{"id":1979,"date":"2016-01-31T00:01:30","date_gmt":"2016-01-30T23:01:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=1979"},"modified":"2019-02-19T14:28:47","modified_gmt":"2019-02-19T13:28:47","slug":"i-ventanni-di-heavy-petting-zoo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2016\/01\/31\/i-ventanni-di-heavy-petting-zoo\/","title":{"rendered":"I vent&#8217;anni di Heavy Petting Zoo"},"content":{"rendered":"<p style=\"magin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\">&#8220;Heavy Petting Zoo&#8221; \u00e8 il secondo disco punk-rock che ho comprato in vita mia. L&#8217;ho ordinato a&nbsp;Pick Up, il negozio&nbsp;che allora mi vendeva i CD, e c&#8217;erano volute delle settimane prima che mi arrivasse. Giovanni, il padrone, non aveva idea di che roba fosse e ricordo che, quando me lo consegn\u00f2, guardando la copertina fece un mezzo sorriso.<br \/>\nMia madre non reag\u00ec allo stesso modo.<br \/>\nDa un figlio adolescente ti aspetti prima o poi delle preoccupazioni e quindi se un giorno ti torna a casa brandendo un disco con in copertina un tizio che molesta una pecora, credo sia legittima un po&#8217; di perplessit\u00e0. Sono i primi anni del liceo, hai appena smesso di essere uno studente modello per abbracciare il culto della sufficienza risicata e ora te ne esci con questa cosa del punk-rock. Da l\u00ec a drogarsi \u00e8 un attimo. Sbaglier\u00f2, ma ad una certa i miei erano convinti mi drogassi.<br \/>\nHo iniziato ad ascoltare un certo tipo di musica perch\u00e8 suonava veloce e carico. Accendevo il walkman e mi andava in circolo l&#8217;adrenalina. Non era il messaggio, non c&#8217;era volont\u00e0 di ribellione. Nichilismo, rabbia, emarginazione? Zero. I testi di quelle canzoni avrebbero potuto dire qualsiasi cosa, non lo capivo e non mi importava. Il processo era del tutto irrazionale, emotivo, e convogliava l&#8217;energia propria dell&#8217;adolescenza. Per dirla con una famosa citazione sentivo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=CYEvb83YF3E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una forza dentro di me che neanche io so spiegare come<\/a>&#8220;.<br \/>\nE mi prendeva bene.<br \/>\nLa musica aveva soprattutto&nbsp;lo scopo di farmi stare&nbsp;bene. Non \u00e8 sempre stato cos\u00ec, ma lo \u00e8 spesso e lo era sicuramente in quegli anni l\u00ec. Quando ti infili dentro la musica, quando ascoltare un disco non \u00e8 il sottofondo a quel che fai, ma quel che fai e basta, \u00e8 come quando bevi. Ti tira fuori quel che sei davvero e fa venire a galla le emozioni che quotidianamente filtri sotto tonnellate di sovrastrutture comportamentali. Credo sia la ragione principale per cui, su di me, il metal o il grunge non hanno grossomodo mai funzionato: io puntavo stare bene.<br \/>\nLa prima volta che ho ascoltato HPZ, ovviamente da una cassetta duplicatami non saprei nemmeno bene ricordare da chi, per me fu una sorta di illuminazione. Bastarono&nbsp;3&#8217;58&#8221; per definire con chiarezza che quello era ci\u00f2 che avrei voluto ascoltare a ripetizione per i prossimi giorni, che diventarono poi mesi ed anni. Hobophobic parte drittissima e ti centra come una sberla. Schiacci PLAY&nbsp;e&nbsp;nei primi, boh, 10&nbsp;secondi ti arrivano in faccia i Nofx, tutti insieme. Il basso, la batteria velocissima, la voce di Mike, le chitarre e quei cori armonici (?) cos\u00ec diversi dagli uo-oh da singalong puro che avevo conosciuto con gli Offspring. Un manifesto completo ed esaustivo in 10 secondi&nbsp;ad aprire un pezzo che&nbsp;prosegue&nbsp;senza sosta, senza pause, con quei colpi di tom pesantissimi e quelle rullate messe apposta per impedirti di riprendere fiato. Non hai letteralmente il tempo per capire cosa stia succedendo perch\u00e8 quando pensi di aver preso le misure, di iniziare a orientarti, dopo 48 secondi convulsi,&nbsp;\u00e8 tutto finito. Di botto. Come qualcuno avesse premuto un interruttore. Te ne resti l\u00ec come dopo&nbsp;uno di quei&nbsp;flash che quando ti capitano nella vita non sei sicuro di averli visti o sentiti davvero.