{"id":1146,"date":"2014-12-01T14:41:02","date_gmt":"2014-12-01T13:41:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=1146"},"modified":"2014-12-01T15:05:04","modified_gmt":"2014-12-01T14:05:04","slug":"1146","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2014\/12\/01\/1146\/","title":{"rendered":"In risposta ad un brutto articolo."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Delle cose brutte della rete <a href=\"http:\/\/www.manq.it\/index.php\/2014\/11\/28\/la-generazione-che-ha-perso-noi\/\" target=\"_blank\">ho appena parlato<\/a>. Nel dettaglio, la cosa brutta dei social \u00e8 che\u00a0c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che ti mette a conoscenza di contenuti che avresti fatto volentieri a meno di leggere\u00a0(grazie eh.).\u00a0Questo \u00e8 un problema, perch\u00e8 quando leggo qualcosa che mi da fastidio in rete, io ho questa irrefrenabile necessit\u00e0 di rispondere a tono. Questa volta, tuttavia, rispondere all&#8217;articolo a tema Giochi di Ruolo di\u00a0<strong>Massimo Montani<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Gilberto Gerra<\/strong> in un commento sul loro sito mi sembrava onestamente troppo poco. La questione richiede infatti un&#8217;analisi un po&#8217; pi\u00f9 dettagliata e credo che questo spazio abbia ancora un senso per questo genere di operazioni.<br \/>\nInnanzi tutto per\u00f2, ci vuole un link all&#8217;articolo che mi appresto a commentare: <a href=\"http:\/\/www.papaboys.org\/giochi-di-ruolo-linsidia-e-a-portata-di-mano-i-genitori-lo-sanno\/\" target=\"_blank\">eccolo<\/a>.<br \/>\nSo cosa state pensando. L&#8217;ho pensato anche io. &#8220;Eh, vabbeh, ma hai visto il sito? Papaboys.org&#8230; Dai&#8230; non vale manco la pena star li a perderci tempo&#8230;&#8221;. Questo per\u00f2 \u00e8 un commento non solo molto superficiale, ma anche dannoso, perch\u00e8 sottostimare il nemico \u00e8 sempre la prima causa delle sconfitte. Quindi adesso mi metto sotto e commento il pezzo in questione in maniera seria e possibilmente precisa, cercando di non cedere a facili ironie e di non buttarla troppo in caciara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;L\u2019espansione della pratica dei giochi di ruolo ha sollevato da pi\u00f9 parti perplessit\u00e0 e allarme: l\u2019ambientazione spesso irreale o truculenta, il carattere totalizzante e la lunga durata di questi \u201cgiochi \u201d porterebbe a fenomeni di alienazione e dipendenza fra i praticanti. L\u2019articolo che segue prende dettagliatamente in esame il rischio reale.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nCome sarebbe sempre auspicabile per chi si prefigge di scrivere un testo informativo\/divulgativo non ascrivibile alla sfera delle mere opinioni personali, sarebbe buona cosa indicare delle fonti. Vorrei sapere questo sollevamento da pi\u00f9 parti di che parti \u00e8 composto, ad esempio, come capire chi abbia teorizzato la connessione tra GdR e fenomeni di dipendenza e alienazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;La diffusione del \u201cgiochi dl ruolo\u201d tra gli adolescenti, nell\u2019et\u00e0 della difficile ricerca personale, \u00e8 estremamente preoccupante e dovrebbe suscitare interrogativi non banali negli adulti. L\u2019impiego di questo materiale riguarda un gran numero di giovani, a diversi livelli di coinvolgimento psichico ed emozionale, con conseguenze sul comportamento che non \u00e8 semplice valutare.