{"id":1142,"date":"2014-11-28T00:57:08","date_gmt":"2014-11-27T23:57:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=1142"},"modified":"2014-11-28T00:57:08","modified_gmt":"2014-11-27T23:57:08","slug":"la-generazione-che-ha-perso-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2014\/11\/28\/la-generazione-che-ha-perso-noi\/","title":{"rendered":"La generazione che ha perso. Noi."},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">E&#8217; un po&#8217; di tempo che mi gira in testa un concetto, ma come sempre accade quando mi trovavo a pensarci non ero mai nelle condizioni di scriverci sopra. Non lo sono manco ora, in realt\u00e0, ma ad un certo punto uno deve darsi delle imposizioni. Oltre ad alzarsi dal letto la mattina, intendo. Fatto sta che l&#8217;altro giorno mentre navigavo sul sito della Gazzetta ho visto un articolo a tema Maradona che stoccaccia una tipa. Il pezzo titolava: &#8220;Riecco la mano de Dios&#8221;. Ho fatto anche uno screenshot perch\u00e8 certe cose vanno documentate come si deve.<br \/>\n<img decoding=\"async\" style=\"margin: 5px 10px 5px 0px;\" title=\"Il buon giornalismo dei miei coglioni\" src=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/maradona.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" align=\"left\" \/>In battuta ho pensato: &#8220;ma guarda te che brutta fine che ha fatto la Gazzetta dello Sport&#8221;, quasi subito per\u00f2 \u00e8 riemerso in me il tarlo di quel concetto che continuava a girarmi in testa e cos\u00ec mi ci sono fermato sopra. Il problema, purtroppo, non \u00e8 la Gazzetta dello Sport.<br \/>\nIl problema \u00e8 che la mia generazione \u00e8, sostanzialmente, la prova empirica della natura fallimentare della specie umana.<br \/>\nOk, c&#8217;\u00e8 un salto tra le due affermazioni, lo capisco pure io che scrivo, quindi adesso mi spiego meglio. Beh, diciamo che ci provo.<br \/>\nPartiamo da una premessa: io la storia l&#8217;ho studiata a scuola, durante il liceo, periodo in cui non \u00e8 che lo studio fosse proprio la priorit\u00e0. Per\u00f2 pensando alle varie epoche dell&#8217;uomo non mi viene in mente un altro momento in cui l&#8217;umanit\u00e0 si sia trovata per le mani un mezzo cos\u00ec potente, rivoluzionario ed egualitario come internet. Ecco, vogliamo analizzare l&#8217;uso che se ne \u00e8 fatto? Per carit\u00e0, molte cose buone sono venute fuori dalla rete, ma se tu che leggi in primis pensi alla musica gratis, al porno gratis o ai social network, allora capisci (?) che il problema \u00e8 grave. La realt\u00e0 \u00e8 che internet \u00e8 stato relegato al concetto di svago e se questa non \u00e8 una sconfitta clamorosa allora non so davvero come altro definirla.<br \/>\nDieci anni fa pensavo a quanto fosse bello un mondo in cui le notizie fruissero libere ed orizzontali. Internet destinato a diventare lo strumento principe per l&#8217;informazione e la divulgazione. Oggi la gran parte dei contenuti che si trovano in internet sono fake. Siamo al punto in cui \u00e8 divertente inventarsi notizie e metterle online per vedere chi ci casca. Interi siti dedicati a questa cosa. A diluire i contenuti utili in un mare di merda siamo stati noi, la mia generazione. Gente che nella vita non caga un&#8217;opinione manco sotto tortura e d&#8217;improvviso si ritrova a dire la propria su tutto da dietro una tastiera. Pure in merito ad argomenti che non conosce o che magari neanche gli interessano. Io potrei essere uno di questi, ben inteso. L&#8217;importante in ogni caso e&#8217; scriverlo prima degli altri. Anche l&#8217;informazione canonica \u00e8 stata ingurgitata da questo meccanismo perverso di diretta estrema, per cui le notizie vanno date in tempo reale, in modo da poter essere commentate in tempo reale. Senza possibilit\u00e0 di analisi. Un contenuto online da due ore \u00e8 vecchio, serve continuo ricambio. Notizie sempre meno rilevanti, non approfondite e spesso anche non verificate riempiono le pagine dei giornali online e la rete di materiale inutile. Non saprei come altro definirlo. Intrnet sarebbe potuto essere la nuova informazione ed invece la nuova informazione \u00e8 diventata internet, nella sua peggiore accezione. Si \u00e8 parlato per anni del diritto di satira senza rendersi conto che la satira era l&#8217;unica cosa che ci stava rimanendo e che, a lungo andare, ha finito per sostituire l&#8217;informazione. E&#8217;cos\u00ec che abbiamo ammazzato lo strumento.<br \/>\nNon \u00e8 una cospirazione, non \u00e8 un&#8217;astuta manovra dei poteri forti, \u00e8 proprio che abbiamo fallito la pi\u00f9 grande e probabilmente irripetibile occasione della storia. E siamo stati noi. Non le generazioni passate di cui diciamo sempre &#8220;cazzo vuoi che ne capiscano?&#8221; e nemmeno quelle future che ai nostri occhi non sanno combinare un cazzo. Noi. Abbiamo perso ed \u00e8 il caso di riconoscerlo. Un arco evolutivo costruito sul vorrei, ma non posso che, sul pi\u00f9 bello, si \u00e8 trasformato in un potrei, ma non ne sono capace.<br \/>\nChi \u00e8 causa del suo male, pianga se stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; un po&#8217; di tempo che mi gira in testa un concetto, ma come sempre accade quando mi trovavo a pensarci non ero mai nelle condizioni di scriverci sopra. Non lo sono manco ora, in realt\u00e0, ma ad un certo punto uno deve darsi delle imposizioni. Oltre ad alzarsi dal letto la mattina, intendo. Fatto&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2014\/11\/28\/la-generazione-che-ha-perso-noi\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">La generazione che ha perso. 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