<br \/>\nEd \u00e8 a quel punto che&nbsp;arriva lo&nbsp;xilofono.<br \/>\nUn jingle stupidissimo di xilofono \u00e8 l&#8217;ultima cosa che mi sarei mai potuto aspettare&nbsp;dopo una partenza cos\u00ec ed \u00e8 su quel primo &#8220;Bleah&#8221; che credo di essere definitivamente capitolato. Bandiera bianca&nbsp;e resa incondizionata. Fate di me ci\u00f2 che volete, avete vinto voi. Vi amo. Ho passato mesi a consumare quel disco e ogni volta che lo ascoltavo lo trovavo semplicemente perfetto in ogni aspetto.<br \/>\nOggi invece sono diversi anni che non lo ascolto, anche rispetto ad altri dischi dei Nofx. Quando ho deciso di buttar gi\u00f9&nbsp;questo post&nbsp;ho provato ad andare a memoria e mi sono sorpreso di&nbsp;quanto fosse annebbiato il ricordo che ne ho in testa. Mentre scrivo non ho la minima idea di che pezzo sia &#8220;What&#8217;s The Matter With Kids Today?&#8221;. Non me la ricordo proprio e la cosa mi infastidisce a diversi livelli. Quindi mi prendo una pausa e mi riascolto il disco.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yvBaSsg39nU?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0\" width=\"640\" height=\"480\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"magin: 10px 0px 0px 0px;\" align=\"justify\">Madonna, che bomba di disco.<br \/>\nAlla fine non mi ricordavo davvero un mucchio di cose, ma quella che forse mi ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 la voce di Mike. Non saprei dire, ma ho sempre avuto l&#8217;impressione che la sua voce su questo disco fosse diversa, in qualche modo, da quella presente in tutti gli altri. La prima volta che ho ascoltato &#8220;Punk in Drublic&#8221;, dopo mesi di monoteismo devoto a HPZ, l&#8217;ho fatto da una cassetta che sul lato B aveva i Rancid (Credo &#8220;Let&#8217;s go&#8221; [uno dei dischi invecchiati peggio tra quelli che ho in casa. L&#8217;ho messo in macchina un paio di anni fa e ci son rimasto malissimo. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lMeGwdhOQFg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Radio<\/a> sempre clamorosa per\u00f2.].). Ricordo che al primo ascolto del nastro avevo il dubbio su quale dei due dischi fosse quello dei Nofx perch\u00e8 in nessuno dei due riconoscevo la voce. Oggi mi sembra inconcepibile poterli confondere, ma fu cos\u00ec.<br \/>\nIo credo ancora che HPZ sia uno dei migliori dischi che i Nofx abbiano mai pubblicato. Probabilmente per una band che incide&nbsp;da pi\u00f9 di vent&#8217;anni sempre lo stesso album sul gradimento personale pesa molto l&#8217;ordine cronologico con cui li si approccia, ma \u00e8 pur vero che il disco con gli abusi sessuali alle pecore \u00e8 diffusamente ritenuto un loro mezzo passo falso. A torto, ovviamente.<br \/>\nNel booklet di &#8220;So long&#8230; and thanks for all the shoes&#8221; c&#8217;\u00e8 una sorta di sezione FAQ in cui i nostri sostengono di aver registrato HPZ con l&#8217;idea di farlo&nbsp;piacere ad MTV. La cosa fa ovviamente sorridere, ma potrebbe non essere cos\u00ec lontana dalla verit\u00e0.&nbsp;Ho sempre pensato che il &#8220;non avercela fatta&#8221; a finire nel turbine del punk-rock da televisione degli anni &#8217;90 sia stato meno voluto di quanto i Nofx abbiano sempre cercato di sbandierare, almeno fino a questo disco qui. I&nbsp;soldi poi sono arrivati comunque e l&#8217;immagine di band integra che non si piega ai giganti della discografia ha contribuito molto nel farli arrivare, ma non scommetterei fosse quello il piano di partenza.<br \/>\nResta il fatto che questo disco, additato da molti se non come il loro tentativo di vendersi, certamente come un disco troppo lento per piacere, contenga in realt\u00e0 alcuni pezzi che non potrei mai togliere dalla (lunga) lista&nbsp;i miei preferiti in assoluto: &#8220;The Black and White&#8221; con la sua ritmica incredibile, &#8220;Bleeding Heart Disease&#8221;, &#8220;Hot Dog In A Hallway&#8221; (che \u00e8 un titolo oltre il geniale) e la conclusiva &#8220;Drop the world&#8221;, con quella tromba che quando entra, ogni volta, mi mette addosso una pelle d&#8217;oca spessa un centimetro.