{"id":1684,"date":"2015-04-16T11:00:35","date_gmt":"2015-04-16T09:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=1684"},"modified":"2015-04-19T23:31:08","modified_gmt":"2015-04-19T21:31:08","slug":"pubblicazione-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2015\/04\/16\/pubblicazione-6\/","title":{"rendered":"Pubblicazione #6"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\" style=\"margin:0px 0px 10px 0px;\">Durante gli ultimi mesi a Colonia, dopo la discussione del dottorato, ho lavorato ad un nuovo topic come post-doc.<br \/>\nQuando a fine 2011 ho lasciato il lab per rientrare in Italia il progetto era ben avviato, con anche dati robusti, ma ancora acerbo. In questi anni il gruppo ha portato avanti il lavoro e con un po&#8217; di fatica, un po&#8217; di aiuto esterno e tanta pazienza, qualche giorno fa lo ha finalmente pubblicato su Plos Genetics. Bravi.<br \/>\nCon ogni probabilit\u00e0 questa sar\u00e0 la mia ultima pubblicazione scientifica e la cosa mette addosso un po&#8217; di malinconia. La mia non \u00e8 stata una carriera da premio Nobel, ma in otto anni ho cavato fuori sei paper di cui due primi nomi ed un ultimo nome. Ho pubblicato grossomodo tutti i progetti a cui ho lavorato, ad eccezione dell&#8217;ultimissimo di cui avevo comunque messo gi\u00f9 un abbozzo di articolo che una volta cambiato lavoro nessuno (me compreso) ha pi\u00f9 avuto tempo e voglia di completare come si dovrebbe ed inviare in peer review.<br \/>\nFare ricerca non \u00e8 un lavoro che si pu\u00f2 fare per tutta la vita. Non per un discorso di soldi o stabilit\u00e0, che comunque pesa, ma perch\u00e8 per farla ad un certo livello (e parlo del mio, che \u00e8 certamente pi\u00f9 che dignitoso, ma non \u00e8 l&#8217;eccellenza) serve una dedizione fuori dal comune. Ora mi capita di girare per i laboratori. Vedo gente che lavora bene e gente che la prende come una vacanza, gente che ci mette il cuore e gente che tira a sera. La mia esperienza non \u00e8 quindi certamente estendibile alla totalit\u00e0 del campione. Se lo chiedete a me, non credo ad uno solo di quelli che dipinge il laboratorio come una miniera in cui si lavora praticamente gratis tutti i giorni fino a tardi week-end inclusi, ma percepisco un discreto prurito alle mani quando sento dire che in laboratorio &#8220;non si fa un cazzo&#8221;. Per otto anni ho dedicato a questa cosa tutto l&#8217;impegno di cui ero capace, senza eccessive rinunce, motivato unicamente dalla soddisfazione che si prova quando la comunit\u00e0 riconosce quanto hai prodotto e lo consegna ai posteri sotto forma di articolo. Forse i presupposti su cui si fondano i miei lavori verranno completamente stravolti o addirittura smentiti in un futuro pi\u00f9 o meno prossimo, o forse saranno alla base di scoperte maestose. Comunque la si guardi posso dire di aver contribuito al progresso e alla conoscenza scientifica. Sia anche in minima, infinitesima parte, \u00e8 molto pi\u00f9 di quanto la maggior parte delle persone potr\u00e0 mai dire di aver fatto.<br \/>\nE di questo sono incondizionatamente fiero.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosgenetics\/article?id=10.1371\/journal.pgen.1005149\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/SpastinLD.jpg\" title=\"Son sempre soddisfazioni\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\" style=\"margin:10px 0px 0px 0px;\"><em>Alcune delle immagini che ho prodotto per questo paper sono davvero belle, checcazzo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante gli ultimi mesi a Colonia, dopo la discussione del dottorato, ho lavorato ad un nuovo topic come post-doc. 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