{"id":1734,"date":"2015-06-09T12:00:39","date_gmt":"2015-06-09T10:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=1734"},"modified":"2015-06-09T12:00:39","modified_gmt":"2015-06-09T10:00:39","slug":"la-vita-immortale-di-henrietta-lacks","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2015\/06\/09\/la-vita-immortale-di-henrietta-lacks\/","title":{"rendered":"La vita immortale di Henrietta Lacks"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Ho letto un libro.<br \/>\nSi intitola &#8220;La vita immortale di Henrietta Lacks&#8221; e l&#8217;ha scritto Rebecca Skloot. Contrariamente a quanto starete pensando, non \u00e8 l&#8217;ennesimo thriller scandinavo, ma una ricerca accurata e appassionata in merito ad una vicenda che, negli anni &#8217;50, ha cambiato radicalmente la scienza aprendo a milioni di possibilit\u00e0 e simultaneamente a tantissime questioni etiche di cui, ovviamente, non avete manco una vaga idea.<br \/>\n\u00c8 un libro che dovreste leggere tutti.<br \/>\nLa storia ve la posso anticipare, perch\u00e9 conoscerla non impatta sulla portata del libro, anzi credo aiuti. In estrema sintesi: negli anni &#8217;50 una donna di colore di nome Henrietta Lacks si \u00e8 ammalata di una forma molto aggressiva di cancro e ci \u00e8 morta poco tempo dopo. Tra i due eventi, non poi cos\u00ec eccezionali, \u00e8 successo che un medico riuscisse a prelevare dal tumore alcune cellule che furono messe in coltura e, grazie a caratteristiche estremamente peculiari, resistono tutt&#8217;oggi vive, vegete ed in perfetta espansione.<br \/>\nQuesto \u00e8 il nucleo della questione, il libro mette in fila i dettagli fornendo un quadro non solo di quanto \u00e8 accaduto ad Henrietta, ma anche di cosa \u00e8 successo alla scienza da un lato ed alla famiglia della donna dall&#8217;altro in seguito a quella vicenda.<br \/>\n\u00c8 scritto come un romanzo perch\u00e9 l&#8217;autrice tiene a raccontare il percorso tortuoso che le \u00e8 servito a mettere insieme tutti i pezzi e, soprattutto, ad instaurare una relazione con la famiglia Lacks, non proprio composta da persone facili. Questo da un lato aiuta lo scorrere della lettura anche di chi non \u00e8 ferrato in biologia, ma dall&#8217;altro ovviamente allunga un po&#8217; il brodo con vicende interessanti fino ad un certo punto. Quello che conta \u00e8 che gli snodi scientifici ed etici cruciali ci sono tutti e sono spiegati in maniera chiara e dettagliata, con tanto di ampissima sezione bibliografica a corredo per chi volesse approfondire.<br \/>\nE ora veniamo alle ragioni per cui dovreste leggerlo.<br \/>\nIl motivo principale \u00e8 che vi vedo costantemente impegnati sul fronte di battaglie etico\/cospirazioniste dal vago retrogusto di scienza. Dalle scie chimiche alla salvaguardia della nutria, \u00e8 palese che la bioetica vi stuzzichi, solo che non capendone un cazzo vi buttate sulla prima cagata che vi capita sotto mano e ci costruite sopra crociate assurde esponendovi al ridicolo.<br \/>\nIn questo libro si parla, tra le altre cose, di esperimenti scientifici su persone non consapevoli, di brevetti su materiale biologico ottenuto magari senza consenso, di commercializzazione di tessuti altrui senza che il donatore ci ricavi nulla. Problematiche nate nel 1950, alcune pure prima, ma oggi tutt&#8217;altro che risolte. Ci sono pi\u00f9 spunti di riflessione nelle note di questo libro che in qualunque cazzo di blog utilizziate per &#8220;&#8221;&#8221;informarvi&#8221;&#8221;&#8221;.