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nIo su questo posso pure essere d&#8217;accordo. Non condivido l&#8217;assunto, ma non trovo mai sbagliato che un genitore si interessi alle pratiche del figlio ed \u00e8 proprio per questo che articoli come quello che sto commentando sono molto pericolosi, perch\u00e8 non aiutano un genitore a capire. In effetti non \u00e8 quello lo scopo. Un genitore che voglia davvero approfondire di cosa si tratti quando si parla di GdR non credo possa prendere in considerazione articoli senza fonti che spacciano per assodate teorie tutt&#8217;altro che dimostrabili. E&#8217; pi\u00f9 facile per\u00f2 che il pezzo trovi terreno fertile in chi non ha per niente voglia di capire, ma cerchi un&#8217;opinione preconfezionata da fare propria in merito per porsi poi di conseguenza nei confronti dei figli. Un nuovo dogma fatto per gente che ragiona per dogmi. Se scrivessi che avere genitori cos\u00ec \u00e8 molto pi\u00f9 dannoso di qualsiasi pratica GdR e che le cause di eventuali disturbi relazionali e\/o tossicodipendenze andrebbero ricercate in quello, ma non avessi fonti a supporto della mia teoria, questa resterebbe mia personale opinione. Capito come funziona?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;Certo non \u00e8 sensato liquidare il problema sbrigativamente, considerando questa, al pari di altre, la moda legata ad una effimera sottocultura: troppo evidente \u00e8 la difficolt\u00e0 degli adolescenti del nostro tempo a pensare un proprio futuro, a riconoscere la propria identit\u00e0 sostanziale, a polarizzare l\u2019esistenza rispetto ai sistemi dei valori, per sottovalutare strumenti \u201cricreazionali\u201d che proprio con l\u2019identit\u00e0 inducono a giocare.<br \/>\nE ancora la diffusione di disordini psicologici e comportamentali che includono la ricerca delle \u201csensazioni forti\u201d, al di fuori di un quotidiano grigio, la incapacit\u00e0 a distinguere tra reale e virtuale, la povert\u00e0 di percezione e comunicazione delle emozioni suggeriscono la possibile corrispondenza ambigua di questi \u201cgiochi alle patologie sociali emergenti.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nCome detto all&#8217;inizio, &#8220;liquidare il problema sbrigativamente&#8221; \u00e8 proprio l&#8217;errore che non voglio commettere. Di questo paragrafo, che non fa che ribadire quanto gi\u00e0 detto e quindi non necessita particolari commenti, mi soffermerei sull&#8217;associazione del GdR alla ricerca di &#8220;Sensazioni forti&#8221;. Devo riconoscere che il nesso mi \u00e8 completamente oscuro, quindi mi piacerebbe avere una spiegazione. Stiamo dicendo che un adolescente in cerca di sensazioni forti, nel 2014, sceglierebbe di sedersi ad un tavolo con degli amici ed usare la fantasia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;L\u2019ambientazione dei giochi include, nella migliore delle ipotesi, il mondo magico, del mistero, pieno di incantesimi, maghi, fate, elfi, guerrieri mitici; tematica classica lo scontro tra il guerriero buono e il potente malvagio: l\u2019adolescente respira una mentalit\u00e0 fatta di destini ineluttabili e di insormontabili maledizioni, si immedesima in una cornice piena di ultra-poteri e di mitologie che pongono ristretti limiti alla libert\u00e0 della persona.<br \/>\nNei casi peggiori, e molto frequenti, l\u2019ambiente dei giochi \u00e8 quello dei mostri, dei vampiri, dell\u2019horror pi\u00f9 cruento, dell\u2019occulto e dei riti iniziatici. Si va dagli amuleti stregati all\u2019immedesimarsi nel divorare carogne e al rivivere di cadaveri: un supermercato del sacro, dell&#8217;\u201daldil\u00e0\u201d e del sacro-satanico non lontano dal modo di pensare che conduce ad aderire a gruppi o sette di questo settore.