da Milano, abbiamo volato con Ryan Air su Prestwick, a pochi chilometri da Glasgow, dove abbiamo ritirato le auto ed abbiamo fatto rotta immediatamente verso Edimburgo. Per quanto riguarda il noleggio consiglio a chiunque voglia andare a visitare quei posti di rivolgersi ad Enterprise Car Rental, una società che può sembrare bizzarra (ci hanno prenotato le auto senza volere uno straccio di acconto o di garanzia, ma solo sulla base di una mail che abbiamo inviato loro), ma che effettivamente nel regno unito non aveva concorrenti a livello di prezzi. Edimburgo è veramente una gran bella città e c’è poco altro da aggiungere. Nella parte alta è possibile visitare il castello che è uno dei meglio tenuti di tutta la Scozia. A proposito dei castelli c’è un altro consiglio che mi sento di dare. In giro per la Scozia ce ne sono tantissimi e visitarli costa parecchio, quindi se si è intenzionati a farlo (come lo ero io) è bene premunirsi ed acquistare l’abbonamento Historic Scotland, cosa che permette di risparmiare notevolmente e che vi darà anche la possibilità di ricevere un timbro per ogni castello visitato. E’ però bene sapere che, una volta fatto l’abbonamento, la tendenza è quella di sfruttarlo appieno, anche solo per collezionare i diversi timbri, e quindi non è insolito ritrovarsi ben presto a visitare milioni di rovine che, alla lunga, possono anche stancare.

Proprio a causa del fatto che ormai si era fatto l’abbonamento e che questo andava ottimizzato, la via che da Edimburgo ci ha portati a Stirling ha subito qualche piccola revisione, spingendoci fino a Dunbar e lungo tutta la costa di North Berwick. Arrivati infine a destinazione abbiamo avuto i preannunciati problemi nel reperire posti letto e siamo così finiti al Willy Wallace Hostel, sistemazione che da alcuni dei miei compagni di viaggio non è stata molto gradita, forse perchè rientrati la sera avevano estranei che dormivano nel loro letto. Ad ogni modo Stirling è una bella cittadina, nota per aver dato i natali a William Wallace. Su di una collina poco distante dal centro è possibile visitare il monumento costruito in memoria del combattente e la visita a mio avviso vale molto la pena, anche perchè per raggiungere il posto ci si deve fare una bella camminata nei boschi. Ai piedi della collina è anche visibile una scultura che ritrae Mel Gibson, ma non è nulla di imprescindibile.

La terza tappa del nostro itinerario era situata a Banff, paesino che abbiamo scelto come punto di sosta per la visita alla regione del whiskey. Sulla strada per Banff, per spezzare uno dei trasferimenti più lunghi, abbiamo fatto visita ad Aberdeen, una cittadina molto carina che merita effettivamente una sosta. Altra cosa che in quella zona merita di essere vista è la fabbrica del Glenfiddich, l’unico whiskey scozzese che viene ancora prodotto dagli scozzesi e che quindi non è finito nelle mani degli americani (NdM: credo questa sia una cazzata che ci hanno raccontato quelli del GlenFiddich). Sempre in questa zona infine vale un passaggio anche Dufftown, la “capitale” del whiskey di malto, che noi abbiamo visitato il giorno seguente prima di ripartire.

Si arriva ad Inverness, bellissima città sulle rive del famoso e famigerato lago di Lochness. La sosta in città è d’obbligo, ma anche le rive del lago non urbanizzate si prestano a notevoli gite ed escursioni a piedi (ed in macchina per chi ama la guida nello sterrato). Personalmente, essendo ai tempi giovane, ricordo con orgoglio anche la decisione di sfidare Nessy, il mostro del lago, facendo un bagno proprio in casa sua. Era Agosto, ma posso garantire che faceva un freddo boia (c’erano pescatori sulle rive, in giacca a vento, non proprio entusiasti della nostra trovata). In ogni caso del mostro non s’è avuta traccia. Per la sosta anche in questo caso siamo rimasti un po’ fuori città, più a sud, e abbiamo scelto Drumnadrochit in modo da poter passare per il castello di Urquhart e, soprattutto, da essere comodi per lo spostamento seguente che ci avrebbe condotto finalmente sulle Highlands.

