{"id":3997,"date":"2020-12-04T10:29:08","date_gmt":"2020-12-04T09:29:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.manq.it\/?p=3997"},"modified":"2020-12-04T10:29:08","modified_gmt":"2020-12-04T09:29:08","slug":"diario-dallisolamento-2-day-29","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2020\/12\/04\/diario-dallisolamento-2-day-29\/","title":{"rendered":"Diario dall\u2019isolamento 2: day 29"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Oggi attacco la bozza direttamente al mattino, cos\u00ec evito di dimenticarmi come ieri.<br \/>\nForse. Magari. Speriamo.<br \/>\nNel post di oggi vi riporto un bello sfogo che ho trovato su twitter e che vi copio sotto per questioni di comodit\u00e0. Potete leggere l&#8217;originale <a href=\"https:\/\/twitter.com\/orporick\/status\/1334613817603616770?s=20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>:&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Piccolo sfogo. Avete rotto il cazzo [1]. Dovete esercitare l&#8217;empatia e riconoscere valore anche ai piccoli dolori, quelli quotidiani e insignificanti, quelli che non vanno in prima pagina, ma che sono inciampi per tutti e tutte.<\/em><br \/>\n<em>Di fronte alla morte ed al dolore di questi mesi siamo tutti chiamati alla comprensione, all&#8217;esercizio del rispetto, alla cura dei comportamenti personali e collettivi. Ma questo non significa che io non possa essere dispiaciuto per altra cosa, meno importante. Invece no.<\/em><br \/>\n<em>Ogni volta che qualcuno si dispiace per una situazione sicuramente marginale, ma comunque dolorosa, arriva sempre un &#8220;eh, ma i morti&#8221;. Avete rotto il cazzo [2]. Quel &#8220;eh, ma i morti&#8221; diluisce il dolore, minimizza tutto e tutti, avvilisce anche quei morti, quei lutti.<\/em><br \/>\n<em>Se dico che mi dispiace che le scuole siano chiuse arriva puntuale un &#8220;eh ma i morti&#8221;. Che non significa nulla. Non esprimo valore sulla chiusura delle scuole, esprimo un mio sentimento. Che non minimizza il resto, ne rimane parallelo.<\/em><br \/>\n<em>E come sentimento, il dispiacere personale bisogna accoglierlo, bisogna provare a capirlo, con una parola, con un gesto di vicinanza. Non bisogna ogni volta ridicolizzarlo, compararlo, renderlo minore in una gara del lutto pi\u00f9&nbsp;luttuoso. Avete rotto il cazzo [3].<\/em><br \/>\n<em>Se qualcuno dice di essere dispiaciuto che non potr\u00e0 vedere a Natale i propri cari, invece di rompere il cazzo [4] dovreste usare parole di comprensione. Perch\u00e9&nbsp;quella persona pensa al dolore collettivo enorme che ci circonda, ma pensa anche al proprio minuscolo peso.<\/em><br \/>\n<em>Siamo tutti colpiti e devastati dalle morti solitarie che incessantemente da 8 mesi affollano il quotidiano. Dei nostri cari e degli sconosciuti. E&#8217; un pensiero costante, permeante, smisurato. Questa emergenza sanitaria ha riempito le nostre vite di un lutto costante.<\/em><br \/>\n<em>Ne siamo tutti consapevoli, ne parliamo con rispetto, accogliamo tutte le misure che vengono prese (dobbiamo avere fiducia in chi decide), seguiamo le regole proprio per prenderci cura di tutti e tutte, usiamo il nostro comportamento come bandiera di solidariet\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Ma a tutto questo si sovrappone la vita. Che non si ferma, va avanti con slanci e pause, con tutto il contorno degli errori, orrori e meraviglie. E con i nostri piccoli, minuscoli, insignificanti dispiaceri. Che esprimiamo come forma di cura personale, in parallelo al resto.<\/em><br \/>\n<em>Non sapete che storie personali ci siano dietro un dispiacere, anche marginale. Quindi invece di rompere il cazzo [5] con il vostro &#8220;eh ma i morti&#8221; potete passare oltre. O se volete essere migliori potete accogliere anche i dolori minuscoli, farvene carico da esseri umani.<\/em><br \/>\n<em>Altrimenti fate come quegli adulti che di fronte al dispiacere di un bambino o di un ragazzo usano frasi del cazzo [6] tipo &#8220;Fossero questi i problemi.&#8221;. Per quel bambino i problemi sono proprio quelli. E la vostra mancanza di empatia del cazzo [7] li moltiplica per cento.<\/em><br \/>\n<em>Temo che non si sia capito cosa intendevo dire, ma sono un po&#8217; stanco. Torno alla matematica che \u00e8&nbsp;rifugio ed esilio silenzioso.<br \/>\n(Mi scuso profondamente per aver usato in questo piccolo sfogo otto volte la parola cazzo [8], ma non sono riuscito a farne a meno.)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;empatia \u00e8 qualcosa di davvero difficile da trovare nel prossimo.&nbsp;<br \/>\nLa vedo sempre pi\u00f9 spesso brandita stile manganello sui social, in favore di questa o quella causa (tutte lodevoli eh, sia chiaro), da persone che poi dimostrano di esserne privi quando si arriva al doverla impiegare &#8220;nel quotidiano&#8221;, verso qualcuno che non rientra in quelle micro o macro categorie per cui provare empatia \u00e8 pi\u00f9 un modo di mettersi al collo una medaglia che non offrire comprensione e supporto a chi ne ha bisogno.<br \/>\nSarebbe bello fossimo meglio di cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi attacco la bozza direttamente al mattino, cos\u00ec evito di dimenticarmi come ieri. 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