{"id":1242,"date":"2015-02-26T00:00:35","date_gmt":"2015-02-25T23:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=1242"},"modified":"2015-02-26T11:46:47","modified_gmt":"2015-02-26T10:46:47","slug":"dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2015\/02\/26\/dio\/","title":{"rendered":"D&#8217;io"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\" style=\"margin:0px 0px 10px 0px;\">In questo inizio di 2015 sono usciti due dischi che aspettavo. Per uno come me che non ha pi\u00f9 nulla da chiedere a nessuno dei suoi gruppi preferiti questa \u00e8 una cosa abbastanza inusuale, ormai. Aspettare un disco, dico. Quindici anni fa a gennaio era tutto un &#8220;quest&#8217;anno esce questo, quello e quell&#8217;altro&#8221;, mentre oggi non saprei indicare pi\u00f9 di, boh, cinque gruppi di cui cerco di seguire le uscite future quando invece i dischi che vale la pena sentire me li tirano in faccia i social network. A mia insaputa (cit.).<br \/>\nUn po&#8217; invidio quelli che in questo presente incerto trovano almeno un punto di riferimento nella musica, tipo che tutto pu\u00f2 succedere MA uscir\u00e0 il disco nuovo di XXX e sar\u00e0 sicuramente una figata.<br \/>\nComunque, tornando al punto, uno dei due dischi di cui sopra \u00e8 il nuovo di Dargen D&#8217;Amico. &#8220;D&#8217;io&#8221;.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/embed.spotify.com\/?uri=spotify:album:7r29VAnKVkiOM95okgs05V\" width=\"100%\" height=\"80\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowtransparency=\"true\"><\/iframe><\/p>\n<p align=\"justify\" style=\"margin:10px 0px 0px 0px;\">Due righe sul tema, sto giro senza premesse che tanto son sempre quelle della <a href=\"http:\/\/www.manq.it\/index.php\/2013\/11\/08\/prendere-le-distanze\/\" target=\"_blank\">volta scorsa<\/a>.<br \/>\nDovessi dare un giudizio, per me \u00e8 NO. Nel senso, se prendo queste tredici tracce e faccio un bilancio, buona parte non mi piace. E&#8217; roba che non fa per me. Liquidare cos\u00ec la questione, tuttavia, in questo caso trovo sia abbastanza riduttivo. Sono andato a vedere Dargen D&#8217;Amico un paio di volte. In entrambe le circostanze il posto era pieno di ragazzini probabilmente tirati in mezzo da &#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=d5NTPDG7Js0\" target=\"_blank\">Festa<\/a>&#8221; e &#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Sk51TwpUtb4\" target=\"_blank\">Bocciofili<\/a>&#8220;. Ora, che il secondo sia un pezzo clamoroso l&#8217;ho detto in non so pi\u00f9 quante occasioni (miglior base di sempre. DI. SEMPRE.), quindi non sto cercando di prendere le distanze. Il ragionamento \u00e8 un altro.<br \/>\nIn &#8220;D&#8217;io&#8221; non c&#8217;\u00e8 praticamente traccia di cassa dritta.<br \/>\nIn &#8220;D&#8217;io&#8221; non c&#8217;\u00e8 nessun featuring di spicco.<br \/>\nQuesti non sono i problemi del disco, sia chiaro, e lo dico da fan dei pezzi dritti ed ignoranti di DD, che sono una delle poche cose in musica che negli ultimi anni la sento e mi prende bene, mi mette allegria addosso qualunque sia il contesto in cui io mi trovi in quel momento. Sono per\u00f2 elementi che delineano un&#8217;intenzione di base, la necessit\u00e0 di dire altre cose o di dire cose analoghe, ma in modo diverso. Forse chi sta dietro al discorso dall&#8217;inizio ci pu\u00f2 vedere un ritorno a ci\u00f2 che era prima di &#8220;Vivere aiuta a non morire&#8221;, non lo so. Dal mio punto di vista parziale e superficiale, questo non \u00e8 il disco pi\u00f9 facile che Dargen D&#8217;Amico potesse scrivere