{"id":1789,"date":"2015-08-06T19:53:13","date_gmt":"2015-08-06T17:53:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=1789"},"modified":"2015-08-06T20:27:56","modified_gmt":"2015-08-06T18:27:56","slug":"la-volta-che-sono-stato-allexpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2015\/08\/06\/la-volta-che-sono-stato-allexpo\/","title":{"rendered":"La volta che sono stato all&#8217;Expo"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Alla fine sono andato all&#8217;Expo.<br \/>\nCi ho messo un po&#8217; a decidermi, non per chiss\u00e0 quali questioni ideologiche, quanto perch\u00e9 non avevo davvero molta idea di cosa fosse. Grossi padiglioni in cui le varie nazioni presentano la loro cultura gastronomica in relazione alla biodiversit\u00e0 territoriale e alle tecnologie agroalimentari per la sostenibilit\u00e0 nutrizionale. Figo eh, ma a me interessava pi\u00f9 che altro mangiare robe strane. Immaginavo Expo come una sorta di mercato con le bancarelle di design, insomma, e tutto sommato non \u00e8 che sbagliassi di molto, anche se dopo esserci stato la sensazione \u00e8 pi\u00f9 quella di un grosso parco divertimenti a tema cibo, con tanto di parata delle mascotte e spettacoli i vari. Come Gardaland, ma senza le giostre.<br \/>\nIn una giornata piena, circa 12 ore, sono riuscito a visitare 13 padiglioni: Nepal, Thailandia, Cile, Cina, Giappone, Messico, Marocco, Austria, Kazakistan, Emirati Arabi, Azerbaijan, Cuba e UK. Avendo con me un bimbo di neanche 3 mesi ho saltato qualunque coda, quindi ho visto molto pi\u00f9 di quanto avrei potuto in condizioni normali (certi padiglioni arrivano fino ad un&#8217;ora di attesa, senza contare le interminabili file all&#8217;ingresso dell&#8217;area Expo), il che significa che per vedere tutta la fiera senza &#8220;favoritismi&#8221; \u00e8 presumibile siano necessari almeno tre giorni pieni, se non quattro. Dei padiglioni che ho visitato, col senno del poi trovo evitabilissimi UK (che ho scelto solo nella speranza, vana, di beccare una buona birra), Cuba (che \u00e8 un bar di 3x3m che serve mojito a 8 euro), Azerbaijan e forse Messico. Menzione speciale in positivo alla Thailandia e al Giappone, che sono senza dubbio i migliori tra quelli che ho visitato. Volendo fare un podio metto al terzo posto il Marocco.<br \/>\nUn discorso particolare andrebbe fatto per il padiglione degli Emirati. Come dicevo all&#8217;inizio ho cercato di sorvolare sulle questioni ideologiche legate all&#8217;evento, per\u00f2 \u00e8 difficile stare a sentire un pippone di 20&#8242; sugli sprechi d&#8217;acqua nello stand di chi costruisce piste da sci nel deserto. Tutto il percorso del padiglione (disegnato da Foster, giusto per non farsi mancare nulla) \u00e8 incentrato su un video il cui messaggio che ho colto \u00e8: se sei ricco vale la pena mobilitare elicotteri per trasportare una palma del cazzo dal cantiere dell&#8217;ennesimo grattacielo fino al giardino della reggia di tua nonna, sprecando 1000 volte pi\u00f9 risorse di quante quella Palma di merda riuscir\u00e0 mai a produrre. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=yuNYxLb_BeY\" target=\"_blank\">Qui il video<\/a>, se ci trovate un messaggio diverso fatemelo sapere.<br \/>\nCosa rimane da dire? Beh, in primo luogo che se uno ci va per mangiare robe strane e assaggiare prodotti del mondo, \u00e8 facile rimanga deluso. Tolto il latte di cavalla fermentato offerto dallo stand Kazako con l&#8217;evidente scopo di trollare i visitatori (&#8220;Ehi, nello stand mostriamo storioni un po&#8217; ovunque, ma la nostra chicca non \u00e8 il caviale, \u00e8 questa merda qui. Assaggia!&#8221;) e la frittellina al miele offerta dagli emiri (che tanto loro possono), per il resto nulla da segnalare. Mi sono fatto sapientemente inculare dai colombiani, che per 20 euro mi hanno rifilato due empanadas meno significative di un sofficino findus, e mi sono fatto ingolosire dal foodtruck americano, come il tipo che va nel birrificio artigianale e prende una nastro azzurro (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_1X1GlT7QsE\" target=\"_blank\">cit.<\/a>).<br \/>\nHo evitato con estrema accortezza tutti gli stand &#8220;sponsor&#8221; ad eccezione di Chicco, che se hai un bambino di tre mesi con te risulta l&#8217;azienda con le istallazioni migliori, e il duo Moretti\/Poretti perch\u00e8 in 12 ore di caldo una birretta te la devi anche bere e piuttosto che spendere 5 euro per una birra colombiana il duo di casa nostra resta la soluzione migliore. Lo stand Poretti, anche noto come 50 sfumature di luppoli, presenta settecento alternative, lo stand Moretti ha SOLO il baffo d&#8217;oro (io le cose alla frutta non le conto, che non \u00e8 birra). Il baffo d&#8217;oro, ovviamente, piscia in testa a tutte e settecento le alternative Poretti dimostrando, in Expo come nella vita, che il baffo \u00e8 e sar\u00e0 sempre il TOP.<br \/>\nIl mio giudizio finale in sostanza \u00e8 questo: riuscendo ad avere un biglietto a prezzi ridotti (io ne ho avuto uno in omaggio da Sky, per dire, quindi ho speso 39 euro per due persone) ed un infante per saltare le code, l&#8217;esperienza Expo \u00e8 piacevole e vale la visita. Non imparerete molto sul futuro del pianeta, ma vi verr\u00e0 voglia di visitare posti in cui non siete stati. Se un certo tipo di architettura vi diverte, vedere gli stand \u00e8 sicuramente piacevole. Oltre a questo, onestamente, non credo si possa andare.<br \/>\nCome detto all&#8217;inizio ho cercato di tenermi fuori dalle questioni ideologiche, ma se proprio volete un mio parere veloce e superficiale anche su quello, cito da <a href=\"http:\/\/www.amargine.it\/che-succede\/lexpo-2015-in-55-tweet-alcuni-effettivamente-brevi\/\" target=\"_blank\">un blog che dovreste leggere<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>&#8230; Dovete sapere che l\u2019Expo \u00e8 un\u2019esperienza che permette selfie praticamente a ogni passo, ed estremamente twittabile, quindi a noi giovani piace molto, esclusi naturalmente i giovani noExpo, secondo i quali un altro mondo \u00e8 possibile.<br \/>\nSecondo me, no.<br \/>\nEh. Spiace.<\/p><\/blockquote>\n<p align=\"justify\">Alla fine speravo ci fosse una maglietta con la scritta &#8220;I went to Expo Milano 2015 and all I&#8217;ve got is this stupid t-shirt&#8221;, ma no.<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine sono andato all&#8217;Expo. Ci ho messo un po&#8217; a decidermi, non per chiss\u00e0 quali questioni ideologiche, quanto perch\u00e9 non avevo davvero molta idea di cosa fosse. Grossi padiglioni in cui le varie nazioni presentano la loro cultura gastronomica in relazione alla biodiversit\u00e0 territoriale e alle tecnologie agroalimentari per la sostenibilit\u00e0 nutrizionale. 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