{"id":3462,"date":"2019-10-12T00:00:53","date_gmt":"2019-10-11T22:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.manq.it\/?p=3462"},"modified":"2019-10-14T10:56:39","modified_gmt":"2019-10-14T08:56:39","slug":"il-mio-disco-preferito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2019\/10\/12\/il-mio-disco-preferito\/","title":{"rendered":"Il mio disco Preferito"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Una volta leggevo un blog di musica che mi piaceva molto e che in merito alla questione &#8220;disco preferito&#8221; aveva una <a href=\"http:\/\/www.bastonate.com\/2014\/07\/01\/disco-bello-sempre-laltro-disco-bello-sempre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">posizione piuttosto articolata.<\/a><br \/>\nPer me il discorso \u00e8 decisamente pi\u00f9 semplice: da che esisto ho avuto diversi dischi preferiti, in diversi momenti della mia vita, ma mai pi\u00f9 di uno per volta.<br \/>\nIl primo \u00e8 stato <em>The Final Countdown<\/em> degli Europe e c&#8217;entra col fatto che il 5 settembre 1988 invece di andare in seconda elementare sono andato in sala operatoria a farmi aggiustare il cuore. Il disco me lo port\u00f3 in ospedale un amico dei miei, su una cassetta da 90&#8242;: lato A gli Europe, lato B l&#8217;album di Barbarossa con dentro <em>Al di l\u00e0 del muro<\/em>. Del lato B ricordo a malapena quel pezzo, che tuttavia non ascolto da 31 anni (sono tentato di metterlo su ora, ma credo alla fine eviter\u00f2<sup>1<\/sup>). Con <em>The Final Countdown<\/em> invece fu amore vero, tanto che ancora oggi me lo risento volentieri, quando capita.<br \/>\nPer quasi tutti i miei dischi preferiti \u00e8 funzionato cos\u00ec: musica che posso immediatamente associare ad un periodo o un&#8217;esperienza, a volte a una persona, e da cui mi sono sentito rappresentato al 100% come ascoltatore (probabilmente anche come individuo) nel momento in cui stava in cima alle mie preferenze.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ho questa idea che, per quanto spero mi resti molto tempo a disposizione, non ci sono altri dischi preferiti ad attendermi nel futuro. Temo ci sia una stagione per tutto, nella vita.<br \/>\n\u00c8 quindi ragionevole pensare che il mio attuale disco preferito sia destinato ad essere il Preferito con la maiuscola, avendo avuto la meglio sulla concorrenza passata ed essendo al contempo al sicuro da attacchi futuri.<br \/>\nParadossalmente, \u00e8 anche l&#8217;unico disco che \u00e8 riuscito a farsi amare cos\u00ec tanto senza essere correlato a nessun particolare aspetto\/momento della mia vita.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo post parla di <em>Under the Radar<\/em>, un disco dei Grade.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/655xBUzNVEnfnNtz8aaTkB\" width=\"640\" height=\"80\" frameborder=\"0\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n<p align=\"justify\">Ho detto che non \u00e8 un disco che ricollego ad un momento della mia vita, ma non vuol dire che non abbia ricordi a riguardo. A differenza di tanti altri dischi infatti, ricordo esattamente la prima volta in cui l&#8217;ho ascoltato. Ero in treno, vagone con cuccetta, e stavo andando con mio padre in Sicilia per il matrimonio di un cugino. Dopo aver speso una cifra di tempo nel tentativo di trovarlo su uno dei vari P2P dell&#8217;epoca (a memoria siamo nel 2005<sup>2<\/sup>), finalmente me lo ero scaricato e messo sul lettore .mp3 portatile, con moderate aspettative. Erano gli anni in cui bazzicavo una webzine chiamata Munnezza (poi Dedication) e UtR era citato come riferimento principale di una cifra di dischi post-hc, nu-emocore e compagnia di cui in quel momento storico andavo ghiottissimo. Ci\u00f2 nonostante, sulla webzine non c&#8217;era una recensione del disco e anche altrove leggerne era piuttosto complicato, trattandosi di un&#8217;opera probabilmente s\u00ec seminale, ma da cui ha avuto origine uno dei movimenti pi\u00f9 infami e bistrattati della storia del rock alternativo. Movimento di cui, vorrei ribadire, sono comunque stato profondamente appassionato per diversi anni e che, ancora oggi, mi pare tutto sommato in linea con tanta altra merda che non ho ritegno nell&#8217;ascoltare, ma che a conti fatti gode inspiegabilmente di maggior credito.