{"id":383,"date":"2007-11-22T22:17:54","date_gmt":"2007-11-22T21:17:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/?p=383"},"modified":"2008-01-05T02:06:33","modified_gmt":"2008-01-05T01:06:33","slug":"flashback","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2007\/11\/22\/flashback\/","title":{"rendered":"Flashback"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Si parla sempre pi\u00f9 spesso di dare pi\u00f9 soldi alla ricerca e alle Universit\u00e0 italiane.<br \/>\nIn linea di principio credo nessuno possa avere da ridire su un proposito del genere.<br \/>\nEbbene io voglio proprio spendere due parole in merito visto che oggi, tutti insieme, mi sono tornati alla mente i molti motivi che mi hanno portato ad odiare il sistema Universitario del nostro Paese.<br \/>\nOggi si \u00e8 tenuta la prova orale del mio concorso di dottorato.<br \/>\nNon mi vengono altre parole per definire lo spettacolo cui ho assistito se non &#8220;pagliacciata&#8221;. Non ho voglia di addentrarmi nei particolari perch\u00e8 \u00e8 un pomeriggio che li racconto e ne sono decisamente nauseato, tuttavia un piccolo aneddoto voglio riportarlo.<br \/>\nDopo aver spiegato all&#8217;inizio del mio discorso la funzione della proteina su cui verteva il progetto da me proposto allo scritto (perch\u00e8 la domanda della prova orale era &#8220;raccontare quanto esposto nella prova scritta&#8221;), tre dei quattro commissari hanno pensato bene di richiedermelo, in diversi momenti del colloquio. Il terzo ad essere onesti non l&#8217;ha nemmeno chiesto a me, ma si \u00e8 girato verso un suo collega e ha chiesto: &#8220;Ma sta proteina che proteina \u00e8?&#8221;.<br \/>\nOra, tralasciando che l&#8217;unica mansione del professore in quel momento era stare ad ascoltarmi e che sarebbe stato apprezzabile l&#8217;avesse svolta, ma mi chiedo: se proprio non hai prestato la minima attenzione al mio discorso e alla fine ti sorge una domanda, non ti sembra almeno il caso di farla direttamente a me e non al tuo collega seduto affianco?<br \/>\nAvrei voluto alzarmi ed andarmene in quel momento.<br \/>\nSto mentendo.<br \/>\nAvrei voluto alzarmi, mandarli affanculo e andarmene.<br \/>\nOra io non so se verr\u00f2 ammesso oppure no. I posti sono quindici e noi eravamo diciassette, potrebbe pure capitare di essere preso.<br \/>\nOltretutto non ho certo velleit\u00e0 di accaparrarmi un posto con borsa, quindi pure quindicesimo andrebbe bene.<br \/>\nChe secca \u00e8 il modo in cui sono stato trattato.<br \/>\nNon ho mai pensato che le graduatorie dei dottorati venissero stilate in base alla prova d&#8217;ammissione, tuttavia credo che ci sia modo e modo anche per falsare un concorso.<br \/>\nAnalizzando il concorso di dottorato tipo, ci sono tre posizionamenti possibili:<br \/>\n1- progetto con borsa &#8220;chiuso&#8221;<br \/>\n2- progetto con borsa &#8220;aperto&#8221;<br \/>\n3- posto senza borsa<br \/>\nNel primo caso un professore mette a disposizione dell&#8217;Universit\u00e0 dei suoi fondi personali per pagare un ragazzo per tre anni affinch\u00e8 svolga quel determinato progetto. In questo caso trovo l&#8217;attuazione di un concorso quantomeno ridicola. Mi pare sacrosanto che un professore &#8220;assuma&#8221; a lavorare per lui chi meglio ritiene, dovendolo pagare coi suoi soldi. Lo Stato per\u00f2 impone un concorso anche per queste posizioni e di conseguenza questi concorsi vengono falsati perch\u00e8 alla fine vinca il prescelto dal professore. Ridicolo, ma accettabile.<br \/>\nNel secondo caso lo Stato da dei soldi all&#8217;Universit\u00e0 per costituire delle borse di studio che andranno a pagare i vincitori per i tre anni in cui questi ultimi lavoreranno presso l&#8217;Universit\u00e0. In questo caso il meccanismo del concorso \u00e8 legittimo perch\u00e8 i pi\u00f9 meritevoli dovrebbero poter ambire a quei soldi e quindi essere pagati dallo Stato per continuare a svolgere l&#8217;attivit\u00e0 di ricerca senza gravare sulle casse dell&#8217;Universit\u00e0 o sui fondi dei vari professori. Ci\u00f2 che accade per\u00f2 \u00e8 che questi soldi fanno gola a tutti i docenti, poich\u00e8 consentono di avere manodopera &#8220;gratuita&#8221;, e quindi ogni anno queste borse vengono fatte ruotare tra tutti gli ordinari. In sostanza se un concorso ha quattro borse &#8220;aperte&#8221; ci sono quattro professori che ne usufruiranno. Questo fa si che questo tipo di posizione alla fine non sia pi\u00f9 molto diversa dalla precedente, poich\u00e8 ogni professore far\u00e0 in modo di far avere la sua borsa al proprio candidato, che non necessariamente sar\u00e0 poi il pi\u00f9 meritevole in fase di concorso. Risultato: anche in questo caso si da un&#8217;aggiustatina alle graduatorie e tutto si sistema.