&nbsp;Nel 1996&nbsp;le mie preferite erano &#8220;Love story&#8221; e &#8220;Release the hostages&#8221; (che resta sempre un gran pezzo).<\/p>\n<p style=\"magin: 10px 0px 0px 0px;\" align=\"justify\">Questo disco oggi compie vent&#8217;anni.<br \/>\nI Nofx nel 2016 sono sempre gli stessi, solo pi\u00f9 vecchi. Ho visto recentemente alcuni inediti&nbsp;della prima stagione di &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/NOFX:_Backstage_Passport\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Backstage passport<\/a>&#8221; e, per quanto possa essere triste, vederli fare certe cose oggi mi mette addosso il malessere. Le ultime volte che li ho visti suonare (ormai anni fa) mi han dato l&#8217;idea di non reggere pi\u00f9 il tiro della loro stessa musica, oltre che il peso delle sostanze che assumono prima di suonarla. Qualche mese mi \u00e8 capitata sott&#8217;occhio <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=yMSKX2oxSXM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un&#8217;intervista di Mike per i 25 anni della Fat Wreck<\/a> e ascoltandolo non puoi fare a meno di pensare sia&nbsp;ancora un tipo tutto sommato stimabile, ma che forse i neuroni abbiano&nbsp;iniziato ad abbandonare la nave. E poi c&#8217;\u00e8 la storia del <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pl72C9f6E3s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">calcione al fan sul palco<\/a>, che probabilmente&nbsp;non ho mai digerito del tutto.<br \/>\nEppure ancora oggi i Nofx sono quella band di cui nessuno parla&nbsp;n\u00e9&nbsp;scrive su internet per sbrodolare dei&nbsp;bei tempi andati (presenti esclusi), ma che quando passa a suonare raccoglie un consenso ed una partecipazione trasversali. Come al liceo sapevano mettere insieme&nbsp;chiunque, dallo skater wannabe al fissato coi sex pistols, oggi richiamano sotto il palco un pubblico assolutamente eterogeneo. Ragazzini e quarantenni, gente che ha smesso di ascoltare questa roba da lustri&nbsp;e gente che ha iniziato ieri, oltre a chi, ovviamente, ci crede oggi come ci credeva nel&nbsp;1996.&nbsp;Se pensate all&#8217;inossidabile ed invariabile scaletta che da vent&#8217;anni viene suonata nelle cosiddette &#8220;Discoteche Rock&#8221;, i Nofx sono l&#8217;unica band presente che non passasse anche per radio o in TV e qualcosa questo&nbsp;vorr\u00e0 pur dire.<\/p>\n<p style=\"magin: 10px 0px 0px 0px;\" align=\"justify\">Io non ascolto pi\u00f9 i Nofx da tantissimo tempo, ma ogni volta che mi capitano in mano i dischi vecchi mi sento davvero un fesso ad averli mollati a prendere polvere su una mensola.&nbsp;<span style=\"line-height: 1.6471;\"><br \/>\nIn ogni caso,&nbsp;quando mi arriva un messaggio o una notifica di qualche tipo sul telefono, parte un jingle stupidissimo suonato con lo xilofono.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Heavy Petting Zoo&#8221; \u00e8 il secondo disco punk-rock che ho comprato in vita mia. L&#8217;ho ordinato a&nbsp;Pick Up, il negozio&nbsp;che allora mi vendeva i CD, e c&#8217;erano volute delle settimane prima che mi arrivasse. Giovanni, il padrone, non aveva idea di che roba fosse e ricordo che, quando me lo consegn\u00f2, guardando la copertina fece&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2016\/01\/31\/i-ventanni-di-heavy-petting-zoo\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">I vent&#8217;anni di Heavy Petting Zoo<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[5,24],"tags":[162],"class_list":["post-1979","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-musica","category-ricordi","tag-disco-della-vita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1979"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1979\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3258,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1979\/revisions\/3258"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}