{"id":3148,"date":"2018-09-04T10:24:01","date_gmt":"2018-09-04T08:24:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=3148"},"modified":"2019-02-19T14:33:38","modified_gmt":"2019-02-19T13:33:38","slug":"una-roba-lunga-sugli-ataris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2018\/09\/04\/una-roba-lunga-sugli-ataris\/","title":{"rendered":"Una roba lunga sugli Ataris"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Questa storia inizia nel 2000.<br \/>\nSono i primi mesi di universit\u00e0, si fa lezione in aule da 200 cristiani dove se arrivi lungo ti tocca stare seduto sulle scale. Un cambio di vita e prospettiva piuttosto radicale.<br \/>\nDopo il rodaggio iniziale ho finalmente un mio &#8220;gruppo di studio&#8221;, inteso come insieme di persone che provi a cercare nei corridoi prima delle lezioni per bere un caff\u00e8 o con cui cerchi di stare mentre sei in ateneo. E&#8217; composto al 35% da gente disposta in ogni momento a mettere su una partita di briscola chiamata e per il 60% da ragazzi intenti a provarci con la Simo, una delle due persone del mio liceo in tutto il corso. Il restante 5% della comitiva era composto dalla Ros, l&#8217;altra frisina, e da Alessia, da qui in poi Lale (inteso proprio dal 2000 in avanti).<br \/>\nLale non aveva mire sessuali nei confronti della Simo e, se la memoria non mi inganna, non giocava a carte, per\u00f2 stava con noi. Io ci ho legato subito perch\u00e8 in comune avevamo la passione per un certo punk-rock. In relazione alla mia vita, le riconosco tre grandi meriti:<br \/>\n3) Dopo mesi passati a cercare di capire di chi fosse un pezzo che avevo sentito al Rainbow e che mi aveva folgorato, lei una mattina mi disse &#8220;E&#8217; <em>Alien 8<\/em> dei Lagwagon&#8221; con tutta la naturalezza del mondo.<br \/>\n2) Ha fatto s\u00ec che nei ringraziamenti della mia tesi di laurea scrivessi: &#8220;ringrazio la mia mamma che mi ha fatto cos\u00ec funky&#8221; per tener fede a una promessa\/scommessa.<br \/>\n1) Mi ha passato <em>Blue Skies, Broken Hearts&#8230;Next 12 Exits<\/em> degli Ataris, che sarebbe diventato per tantissimi anni il mio disco preferito della mia band preferita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conoscevo gli Ataris di nome, era scritto su un cappellino che ogni tanto metteva Dani dei <em>Murder, We Wrote<\/em> quando suonava all&#8217;Arci di Arcore. Non sto a divagare ulteriormente, ma i MWW erano un&#8217;altra bella fissa per me, quindi l&#8217;endorsement dal Dani mi aveva acceso una certa curiosit\u00e0.&nbsp;<br \/>\nMi ricordo quando ho messo su il disco la prima volta perch\u00e8 il primissimo impatto mi fece incazzare.<br \/>\nIo ho questo problema: odio, letteralmente e visceralmente, i dischi belli registrati col culo. Se vieni su con i miei gusti musicali ne incroci una cifra di dischi cos\u00ec: canzoni stupende e suoni da bestemmie, che fanno s\u00ec prima o poi io molli il colpo e smetta di ascoltarli, dimenticandomene. Ci sono pochissime eccezioni a questa regola, la pi\u00f9 eclatante \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hLzSr-YUjtc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The power of failing<\/em><\/a> perch\u00e8 l\u00ec i suoni orrendi diventano addirittura un valore aggiunto, ma \u00e8 appunto un&#8217;eccezione.<br \/>\nFatto sta che i primi 15&#8243; di Blue skies hanno quell&#8217;effetto che li fa sembrare una roba DIY anni &#8217;80. Penso: &#8220;Se suona cos\u00ec speriamo sia anche una merda&#8221;, poi per\u00f2 salta fuori che si tratta di una scelta estetica e i suoni esplodono nella loro perfezione.<br \/>\nIo regalo il mio cuore a Kris Roe ora, per sempre e nei secoli dei secoli amen.