{"id":3431,"date":"2019-09-04T17:53:56","date_gmt":"2019-09-04T15:53:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.manq.it\/?p=3431"},"modified":"2019-09-11T12:25:57","modified_gmt":"2019-09-11T10:25:57","slug":"to-tweet-or-not-to-tweet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2019\/09\/04\/to-tweet-or-not-to-tweet\/","title":{"rendered":"To tweet or not to tweet"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Poco fa su twitter una delle persone che seguo ha condiviso il video di una TED Conference a tema social shaming. E&#8217; un intervento molto bello, che credo sia giusto condividere, ma che mi d\u00e0 anche occasione di buttar gi\u00f9 una riflessione sul mio rapporto con twitter, che nell&#8217;ultimo periodo non \u00e8 proprio rose e fiori.<br \/>\nPrima per\u00f2 metto il video dell&#8217;intervento, che \u00e8 la parte interessante del post. A chi non volesse sorbirsi anche il resto basta evitare di leggere quel che c&#8217;\u00e8 scritto dopo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wAIP6fI0NAI?controls=0\" width=\"700\" height=\"395\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p align=\"justify\">Fortunatamente, i problemi che sto avendo io con twitter non sono quelli riportati nel video. Potrebbero esserlo? Non lo so, da un lato credo di no, non \u00e8 un rischio che correrei volentieri, ma dall&#8217;altro \u00e8 evidente io non abbia una percezione reale di come il mio modo di esprimermi su twitter arrivi a chi legge.<br \/>\nLa persona che ha condiviso questo video qualche ora prima mi diceva, dopo avermi dato del troll, che mi esprimo su twitter &#8220;come fossi su un forum nel 2003&#8221;. Credo sia un commento molto centrato, quindi partir\u00f2 da l\u00ec.<\/p>\n<p align=\"justify\">Io non mi sono mai posto pi\u00f9 di tanto il problema di come si sta su un social network, quale che sia. Li ho sempre approcciati in modo molto egoistico ed egocentrico: usarli per il mio scopo alle mie regole, non curandomi pi\u00f9 di tanto di venire compreso. Non lo dico con l&#8217;arroganza di chi crede sia l&#8217;approccio corretto, per\u00f2 \u00e8 una cosa di cui sono consapevole e che non ho mai pensato di cambiare. Vale a tutti i livelli, ovviamente. Su Instragram, ad esempio, non metto quasi mai foto di paesaggi n\u00e8 uso hashtag per catalizzare visite. Il motivo \u00e8 che l&#8217;ho sempre inteso come un album di ricordi personali da condividere, che debbano parlare di me e non di quanto sia bello o interessante quel che mi sta intorno.<br \/>\nLo stesso discorso vale per twitter. Ci sono entrato perch\u00e8 lo trovo un bel modo per stare aggiornato su quel che succede intorno a me e perch\u00e8 mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di dialogare con persone che non sono magari accessibili per un&#8217;interazione diretta. Non necessariamente persone con cui sono sempre d&#8217;accordo, spesso con persone di cui stimo l&#8217;opinione anche quando \u00e8 molto distante dalla mia. Nel video qui sopra si parla di twitter come di &#8220;Mutual approval machine&#8221; (<a href=\"https:\/\/youtu.be\/wAIP6fI0NAI?t=642\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">10:42<\/a>) ed \u00e8 una cosa che penso molto vera, ma che personalmente non faccio. Mi piace discutere con persone che la pensano in modo diverso da me perch\u00e8 mi aiuta a pensare. A volte mi permette di mettermi in discussione, altre volte rafforza il mio punto di vista in virt\u00f9 dell&#8217;aver avuto una visione pi\u00f9 completa delle altre possibilit\u00e0. Puntualmente per\u00f2, quando mi capita uno scambio di punti di vista con qualcuno che la vede molto diversamente da me, i like sono sempre piuttosto schierati: i follower dell&#8217;interlocutore cuorano i tweet dello stesso. Se si tratta di uno che ha &#8220;i numeri&#8221; di solito le sue risposte ricevono un&#8217;approvazione solida e massiccia. Raramente qualcuno della curva opposta trova condivisibile la mia visione ed \u00e8 una cosa che mi \u00e8 sempre sembrata &#8220;strana&#8221;, a livello statistico. Probabilmente parte della spiegazione sta in questo fenomeno di &#8220;bolla di approvazione&#8221; all&#8217;interno di cui ci si muove.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un&#8217;altra parte della spiegazione potrebbe stare nel fatto che non sono capace di comunicare online. Io ho &#8220;imparato&#8221; a relazionarmi con persone sconosciute usando una tastiera proprio sui forum, per quello prima dicevo che quella descrizione appiccicatami &#8216;sta mattina \u00e8 probabilmente molto vera. Non ho cambiato modo di pormi rispetto a quelle dinamiche l\u00ec e se c&#8217;\u00e8 una differenza comunicativa tra i due mezzi, io non solo non la applico, ma non la conosco proprio. Oltretutto quel tipo di approccio \u00e8 piuttosto comune anche nelle chat whatsapp che ho con gli amici, con la grossa differenza che in quel caso sono persone che conosco e a cui \u00e8 pi\u00f9 semplice &#8220;contestualizzare&#8221; un mio messaggio sulla base della persona che sono, identificandone magari il tono o lo scopo.