{"id":3867,"date":"2020-10-09T18:28:26","date_gmt":"2020-10-09T16:28:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.manq.it\/?p=3867"},"modified":"2020-10-09T18:28:26","modified_gmt":"2020-10-09T16:28:26","slug":"niente-di-speciale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2020\/10\/09\/niente-di-speciale\/","title":{"rendered":"Niente di speciale"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">La retorica dell&#8217;essere speciali ha rotto il cazzo.<br \/>\nNon vuol dire niente, a pensarci. Ognuno di noi \u00e8 speciale a suo modo e per qualcuno, cosa che rende l&#8217;essere speciali tremendamente normale. Se poi parliamo di dischi, il discorso diventa se possibile ancor meno rilevante. Cosa dovrebbe poter rendere un disco &#8220;speciale&#8221; in senso assoluto?<br \/>\nNiente, appunto.<br \/>\nAdesso vi racconto un disco che hanno scritto dei ragazzi di Perugia che si fan chiamare Elephant Brain. L&#8217;ultima traccia, che d\u00e0 il titolo a tutto il lavoro, chiude cos\u00ec:<\/p>\n<p align=\"right\"><em>Non pensare male<br \/>\nSe tu<br \/>\nSe io<br \/>\nSe noi<br \/>\nNon siamo niente di speciale<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Ne parlo perch\u00e8 non sar\u00e0 certo un disco speciale, ma \u00e8 un disco bello. Uno di quei dischi che mi mette la voglia di aprire il blog e buttarmi a sproloquiare opinioni non richieste con l&#8217;unica scusa di risentirmelo una volta in pi\u00f9. Come ce ne fosse bisogno.<br \/>\nDovendo scegliere da dove partire per raccontare queste nove tracce, inizierei dai dettagli pi\u00f9 o meno nascosti dentro ognuna, quelle piccole cosine che in questo lavoro sono tutte al posto giusto. Alcune le becchi al volo al primo ascolto, altre magari le noti dopo un po&#8217;. Alcune a me sono scoppiate in testa dopo tantissimi ascolti, all&#8217;improvviso, magari mentre avevo il pezzo in sottofondo e lo stavo ascoltando distrattamente, un po&#8217; come quando becchi i typo di quel che scrivi non ad una rilettura attenta, ma a cazzo due giorni dopo mentre scrolli la pagina.<br \/>\nPrendi le chitarre di <em>Weekend<\/em> per esempio. Che belle sono le chitarre di <em>Weekend<\/em>?<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un lavoro minuzioso e certosino dentro questo disco, costruito di dettagli che messi in fila fanno la differenza, sia a livello compositivo, che di produzione e suoni che per una volta son davvero cuciti sulle canzoni con una precisione chirurgica (nota polemica, che se no non sono io: leggo che l&#8217;ha prodotto Jacopo Gigliotti, ma mettere sti suoni nell&#8217;ultimo disco dei FASK no??).<br \/>\nAnche la parte ritmica mi fa abbastanza volare, perch\u00e8 ancora una volta non fa nulla di speciale, ma trova sempre il modo pi\u00f9 azzeccato per rifinire ogni traccia. Prendi la batteria di <em>Soffocare<\/em>, per esempio. Che bella \u00e8 la batteria di <em>Soffocare<\/em>? Anzi, che bella \u00e8 <em>Soffocare<\/em> in toto, con quella sua strizzatina d&#8217;occhio ai Touch\u00e9 Amor\u00e9 che non credo possa essere involontaria neanche se vengono qui a giurarmelo di persona.<br \/>\nEcco, un&#8217;altra cosa bella di questo disco \u00e8 che coi riferimenti pesca in roba meno immediatamente associabile al genere che spinge. E&#8217; facile infatti associarlo proprio ai sopracitati Fast Animals and Slow Kids, come macroarea: alt-rock in italiano con un buon tiro e di derivazione pi\u00f9 punk che indie, volendo ipersemplificare. A differenza dei primi per\u00f2, gli EB sporcano tutti i posti giusti con tonnellate di sfumature emoeggianti, sia di stampo pi\u00f9 mid-west come gli arpeggini di <em>Scappare Sempre<\/em> e <em>Restiamo quando ve ne andate<\/em>, sia di tradizione pi\u00f9 nostrana come i cori grassi e caciaroni che ci sono sempre in <em>Restiamo quando ve ne andate<\/em> o in <em>L&#8217;unica cosa che conta davvero per me<\/em>.&nbsp;<br \/>\nChe bella \u00e8 <em>L&#8217;unica cosa che conta davvero per me<\/em>?<br \/>\nAlla fine del disco, <em>Niente di Speciale<\/em> sfuma in un ticchettio di chitarra che \u00e8 lo stesso con cui si apre <em>Quando finir\u00e0<\/em>, dando quel senso di ciclicit\u00e0 che, personalmente, mi soddisfa sempre parecchio e che poi altro non \u00e8 che una scusa per ricominciare da capo e sentire tutto una volta in pi\u00f9. Come se ce ne fosse bisogno.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Niente di Speciale<\/em> degli Elephant Brain sta su Spotify da qualche tempo e anche su <a href=\"https:\/\/elephantbrain.bandcamp.com\/album\/niente-di-speciale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">bandcamp<\/a>. Io l&#8217;ho comprato proprio su bandcamp, dove ci sono dei bellissimi bundle per voi nostalgici del vinile. Io che invece sono fissato coi CD la maglietta me la sono presa a parte. Ho comprato tutto esattamente il giorno prima del <a href=\"https:\/\/daily.bandcamp.com\/features\/update-on-bandcamp-fridays\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">bandcamp friday<\/a>, come un boomer qualsiasi.<br \/>\nLo metto in streaming qui sotto, cos\u00ec almeno vi fate un&#8217;idea visto che di quel che ho scritto io probabilmente non si capisce nulla.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/5Pbt4begYOl36xLmujt35j\" width=\"700\" height=\"100\" frameborder=\"0\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La retorica dell&#8217;essere speciali ha rotto il cazzo. Non vuol dire niente, a pensarci. Ognuno di noi \u00e8 speciale a suo modo e per qualcuno, cosa che rende l&#8217;essere speciali tremendamente normale. 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