La città scelta per dormire nelle terre degli immortali è Ullapool, anche se in realtà il nostro b&b era parecchio fuori paese. Per raggiungere la destinazione abbiamo utilizzato la via costiera, passando per Gairloch, in modo da godere appieno dei magnifici paesaggi di quelle terre. Le Highlands sono letteralmente indescrivibili e meritano da sole il viaggio. Oltretutto attraversarle in macchina è anche molto divertente, per via delle strade tortuose su cui ci si ritrova a guidare. In loco consiglio il partire per escursioni a piedi, che riconciliano molto con la natura e che sono l’unico modo di poter vivere veramente quei posti. Se si è giovani e spensierati come lo eravamo noi allora, consiglio anche di indossare un kilt per tutta la durata della permanenza sul suolo scozzese, cosa che ricordo sempre con gioia. Se decideste di farlo, ricordate che sulle Highlands le mutande non sono tollerate.

In discesa da Ullapool ci siamo spinti fino ad Oban, dove abbiamo passato l’ultima notte in Scozia. Prima di arrivarci abbiamo fatto visita all’isola di Skye, spingendoci fino a Portree e concedendoci una nuova escursione a piedi per godere anche in questo caso del fantastico paesaggio. Sulla strada per Oban si trova anche il famoso Eilan Dolan Castle, quello usato proprio per girare il film Higlander. La visita a questo meraviglioso castello però non è compresa nel biglietto cumulativo che ho consigliato all’inizio e costa diverse sterline che noi abbiamo deciso di non pagare.

Prima di prendere il volo per Dublino, nuovamente da Prestwick, il nostro gruppo si è diviso in due tronconi. Io ho scelto di visitare gli ultimi castelli, nonchè di fare almeno un salto a Glasgow, città che effettivamente non merita di essere vista se non per la bella cattedrale presente in centro. L’altro gruppo si è invece dedicato alla pesca al salmone, nonchè a del sano off-road in macchina, entrambe attività ricreative decisamente divertenti e facili da reperire in quei luoghi.

Seconda parte: Irlanda.

Sempre tramite Ryan Air siamo quindi volati in Irlanda ed anche in questo caso, appena atterrati, abbiamo subito lasciato la città d’arrivo.

Il tour che abbiamo scelto per quel che riguarda la parte irlandese ha volutamente tagliato la zona dell’Irlanda del Nord, lasciando nel sottoscritto il rammarico di non aver visto Belfast. Umanamente però era impossibile vedere più di quanto si è visto, in così pochi giorni, ed anzi forse è stato pure troppo quello che abbiamo fatto. Col senno di poi forse si sarebbe dovuto dividere il viaggio in due tronconi, spendendo qualche giorno in più in Scozia e quindi facendo il tutto con più calma, e poi visitando l’Irlanda in maniera più approfondita e soprattutto senza il bagaglio di stanchezza ereditato dai primi undici giorni.

Prima destinazione è stata Galway, una bella cittadina sulla costa occidentale. Il posto è decisamente caratteristico, col suo centro pedonale ed i tipici pub, e vale sicuramente il passaggio anche se non ci si deve aspettare chissà quali cose da questa tappa.

Subito dopo Galway è il turno di Doolin, cittadina altresì caratteristica che tuttavia verrà ricordata principalmente per due cose: la prima è che il B&B scelto da me, Missa e Peich aveva la vasca idromassaggio ed era gestito da una MILF, la seconda è che a pochi chilometri da lì sono situate le Cliffs of Moher, indubbiamente una delle cose più belle che ho visto in tutto l’arco della vacanza. Si tratta di una lunghissima scogliera a strapiombo sul mare, alta qualcosa come 200 metri (misurazione confermata con il metodo galileiano, sasso e cronometro alla mano) e priva di paratie o transenne di ogni sorta. Avvicinarsi al baratro e guardare le onde infrangersi sulla parete rocciosa è uno spettacolo che ricordo ancora come se l’avessi visto ieri. Impressionante. Ovviamente consiglio al 100% di visitare questa costa, possibilmente a piedi come abbiamo fatto noi, in modo da gustarsi tutto il fantastico panorama.

