{"id":1005,"date":"2014-04-30T17:50:02","date_gmt":"2014-04-30T15:50:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=1005"},"modified":"2014-04-30T17:50:02","modified_gmt":"2014-04-30T15:50:02","slug":"brand-new-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2014\/04\/30\/brand-new-2\/","title":{"rendered":"Brand New"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\" style=\"margin:0px 0px 10px 0px;\">A circa due terzi del set in scaletta c&#8217;\u00e8 &#8220;Limousine&#8221;.<br \/>\nJesse si allontana dal microfono, sale su un monitor, ed inizia a gridare alla folla.<\/p>\n<p><em>We&#8217;ll never have to buy adjacent plots of earth&#8230;<br \/>\n&#8230; We&#8217;ll never have to rot together underneath dirt&#8230;<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\" style=\"margin:10px 0px 10px 0px;\">La voce all&#8217;inizio \u00e8 morbida, poi si graffia e diventa via via pi\u00f9 ruvida. Fino a rompersi. Nel locale cala chiaramente il silenzio. Jesse scende dalla spia e inizia a caracollare per il palco, continuando a cantare a squarciagola. Passa affianco ai microfoni e l&#8217;effetto \u00e8 strano, perch\u00e9 per un attimo soltanto il lamento esce anche dalle casse.<\/p>\n<p><em>I&#8217;ll never have to lose my baby in the crowd&#8230;<br \/>\n&#8230; I should be laughing right now<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\" style=\"margin:10px 0px 10px 0px;\">A fine pezzo, Jesse \u00e8 distrutto e in lacrime. C&#8217;\u00e8 una pausa. Vinnie gli si accosta un secondo, sono entrambi di spalle e io non sto capendo cosa cazzo \u00e8 successo. Immagino di aver avuto un&#8217;espressione attonita, conscio di aver appena visto la roba pi\u00f9 emozionante, intensa e coinvolgente mai capitatami ad un concerto. Sono pochi secondi in cui penso che forse la vuol finire qui, invece si gira.<br \/>\nE attacca Jesus.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lo so, tendo ai sensazionalismi quando parlo delle cose che mi piacciono, ma per quel che vale non \u00e8 questo il caso. Il concerto dei Brand New di Domenica scorsa \u00e8 uno di quelli che resteranno a lungo impressi nella mia mente. Certo, l&#8217;episodio di cui sopra ha caricato il tutto di non poca epicit\u00e0, ma a prescindere da quello (come si potesse PRESCINDERE da una cosa cos\u00ec. Non avete una cazzo di idea.) il set \u00e8 stato una vera e propria mina. La scaletta era divisa in blocchi: Daisy per il primo atto, Deja Entendu per il secondo e Devil&#038;God a chiudere. Da Your Favorite Weapon avremo solo due assaggi, ma a questo ci arrivo tra un secondo.<br \/>\nDicevamo, primo atto per Daisy, il disco che mi piace meno. Apprezzo la scelta perch\u00e8 sono ideologicamente per i crescendo, tuttavia riconosco che l&#8217;impatto dei pezzi nuovi (#AhAhAhCheRidere) dal vivo \u00e8 notevole. &#8220;Vices&#8221; non mi piace proprio, ma come attacco e impatto sonoro mi da una bella pettinata. Suoni un po&#8217; confusi, ma ci sta. La voce invece viene fuori benissimo da subito e Jesse non si risparmia. Quando mai. A &#8220;Gasoline&#8221; sono ancora tiepidino, altro pezzo che non amo tanto, quindi per me il concerto vero inizia con &#8220;At the Bottom&#8221; e &#8220;You Stole&#8221;  che dal vivo \u00e8 notevolissima. Sorpresona. Dopo quattro pezzi i preliminari sono finiti.<br \/>\nSecondo atto, Deja Entendu. C&#8217;\u00e8 un salto emotivo e di risposta GIGANTE, quando parte &#8220;Sic transit gloria&#8230; glory fades&#8221;. Non solo per me, ma proprio per tutti i presenti. Il coinvolgimento diventa totale in mezzo giro di basso. In quel momento ci arriva addosso un treno che non lascia scampo n\u00e8 tregua, in cui vengono suonate &#8220;Guernica&#8221;, &#8220;Ok I believe you&#8230;&#8221;, &#8220;&#8230;Spin Light&#8221; e &#8220;Seventy times 7&#8221; giusto per alzare ulteriormente il tiro prima di &#8220;The quiet things&#8230;&#8221;. Senza. Una. Pausa. Sono letteralmente in balia dei quattro sul palco. Giusto il tempo per ricordare l&#8217;unica altra data italiana loro nel 2007 (C&#8217;ero. E&#8217; stato fighissimo pure quella volta.), fare i classici ringraziamenti e lanciarsi in una battuta molto divertente del tipo: &#8220;Scusateci se non siamo venuti spesso da ste parti, ma siamo di NY e la pizza \u00e8 buona anche l\u00ec&#8221; e siamo alla volata finale.<br \/>\nIl terzo atto. Apre &#8220;Sowing Season&#8221; e il singalong \u00e8 ormai fuori controllo. Il disco da cui si attinge in questa parte finale \u00e8 il pi\u00f9 bel disco che ho in casa e quindi la vivo di conseguenza. Dopo la opening suonano &#8220;The Archers Bows Have Broken &#8221; e &#8220;Milestone&#8221;. Poi \u00e8 il momento di &#8220;Limousine&#8221; e di tutto quel che ho scritto al principio, seguita da una &#8220;Jesus&#8221; che, anche in virt\u00f9 di quel che avevamo appena vissuto, ci ha rivoltati come calzini. &#8220;Degausser&#8221;. &#8220;You won&#8217;t know&#8221;. Sono talmente preso bene che manco ci penso ai pezzi che volevo sentire e non hanno suonato. Non ho idea di cosa possa mancare all&#8217;appello fino a che parte &#8220;Soco Amaretto Lime&#8221; e bon, \u00e8 la fine. Del concerto e della mia voce. Sono completamente dentro la situazione. Non vedo i contorni, \u00e8 una globo di persone e suoni fuso insieme.<br \/>\nFinisce cos\u00ec, senza siparietti, senza encore, dopo un&#8217;ora e mezza di musica tiratissima.<br \/>\nSaluto le persone che ho incontrato sul posto, vado al banchetto e compro 25 euro di maglietta.<br \/>\n25 euro.<br \/>\nPi\u00f9 del biglietto.<br \/>\n&#8220;The things I do for love&#8221; direbbe Jaime Lannister.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A circa due terzi del set in scaletta c&#8217;\u00e8 &#8220;Limousine&#8221;. Jesse si allontana dal microfono, sale su un monitor, ed inizia a gridare alla folla. 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