<br \/>\nE&#8217; un disco fondamentale, nella mia crescita musicale, questo qui.&nbsp;Ci sono i dischi preferiti, che ti si inchiodano addosso per la vita, e i dischi importanti, grazie ai quali ti formi e cresci. Nell&#8217;intersezione tra i due insiemi ci stanno in pochissimi, ma <em>Blu skyes<\/em> \u00e8 uno di loro.<br \/>\nPer prima cosa ha messo in discussione l&#8217;unico dogma che ho sempre avuto, ovvero che la musica figa dovesse essere veloce. Stiamo sempre parlando di un disco punk-rock, mica di Bach, per\u00f2 fino a quel punto l\u00ec io cercavo robe che andassero pi\u00f9 spedite delle precedenti e questo \u00e8 stato il momento in cui mi sono fermato e ho iniziato ad aprirmi a soluzioni diverse. In <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wLZUnfPBw5w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Your boyfriend sucks<\/a><\/em>&nbsp;per esempio c&#8217;\u00e8 questa coda che dura quasi met\u00e0 pezzo, costruita su un riff ossessivo e una voce che ci parla sopra. Non dico sia una roba ostica, ma certamente per me era spiazzante.<br \/>\nIn secondo luogo aggiungeva una nuova dimensione allo scopo per cui io ascoltavo musica: non era pi\u00f9 solo per stare bene o per sfogare sentimenti di pseudo ribellione tardo adolescenziale, ora avevo il disco per quando ero &#8220;preso male&#8221;, un mood in cui alla fine ho imparato a crogiolarmi, soprattutto nei primi anni del nuovo millennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando penso a <em>Blu skies<\/em> penso ad un disco perfetto, ma non lo \u00e8. E&#8217; troppo lungo ed ha una seconda met\u00e0 decisamente sotto al livello della prima, per dire, eppure \u00e8 proprio il suo lato A ad avergli cucito addosso quest&#8217;aura di capolavoro. Voglio dire, fino a <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=eySp86kra1s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Last Song I Will Ever Write About a Girl<\/a><\/em> \u00e8 una roba oltre il clamoroso, non mi viene in mente un altro disco che tenga il livello cos\u00ec alto per otto tracce consecutive. Non esagero eh, nella mia vita ci sono dischi che ho amato anche pi\u00f9 di questo (pochi, onestamente), ma a nessuno riconosco un nucleo pi\u00f9 lungo di pezzi senza il minimo calo, neanche accennato, in termini di intensit\u00e0 dell&#8217;emozione che si tira appresso.&nbsp;<br \/>\nIn mezzo a queste otto tracce poi c&#8217;\u00e8 questa doppietta:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/videoseries?list=PLbh1E_uKM3sFR8cUQ4xghi90kxwlp_99F&amp;controls=0&amp;showinfo=0\" width=\"700\" height=\"394\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho sempre faticato a vederle come due canzoni separate, per me sono una roba sola. Una prima parte emotivamente devastante ed una seconda per dare sfogo alla frustrazione e al malessere nel modo pi\u00f9 violento possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>I guess that I&#8217;m wrong<\/em><br \/>\n<em>for falling in love<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Record mondiale di pelle d&#8217;oca, distanza corpo di Manq, insuperato da 18 anni circa.<br \/>\nRisparmiatemi i pippotti sulla portata del contenuto perch\u00e8 quali che siano i temi che possano starvi a cuore, a vent&#8217;anni quella roba l\u00ec sta in cima alle priorit\u00e0 di tutti, in positivo o in negativo che sia.&nbsp;<br \/>\nE&#8217; difficile tirare fuori singoli aspetti da sottolineare in un disco che si venera come io venero <em>Blue skyes<\/em> perch\u00e8 \u00e8 tutto giusto nel suo insieme, eppure c&#8217;\u00e8 una roba che per me \u00e8 sempre stata la chiave di volta: la batteria.