{"id":1627,"date":"2015-03-10T13:18:24","date_gmt":"2015-03-10T12:18:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?page_id=1627"},"modified":"2021-04-22T11:50:20","modified_gmt":"2021-04-22T09:50:20","slug":"europa-dellest-2004","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/europa-dellest-2004\/","title":{"rendered":"Europa dell&#8217;est &#8211; 2004"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/maps.google.com\/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=Milano&amp;daddr=Monaco+di+Baviera,+Germania+to:Praga,+Repubblica+Ceca+to:Sopot,+Polonia+to:Cracovia,+Polonia+to:Budapest,+Ungheria+to:Salisburgo,+Austria+to:Milano,+MI,+Italia&amp;hl=it&amp;geocode=FU6_tQIdhCqMACnndRI_ScGGRzGNDnTGE83_PA%3BFdV73gIdHbqwACnZX4yj-XWeRzF9mLF9SrgMAQ%3BFZIX_AIdqU3cACmLeXAJnJMLRzGQQBZmD68ABA%3BFW22PgMdYDQbASlfJhxMkQr9RjH6lXpvMxnT9w%3BFQrt-wIdFFYwASnRGE41wEQWRzG_ikd2tbZrtA%3BFbjC1AId64ciASnJz9TRNMNBRzFgER4MKcQABA%3BFdKD2QIdIjTHACmx1Aip3Zp2RzE99ypBoYPhwQ%3BFU6_tQIdhCqMACnndRI_ScGGRzGNDnTGE83_PA&amp;aq=0&amp;oq=Milano&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=46.764446,81.298828&amp;mra=ls&amp;ie=UTF8&amp;ll=49.934715,14.448162&amp;spn=9.013685,11.066354&amp;t=m&amp;output=embed\" width=\"650\" height=\"400\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giro dell\u2019europa dell\u2019est dell\u2019Agosto del 2004 per me \u00e8 stato il primo vero \u201cviaggio\u201d, ovvero una vacanza non pi\u00f9 pensata come vita da mare, ma come tour attraverso diversi luoghi da vedere e scoprire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La modalit\u00e0 che io ed i miei amici abbiamo scelto per il viaggio \u00e8 l\u2019inter-rail, ovvero quel biglietto cumulativo che consente di prendere qualsiasi treno all\u2019interno di un certo numero di paesi europei, in relazione a quante \u201czone\u201d vengono acquistate. Documentandomi noto che oggi questo tipo di biglietto \u00e8 stato modificato rispetto all\u2019anno in cui l\u2019abbiamo fatto noi, quindi per informazioni pi\u00f9 dettagliate riporto il link del sito italiano dedicato a questa tipologia di viaggi: <a href=\"http:\/\/www.inter-rail.it.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.inter-rail.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quell\u2019anno tuttavia noi per poco meno di trecento euro abbiamo acquistato il biglietto che comprendeva due zone, la C e la D, e che ci avrebbe permesso di viaggiare attraverso Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Danimarca, Ungheria, Austria, Svizzera, Croazia e Slovenia, per una durata complessiva di 21 giorni.<br \/>\nZaino in spalla, abbiamo deciso di partire senza prenotare nessuna sistemazione, costruendo cos\u00ec il viaggio con l\u2019andare dei giorni in modo da avere la massima flessibilit\u00e0. La cosa positiva dell\u2019inter-rail \u00e8 la possibilit\u00e0 di viaggiare di notte, ottimizzando i tempi. Prenotando infatti posti \u201ccuccetta\u201d \u00e8 possibile dormire durante i lunghi spostamenti, arrivando abbastanza freschi da poter visitare la destinazione in cui si \u00e8 pervenuti. Le prenotazioni erano escluse dal biglietto cumulativo, tuttavia nella maggior parte dei casi una notte in treno \u00e8 costata meno di una notte in ostello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiti da <strong>Milano<\/strong>. La prima tappa fissata per il viaggio \u00e8 stata <strong>Monaco di Baviera<\/strong>. Io e Simo c\u2019eravamo gi\u00e0 stati in precedenza e tutti e quattro ci siamo tornati altre volte da allora, eppure nessuno di noi pu\u00f2 dire di aver realmente visitato la citt\u00e0. I giorni trascorsi a Monaco sono stati impiegati tra le varie birrerie e come unica distrazione ci si \u00e8 concessi una gita a piedi interminabile fino all\u2019 Olympiastadion. Questi primi giorni di vizi hanno apportato un duro colpo alle finanze del gruppo che si \u00e8 ritrovato con quasi met\u00e0 del suo budget (1000 euro) spesa dopo pochissimi giorni. Questo ha influenzato moltissimo il proseguo della vacanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seconda tappa del tour \u00e8 stata <strong>Praga<\/strong>, citt\u00e0 bellissima ma che difficilmente si pu\u00f2 apprezzare se si viaggia facendo letteralmente la fame. Alloggiati in un ostello a dir poco fatiscente e ben fuori dal centro, ci si aspettava di godere dei privilegi di una moneta forte, cosa che non \u00e8 accaduta. Per quanto i prezzi fossero decisamente contenuti infatti (piatto unico e birra media