{"id":2641,"date":"2017-09-19T13:59:36","date_gmt":"2017-09-19T11:59:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=2641"},"modified":"2017-09-19T13:59:36","modified_gmt":"2017-09-19T11:59:36","slug":"quinoa-or-not-quinoa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2017\/09\/19\/quinoa-or-not-quinoa\/","title":{"rendered":"Quinoa or not quinoa?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Da ieri rimbalza per la rete un pezzo intitolato &#8220;<a href=\"http:\/\/thevision.com\/scienza\/vita-di-un-vegano-non-etica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PERCH\u00c9 NON C\u2019\u00c8 NULLA DI ETICO NELLA VITA DI UN VEGANO<\/a>&#8220;. Dopo averlo letto l&#8217;ho condiviso e ho provato a parlarne con alcune persone vegane che conosco.<br \/>\nCi sono due livelli di analisi del pezzo di cui sopra.<br \/>\nIl primo \u00e8 focalizzarsi sui toni, che \u00e8 la cosa che viene pi\u00f9 immediato fare, credo anche nell&#8217;intento di chi ha scritto il pezzo. Da quando internet ha reso la figura del giornalista indistinguibile da quella del blogger ci tocca continuamente leggere articoli dai toni &#8220;simpa&#8221;, con livelli di sarcasmo semplicemente inadeguati e per cui lo sforzo principale diventa arrivare in fondo al primo paragrafo senza spaccare il PC. Il mio riferimento mentale in questi termini \u00e8 Scanzi, c&#8217;\u00e8 chi (a ragione) cita Travaglio, sono entrambi ottimi esempi di quanto irritante pu\u00f2 essere quel tipo di approccio. L&#8217;articolo uscito su The Vision \u00e8 un fulgido caso di sbagliare i toni. D&#8217;accordo, ma andrei oltre.<br \/>\nIl secondo livello \u00e8 focalizzarsi sui contenuti e qui la questione diventa pi\u00f9 interessante. A mio modestissimo parere, il senso dell&#8217;articolo \u00e8 nell&#8217;ultima frase:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;L\u2019unica cosa che possiamo fare, la prossima volta che ci troveremo a mangiare in una hamburgheria artigianale con un amico vegano, \u00e8 aiutare chi ci sta di fronte a scegliere. Fra il burger di quinoa con guacamole e mayo di mandorle e l\u2019unica scelta etica possibile: il digiuno.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">A me pare ovvio l&#8217;obbiettivo del pezzo sia mettere in discussione un preciso approccio al veganesimo, che non \u00e8 quello della maggior parte dei vegani che conosco, ma che \u00e8 quello della maggior parte dei contenuti Go Vegan che mi arrivano in faccia.<br \/>\nOggi ho condiviso un secondo pezzo, che punta a rispondere a quello di ieri: &#8220;<a href=\"https:\/\/t.co\/hN11h9GSVI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla di etico in quell\u2019articolo sui vegani<\/a>&#8220;. E&#8217; un bell&#8217;articolo, scritto bene e ben costruito, che contestualizza i dati in maniera accurata e apre ulteriormente la visione di insieme. Solo che sbaglia mira. Dice, in riferimento al post di Lenardon:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;\u00e8 un hatchet job dove si isolano informazioni dal loro reale contesto per porle in una narrativa che cerca di rassicurarti che quelli che mangiano piante sono tutti hippies scemi e tu che mangi wurstel sei uno figo e razionale e intelligente.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 affatto quello il punto, per me. Discutere chi scrive libri di &#8220;cucina etica&#8221; promuovendo la quinoa non \u00e8 discutere chi sceglie di essere vegano.<br \/>\nAnni fa, in seguito ad alcune dichiarazioni omofobe di Guido Barilla, era partita una campagna di boicottaggio al marchio. Scelta legittima e se vogliamo condivisibile, a patto poi si acquisti la pasta da un produttore che sappiamo per certo essere gay friendly, o quantomeno la cui posizione in merito possa essere considerata meno sbagliata. &#8220;Compro Rummo perch\u00e8, se anche odiano i gay, hanno la decenza di non dirlo in pubblico&#8221; \u00e8 una posizione assolutamente legittima, &#8220;Compro Rummo perch\u00e8 Barilla odia i gay&#8221; lo \u00e8 meno.