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nSarebbe facile fare dell&#8217;ironia e sottolineare che nel leggere di &#8220;destini ineluttabili e insormontabili maledizioni&#8221; la prima cosa che mi \u00e8 venuta in mente \u00e8 il peccato originale. Cos\u00ec come leggendo di &#8220;cornici piene di ultra-poteri e di mitologie&#8221; \u00e8 impossibile non pensare alla Bibbia. L&#8217;idea per\u00f2 \u00e8 di tenere il discorso su toni civili. Mi fa riflettere l&#8217;idea che per qualcuno &#8220;ristretti limiti alla libert\u00e0 dell&#8217;uomo&#8221; possa avere connotazione negativa anche solo nell&#8217;ambito dell&#8217;immaginario. Inoltre, continuo a non capire su che base la finzione e l&#8217;immaginazione possano aprire le porte a certe derive in assenza di una predisposizione psicologica dell&#8217;individuo stesso. Mi si spieghi, magari con delle evidenze scientifiche a supporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;Il bravo giocatore \u00e8 quello che sa immedesimarsi meglio nel ruolo prescelto o assegnato; viene molto apprezzato per le soluzioni intelligenti, per le risorse personali che sa tirare fuori per districarsi nei passaggi pi\u00f9 difficili del gioco: i giochi di ruolo sono per gente \u201csmart\u201d, intelligente, brillante, astuta che guarda dall\u2019alto in basso chi si accontenta degli spaghetti, della fidanzata e della vita reale: un cimento per uomini un p\u00f2 \u201csuperiori\u201d, o che comunque presto nel gruppo stabiliranno una gerarchia di \u201csuperiorit\u00e0\u201d in base alle capacit\u00e0 e all\u2019intuito. Si afferma cos\u00ec l\u2019atteggiamento mentale che, attraverso un \u201ccammino di perfezionamento\u201d, consentirebbe alla persona di raggiungere grandi risultati, ignorando limiti e relazioni interpersonali: \u00e8 l\u2019ottica utilizzata nei percorsi delle sette del \u201cpotenziale umano\u201d.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nLo ammetto, qui ho riso. Per tutto il mondo il giocatore di ruolo \u00e8, essenzialmente, uno sfigato. E&#8217; uno stereotipo odioso, ma basato su una casistica di &#8220;nerd&#8221; anni &#8217;80\/&#8217;90 indiscutibilmente rilevante. Lo so perch\u00e8 \u00e8 un mondo che conosco bene e che ho frequentato a lungo. Credo questa sia l&#8217;unica volta in cui leggo che i giocatori di ruolo in realt\u00e0 sono, parafrasando, gente smart che se la mena e taccia di inferiorit\u00e0 i ragazzi &#8220;normali&#8221;. Mi sembra una fotografia talmente fuori fuoco della questione, da pensare che l&#8217;articolo tutto sia in realt\u00e0 una sonora presa in giro. Purtroppo non lo \u00e8. Ancora una volta, resto sbigottito nel leggere che il concetto di &#8220;cammino di perfezionamento che consente alla persona di raggiungere grandi risultati&#8221; sia un qualcosa di diseducativo. Va detto che ignoro cosa siano &#8220;le sette del potenziale umano&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;Il fatto pi\u00f9 inquietante \u00e8 che la metodologia di tali giochi presenta forti assonanze e probabilmente una origine comune con modalit\u00e0 utilizzate all\u2019interno di particolari forme di psicoterapia di gruppo: in questo ambito il terapeuta, conducendo il gruppo utilizza l\u2019assunzione di ruoli per i pazienti, al fine di far emergere aspetti interiori inespressi, facilitare l\u2019introspezione, rimuovere inibizioni, suggerire strategie di cura e ottenere effetti catartici.<br \/>\nDiviene impensabile che strumenti cos\u00ec delicati, utilizzati da terapeuti abilitati, nei limiti di ben precisi vincoli deontologici, e con competenze specifiche, vengano impiegati in modo aspecifico, dati in pasto, attraverso dettagliatissimi \u201cmanuali\u201d, a chiunque li acquisti.