a 3 euro, per fare un esempio) le aspettative di fare vita da re utilizzando solo le monete di rame sono ben presto state disilluse, lasciando spazio a pranzi a base di un solo frutto a testa nell\u2019arco di giornate presto rinominate \u201cGandhi Day\u201d. In quest\u2019ottica, qualunque attrattiva a pagamento veniva ovviamente esclusa a priori in virt\u00f9 della possibilit\u00e0 di un pasto, come accadde ad Aui, desideroso di visitare il cimitero ebraico. Si ricordano inoltre le liti furibonde per un prelievo al Bancomat di 200 Corone oltre il preventivato (ammontare dell&#8217;eccesso: 6 euro), nonch\u00e9 l\u2019elemosina di Bazzu in stazione per pagarsi un Hot Dog da 11 Corone (33 centesimi di euro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 5px 0px 5px 10px; padding: 2px; border: 1px solid #FFFFFF;\" title=\"Bazzu, Simo e Manq a Sopot\" src=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/viaggi\/interrail1.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" align=\"right\">Si riparte alla volta della Polonia, meta Danzica, per quelli che volevano essere i primi giorni di mare del viaggio. Arrivati in loco per\u00f2, comunicando con gli autoctoni, ci \u00e8 stato detto che per fare vita da mare conveniva trasferirsi a <strong>Sopot<\/strong>, pi\u00f9 balneare e adatta a noi giovani. A Sopot trovare una sistemazione per quattro per\u00f2 \u00e8 stato impossibile, probabilmente a causa dell\u2019alta concentrazione di turisti Polacchi, cos\u00ec siamo riusciti ad affittare una stanza con tre posti letto in casa di una signora molto gentile che, contro ogni previsione, non ci ha neanche derubati. Uno di noi avrebbe semplicemente dovuto dormire per terra. Le spiagge di Sopot sono, senza ombra di dubbio, le pi\u00f9 brutte che io abbia mai visto per\u00f2 effettivamente la vita notturna polacca ha non poche attrattive, con diversi localini sulla spiaggia molto carini. Dal punto di vista culinario mi sento di consigliare la bottega chiamata \u201cStefanka\u201d lungo la via principale. A pochi Zloti l\u00ec era possibile gustare delle ottime <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Zapiekanka\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Zapiekanka<\/a>, nonch\u00e9 il famoso <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bigos\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bigos<\/a>, una sorta di cas\u00f6la polacca. Sconsiglio, ad onor del vero, l\u2019ordinare gli Spaghetti Bolognesi che Aui prov\u00f2, ma che non riscossero molto successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conclusi i giorni di Mare, si riparte per il tour culturale e si fa tappa a <strong>Cracovia<\/strong>. In realt\u00e0 l\u2019itinerario avrebbe previsto una sosta a Malbork, patrimonio Unesco, ma ancora una volta per ragioni economiche si \u00e8 deciso di rivedere i piani e dirigersi direttamente alla destinazione seguente. Cracovia la ricordo come una gran bella citt\u00e0, mi piacque molto. L\u2019ostello, situato abbastanza in centro, si era rivelato una buona sistemazione e da l\u00ec siamo riusciti a far visita, in giornata, al campo di concentramento di <strong>Auschwitz,<\/strong> il giorno di Ferragosto. Sul posto \u00e8 possibile visitare sia una sorta di \u201cmuseo\u201d, chiamato Auschwitz 1, che il campo vero e proprio, chiamato Auschwitz 2. La visita a quest\u2019ultimo \u00e8 stata senza dubbio molto emozionante. Sedersi in silenzio ad osservare quegli spazi vastissimi pieni di casermoni e teatro di morte per cos\u00ec tante persone mi ha seriamente toccato e per questo non commenter\u00f2 il siparietto avvenuto con una coppia di idioti in&nbsp;loco. Citer\u00f2 invece la sera di Ferragosto, quando per riprenderci dalla giornata indubbiamente pesante, ci siamo dati ad un particolare shot polacco, composto da Vodka liscia e sciroppo di lampone. Non ricordo il nome, ma ricordo che ne abbiamo ordinati 5 a testa e che dal terzo in poi, siccome non avevamo soldi, uno di noi doveva correre al bancomat ogni volta che il cameriere arrivava con le ordinazioni. Ovviamente veniva prelevato il giusto per pagare quel giro, cos\u00ec da non essere tentati dall\u2019ordinarne altri. Strategia che, come detto, le prime due volte non ha fuznionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 5px 10px 5px 0px; padding: 2px; border: 1px solid #FFFFFF;\" title=\"Bazzu, Simo e Aui a Budapest\" src=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/viaggi\/interrail2.