{"id":5022,"date":"2024-08-26T17:55:12","date_gmt":"2024-08-26T15:55:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.manq.it\/?p=5022"},"modified":"2024-08-26T18:07:38","modified_gmt":"2024-08-26T16:07:38","slug":"can-i-scream","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2024\/08\/26\/can-i-scream\/","title":{"rendered":"Can I scream?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Due paroline sulla terza stagione di The Bear, ma se vogliamo anche la risposta alla secolare domanda:<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>&#8220;E&#8217; forse l&#8217;attesa del piacere essa stessa il piacere?&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, non lo \u00e8.<br \/>\nAndiamo per\u00f2 con calma: partiamo dalle basi, diamo un contesto e diciamo anche che prover\u00f2 a fare un discorso spoiler-free<strong>\u00b9<\/strong>.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=y-cqqAJIXhs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Bear<\/a> \u00e8 una serie che parla di cucina e di persone che lavorano nella ristorazione, a tutti i livelli. E&#8217; uno show iniziato nel 2022, che quindi ha appena visto mandare in onda la sua terza stagione, e che fino a qui si \u00e8 distinto per un livello qualitativo semplicemente fuori scala rispetto al panorama attuale.<br \/>\nA livello visivo gode di una regia, una fotografia ed un montaggio che lo rendono semplicemente stupendo, proprio bello da guardare, con tantissimo tempo dedicato alla componente artistica e design del cibo messa in contrasto con il &#8220;caos&#8221; pi\u00f9 o meno razionale e la frenesia di quel che ci sta intorno. Musicalmente poi sta proprio su un altro pianeta, non solo per la selezione degli artisti e dei brani (<a href=\"https:\/\/screenrant.com\/the-bear-season-3-soundtrack-songs-guide\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> la lista della sola terza stagione, per dare un&#8217;idea del livello.), ma per l&#8217;uso che fa della musica e l&#8217;attenzione che riserva al suo utilizzo. Quando c&#8217;\u00e8 un pezzo te ne accorgi perch\u00e8 vengono usate solo canzoni monumentali, ma quando non c&#8217;\u00e8 il silenzio ha esattamente il medesimo ruolo che avrebbe la musica e si fa notare con la stessa immediatezza. C&#8217;\u00e8 tutto un episodio meraviglioso nella seconda stagione che con un minuto di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8xg3vE8Ie_E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Taylor Swift<\/a> non solo ti fa scoppiare il cuore, ma restituisce al personaggio protagonista uno spessore ed una caratterizzazione che in altre serie non raggiungono neanche con ore di <em>screen time<\/em> e spiegoni annessi. Quando poi lo stesso personaggio, la stagione successiva, si trova ad un ulteriore passo cardine del suo arco narrativo \u00e8 naturale ci sia sempre Taylor Swift ad accompagnarlo, ma con un pezzo diverso, perch\u00e8 un conto \u00e8 avere classe e un altro \u00e8 diventare didascalici.<br \/>\nE&#8217; tutto confezionato in maniera sublime, insomma, intorno ad un cast che in ogni singolo secondo spacca lo schermo in due. Non c&#8217;\u00e8 un attore fuori parte, non c&#8217;\u00e8 una scena recitata senza intensit\u00e0, eppure non si sfocia mai nell&#8217;<em>overacting<\/em> se non nei rari casi in cui serva ad uno scopo preciso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" title=\"S\u00ec, ma stai calma.\" src=\"https:\/\/movieplayer.net-cdn.it\/t\/images\/2023\/08\/21\/the-bear-2-jamie-lee-curtis_jpg_1400x0_crop_q85.jpg\" width=\"800\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, The Bear \u00e8 una serie che dovreste guardare per farvi un favore e dedicare qualche ora a qualcosa di bello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma.<br \/>\nQuesta terza stagione mi ha fatto bestemmiare tantissimo e la causa \u00e8 una scelta precisa e programmatica degli autori, che hanno portato all&#8217;estremo la magistrale creazione del climax narrativo per poi, per\u00f2, non risolverlo. Una sorta di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Controllo_dell%27orgasmo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">edging<\/a>, con la sostanziale differenza che si tratta di ritardare ad oltranza non il proprio piacere, ma quello di altre persone. E magari, tra queste persone, c&#8217;\u00e8 anche chi non apprezza.<br \/>\nE&#8217; un numero che hanno, quelli di The Bear, fin dal principio. Nella prima stagione lo avevano messo in atto in modo molto pi\u00f9 sottile, per\u00f2, solamente con la musica. Per la precisione con New Noise dei Refused. Metto il video, cos\u00ec diventa pi\u00f9 semplice argomentare anche coi senzadio che non conoscono il capolavoro in questione.