<br \/>\nNon credo che Chris Knapp sia stato il miglio batterista che ho visto suonare, ma \u00e8 certamente tutt&#8217;ora uno dei miei preferiti di sempre. Non so se fosse una questione di stile, di ritmica, di precisione o di tutte queste cose insieme, ma aveva la capacit\u00e0 di cappottarti facendo robe che sembravano semplicissime. Potrei sbagliare, ma gli Ataris sono la prima band di cui ho ascoltato i dischi concentrandomi solo sulla batteria, fissandomi sui dettagli. Anche in questo mi hanno formato e se ancora oggi perdo ore a guardare video di gente che suona la batteria su youtube \u00e8 per questo disco qui.<br \/>\nRiascoltatevi la batteria di <em>I won&#8217;t spend another night alone<\/em>, fatevi un favore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>End is forever<\/em> \u00e8 uscito l&#8217;anno successivo, nel 2001. Nel complesso \u00e8 certamente pi\u00f9 omogeneo, si prende un paio di momenti per alzare l&#8217;asticella ai livelli della prima parte del precedente, ma se si ignora quella porcheria inspiegabile che \u00e8 <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=reWDxeUs3-w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Teenage Riot<\/a><\/em>, fila via senza dare l&#8217;impressione di avere parti drasticamente inferiori ad altre. Dentro <em>End is forever<\/em> ci sono due canzoni della vita, una \u00e8&nbsp;<em>Fast times at drop-out high<\/em>, di cui <a href=\"http:\/\/www.manq.it\/index.php\/2018\/08\/23\/fast-times-at-drop-out-high\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ho scritto<\/a> brevemente giorni fa, quando sono caduto in questo pesantissimo trip per gli Ataris. L&#8217;altra \u00e8 questa qui.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5ZgPMES7rwc?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0\" width=\"700\" height=\"394\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le canzoni della vita nel mio caso non sono poche, ma neanche tantissime. Che pi\u00f9 di una di queste sia stata scritta da Kris Roe ribadisce ancora una volta la dimensione della faccenda.<br \/>\nNel complesso questo disco ha suoni meno fighi di quello prima, credo soprattutto per via delle chitarre pi\u00f9 &#8220;impastate&#8221;, per\u00f2 compensa con una struttura dei pezzi generalmente pi\u00f9 complessa, che non disdegna di provare ad aggiungere qualche sovrastruttura al classico suono chitarra-basso-batteria su cui si fonda il punk-rock. Un altro step di evoluzione in cui mi sono fatto guidare e che mi ha aperto il campo visivo di qualche ulteriore grado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Messi in fila, <em>Blue skies<\/em> e <em>End is forever<\/em> sono quello che intendo quando parlo di Ataris. Il primo disco, <em>&#8230;anywhere but here<\/em>, \u00e8 una robetta piacevolissima, ma di cui a mente fredda non riuscirei a ricordare molto pi\u00f9 di un paio di tracce, tipo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Dz1uW4yvUeg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questa<\/a>. Con quelli dopo invece iniziano i guai.<br \/>\n<em>So long, Astoria<\/em> \u00e8 il disco che li ha consacrati al grande pubblico, grazie soprattutto alla cover di <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Qt6Lkgs0kiU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Boys of summer<\/a><\/em>. Non credo ci siano cose pi\u00f9 frustranti del consegnare alla storia due dischi spaventosi e ricevere i favori delle masse per una cover, se esistono spero vivamente di non viverle mai. Mentre scrivo ipotizzo siano passati quindici anni da quando ho messo su l&#8217;ultima volta <em>So Long, Astoria<\/em> dall&#8217;inizio alla fine, quindi l&#8217;ultima volta deve essere successo poco dopo la sua uscita nel 2003.