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" align=\"left\">E\u2019 il momento di lasciare la Polonia e di dirigersi a <strong>Budapest<\/strong>, in Ungheria. Aver conosciuto dei ragazzi di Roma provenienti proprio da Budapest in quel di Cracovia ci ha consentito di venire a conoscenza di alcuni appartamenti con cucina affittabili a prezzi modici. Non proprio in centro, ma comunque meglio di un ostello e col vantaggio di poter cucinare invece di mangiare schifezze in giro. La stanchezza, l\u2019avere la televisione in casa con Olimpiadi e porno in chiaro e l\u2019ormai costante ristrettezza economica hanno fatto s\u00ec che la sosta a Budapest si trasformasse in una pausa relax, pi\u00f9 che in giorni di turismo. Non ci siamo tuttavia fatti mancare una gita ai famosissimi bagni termali Gellert e nemmeno un giro per le vie del centro. A tal proposito eravamo stati avvisati della presenza di alcune piacenti fanciulle pagate dalla mafia ungherese per adescare i turisti e portarli in locali dove, in poche parole, sarebbero stati derubati. Tra noi \u00e8 subito scattata la competizione per chi sarebbe stato pi\u00f9 volte \u201cvittima\u201d delle attenzioni di queste ragazze, ma la gara \u00e8 presto terminata con Aui a quota 1 e tutti gli altri a zero. Il motivo della disfatta, probabilmente, va imputato a quelli che ormai erano pi\u00f9 di quindici giorni di viaggio in condizioni igieniche precarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Budapest l\u2019itinerario avrebbe previsto gli ultimi giorni di mare in Croazia, ma ormai stanchi e abbastanza desiderosi di rientrare si decise per fare rotta verso casa, fermandoci unicamente un ultimo giorno a <strong>Salisburgo<\/strong>, altra cittadina che vale realmente la pena di visitare, a mio avviso. Il viaggio era ormai prossimo alla conclusione, quindi quella sera ci siamo concessi addirittura un ristorantino in cui abbiamo potuto apprezzare dell\u2019ottimo gulash.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripartiti il mattino seguente, siamo alla fine&nbsp;rientrati a <strong>Milano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza dell\u2019inter-rail \u00e8 stata senza ombra di dubbio molto bella, divertente e positiva dal punto di vista turistico. La possibilit\u00e0 di usare gli spostamenti come riposo e non come ulteriore parte di fatica giova molto a questo tipo di viaggi. Ovviamente il tutto sarebbe potuto venire meglio se non si fosse creato da subito questo clima da \u201cmancanza di fondi\u201d, che ha reso molto difficile la sopravvivenza per tutti e 18 i giorni di viaggio. Ad essere onesti per\u00f2, dalla fame sono nati i momenti pi\u00f9 divertenti della vacanza e, sebbene oggi non lo rifarei, ai tempi non mi era spiaciuto nemmeno quello, una volta rientrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtoppo ai tempi nessuno possedeva ancora una macchina fotografica digitale e quindi le foto del viaggio sono state fatte con una compatta a rullini di scarsissima qualit\u00e0, cosa che ha portato a non avere molti scatti del viaggio e, soprattutto, a rendere quelli fatti particolarmente brutti. Ecco, magari comprare una pellicola per la stampa e non per le diapositive avrebbe almeno parzialmente ovviato al problema, ma non si pu\u00f2 certo chiedere tutto. No?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/viaggi\/interrailgruppo.jpg\" alt=\"\" width=\"640\"><strong><br \/>\nTeam:<\/strong> Manq, Aui, Bazzu e Simo<br \/>\n<strong>Durata:<\/strong> 18 giorni<br \/>\n<strong>Km percorsi:<\/strong> 3897 indicativamente.<br \/>\n<strong>Mezzo di locomozione:<\/strong> Treno<br \/>\n<strong>Spesa:<\/strong> 900 euro (A persona, indicativamente)<br \/>\n<strong>Sponsor*:<\/strong> Valfrutta e Magnum Algida &#8220;7 Peccati&#8221;<\/p>\n<p><strong>VALUTAZIONE:<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1552\" src=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/4-stelle.png\" alt=\"4-stelle\" width=\"200\" height=\"37\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>*Con Sponsor si intende il o i prodotti che si sono distinti per presenza costante durante il viaggio. Nessuno mi ha mai dato un euro per viaggiare, mai.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giro dell\u2019europa dell\u2019est dell\u2019Agosto del 2004 per me \u00e8 stato il primo vero \u201cviaggio\u201d, ovvero una vacanza non pi\u00f9 pensata come vita da mare, ma come tour attraverso diversi luoghi da vedere e scoprire. 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