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nInsisto imperterrito a prendere sul serio il testo e rispondere nel merito, pur iniziando a fare fatica. L&#8217;idea di base \u00e8 che siccome esistono le auto di F1 e che per guidare le auto di F1 bisogna essere piloti esperti, dovrebbe essere vietato vendere le automobili comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #ffcc00;\">&#8220;Il leader naturale di un gruppo dl adolescenti verr\u00e0 dotato, attraverso il gioco, di approfonditi elementi metodologici per indurre altri nei ruoli previsti dal gioco stesso: il manuale gli suggerisce tutti i fattori necessari, gli atteggiamenti, i comportamenti, il modo di sentire e di pensare: le sue capacit\u00e0 carismatiche verranno ampliate da questa \u201cdotazione\u201d senza che alcun riferimento etico sia garantito: si vede con facilit\u00e0 il rischio dell\u2019 instaurarsi di dipendenze e sudditanze, di prevaricazioni e strumentalizzazioni che esulano dalle normali dinamiche di un gruppo adolescenziale.&#8221;<\/span> <\/em><br \/>\nIo non lo vedo con facilit\u00e0. Seriamente. Vorrei mi si spiegasse il concetto in maniera pi\u00f9 chiara perch\u00e8 cos\u00ec scritto non ne capisco il senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;La cosa diviene ancor pi\u00f9 seria se si considerano i tempi del gioco: non si tratta di incarnare il ruolo di un personaggio fantastico per una o due sere, ma per molti mesi di seguito: occorre immaginare come ci si sente rivestendo il carattere del killer, del vampiro, della vittima, dell\u2019 impiccato o dell\u2019oste menzognero per 12 \u2013 18 mesi.<br \/>\n\u201cIl gioco migliore \u2013 ci ha detto con entusiasmo uno dei giovani coinvolti \u2013 \u00e8 quello che non finisce mai, che dura tutta la vita\u201d : un immedesimarsi che sostituisce irreversibilmente il ruolo fittizio e condizionato alla persona e alle sue scelte.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nCerchiamo di capirci. 12-18 mesi \u00e8 una tempistica data da chi? Su che base? Ci sono ragazzi che giocano a GdR per 12 mesi consecutivamente senza interrompere? Se ci sono pause, di quanto sono? Con che cadenza avvengono le sessioni di gioco e quanto durano? Non vi sembra di buttare l\u00ec numeri e dati senza il minimo raziocinio? Mi piacerebbe anche sapere chi sono i &#8220;giovani coinvolti&#8221; interpellati da chi scrive, perch\u00e8 ho la sensazione, il dubbio anzi, che le loro parole siano state stravolte o perlomeno reinterpretate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;Il leader del gruppo diviene un \u201cmaster\u201d, un coordinatore-facilitatore che ha il compito di condurre il gioco: di solito personalit\u00e0 \u201cdominanti\u201d, ad elevata autostima, forte determinazione, spunti di tipo narcisistico-istrionico assumono il ruolo di master; questi soggetti tradiscono una forte aggressivit\u00e0 rivolta verso gli altri, ma la capacit\u00e0 di controllare i pari senza prevaricazioni aperte o cruente.<br \/>\nI soggetti alla ricerca di identit\u00e0, piu attratti da prospettive ideali, che trovano disattese nella societ\u00e0 reale, con caratteri di fondo non lontani dal pattern depressivo, o con personalit\u00e0 passivo-dipendente, si adattano al ruolo di giocatore e ricevono punto per punto dal manuale le informazioni necessarie alla definizione di s\u00e8: come devono essere \u201cfisicamente\u201d, come sentirsi psicologicarnente, quali atteggiamenti assumere: un vero e proprio stato di dipendenza pu\u00f2 instaurarsi nei confronti del master: \u201cTutto dipende dalla bravura del master \u2013 ammette un giocatore di diciotto anni \u2013 se ci sa fare il gioco diventa straordinario\u201d ; il ritorno ad una realt\u00e0 senza ruoli predefiniti e senza guida pu\u00f2 essere disorientante.