<br \/>\nLo so. Darvi in mano una roba del genere \u00e8 rischioso visto l&#8217;approccio cospirazionista e sensazionalista con cui affrontate qualsiasi argomento, ma io un po&#8217; ci voglio credere comunque. Questo libro pu\u00f2 davvero farvi capire come ci si rapporti ad un dilemma etico. Il dibattito viene riportato per intero, fornendo entrambe le posizioni (non \u00e8 INCREDIBILE???) e contrapponendo le diverse argomentazioni punto per punto. Alla fine propendere per una delle due parti \u00e8 possibile, ma non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec facile, specie se si prende atto di un contesto sociale ed economico che poco ha a che fare con questi interrogativi, ma che non pu\u00f2 non condizionarli. Cito un passaggio, in esempio:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">The debate over the commercialization of human biological materials always comes back to one fundamental point: like it or not, we live in a market-driven society, and science is part of that market. Baruch Blumberg, the Nobel Prize-winning researcher who used Ted Slavin\u2019s antibodies for hepatitis B research, told me, \u201cWhether you think the commercialization of medical research is good or bad depends on how into capitalism you are.\u201d On the whole, Blumberg said, commercialization is good; how else would we get the drugs and diagnostic tests we need? Still, he sees a downside. \u201cI think it\u2019s fair to say it\u2019s interfered with science,\u201d he said. \u201cIt\u2019s changed the spirit.\u201d Now there are patents and proprietary information where there once was free information flow. \u201cResearchers have become entrepreneurs. That\u2019s boomed our economy and created incentives to do research. But it\u2019s also brought problems, like secrecy and arguments over who owns what.\u201d<br \/>\nSlavin and Blumberg never used consent forms or ownership-transfer agreements; Slavin just held up his arm and gave samples. \u201cWe lived in a different ethical and commercial age,\u201d Blumberg said. He imagines patients might be less likely to donate now: \u201cThey probably want to maximize their commercial possibilities just like everyone else.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">Vi avviso, potrebbe essere una lettura destabilizzante, quindi se avete bisogno di certezze non \u00e8 materiale per voi. Per le verit\u00e0 incontestabili ci sono i siti anti vivisezione, o alla peggio potete andare in chiesa.<br \/>\nImmagino che il tono con cui \u00e8 scritto questo post vi stia dando sui nervi. Lo capisco, darebbe sui nervi anche a me perch\u00e8 vi sto trattando non solo da ignoranti, ma anche da persone non particolarmente sveglie. Capita. Ora avete tre possibilit\u00e0:<br \/>\n1) Ignorate questo post, i suoi riferimenti, chi l&#8217;ha scritto e continuate ad occuparvi di bioetica condividendo post scritti da chiss\u00e0 chi su Facebook. Bravi voi. Per\u00f2 ecco, se non doveste tornare sul mio blog a me sta benissimo.<br \/>\n2) Usate le quattro nozioni in croce che ho infilato in questa pagina, magari incrociandole con una veloce ricerca in google (se sovrastimo la vostra intraprendenza scusatemi) per fare gli spessi con gente che sta ancora pi\u00f9 indietro di voi e che, purtroppo, esiste. Buona scelta anche questa, per\u00f2 se proprio volete percorrerla vi chiederei di NON citarmi come possibile fonte.<br \/>\n3) Vi leggete questo libro. A quel punto avrete probabilmente voglia di saperne qualcosa in pi\u00f9 e leggerete altri libri o articoli. Magari avrete solo la tentazione di venire qui a dirmi che di questo libro io non ho capito niente, che \u00e8 scritto in modo sbagliato o che affronta la questione in modo sbagliato, oppure non vedrete l&#8217;ora di parlarne, ma non con me. Sarebbe bello comunque.<br \/>\nSe me lo chiedete, non saprei dire quante persone conosco che sceglierebbero l&#8217;opzione 3.<br \/>\nPer quanto mi riguarda, mi piace pensare che il blog di uno qualsiasi possa essere lo stimolo ad approfondire un argomento. Nulla di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho letto un libro. Si intitola &#8220;La vita immortale di Henrietta Lacks&#8221; e l&#8217;ha scritto Rebecca Skloot. 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