{"id":2071,"date":"2016-06-21T13:33:48","date_gmt":"2016-06-21T11:33:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=2071"},"modified":"2016-06-21T15:50:45","modified_gmt":"2016-06-21T13:50:45","slug":"hail-to-the-king","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2016\/06\/21\/hail-to-the-king\/","title":{"rendered":"Hail to the king"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\">Quest&#8217;anno non ho postato le mie previsioni sui playoff NBA, l&#8217;ormai celebre bracket. Voi, attenti lettori, ve ne sarete certamente accorti.<br \/>\nOggi potrei quindi atteggiarmi a quello che l&#8217;aveva prevista questa vittoria dei Cavs, invece no. Io avrei detto Golden State.<br \/>\nNon solo all&#8217;inizio eh, quando la regular season si \u00e8 chiusa 73-9 ed era logico aspettarsi una marcia altrettanto trionfale ai playoff, ma anche l&#8217;altro ieri, quando ormai di motivi per immaginarsela quantomeno combattuta ce n&#8217;erano diversi.<br \/>\nTipo:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/Finals2016.jpeg\" width=\"800\" title=\"Sto giro no, dai.\" \/><\/p>\n<p style=\"margin: 10px 0px 0px 0px;\" align=\"justify\">E invece io ho sempre creduto che Golden State avesse al massimo un problema di concentrazione, una tendenza a distrarsi e tirare i remi in barca con eccessiva facilit\u00e0, che \u00e8 s\u00ec una cosa grave, ma solo se non si \u00e8 altrettanto pronti e decisi nel riaccendere la luce quando serve. Cosa che io pensavo nella baia sapessero fare a comando.<br \/>\nQuesta illusione me l&#8217;ha probabilmente data la serie con OKC quando, sotto di 3 a 1, si sono semplicemente rimessi in riga e l&#8217;hanno porta a casa rigirando un risultato che, nella storia, non viene ribaltato con estrema frequenza (internet dice che \u00e8 successo 10 volte su 234 serie, per dire). Ok, la partita forse pi\u00f9 decisiva di quella finale di conference se l&#8217;\u00e8 bevuta Westbrook con due perse sanguinose negli ultimi secondi, ma andando oltre l&#8217;episodio, che \u00e8 pur sempre un episodio, resta una squadra che sotto 3 a 1 decide di rimetterla in riga e ci riesce in maniera direi convincente.<br \/>\nQuesta \u00e8 per\u00f2 solo l&#8217;ultima circostanza, a volerci pensare, in cui i Warriors hanno dato prova di potersi permettere rischi folli senza troppe controindicazioni. Pensiamo proprio alla regular season ed alla corsa al nuovo record di vittorie ogni epoca. A 5 partite dal termine i nostri fenomeni perdono alla Oracle contro i Timberwolves, squadra di talento e prospettiva, ma non proprio imbattibile per i campioni in carica. Nell&#8217;ottica di fare la storia, la 9a sconfitta era l&#8217;ultima che potessero permettersi e nelle ultime quattro partite gli restavano due scontri con i San Antonio Spurs, non solo detentori del secondo record di stagione, ma una delle squadre pi\u00f9 temute e solide della lega. Spurs che, per metterci un ulteriore carico, fino a quel momento non avevano MAI perso in casa in tutta la RS.<br \/>\nRicapitoliamo.<br \/>\nA 4 gare dal termine GS per battere il record che insegue da tutta una stagione \u00e8 &#8220;obbligata&#8221; a vincere tutte le partite, compresi due scontri con SA di cui uno in Texas, dove gli Spurs non hanno mai perso. In quel momento ricordo che parlando con il BU dissi una roba come: &#8220;Per me Popovich sente l&#8217;odore del sangue&#8221; e continuo a credere fosse cos\u00ec. Il coach dei texani non \u00e8 uno che da troppa importanza alle singole partite della stagione regolare, ma l&#8217;occasione di spezzare il record ai propri avversari diretti per la corsa alle Finals era davvero troppo ghiotta. Fallire il bersaglio ad un metro dal traguardo \u00e8 qualcosa da cui psicologicamente non ti riprendi cos\u00ec in fretta. Sarebbe potuta essere una chiave di svolta della stagione. Dimostrarsi capaci di fermare la squadra che per tutti ormai era &#8220;unstoppable&#8221;.<br \/>\nEcco, invece ciccia. Curry e soci han vinto tutte e quattro le partite, comprese le due con San Antonio. In casa, ma soprattutto in Texas. Una dimostrazione di forza tale da aver probabilmente (o almeno a mio avviso) dato un bel colpo alla fiducia di San Antonio che, di fatto, poi ha chiuso con una post season ben al di sotto delle attese (se lo chiedete a me, secondo fallimento di questo 2015\/2016 in ordine di importanza e peso).<br \/>\nRestiamo per\u00f2 sulla squadra della Baia. Questo finale con San Antonio, il 3-1 ribaltato con OKC, le serie vinte nonostante l&#8217;infortunio di Curry e le follie di Green, sono tutte situazioni che ho idea abbiano contribuito a generare nei Warriors questa percezione di se stessi prossima all&#8217;immortalit\u00e0. Uno stato di self confidence cos\u00ec estremo da pensare di poter far fronte anche nelle finali a partite in cui si decide di non scendere in campo (Gara 3), a squalifiche di Green (Gara 5), a una serata storta dell&#8217;MVP e magari anche del team di arbitri (Gara 6).