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nForse ho capito dove sta il problema. Non c&#8217;\u00e8 malafede. Gli autori presuppongono un approccio al GdR simile a quello che loro, presumibilmente, hanno nei confronti della religione. Qui ad esempio parlano del Master come fosse un prete, ma soprattutto nel secondo paragrafo descrivono come si possa trovare nel GdR, a detta loro, quello che dovrebbe invece fornire la religione. Risposte e speranze che sono disattese dalla vita reale. S\u00ec al regno dei cieli, no ai Forgotten Realms. Se letta cos\u00ec, allora tutta questa operazione ha certamente pi\u00f9 senso. Restando sbagliata, ben inteso. Io non discuto ci sia chi ha bisogno di trovare alternative irreali alla propria esistenza per poter vivere sereno, ma a questo punto il problema \u00e8 questo tipo di approccio, non la risposta che si sceglie nel perseguirlo. Chi si abbandonasse alla fede nel modo in cui loro presuppongono ci si debba abbandonare al gioco, \u00e8 forse meno preoccupante? Non direi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;Il master racconta: \u00e8 la voce fuori campo, il filo conduttore, il narratore, tra le pagine di un libro, che d\u00e0 colore agli avvenimenti, ai luoghi, ti fa entrare nelle situazioni. Pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno direttivo, svolgere il ruolo di un semplice \u201cfacilitatore\u201d o suggerire con autorit\u00e0 incondizionata il canovaccio su cui i giocatori costruiscono la loro parte.<br \/>\nPermette di scegliere i personaggi o li assegna a seconda delle caratteristiche dei giocatori: anche in questo caso un ambito ricreazionale di apparente libert\u00e0 si trasforma in luogo di stigmatizzazione, nell\u2019assegnazione di \u201cetichette\u201d che, della persona, pretendono di esaurire le potenzialit\u00e0 in modo rigido e riduttivo.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nSiamo sempre l\u00ec. E&#8217; ovvio che chi scrive presuppone un&#8217;apertura mentale nulla di chi gioca che probabilmente gli \u00e8 propria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;Il gioco \u00e8 tutto mentale, non fisico, non agito: le paure o l\u2019impatto con la concretezza, con la vita misurabile, con \u201cl\u2019alterit\u00e0\u201d degli altri senza mediazioni sono rimandati a un futuro senza definizione; il virtuale fa da ricettacolo per la sensazione di inadeguatezza a relazioni interpersonali \u201cvere\u201d\u2018, fatte anche di accettazione dei propri limiti e dei problemi degli altri.<br \/>\nLe conseguenze di quest\u2019immersione nel virtuale, che si estendono alla vita di tutti i giorni, hanno proporzioni non valutabili. I rapporti sessuali al di fuori della coppia stabile sono liberati da \u201cfastidiosi sensi di colpa\u201d se avvengono in conseguenza dell\u2019assunzione di un ruolo per gioco: la violenza o i comportamenti autodistruttivi non sei tu che li agisci, ma il tuo personaggio che ti \u00e8 rimasto \u201cappiccicato\u201d addosso, quindi sono resi pi\u00f9 giustificabili.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nImmagino che in altro articolo i due autori illustrino le deviazioni mentali di chi, per lavoro, fa l&#8217;attore. Oppure che combattano una lotta contro l&#8217;insegnamento della recitazione o del teatro nelle scuole. Basta recite negli asili. Basta rappresentazioni della nativit\u00e0 in Piazza a Natale. Ok, sto sconfinando nel sarcasmo, chiedo scusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;Il gioco \u201cVampire\u201d, ambientato tra creature della notte, non-morti o morti-viventi, definisce del vampiro i caratteri fisici, psicologici, attitudinali, \u201cvampirici\u201d e gli ultra-poteri: pregi e difetti del personaggio che emergeranno nelle varie partite e che consentiranno l\u2019assegnazione di punteggi negativi o positivi.