{"id":394,"date":"2008-01-03T22:06:16","date_gmt":"2008-01-03T21:06:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/?p=394"},"modified":"2008-01-03T22:06:16","modified_gmt":"2008-01-03T21:06:16","slug":"berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2008\/01\/03\/berlino\/","title":{"rendered":"Berlino"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Lo so, non ho aggiornato il Disco del Mese.<br \/>\nA voler essere precisi anche le liste di concerti e link sono immutate, addirittura da Novembre.<br \/>\nQuesto perch\u00e8 tutto ci\u00f2 che questo blog \u00e8 ed \u00e8 stato per tre anni presto finir\u00e0.<br \/>\nNon \u00e8 per\u00f2 il momento di dilungarmi a riguardo, indi passer\u00f2 al resoconto del viaggio a Berlino.<br \/>\nBerlino \u00e8 una citt\u00e0 assurda.<br \/>\nCi ho messo un po&#8217; per adeguarmici, necessitavo di metabolizzarla. Il motivo principale \u00e8 che non \u00e8 una citt\u00e0 come io intendo il termine. Il suo essere cos\u00ec ricca di storia ed al contempo quasi completamente priva di segni tangibili di quella stessa storia la rende unica tra le citt\u00e0 che ho avuto modo di visitare.<br \/>\nUnica.<br \/>\nNon migliore, n\u00e8 peggiore.<br \/>\nIl mio carico di aspettative era molto alto, va detto, e questo forse ha contribuito all&#8217;insorgere iniziale di una cocente delusione. In un primo momento tutto mi \u00e8 sembrato finto, irreale, costruito nell&#8217;ottica di enfatizzare cose che non hanno certo bisogno di essere enfatizzate, con l&#8217;opposto risultato che porta cos\u00ec a sminuirle e farle apparire come &#8220;souvenir per turisti&#8221;. Checkpoint Charlie con il suo fintissimo accampamento americano, i ragazzotti in divisa militare sovietica e statunitense dell&#8217;epoca ed il baracchino che per qualche euro rilascia al turista un finto visto per l&#8217;attraversamento mi \u00e8 parsa pi\u00f9 una ricostruzione adatta a Gardaland che non a quello che \u00e8 stato il fulcro della guerra fredda. Stessa cosa vale per il muro, quasi totalmente eliminato e cancellato dalla citt\u00e0 se non per qualche frammento riposizionato da tutt&#8217;altra parte rispetto a dove fu smantellato e quindi pi\u00f9 simile ad una qualche scultura di arte moderna che non ad una scheggia del confine che fu tra comunismo e capitalismo.<br \/>\nIn alcune zone della citt\u00e0 per\u00f2 in ricordo della barriera \u00e8 stato segnato il terreno con una striscia di mattoni. Una di queste zone \u00e8 Postdamer Platz e vedere il segno di quel limite che fu invalicabile al centro di quella che \u00e8 la zona pi\u00f9 trafficata e popolata di Berlino mi ha colpito non poco.<br \/>\nAnche dalla visita al J\u00fcdisches Museum non ho tratto particolare appagamento. Direi esattamente cosa ho pensato nel vederlo, ma non voglio prestare il fianco a stupide ed insulse accuse di antisemitismo.<br \/>\nMi limito a dire che chi come me ha potuto visitare Auschwitz non ha bisogno di essere chiuso in una stanza buia o di calpestare delle facce di metallo per percepire l&#8217;angoscia di ci\u00f2 che \u00e8 stato l&#8217;olocausto.<br \/>\nE aggiungo che chi invece ad Auschwitz non c&#8217;\u00e8 stato, beh, \u00e8 bene che ci vada invece di andare a perder tempo in un posto finto, pacchiano ed autocelebrativo (nell&#8217;accezione pi\u00f9 squisitamente vittimista del termine) qual&#8217;\u00e8 il J\u00fcdisches Museum.<br \/>\nOk, alla fine ho detto ci\u00f2 che non volevo dire.<br \/>\nPazienza.<br \/>\nPotrei anche spendere due righe riguardo l&#8217;architettura ultramoderna che riempie la capitale tedesca, edifici a volte molto belli (grazie alla Bri e alla sua guida architettonica credo di averli visti tutti. <u>Tutti<\/u>.), ma a mio avviso incapaci di coesistere e conferire un&#8217;identit\u00e0 alla citt\u00e0, favorendo ulteriormente le sensazioni di freddo e di distacco gi\u00e0 rafforzate dal clima e dal fatto che quasi ovunque le strade siano deserte, dando l&#8217;impressione di essere in qualche remota parte della periferia anche se ci si trova a cento metri dalla Porta di Brandeburgo.<br \/>\nInsomma, ci sono un sacco di motivi per cui Berlino all&#8217;inizio mi \u00e8 andata di traverso.<br \/>\nLe mie impressioni sono radicalmente cambiate dopo aver passato una notte intera a vagare per la citt\u00e0 cercando senza risultato un locale dove andare a ballare la techno. Sono cambiate dopo aver fatto quaranta minuti di coda per entrare in un club gay da cui ci hanno escluso perch\u00e8 etero. Sono cambiate dopo aver conosciuto in quella circostanza dei ragazzi simpaticissimi (uno dei quali \u00e8 il genio che quando ho detto di essere di Milano mi ha risposto: &#8220;Ah, Plast\u00ecc!&#8221;), gente che ha provato a resistere alla discriminazione che stavamo subendo pur non essendone toccata in prima persona.<br \/>\nLe cose sono cambiate sulle metropolitane notturne, nelle stazioni in cui alle cinque di mattina ancora c&#8217;era chi di andare a dormire non aveva voglia.<br \/>\nLe cose sono cambiate quando ho provato a smettere di visitare Berlino ed ho tentato di viverla.<br \/>\nIn quelle circostanze la citt\u00e0 ha saputo conquistarmi.<br \/>\nHo fatto delle <a href=\"http:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/Berlino\/index.html\">foto<\/a> durante questo viaggio. Non ne sono particolarmente soddisfatto perch\u00e8 ho tentato di giocare un po&#8217; con la mia macchina e a mio avviso lei ha avuto la meglio sulle mie velleit\u00e0 di fotografo.<br \/>\nChi le ha viste dice che non sono poi cos\u00ec male.<br \/>\nEccetto me, intendo.<br \/>\nAh, dimenticavo, il memoriale dell&#8217;olocausto \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella che ho visto in 5 giorni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo so, non ho aggiornato il Disco del Mese. A voler essere precisi anche le liste di concerti e link sono immutate, addirittura da Novembre. Questo perch\u00e8 tutto ci\u00f2 che questo blog \u00e8 ed \u00e8 stato per tre anni presto finir\u00e0. 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