&nbsp;<br \/>\nNon \u00e8 che cerchi di essere criptico quando scrivo, di solito ci provo davvero duro a farmi capire, eppure il messaggio spesso non passa&nbsp; o non attecchisce. Non sono cos\u00ec insicuro da pensare di non saper scrivere frasi di senso compiuto, ma il numero di persone che hanno a che fare con me online e che non capisce quanto gli dico \u00e8 diventato &#8220;sospetto&#8221;, perch\u00e8 siano unicamente loro la causa del problema. In pi\u00f9 sono abbastanza permaloso, quindi per quanto cerchi di non farlo mai per primo, non ho particolari inibizioni nel portarmi a livello di chi si pone in maniera passivo aggressiva o mi tratta evidentemente da scemo e questo, incredibilmente, non aiuta a chiarire eventuali incomprensioni.<br \/>\nTutto sommato che la cosa fosse in questi termini mi \u00e8 sempre andato piuttosto bene. Il rate di situazioni in cui uscivo dalla discussione con il nervoso era accettabile e pensavo di avere le spalle sufficientemente larghe per sopportare che una manciata di sconosciuti potesse pensare di me che sono un demente.<br \/>\nNell&#8217;ultimo periodo per\u00f2 mi pare di raccogliere dal mio intorno digitale sempre pi\u00f9 merda in faccia ed inizio ad averne un po&#8217; abbastanza. Sono un tizio con 333 follower che nei massimi episodi di consenso online raccatta due o tre dozzine di like. Non ho ancora smesso di chiedermi come mai certe cose che dico non arrivino, soprattutto quando si tratta di gag o battute, ma mi sono rassegnato all&#8217;evidenza dei fatti. Sono sempre stato cos\u00ec, per\u00f2. Quindi o mi prendevo troppo pochi vaffanculo prima (possibile) o qualcosa \u00e8 cambiato anche nel modo in cui le altre persone stanno sui social. Probabilmente, anche in questo caso, la verit\u00e0 sta in mezzo.&nbsp;<br \/>\nIl video qui sopra mi ha portato a riflettere sul fatto che le mie spalle potrebbero non essere davvero larghe abbastanza. Ed \u00e8 una cosa che fa paura.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da qualche giorno sto pensando seriamente di staccare un po&#8217; la spina a Twitter.<br \/>\nSe non l&#8217;ho fatto \u00e8 perch\u00e8 credo davvero sia un buon modo per rimanere aggiornati su quanto succede nel mondo: su twitter le notizie arrivano prima e in maniera meno filtrata, lasciandomi un giusto spazio per approfondire. Non \u00e8 una cosa a cui mi sento di rinunciare.<br \/>\nLa soluzione quindi potrebbe essere continuare a starci, ma senza parlare con nessuno. Leggere quel che scrivono gli altri e magari scrivere quel che mi va di dire a mia volta, ma smettere di interagire. Conoscendomi potrebbe essere una delle sfide pi\u00f9 difficili per me perch\u00e8 il mio stare sui social deriva da un grande bisogno di parlare con persone di cose di cui non ho modo di discutere altrove. Al momento la vedo come una rinuncia gigantesca, forse per\u00f2 sovrastimo il mio reale bisogno di stare attaccato a questa macchina.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 quel famoso detto: &#8220;E&#8217; meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.&#8221;.<br \/>\nEcco io ritengo sia una mega cazzata.<br \/>\nO meglio, se per quel che penso e dico ti sembro stupido \u00e8 giusto correre il rischio e fare in modo che il tuo giudizio emerga. In un modo o nell&#8217;altro, \u00e8 una cosa che alla fine far\u00e0 bene ad entrambi. Andando per logica per\u00f2, potrebbe tranquillamente essere un altro ambito in cui il mio punto di vista si riveli non condiviso.<\/p>\n<p align=\"justify\">EDIT: La mia forza di volont\u00e0 ha resistito sette giorni. Dio, se sono inaffidabile.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco fa su twitter una delle persone che seguo ha condiviso il video di una TED Conference a tema social shaming. E&#8217; un intervento molto bello, che credo sia giusto condividere, ma che mi d\u00e0 anche occasione di buttar gi\u00f9 una riflessione sul mio rapporto con twitter, che nell&#8217;ultimo periodo non \u00e8 proprio rose e&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2019\/09\/04\/to-tweet-or-not-to-tweet\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">To tweet or not to tweet<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[3,4,13],"tags":[],"class_list":["post-3431","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog","category-riflessioni","category-web"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3431"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3431\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3437,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3431\/revisions\/3437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}