{"id":4509,"date":"2022-06-27T23:56:08","date_gmt":"2022-06-27T21:56:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.manq.it\/?p=4509"},"modified":"2022-06-28T00:19:04","modified_gmt":"2022-06-27T22:19:04","slug":"i-ventanni-di-un-altro-disco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2022\/06\/27\/i-ventanni-di-un-altro-disco\/","title":{"rendered":"I vent&#8217;anni di un (altro) disco"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Scrivere del ventennale dei dischi \u00e8 una roba che non mi risulta si faccia pi\u00f9. Probabilmente il motivo \u00e8 che quelli bravi, quelli che hanno incominciato a farlo, hanno esaurito i ventennali che gli interessavano ormai diversi anni orsono.<br \/>\nVecchi di merda.<br \/>\nIo invece di dischi della vita che fanno vent&#8217;anni nel presente ne ho ancora tantissimi.<br \/>\nUn paio di mesi fa \u00e8 stato il turno di <a href=\"https:\/\/tidal.com\/album\/77760514\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Tell all your friends<\/em><\/a> e avevo anche messo gi\u00f9 3\/4 di pezzo con l&#8217;idea di mandarlo a Spento, ma prima che lo finissi Marco mi ha <a href=\"https:\/\/www.spento.it\/dischi\/tell-all-your-friends-forse-non-e-neanche-un-disco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scoopato<\/a>, come si dice in gergo, e ho desistito dal finire la mia lagna da X-mila battute.<br \/>\nTempo dopo \u00e8 stato il turno del S\/T dei <a href=\"https:\/\/tidal.com\/album\/578707\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Box Car Racer<\/em><\/a>. Anche l\u00ec avevo pensato di mettermici e dire due robe, ma poi non lo avevo fatto, neanche ricordo perch\u00e9. Probabilmente sarebbe stato un post con la centomilionesima versione sempre uguale del mio rapporto con Tom Delonge, quindi a conti fatti meglio cos\u00ec. Per tutti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Due giorni fa per\u00f2 ho scoperto da Twitter essere il ventennale di un altro disco e questa volta non \u00e8 proprio cosa lasciar correre, per me.<br \/>\nIl disco \u00e8 questo qui:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/XljBM2PAJAQ\" width=\"800\" height=\"395\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p align=\"justify\">Ai The Used io ci sono arrivato da Munnezza, una webzine\/forum che ho citato mille volte qui sopra. Erano i primi anni di internet, per me, di conseguenza i primi tempi in cui riuscissi ad uscire dalla mia bolla provinciale per aprirmi ad ascolti nuovi, non necessariamente buoni. Allora avevo l&#8217;approccio al mezzo che i boomer hanno avuto negli anni &#8217;80 con la TV e che oggi hanno con Facebook: se \u00e8 scritto in una recensione online, deve essere vero. Also: chi scrive una recensione online deve essere un* che ne capisce. Solo anni dopo ho realizzato che probabilmente su quella webzine, come su tante altre, scrivessero pi\u00f9 che altro ragazzini come me, al massimo pi\u00f9 convinti di essere &#8216;sto cazzo (ma neanche sempre), per\u00f2 sto tergiversando.<br \/>\nQuando ho iniziato a bazzicare quel sito dei The Used si faceva un gran parlare. Era appena uscito il loro secondo disco e il mood generale era che la stagione di tutta quella roba l\u00ec fosse ormai finita. Dopo aver tessuto lodi sperticate per grossomodo qualsiasi cosa uscita tra il 2002 e il 2004, nel 2005 era diventato tutto una merda. Il nuovo avanzava, toccava girare pagina.<br \/>\nIo, per\u00f2, ero come sempre in ritardo.<br \/>\nAndando a memoria, sul sito non c&#8217;erano le recensioni dei dischi considerati buoni di questa ondata nu-emocore di inizio millennio, venivano solo citate le band come riferimento in recensioni pi\u00f9 recenti e spesso negative. Idem sul forum, dove chiedere dettagli su questa roba era il viatico preferenziale al ricevere insulti.