<br \/>\nIn risposta al pezzo originale per\u00f2 ci sono stati anche articoli davvero impresentabili, che tuttavia aiutano ad analizzare il fenomeno a tutto tondo, tipo: &#8220;<a href=\"http:\/\/www.medicinapiccoledosi.it\/ambiente\/perche-non-ce-nulla-etico-nella-vita-matteo-lenardon\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Perch\u00e8 non c\u2019\u00e8 nulla di etico nella vita di Matteo Lenardon : una critica sensata (forse)<\/a>&#8220;. Ecco, gi\u00e0 il titolo non lascia sperare benissimo (tanto meno il sito su cui \u00e8 pubblicato), ma andando a leggere viene da pensare che articoli come quello di The Vision tutto sommato male non facciano. Cito:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Magari sarebbe stato pi\u00f9 completo cercare di andare alla\u00a0radice di questo problema,\u00a0non \u00e8 di certo colpa del vegano\u00a0se vengono espropriate terre e ridotti umani alla fame per la produzione di quinoa (che poi, a dirla tutta, quante volte avete mangiato la quinoa?). Magari sarebbe stato pi\u00f9 corretto parlare del\u00a0comportamento\u00a0aggressivo di ogni multinazionale del cibo, che vedendo aumentare la domanda, si \u00e8 comportata di conseguenza. Semplice\u00a0logica di mercato, non c\u2019era nessun pretesto per attaccare il vegano.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visione \u00e8 abbastanza miope. Una scelta vegana che si basa sull&#8217;impatto ambientale dell&#8217;alimentazione carnivora\/onnivora non pu\u00f2 essere messa di fronte al suo stesso impatto ambientale perch\u00e8, ehi, il problema sono le multinazionali e le logiche di mercato, che evidentemente non si applicano al business della carne o non sono in ogni caso sufficienti a redimerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; oggettivo ci siano nella scelta del veganesimo una buona fede indiscutibile ed un obbiettivo encomiabile. Il punto \u00e8 cercare di comprendere se la strategia che si usa per arrivarci sia utile, ininfluente o addirittura controproducente. In un contesto sociale ed economico in cui l&#8217;etica sta sui menu dei ristoranti, ma non nelle teste di chi legifera su temi come commercio, agricoltura, allevamento e lavoro, per me \u00e8 difficile comprendere i reali effetti della mia dieta. Da ignorante sono portato a pensare ci sia un numero X di vegani a cui tendere, sufficiente ad alleggerire l&#8217;impatto della produzione di carne, ma non abbastanza alto da diventare reale oggetto di speculazione economica globale e quindi causare danni maggiori rispetto al beneficio.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/twitter.com\/legfevi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Un amico<\/a> via whatsapp mi ha scritto: &#8220;Il mondo \u00e8 come un grande party GdR. Servono tutti: chierici, ladri, maghi, guerrieri,&#8230; l&#8217;equilibrio che si crea in questa eterogeneit\u00e0 porta grandi benefici. I vegani sono quei paladini un po&#8217; idioti che prendiamo tutti per il culo, ma alla fine in un party numeroso servono anche loro. Un mondo di soli maghi, o guerrieri, o salcazzo non funzionerebbe. Io rispetto la loro scelta, sono sicuro che per molti punti di vista sia migliore della mia. Allo stesso tempo non penso che il mondo sarebbe necessariamente un posto migliore se tutti fossero vegani.&#8221;<br \/>\nEcco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa buona di tutta questa faccenda \u00e8 esserci fermati a pensare alla questione, in quest&#8217;ottica tutti gli articoli hanno fatto qualcosa di utile.<br \/>\nTranne questo, ovviamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da ieri rimbalza per la rete un pezzo intitolato &#8220;PERCH\u00c9 NON C\u2019\u00c8 NULLA DI ETICO NELLA VITA DI UN VEGANO&#8220;. Dopo averlo letto l&#8217;ho condiviso e ho provato a parlarne con alcune persone vegane che conosco. Ci sono due livelli di analisi del pezzo di cui sopra. 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