dopo il precedente e il fatto che l&#8217;abbia realizzato esattamente com&#8217;\u00e8 mi porta a pensare che si stia parlando di un tizio con delle idee in testa e la necessit\u00e0 di esprimerle, di volta in volta, per come le ha avute. Che \u00e8 una dote che vorrei avere io e che farebbe bene a molti di quelli che fanno il suo stesso mestiere. C&#8217;\u00e8 quindi un salto abbastanza marcato tra questo disco e il precedente, ma c&#8217;\u00e8 anche un filo conduttore. Non parlo dello stile, delle rime, perch\u00e8 da non amante del rap in generale \u00e8 una cosa a cui bado poco. Ci\u00f2 che avvicina i due lavori per quanto mi riguarda \u00e8 la cura nelle basi, che se chiedete a me restano ad un livello oltre. Sono sparite le melodie facili, quelle che al primo ascolto ti si incollano in testa e restano l\u00ec. Qui c&#8217;\u00e8 bisogno di un po&#8217; di pazienza per apprezzare il gran lavoro fatto in quel senso. Spiego.<br \/>\nLa prima volta che senti &#8220;<a href=\"http:\/\/open.spotify.com\/track\/7GC1bL1QaN1bSuFO0eP1Ne\" target=\"_blank\">A meno di te<\/a>&#8221; ti parte immediatamente il piede. La seconda canticchi e balli. Alla terza sei ormai dentro il pezzo e ti arriva anche quanto \u00e8 figa la base su cui \u00e8 costruito. Con &#8220;<a href=\"http:\/\/open.spotify.com\/track\/11ScKDF7W1yZnQ65CEhnQS\" target=\"_blank\">Io, quello che credo<\/a>&#8221; il processo \u00e8 tutto il contrario. La ascolti la prima volta e cerchi di capire dove voglia andare a parare con quei suoni, tanto da cercare di isolarli e filtrare la voce che ti arriva. Poi realizzi e il pezzo cresce.<br \/>\nIn quest&#8217;ottica la traccia pi\u00f9 debole resta &#8220;<a href=\"http:\/\/open.spotify.com\/track\/28VzMyrs6r5pJtV0X0DMSd\" target=\"_blank\">Amo Milano<\/a>&#8220;, in cui non riesco a trovare nulla che valga la pena di sottolineare. Continua a sembrarmi una roba vecchia, ma proprio fuori tempo massimo e senza un senso. E&#8217; uno dei pezzi pi\u00f9 facili, ma \u00e8 facile nel modo sbagliato. Scivola via. Soprattutto, non ci vedo una firma.<br \/>\nCi sono altri passaggi nel disco che mi piacciono meno, ma che stimo di pi\u00f9. Tipo &#8220;<a href=\"http:\/\/open.spotify.com\/track\/5vkuKPXBFVKZvpx1CNtvMn\" target=\"_blank\">La mia donna dice<\/a>&#8220;. Il mio \u00e8 probabilmente un discorso del cazzo, ma spero che almeno sia comprensibile.<br \/>\nLa mia canzone preferita di &#8220;D&#8217;io&#8221; \u00e8 &#8220;<a href=\"http:\/\/open.spotify.com\/track\/4jyhyxaG1DdLVcisakdVBZ\" target=\"_blank\">L&#8217;Universo non muore mai<\/a>&#8220;, la mia quote preferita da &#8220;D&#8217;io&#8221; \u00e8 &#8220;<a href=\"http:\/\/open.spotify.com\/track\/6l2pWDusxMW0sMSEg6iU8X\" target=\"_blank\">Le stelle sono l&#8217;acne del cielo<\/a>&#8220;.<br \/>\nIn un panorama in cui J-Ax si ritrova a fare Fedez chiudendo una sorta di cerchio delle mutue ispirazioni (io se sento &#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_3LD72LzN8w\" target=\"_blank\">Uno di quei giorni<\/a>&#8221; ho quella sensazione l\u00ec [niente contro il pezzo, che \u00e8 anche carino]), Dargen D&#8217;Amico resta una cosa buona.<br \/>\nAnche con un disco che, nel complesso, per me \u00e8 un no.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo inizio di 2015 sono usciti due dischi che aspettavo. Per uno come me che non ha pi\u00f9 nulla da chiedere a nessuno dei suoi gruppi preferiti questa \u00e8 una cosa abbastanza inusuale, ormai. Aspettare un disco, dico. 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