<br \/>\nIo facevo ancora l&#8217;universit\u00e0 e il giorno in cui usc\u00ec sfruttai un buco nel palinsesto delle lezioni per andare a Mariposa, sempre con Lale, per comprarlo. A scatola chiusa. E&#8217; una roba che ho fatto meno di cinque volte nella mia vita quella di comprare un disco il giorno dell&#8217;uscita e senza ascoltarlo prima, \u00e8 andata quasi sempre male.&nbsp;<br \/>\nNon saprei dire se sia davvero brutto come lo ricordo, a rimetterlo su non ci penso manco per il cazzo. I pezzi di cui la memoria \u00e8 sopravvissuta, probabilmente perch\u00e8 infilati in qualche mixtape sentita negli anni successivi, non sono poi cos\u00ec terribili. Non so se il fatto che quel disco sia stato quello del passaggio su major abbia avuto un peso nella realizzazione e nel risultato, per\u00f2 di nuovo, se ha fatto successo l&#8217;ha fatto per via di una cover e questo non pu\u00f2 essere un buon segno, comunque la si voglia leggere.&nbsp;<br \/>\nE infatti,&nbsp; di l\u00ec a poco, \u00e8 andato tutto grossomodo affanculo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La band, che gi\u00e0 nella sua storia fino a quel momento aveva avuto una vita pi\u00f9 travagliata della media, collassa su s\u00e8 stessa. Kris ne prende atto e fa l&#8217;ennesimo salto in avanti sul percorso che ha in testa e che, a quel punto, vede onestamente solo lui. Mette insieme una line up di tipo sette elementi per cavar fuori un disco a tutti gli effetti indie\/alternative talmente votato a distanziarsi da quel che era stato prima da seppellire sotto una tonnellata di effetti pure la sua voce, unico elemento che avrebbe riportato l&#8217;ascoltatore all&#8217;ovile qualunque fosse il suono del disco.&nbsp;<br \/>\nVuoi il fatto che Chris non fosse pi\u00f9 nella band, vuoi l&#8217;impatto completamente spiazzante che i primi secondi di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KMkUKTDLkrc&amp;list=PLC9AE0BCAABF5DBB8&amp;index=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Not capable of love<\/em><\/a> possono aver avuto su uno che con gli Ataris ha avuto la storia che ho avuto io,&nbsp;<em>Welcome the night<\/em> lo sto ascoltando per intero oggi, 4 settembre 2018, per la prima volta.<br \/>\nChiariamo: non \u00e8 che allora non avessi gli strumenti per digerire una cosa cos\u00ec, ormai ero un ascoltatore &#8220;maturo&#8221;. E&#8217; pi\u00f9 che vivo la musica a mio modo.&nbsp;<br \/>\nHo talmente tanti ricordi legati a doppia mandata con canzoni e gruppi da considerare questi ultimi parte della mia vita, alla stregua degli amici. Accettare che uno di loro cambi vita o se vogliamo evolva, qualunque cosa significhi, \u00e8 destabilizzante. Ci si sente traditi, anche se in realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 il fatto che in una vita con fin troppe variabili avere cose su cui fare affidamento \u00e8 un salvagente gigante. E&#8217; vero oggi, ma era drammaticamente pi\u00f9 vero nel 2007.<br \/>\nPoi spesso \u00e8 pi\u00f9 questione dell&#8217;essere spaventati all&#8217;idea di dover evolvere a nostra volta, quindi si stigmatizza il percorso degli altri arroccandosi su posizioni che poi ci rendiamo conto di aver mollato per strada senza nemmeno rendercene conto perch\u00e8 troppo impegnati a vivere.&nbsp;<br \/>\nIl succo \u00e8 che ignorare <em>Welcome the night<\/em> per undici anni non \u00e8 tra le migliori decisioni della mia vita.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/P-P4EmxBz5U?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0\" width=\"700\" height=\"394\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrivere questo interminabile post mi sta portando ad affrontare un processo riabilitativo di cui non ho avuto bisogno nemmeno per ricucire rapporti grossi, reali, che ad un certo punto della mia vita si sono spaccati.