&nbsp;<br \/>\nAd ogni modo, ricordo di essermi messo questo disco in cuffia e di essermene innamorato subito. Il motivo di questo colpo di fulmine l&#8217;ho capito un po&#8217; di tempo dopo: UtR \u00e8 sostanzialmente il disco perfetto, sotto ogni punto di vista.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 un pezzo debole o mal riuscito, ok, ma questa non \u00e8 una caratteristica unica. Il punto \u00e8 che non mi vengono in mente altri esempi in cui cos\u00ec tante melodie siano state incastrate in modo altrettanto efficace per generare di fatto canzoni prive della canonica struttura strofa-ritornello, ma che non perdano la capacit\u00e0 di incollarsi in testa immediatamente e restarci a vita. <em>Under the Radar<\/em> ha scoperto la formula magica per fondere gli elementi duri e tendenzialmente poco accesibili dell&#8217;hardcore ad un immediatezza completamente pop, senza per\u00f2 abbassarsi ai compromessi paraculi che sono invece stati fondamentali a tutti quelli che sono venuti dopo e che hanno di fatto sancito la morte del genere. Una roba completamente irripetibile, tanto che gli stessi Grade col disco seguente hanno provato a cambiare completamente strada, credo per evitare paragoni infelici (che in ogni caso \u00e8 impossibile non fare, visto che <em>Headfirst Straight to Hell<\/em> \u00e8, ad esser buoni, un disco del tutto sbagliato).<br \/>\nNon bastasse la perfezione compositiva, UtR \u00e8 anche il mio disco di riferimento in termini di suoni e produzione. Non \u00e8 una di quelle robe iperprodotte in cui l&#8217;approccio diciamo &#8220;barocco&#8221; a Pro Tools con lo scopo di far suonare tutto GROSSO si traduce nel far suonare tutto finto, ma non \u00e8 neanche figlio del movimento reazionario che in tutta risposta ha sancito i dischi di musica alternativa dovessero per forza suonare come se li avesse registrati un non udente nel suo box catturando tutto in presa diretta col microfono del Canta Tu.<br \/>\nIn UtR c&#8217;\u00e8 una base ritmica solidissima e piena, che ti tiene incollato ai pezzi senza distrarti, e poi ci sono due chitarre che fanno sempre la cosa giusta, dialogando perfettamente e risultando sempre distinguibili, anche nei momenti pi\u00f9 rumorosi. Zero sovraincisioni, nessuna traccia di chitarra aggiuntiva, essenziale come pochi altri dischi che ho in casa eppure ricchissimo di sfumature che vengono fuori ascolto dopo ascolto. Anche le voci sono perfette: le parti di scream sono sporche e ruvide, ma mai finte, mentre quelle clean sono melodiche, ma non melense. Tutto \u00e8 al posto giusto per undici tracce, di cui l&#8217;ultima si chiama <em>Triumph and Tragedy<\/em> e ad un certo punto dice cos\u00ec:<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\"><em>My relationship, with reality (yeah)<\/em><br \/>\n<em>It comes and goes<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Non credo esista un singolo verso in qualsiasi altra canzone che senta pi\u00f9 vicino.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi, 12 Ottobre 2019, compie vent&#8217;anni il mio disco Preferito.&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<p align=\"justify\"><sup>1<\/sup> Alla fine ho evitato.<br \/>\n<sup>2<\/sup> Ho controllato, era davvero il luglio 2005. Il cugino \u00e8 andato in viaggio di nozze a Sharm el-Sheikh e l&#8217;hanno rimpatriato pochi giorni dopo per via degli attentati. Una di quelle cose che non sai dire se sia sfiga perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 finito in mezzo o culo perch\u00e9 pu\u00f2 raccontarla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta leggevo un blog di musica che mi piaceva molto e che in merito alla questione &#8220;disco preferito&#8221; aveva una posizione piuttosto articolata. Per me il discorso \u00e8 decisamente pi\u00f9 semplice: da che esisto ho avuto diversi dischi preferiti, in diversi momenti della mia vita, ma mai pi\u00f9 di uno per volta. 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