<br \/>\nE come ci credevano loro, ci credevo pure io. Ero convinto che, anche in questa situazione, avrebbero semplicemente girato l&#8217;interruttore e vinto gara 7 in leggera scioltezza. E per me lo switch c&#8217;\u00e8 stato eh, lo dimostra la prestazione mostruosa di Green, che a mio avviso \u00e8 il vero barometro della squadra. Per la prima volta invece questo colpo di coda finale non \u00e8 arrivato, i tiri di Curry e Thompson non sono entrati come previsto. Ci sono stati fattori che hanno spezzato quella corda tirata e tirata dai campioni per tutta la stagione e mai davvero apparsa sul punto di rompersi.<br \/>\nFattori tipo questo:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/Finals2016_2.jpg\" width=\"800\" title=\"Ho detto no. Non Insistere.\" \/><\/p>\n<p style=\"margin: 10px 0px 0px 0px;\" align=\"justify\">Direi che \u00e8 tempo di parlare dei vincitori.<br \/>\nNon che ci sia molto da dire eh. A est si sono dimostrati una squadra senza rivali. Han perso due partite con Toronto in finale, ma ci\u00f2 nonostante non sono mai sembrati in discussione. Forse perch\u00e8, come direbbe qualcuno, &#8220;Il cielo \u00e8 blu, l&#8217;acqua \u00e8 bagnata e LeBron James arriva in finale&#8221;. Eppure per quanto fosse scontato il re-match della finale 2014\/2015 nessuno avrebbe mai pensato ad un risultato diverso. Leggevo e sentivo un po&#8217; ovunque &#8220;La finale vera sar\u00e0 quella di conference a ovest tra Golden State e San Antonio&#8221; e questo un po&#8217; la dice tutta sulla percezione della situazione. Perch\u00e8 \u00e8 vero che nello sport pu\u00f2 succedere sempre di tutto, [SPOILER] come di fatto \u00e8 successo,[\/SPOILER] ma in una lega dove tutto si gioca su una quantit\u00e0 di partite abnorme, i valori reali dovrebbero quasi sempre essere premiati dal risultato.<br \/>\nEppure lo scorso anno LeBron da solo, letteralmente, due gare contro i Warriors le aveva vinte. E a memoria, sul 2-1 Cavs di un anno fa, qualcuno aveva iniziato a pensare che Cleveland potesse farcela nonostante tutte le assenze. Perch\u00e8 quest&#8217;anno, con la squadra al completo, le chances sarebbero dovute essere meno? Love pu\u00f2 essere &#8220;mollo&#8221; fin che si vuole, Irving pu\u00f2 avere tutti i limiti difensivi del mondo, ma \u00e8 difficile sostenere che i Cavs senza di loro possano essere pi\u00f9 pericolosi. Quindi se era ragionevole aspettarsi che facessero meglio dello scorso anno, ovvero meglio di 4-2, cosa ci impediva di pensare potessero addirittura vincerla 3-4? Direi che la risposta \u00e8 di nuovo nei Warriors: avevano convinto tutti non ci fosse storia. Talmente bene da esserne convinti loro per primi. Probabilmente nemmeno a torto. Se volessimo definire &#8220;schiacciante dimostrazione di superiorit\u00e0&#8221; usando delle immagini, direi che Gara 1 e Gara 2 di queste Finals funzionerebbero a pennello.<br \/>\nLa testa per\u00f2 fa tutta la differenza del mondo quando si traccia la riga che separa i fenomeni dai campioni. LeBron James non credo abbia bisogno di grosse indicazioni per capire da che parte posizionarsi e, dopo questa serie, mi sembra che anche Irving abbia trovato il suo posto. Curry invece il dubbio ce lo lascia. Due volte MVP della regular season, di cui una votato all&#8217;unanimit\u00e0, due volte in finale e una volta campione NBA, eppure mai incisivo come ci si aspetterebbe nelle ultime sette gare. Non lo \u00e8 stato l&#8217;anno scorso e non lo \u00e8 stato quest&#8217;anno, dove anche in caso di vittoria non si sarebbe con ogni probabilit\u00e0 aggiudicato il premio di MVP. E forse questa cosa dovrebbe far riflettere un po&#8217; di pi\u00f9 quando si parla di lui, senza per forza metterlo in discussione (che \u00e8 follia). Queste due stagioni ci hanno detto che tra Thompson, Curry e Green quello di cui Golden State non pu\u00f2 proprio fare a meno \u00e8 l&#8217;ultimo. E mi pare una nota interessante.<br \/>\nBon, chiudo qui che ho gi\u00e0 scritto troppo per un post che ha come unico prestesto celebrare la vittoria dell&#8217;anello di JR. Smith.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/Finals2016_3.jpg\" width=\"800\" title=\"Quando non sto festeggiando l'anello di solito sdraio Rihanna.\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest&#8217;anno non ho postato le mie previsioni sui playoff NBA, l&#8217;ormai celebre bracket. Voi, attenti lettori, ve ne sarete certamente accorti. Oggi potrei quindi atteggiarmi a quello che l&#8217;aveva prevista questa vittoria dei Cavs, invece no. 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Non solo all&#8217;inizio eh, quando la regular season si \u00e8 chiusa 73-9 ed era&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2016\/06\/21\/hail-to-the-king\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Hail to the king<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[4,7],"tags":[],"class_list":["post-2071","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riflessioni","category-sport"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2071"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2071\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2083,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2071\/revisions\/2083"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}