<br \/>\nQuesto lo trovo gi\u00e0 meno corretto, perch\u00e8 la borsa statale dovrebbe essere un&#8217;opportunit\u00e0 per un giovane ricercatore di continuare il suo sogno professionale, non per un professore di piazzare i suoi figliocci.<br \/>\nChe per\u00f2 le cose nel bel Paese vadano in questo modo non \u00e8 certo una sorpresa per nessuno e quindi passiamo oltre.<br \/>\nIl caso della posizione 3 \u00e8 quello che fa pi\u00f9 sorridere.<br \/>\nChi &#8220;vince&#8221; un dottorato senza borsa in sostanza vince l&#8217;opportunit\u00e0 di lavorare tre anni gratis. Gratis. Le borse sopra citate sono di 10.561,54 euro <strong>LORDI<\/strong> annui e si potrebbe pensare che anche vincendola uno lavori pressapoco aggratisse. Tuttavia assicurandosi un posto in quest&#8217;ultima categoria ci si accaparra l&#8217;opportunit\u00e0 di lavorare in un laboratorio di ricerca privi di qualsiasi stipendio. Zero. Nemmeno i ticket restaurant per la piada di mezzogiorno o il rimborso delle spese di trasporto. Un cazzo.<br \/>\nLa necessit\u00e0 di un rigido concorso per attribuire un posto di cotanto lusso \u00e8 ovvia.<br \/>\nPer evitare di campare di sogni e speranze un dottorando senza borsa deve quindi girare per i laboratori e chiedere se qualche anima pia \u00e8 disposta a dargli uno stipendio per i tre anni necessari a conseguire l&#8217;agoniato titolo.<br \/>\nPi\u00f9 spesso per\u00f2 questi posti se li giocano coloro i quali gi\u00e0 lavorano per un capo laboratorio (NON necessariamente professore) che li paga indipendentemente dal dottorato. Io sono una di queste persone. Quelli come me hanno spesso un contratto o una borsa di studio fornita dal loro capo e cercano di far fruttare gli anni che comunque spenderebbero nel fare ricerca, ricavandoci un ulteriore attestato.<br \/>\nChe io entri o meno in graduatoria, il mio futuro lavoro sar\u00e0 lo stesso, cos\u00ec come il posto dove lo porter\u00f2 a termine.<br \/>\nLa domanda ora \u00e8: che interesse ha l&#8217;Universit\u00e0 a negarmi la possibilit\u00e0 di un posto senza borsa?<br \/>\nLa risposta \u00e8: nessuno.<br \/>\nSe facessi il dottorato all&#8217;Universit\u00e0 non costerei un euro. Non ci sono professori da pagare per i corsi perch\u00e8 non ci sono corsi. Ad essere onesti ce n&#8217;\u00e8 uno di inglese, ma si terrebbe comunque per gli ammessi con borsa e qindi che lo frequenti anche io a loro non cambierebbe nulla. Non ci sono nemmeno costi di reagenti\/strumentario perch\u00e8 lavorerei fuori dall&#8217;Univerit\u00e0 e pagherebbe anche quelli il mio capo. Ad essere onesti anzi, io sarei una fonte di guadagno perch\u00e8 a differenza dei vincitori delle borse, sarei tenuto a versare 885 euro all&#8217;anno per l&#8217;iscrizione. Negandomi un posto senza borsa l&#8217;Universit\u00e0 sputa su 2700 euro scarsi che io sarei disposto a regalare in cambio unicamente di un attestato che riconosca un lavoro triennale che svolger\u00f2 indipendentemente dal rientrare o meno in graduatoria.<br \/>\nPi\u00f9 soldi alla ricerca nelle Universit\u00e0? Cazzo, ma se non li vuole da chi glieli regala perch\u00e8 deve chiederli a terzi?<br \/>\nA questo punto una considerazione \u00e8 d&#8217;obbligo: devo essere proprio un coglione a farmi il sangue marcio per un concorso in cui se vinco va a finire che prendo una mensilit\u00e0 in meno per tre anni.<br \/>\nProbabile.<br \/>\nResta che coglioni come me meriterebbero almeno un briciolo di rispetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si parla sempre pi\u00f9 spesso di dare pi\u00f9 soldi alla ricerca e alle Universit\u00e0 italiane. In linea di principio credo nessuno possa avere da ridire su un proposito del genere. 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