<br \/>\nUn pregio del vampiro proposto agli adolescenti \u00e8 l\u2019inappagabile desiderio di uccidere, un\u2019altra caratteristica presentata come positiva \u00e8 la \u201cduplice natura\u201d, la natura ambigua della creatura vampirica, divisa in se stessa. Un tipico difetto del vampiro \u00e8 rappresentato dagli incubi notturni che lasciano strascichi la notte successiva rendendo pi\u00f9 difficili le azioni nel gioco: non si richiede la competenza dello psichiatra per comprendere a quali gravi forme di destrutturazione della personalit\u00e0 ci si possa trovare di fronte in seguito a queste \u201cinnocue assunzioni di ruolo; quali percezioni distorte di s\u00e8 possano essere indotte.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nDissento. Per ipotizzare &#8220;gravi forme di destrutturazione della personalit\u00e0&#8221; conseguenti al gioco di ruolo servirebbe, quantomeno, la competenza di uno psichiatra. Per fare una diagnosi, a casa mia, serve il dottore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;Se da un lato la violenza e l\u2019ambiguit\u00e0, il sangue e l\u2019onnipotenza sono i fattori determinanti comuni di queste trame, dall\u2019altro una vera e propria esplicitata intenzione all\u2019esplorazione dell\u2019insight, del s\u00e8 profondo, \u00e8 oggetto di specifici glochi.<br \/>\nSul gioco Kult c\u2019\u00e8 scritto: \u201cPericoloso: questo gioco conduce ad esplorare aspetti oscuri della tua anima; questo pu\u00f2 arrecare disturbo a qualcuno: vietato ai minori di anni 16\u2033 : quale sia la finalit\u00e0 di sintetizzare aspetti profondi di s\u00e8 all\u2019interno di un gioco non \u00e8 facile intuire: certo l\u2019aspettativa di un feeling interpersonale non superficiale, nelle dinamiche di gruppo, si va affermando sempre pi\u00f9 e la stessa aspettativa \u00e8 espressa dai consumatori di pastiglie nelle discoteche, i derivati anfetaminici definiti, proprio per il loro ruolo \u201c\u2018entactogeni\u201d.<br \/>\nQuesto conoscersi fino in fondo ed esprimere agli altri la propria identit\u00e0 sostanziale risponde da un lato ad una esigenza positiva, ma c\u2019\u00e8 da chiedersi come mai debba essere mediato, nel nostro tempo, dal gioco o dai farmaci: ancora ci si deve interrogare riguardo ai limiti e alle violazioni degli stessi nell\u2019ambito di una strumentale \u201cdivulgazione\u201d\u2018 della propria intimit\u00e0.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nNon conosco il gioco in questione e non ho capito grossomodo nulla del paragrafo, ivi compresa la conclusione per cui giocare di ruolo sia assimilabile all&#8217;assunzione di sostanze psicotrope.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;\u201cAh, certo\u201d \u2013 dice il commerciante \u2013 \u201cSe poi qualcuno ha difficolt\u00e0 personali, e interpreta le cose in modo autodistruttivo, non dipende certo dal gioco\u201d : anche in questo caso la societ\u00e0 adulta abdica alla responsabilit\u00e0 di tutelare proprio le persone pi\u00f9 fragili\u2026 Un mondo di gente \u201c\u2018solida\u201d e sicura che prevede di generare per certo figli stabili e incondizionati: un mondo di \u201cvincitori\u201d che non hanno tempo per i perdenti e i falliti!&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nCondivido il presupposto. E&#8217; giusto, a mio avviso, tutelare chi non ha piena comprensione di un mezzo ed \u00e8 nelle condizioni di utilizzarlo. Ben venga l&#8217;affiancamento della famiglia che si avvicina al figlio, sapendo che gioca di ruolo, e cercha di capire di cosa si tratti. Dialogo. Mi viene in mente mia madre che, quando a 15 anni ho comprato &#8220;Punk in Drublic&#8221;, si \u00e8 interessata agli aspetti che potesse comportare per me ascoltare un certo genere di musica. La trovo un&#8217;operazione giusta. Meno giusto sarebbe stato dirmi: &#8220;tu quella roba non la ascolti perch\u00e8 poi diventi un drogato.