{"id":376,"date":"2007-10-28T01:55:40","date_gmt":"2007-10-28T00:55:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/?p=376"},"modified":"2007-10-28T01:55:40","modified_gmt":"2007-10-28T00:55:40","slug":"su-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2007\/10\/28\/su-milano\/","title":{"rendered":"Su Milano"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">La Milano che amo, ogni tanto, si lascia apprezzare.<br \/>\nQuesto accade perloppi\u00f9 in circostanze anomale e difficilmente riproponibili, ma credo sia la principale ragione per cui, quei momenti, diventano superbi.<br \/>\nMagici.<br \/>\nL&#8217;ultima volta che mi sono innamorato della meravigliosa citt\u00e0 situata a due passi da casa mia era Maggio, erano le 8.00 di Domenica mattina ed ero in Duomo.<br \/>\nL&#8217;ultima volta prima di sta sera.<br \/>\nEsattamente come \u00e8 capace di farti girare ore tra sensi unici e code alla ricerca di un parcheggio che non sia per residenti o a pagamento, Milano riesce anche a suggestionarti mentre al volante giri per le sue intricate vie del centro.<br \/>\nServono le condizioni giuste.<br \/>\nCirca un&#8217;ora fa io ho creato queste condizioni semplicemente scegliendo un&#8217;uscita dal parcheggio sotterraneo che non coincidesse con l&#8217;entrata.<br \/>\nUna volta fuori, la sensazione era quella di non essere pi\u00f9 nella stessa citt\u00e0 di prima.<br \/>\nEro totalmente spaesato, in balia di ci\u00f2 che mi circondava e ansioso di ritrovare in questo panorama anche il minimo segnale che potesse indirizzarmi.<br \/>\nAlle 2.00 di notte perso per il centro di Milano mi sono ancora una volta innamorato di questa citt\u00e0.<br \/>\nLe strade erano sgombre e nell&#8217;aria si percepiva l&#8217;atmosfera della serata che finisce, quella piacevole sensazione che si prova quando la calma scende come un velo sulle frenesie di una citt\u00e0 iperaccelerata nel divertirsi quanto nel lavorare.<br \/>\nNon conta se chi era in giro fino a poco prima si sia rintanato nel caldo del suo letto o in qualche locale per tirare mattina, la vita ha comunque abbandonato le vie e le piazze se non in sporadici casi di solito coincidenti con qualche McDonald.<br \/>\nLa gente che esce dai fast food quando tutto intorno le insegne sono spente rappresenta appieno il concetto che sto cercando, forse in vano, di esplicitare.<br \/>\nE cos\u00ec io ho girovagato per il centro, senza sapere dove fossi e senza sapere dove andare, ma attento a tutto ci\u00f2 che mi si parava intorno.<br \/>\nPoche macchine per strada, poche luci, solo la calda tranquillit\u00e0 del mio abitacolo come campione rappresentativo dell&#8217;atmosfera circostante.<br \/>\nMusica soffusa e pensieri veloci.<br \/>\nNessun problema se per qualche minuto ho vagato senza meta, il viaggio si trasforma in scoperta di una Milano che difficilmente sa concedersi.<br \/>\nEd \u00e8 stregato da questo paesaggio che sono giunto, non so come n\u00e8 perch\u00e8, in piazza S. Babila.<br \/>\nAlle due di notte, piazza S.Babila \u00e8 tanto evocativa da apparire surreale.<br \/>\nAvrei potuto fermarmi l\u00ec e starci per ore, come in una bolla.<br \/>\nAvrei voluto farlo.<br \/>\nTorner\u00f2 in macchina a Milano Luned\u00ec mattina per andare al lavoro. Tutto sar\u00e0 diverso e la citt\u00e0 torner\u00e0 a mostrare il lato di se che pi\u00f9 spesso esibisce, cercando di farmi dimenticare quello di cui \u00e8 realmente capace.<br \/>\nSpero non ci riesca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Milano che amo, ogni tanto, si lascia apprezzare. Questo accade perloppi\u00f9 in circostanze anomale e difficilmente riproponibili, ma credo sia la principale ragione per cui, quei momenti, diventano superbi. Magici. L&#8217;ultima volta che mi sono innamorato della meravigliosa citt\u00e0 situata a due passi da casa mia era Maggio, erano le 8.00 di Domenica mattina&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2007\/10\/28\/su-milano\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Su Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-376","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riflessioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/376","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=376"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/376\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=376"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=376"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=376"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}