Ripartiti verso sud, ci siamo recati a Killarney passando per Limerick, una cittadina che però se non erro non abbiamo visitato. Killarney è un buon punto di sosta perchè permette di visitare il parco nazionale nei pressi della città e la penisola di Dingle. Personalmente ricordo che, causa stanchezza, alla visita al parco avevo preferito Arsenal-Chelsea trasmessa in diretta via satellite e visibile sul TV color dell’anziano proprietario del B&B, fervido abbonato Sky. Partita sciapa, finita 1 a 1, ma all’idea della quantità d’acqua presa dai miei soci in giro, rifarei quella scelta anche oggi. Il giorno seguente però alla Dingle peninsula siamo andati tutti e ci siamo goduti non solo la vista delle caratteristiche costruzioni preistoriche del luogo, i Dolmen, ma anche una rara giornata senza pioggia sulle rive del mare.

Si riparte destinazione Kilkenny, quella che ai nostri occhi doveva essere la patria della birra irlandese. Purtroppo non è affatto così. Dopo aver girato tutta la cittadina in lungo ed in largo chiedendo della fabbrica della nota birra e ricevendo vaghe risposte, abbiamo finalmente trovato l’impianto e, con sommo stupore, abbiamo realizzato che a Kilkenny non viene affatto prodotta la Kilkenny, bensì la Budweiser. Non solo. Girando tutti i pub del centro trovarne uno che almeno vendesse la Kilkenny è stato quasi impossibile. Se si aggiunge che la città poi non è veramente nulla di che si capisce come mai, personalmente, consiglierei a chi volesse visitare l’irlanda di saltarla a piè pari, magari in virtù di dare più spazio alla zona costiera del sud, da noi non visitata.

Il viaggio si chiude a Dublino, ma anche in questo caso prima di arrivare in loco ci si concede una sosta per visitare il complesso monastico di Glendalough, richiesto a gran voce da Bazzu. Arrivati sul posto però, il tutto risulta molto meno attraente di quanto possa sembrare guardando le foto in rete, così si decide per la ripartenza quasi immediata con buona pace di chi ci si era voluto fermare. Ad onor del vero, liquidare così in fretta quel parco naturale non ha molto senso se l’obbiettivo è andare a visitare Dublino, visto che la capitale è a mio modo di vedere piuttosto brutta. Da bravi turisti abbiamo deciso di farci spennare per visitare la fabbrica della Guinnes e di visitare il famoso Temple Bar, ma a parte questo non ricordo altro che valga la pena menzionare.

Tirando le somme, il viaggio è perfettamente riuscito e quasi tutto, se non tutto quello che si è visto vale almeno una visita. Onestamente, come ho già scritto, ho apprezzato molto di più la parentesi scozzese di quella irlandese, ma reputo comunque l’irlanda un posto molto molto bello e sono contento di esserci stato. Unica pecca della vacanza, a volerne trovare una, sono state le sterline che all’epoca erano decisamente troppo propense a lasciare il portafoglio, rendendo il tutto economicamente difficile da affrontare.

FOTO: Vai alla pagina.

DETTAGLI DEL VIAGGIO:

Team:
Peich, Orifizio, la Ersaz, Manq, Missa, Bazzu e Simo
Durata: 17 giorni
Km percorsi: 2600 [1666 + 934] indicativamente, tratte aeree escluse.
Mezzo di locomozione: Corsa/Mondeo e Astra/Almera
Spesa: 1300 euro (Indicativamente)
Sponsor: Scottish Heavy 70/~ e Bulmers

VALUTAZIONE:
4.5-stelle

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