<br \/>\nAlla fine quindi avevo scaricato un po&#8217; di cose e, come probabilmente \u00e8 giusto che sia, mi ero messo sotto a fare una cernita da solo. Si trattava di scavare in una montagna fumante di letame, lo riconosco, per\u00f2 mentirei se dicessi di non averci cavato un ragno dal buco. Anzi. Chiaramente non ci si poteva aspettare la qualit\u00e0 dei <a href=\"https:\/\/tidal.com\/artist\/3932110\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Q and not U<\/a>, non so bene perch\u00e9 feticcio di moltissimi <em>capiscers<\/em> dell&#8217;epoca, ma se c&#8217;\u00e8 una cosa su cui sono arrivato in anticipo rispetto a Boris e ai successivi meme \u00e8 che <a href=\"https:\/\/youtu.be\/M8z5oNsQ4Kc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la qualit\u00e0 ha rotto il cazzo<\/a>, quindi bene cos\u00ec.<br \/>\nTutto questo per dire che era il 2005, io stavo prendendo il &#8220;sole&#8221; sdraiato su una &#8220;spiaggia&#8221; irlandese con alcuni amici ed ero in uno stato di dormiveglia. Avevo probabilmente sentito tutto The Used senza farci un gran caso, mezzo rincoglionito, e di massima era quella situazione in cui il disco viaggia sulla strada buona per farsi dimenticare. Non so se vi capiti mai.<br \/>\nCi sono dischi che ascolti fin dalla prima volta con attenzione, interessato a farti un&#8217;opinione corretta, e altri che invece piazzi in cuffia solo per riempire il silenzio e vedere se ce la fanno a farsi notare, a sconfiggere la nostra indifferenza mista a mancanza di aspettative.<br \/>\nThe Used, con me, ce l&#8217;ha fatta in zona cesarini.<br \/>\n<em><a href=\"https:\/\/tidal.com\/track\/3966324\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pieces Mended<\/a><\/em> \u00e8 l&#8217;ultima traccia del disco e ricordo come fosse ieri che riusc\u00ec a destarmi da quel torpore vacanziero e scazzato e farmi di colpo tornare presente all&#8217;ascolto del disco. E poi farmelo rimettere da capo.<br \/>\nNegli anni credo di aver ascoltato tanti dischi il cui fulcro sta nella sofferenza, sia questa reale o posticcia, ma ancora oggi il senso di angoscia e disagio che mi trasmette Berth su <a href=\"https:\/\/tidal.com\/track\/3966317\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Poetic Tragedy<\/em><\/a> non ha pari. Non ho idea di cosa parli il pezzo, non mi \u00e8 mai interessato approfondire. Per me \u00e8 e rimarr\u00e0 il lamento di uno che non se la passa bene, da ascoltare quando anche io non me la passo bene. Perch\u00e9 alla fine di questo si parla: emozioni. Stati d&#8217;animo che la musica crea in noi, ma anche in cui noi vogliamo immergerci tramite la musica. Almeno per quel che mi riguarda.<br \/>\nIl disco \u00e8 tutto bellissimo, lo ascolto ancora spesso senza necessit\u00e0 di urlare GUILTY PLEASURE sui social e sentirmi una persona meglio. Ogni volta che parte <em><a href=\"https:\/\/tidal.com\/track\/3966316\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Say Days Ago<\/a><\/em> testo la capacit\u00e0 dell&#8217;impianto\/supporto con cui lo sto ascoltando e dei miei timpani, di conseguenza.<br \/>\nSui social frequento un paio di gruppi revisionisti\/revival in cui l&#8217;apprezzamento per certa roba \u00e8 ormai sdoganato e si vive un clima bello di sincerit\u00e0 e non curanza che dovrebbe sempre stare alla base del dibattito musicale. Chi scriveva su Munnezza oggi probabilmente si divide tra il darsi una posa su twitter (no link needed, you know who you are) e bazzicare gli stessi gruppi che bazzico io, ma in incognito. Buon per loro, c&#8217;\u00e8 sempre da venire a patti con la propria autostima e se questo \u00e8 il modo, bene cos\u00ec.<br \/>\nIo, di mio, ho fatto pace coi miei gusti troppo tempo fa per star dietro alla scena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivere del ventennale dei dischi \u00e8 una roba che non mi risulta si faccia pi\u00f9. Probabilmente il motivo \u00e8 che quelli bravi, quelli che hanno incominciato a farlo, hanno esaurito i ventennali che gli interessavano ormai diversi anni orsono. Vecchi di merda. 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