&#8221; Cosa che, incredibile a dirsi, non \u00e8 successa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><em>&#8220;Da ultimo va rilevato che l\u2019impiego di sostanze psicoattive, in particolare le metamfetamine e le incontrollabili nuove generazioni di stimolanti sintetici, si sposa perfettamente con le esigenze dei partecipanti al giochi di ruolo: queste droghe aumentano, durante l\u2019effetto acuto, l\u2019energia, l\u2019intuito e la concentrazione, ma contemporaneamente conferiscono disinibizione associata ad un blando distacco dalla realt\u00e0: niente di meglio come veicolo per migliori livelli di immedesimazione nel ruolo fantastico, per affievolire ancor pi\u00f9 i confini tra verit\u00e0 e sogno, nella apparente valorizzazione della propria \u201csmartness\u201d (lucidit\u00e0, intelligenza). E, d\u2019altro canto, proprio le alterazioni biochimiche cerebrali indotte dall\u2019ecstasy e dalle droghe analoghe, con le associate turbe del tono dell\u2019umore e dell\u2019identit\u00e0, potranno, all\u2019interno di un circolo vizioso, indurre di nuovo alla dipendenza da relazioni interpersonali esclusivamente inquadrate attraverso le regole dei giochi di ruolo.&#8221;<\/em><\/span><br \/>\nEcco, appunto. Quest&#8217;ultimo passaggio \u00e8 estremamente debole e appare, ai miei occhi, come un tentativo ultimo di dare motivo di preoccupazione: della serie, se non \u00e8 bastato tutto quello che ho detto fino ad ora (e, con ogni probabilit\u00e0, non \u00e8 bastato) estraggo l&#8217;anatema della droga cos\u00ec da fornire una preoccupazione seria e reale. Una cosa che, anche solo nel dubbio, possa centrare l&#8217;obbiettivo. Il punto \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 davvero un senso logico a quanto scritto, oltre che nessuna prova empirica o ricerca scientifica a suffragare l&#8217;ipotesi. Se mi drogo per alterare la percezione di me stesso, le mie inibizioni, e la mia realt\u00e0, perch\u00e8 farlo in concomitanza ad uno svago dove tutto questo posso ottenerlo senza droga? Anche solo economicamente, non \u00e8 una scelta furba. Mi drogher\u00f2 in discoteca, ai concerti, a scuola, sul lavoro, in famiglia, ovunque non abbia altro mezzo per non essere me stesso. Magari per\u00f2 \u00e8 a me che manca qualche passaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se mi sono preso tutto questo tempo (ciao pausa pranzo) e questi caratteri per rispondere all&#8217;articolo \u00e8 perch\u00e8 come detto trovo sbagliato lasciar correre operazioni come quella messa in atto dal pezzo in questione.<br \/>\nLa speranza \u00e8 quella di alimentare discussione, confronto e scambio di opinioni (perch\u00e8 di quello si tratta). Una cosa che, da sempre, ritengo utile a tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Delle cose brutte della rete ho appena parlato. Nel dettaglio, la cosa brutta dei social \u00e8 che\u00a0c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che ti mette a conoscenza di contenuti che avresti fatto volentieri a meno di leggere\u00a0(grazie eh.).\u00a0Questo \u00e8 un problema, perch\u00e8 quando leggo qualcosa che mi da fastidio in rete, io ho questa irrefrenabile necessit\u00e0 di rispondere&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2014\/12\/01\/1146\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">In risposta ad un brutto articolo.<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[9,12,45,4,46,13],"tags":[],"class_list":["post-1146","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gdr","category-libri","category-religione","category-riflessioni","category-scienza","category-web"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1146"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1146\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1159,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1146\/revisions\/1159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}