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NkAe30aEG5c?si=Ptn-Cp9mYV30zRXE&amp;controls=0\" width=\"800\" height=\"560\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">New Noise, nei primi 67 secondi, ha uno dei pi\u00f9 potenti e coinvolgenti climax della storia della musica. Anche al primo ascolto \u00e8 impossibile non sentire il crescere della tensione, questo riff ricorsivo che pian piano aumenta la sua portata come un&#8217;onda che l&#8217;ascoltatore sa lo investir\u00e0, prima o dopo. E anche i Refused erano bravi in questa cosa del ritardare il piacere, perch\u00e8 a 46 secondi sembra che di colpo tutto si debba risolvere in niente quando invece<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>CAN I SCREAM?<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Santissimo iddio che roba, ma torniamo al punto.<br \/>\nNella stagione 1, per ben due volte in episodi diversi, quei figli di buona donna usano i primi 67 secondi per far montare la tensione nello spettatore che assiste al precipitare di alcune situazioni, ma senza dare sfogo al pezzo. E, ve lo garantisco, tagliare quella canzone prima del 68\u00b0 secondo \u00e8 peggio che darmi una coltellata. Non riesco proprio ad elaborare la cosa, bestemmio come un fabbro.<br \/>\nEcco, con la 3\u00b0 stagione fanno proprio all-in su questa modalit\u00e0 di racconto, costruendo un tot di linee narrative che crescono, crescono, crescono&#8230; e non si risolvono in un cazzo di niente<strong>\u00b2<\/strong>.<br \/>\nDieci episodi alla fine dei quali stai esattamente al punto di partenza, cos\u00ec quando esce la scritta <em>To be continued<\/em> non puoi fare altro che bestemmiare. Dieci episodi bellissimi, che ti fanno entrare dentro a tutti i personaggi in maniera profondissima e che per\u00f2 alla lunga finiscono per stancare. Non tutti magari, ma me s\u00ec. Io ho bisogno di andare a parare da qualche parte.<br \/>\nGli autori questo lo sanno, sanno che c&#8217;\u00e8 gente come me, e godono nello sbatterci in faccia la loro vittoria.<br \/>\nMancano 10&#8242; minuti alla fine della stagione e una serie di personaggi sta fissando il cartello &#8220;EVERY SECOND COUNTS&#8221; che c&#8217;\u00e8 sulla parete della cucina di un ristorante.<br \/>\nE poi lo staccano dal muro.<\/p>\n<p>Maledetti.<\/p>\n<p style=\"font-size: 0.8vw; text-align: justify;\">1) anche perch\u00e8 fare spoiler di una stagione in cui non succede niente \u00e8 davvero complesso.<br \/>\n2) SPOILER, giusto per dare il quadro della situazione elenco le questioni aperte e lasciate pending: carmy\/claire, la recensione, Syd e la sua offerta, il bilancio, il matrimonio. Non c&#8217;\u00e8 una questione aperta in questa stagione a cui abbiano dato minima progressione. Devi essere stronzo, dai.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ehi, vuoi ricevere i post di questo blog direttamente via mail e senza dover venire qui a leggerli?<br \/>\nIscriviti alla newsletter!<br \/>\n<div class=\"tnp tnp-subscription \">\n<form method=\"post\" action=\"https:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-admin\/admin-ajax.php?action=tnp&amp;na=s\">\n<input type=\"hidden\" name=\"nlang\" value=\"\">\n<div class=\"tnp-field tnp-field-email\"><label for=\"tnp-1\">Email<\/label>\n<input class=\"tnp-email\" type=\"email\" name=\"ne\" id=\"tnp-1\" value=\"\" placeholder=\"\" required><\/div>\n<div class=\"tnp-field tnp-privacy-field\"><label><input type=\"checkbox\" name=\"ny\" required class=\"tnp-privacy\"> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.iubenda.com\/privacy-policy\/82549365\">Procedendo accetti la privacy policy<\/a><\/label><\/div><div class=\"tnp-field tnp-field-button\" style=\"text-align: left\"><input class=\"tnp-submit\" type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" style=\"\">\n<\/div>\n<\/form>\n<\/div>\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due paroline sulla terza stagione di The Bear, ma se vogliamo anche la risposta alla secolare domanda: &#8220;E&#8217; forse l&#8217;attesa del piacere essa stessa il piacere?&#8221; No, non lo \u00e8. Andiamo per\u00f2 con calma: partiamo dalle basi, diamo un contesto e diciamo anche che prover\u00f2 a fare un discorso spoiler-free\u00b9. The Bear \u00e8 una serie&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2024\/08\/26\/can-i-scream\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Can I scream?<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"off","neve_meta_content_width":70,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[5,4,8],"tags":[],"class_list":["post-5022","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-musica","category-riflessioni","category-tv"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5022"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5022\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5027,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5022\/revisions\/5027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}