<br \/>\nRipenso alle ultime volte che ho incrociato Kris Roe: dalla volta in cui si \u00e8 presentato chitarra e voce per celebrare i dieci anni di <em>Blue skyes<\/em> senza suonare gran parte dei pezzi che lo compongono, a quando l&#8217;ho rivisto full band nel 2013 fare un concerto a mio avviso privo della bench\u00e9 minima logica in termini di suoni, scaletta e atteggiamento. L&#8217;ultima volta che \u00e8 passato di qui non sono nemmeno andato, tanto per dire, ed \u00e8 uno sgarro che riservo davvero a pochi dei miei eroi di infanzia.<br \/>\nE che probabilmente KR non si merita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Onestamente non ho idea di che fine abbia fatto Chris Knapp. So che Mike Davenport, quello che nei miei dischi preferiti suonava il basso, oggi \u00e8 in galera per una <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.com\/music\/music-news\/former-ataris-bassist-arrested-in-alleged-27-million-real-estate-scam-253677\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">maxi truffa immobiliare<\/a>. E&#8217; certamente successo qualcosa in quel 2003 che ha mandato tutto a rotoli, su pi\u00f9 livelli.&nbsp;<br \/>\nKris Roe per\u00f2 \u00e8 sempre lui. Uno che nel 1999 viveva in un furgone a Santa Barbara pur di non darla su e potermi regalare alcuni dei momenti pi\u00f9 indimenticabili della mia vita. Uno che nel 2009, ormai rimasto solo, girava l&#8217;europa zaino e chitarra in spalla per portare in giro i suoi pezzi. Uno che nella sua vita ha combinato probabilmente pi\u00f9 casini di quanti fosse in grado di gestire, tra figli avuti troppo presto e soldi finiti chiss\u00e0 dove. Uno che ancora oggi \u00e8 convinto che presto o tardi uscir\u00e0 un nuovo disco a nome Ataris perch\u00e8 la sua vita \u00e8 quella cosa l\u00ec e lo sar\u00e0 sempre.<br \/>\nUno che, comunque sia, resta tutt&#8217;ora capace di scrivere grandi canzoni.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fVpZckIRa4o\" width=\"700\" height=\"394\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla mensola della mia libreria di casa c&#8217;\u00e8 una cornice nera.<br \/>\nDentro c&#8217;\u00e8 una foto, raffigura un&#8217;insegna blu con la scritta Blu Skyes.<br \/>\nE&#8217; una stampa originale dello scatto usato per la copertina del disco, fatta proprio da Kris Roe.<br \/>\nMe l&#8217;ha data lui e in un angolo c&#8217;\u00e8 la sua firma.<br \/>\nCon ogni probabilit\u00e0 \u00e8 l&#8217;oggetto che per me ha pi\u00f9 valore in tutta casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrivo un blog da tredici anni, questo post sarebbe dovuto uscire molto prima.<\/p>\n<hr>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo pezzo in linea teorica sarebbe dovuto uscire il 13 aprile 2019 per il ventennale di Blue Skies. S\u00ec, ho in calendario gli anniversari dei dischi di cui vorrei scrivere, ma non \u00e8 questo il punto.&nbsp;<\/em><br \/>\n<em>Il punto \u00e8 che recentemente sono entrato un po&#8217; in fissa con gli Ataris e mi sono reso conto di non averne mai scritto in maniera esaustiva. Pensandoci su un attimo avrebbe poco senso farlo tirando in mezzo un solo disco, tantomeno aspettare sei mesi. Quindi eccoci qui.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa storia inizia nel 2000. Sono i primi mesi di universit\u00e0, si fa lezione in aule da 200 cristiani dove se arrivi lungo ti tocca stare seduto sulle scale. Un cambio di vita e prospettiva piuttosto radicale. 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