{"id":5402,"date":"2026-05-20T11:05:19","date_gmt":"2026-05-20T09:05:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.manq.it\/?p=5402"},"modified":"2026-05-20T11:10:17","modified_gmt":"2026-05-20T09:10:17","slug":"una-roba-vecchia-sui-fugazi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2026\/05\/20\/una-roba-vecchia-sui-fugazi\/","title":{"rendered":"Una roba (vecchia) sui Fugazi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nella mia vita ho scritto una manciata di robe finite su siti\/webzine altrui. Questa qui sotto mi \u00e8 venuta in mente l&#8217;altro giorno e ho realizzato non fosse pi\u00f9 online da nessuna parte. Siccome \u00e8 un pezzo in cui mi rivedo molto, ho pensato potesse stare bene nel mio blog.<br \/>\nUsciva nel 2021 su spento, prima che spento diventasse <a href=\"https:\/\/spento.substack.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una newsletter<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io odio i Fugazi.<br \/>\nChiariamo: questo non \u00e8 uno di quegli incipit furbi che puntano ad incuriosire il lettore, ma che poi vengono smentiti con l\u2019andare del pezzo in maniera pi\u00f9 o meno paracula. \u201cOdio i Fugazi [miliardi di battute che tergiversano] perch\u00e9 sono la pi\u00f9 grande band di sempre\u201d.<br \/>\nNo. Io li detesto sul serio e preferisco dirlo chiaro all\u2019inizio, cos\u00ec vi fate un\u2019idea di con chi avete a che fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo dal principio. Se un po\u2019 per tutti la vita \u00e8 fatta di stagioni, non \u00e8 per niente unanime cosa le definisca. Per tantissimi anni, nel mio caso, le ha definite la musica.<br \/>\nLa prima stagione \u00e8 quella della scoperta, quando sei piccolo e ti trovi a condividere lo spazio in casa, ma soprattutto in auto, con dischi con cui nelle stagioni successive non vorrai pi\u00f9 entrare in contatto. E\u2019 il primo stadio, quello alla fine del quale sei chiamato a tagliare il cordone ombelicale. Non ho problemi con chi a quarant\u2019anni vive coi genitori, ma ne ho parecchi con chi a venti ascolta i dischi del padre.<br \/>\nLa seconda stagione \u00e8 quella della socialit\u00e0, quando realizzi che la musica esiste nella vita dei tuoi coetanei, che la puoi ascoltare con loro e ne puoi parlare con loro. E\u2019 quel frangente in cui nei pomeriggi coi compagni di scuola fai essenzialmente le stesse cose che facevi prima, ma con la musica in sottofondo ed \u00e8 da quel particolare che pensi di non essere pi\u00f9 un bambino. Sono anni bui quelli, un circolo vizioso in cui la musica crea il gruppo che a sua volta impone gli ascolti e li compatta. All\u2019inizio sei contento di esserci dentro, ma presto o tardi i tuoi orizzonti si aprono e tutto diventa troppo stretto. C\u2019\u00e8 questa percezione di te che ti si disegna in testa e che di colpo non sei pi\u00f9 disposto a transigere dal rendere concreta.<br \/>\nE\u2019 la terza stagione, quella dell\u2019autodeterminazione, ed \u00e8 un calvario senza senso da cui credo di essere uscito in piedi soprattutto grazie alla musica. Il punk rock \u00e8 ci\u00f2 che mi ha permesso di smettere di sentirmi inadeguato e realizzare che, anzi, il non essere per forza di cose in linea con quel che mi viveva intorno non fosse necessariamente un problema mio. Letta cos\u00ec fa ridere, se non hai mai avuto quindici anni. La cosa bella della terza stagione \u00e8 che ad un certo punto finisce e non solo tu stai quasi certamente meglio di quando ci sei entrato, ma puoi anche permetterti di abbassare la guardia e ridiscutere le ferree convinzioni che ti ci hanno portato fuori, perch\u00e9 ormai hai le spalle larghe.<br \/>\nLa quarta stagione quindi \u00e8 quella della maturit\u00e0, il momento in cui la musica costituisce finalmente un grande universo da scoprire per il proprio piacere personale, liberi da vincoli sociali o limitazioni autoimposte e scevri di tutta quella voglia di dimostrarsi migliori o peggiori degli altri sulla base dei propri gusti musicali. \u00c8 il traguardo e chi ci arriva, purtroppo non tutti, lo fa con un corredo pi\u00f9 o meno esteso di cicatrici. Alcune sono ormai semi-invisibili, altre orribili e impossibili da celare, ma le peggiori sono quelle rimarginate male, quelle che al primo movimento sbagliato si riaprono e tornano a sanguinare.<br \/>\nI Fugazi sono la piaga purulenta della mia maturit\u00e0 musicale, il gruppo per cui non sono mai riuscito a venire a patti col fatto che non mi piacesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 \u00e8 vero che l\u2019ho menata per quasi mille battute con l\u2019autodeterminazione, la crescita individuale e via dicendo, ma \u00e8 anche vero che \u201cno man is an island\u201d e mi pare quasi superfluo dover precisare che per capire cosa vuoi diventare sia necessario guardare ad altri che sono sul tuo stesso sentiero, possibilmente pi\u00f9 avanti. Se c\u2019\u00e8 una verit\u00e0 assoluta, sul mio sentiero, \u00e8 che i Fugazi siano una band imprescindibile.<br \/>\nHanno tutti i requisiti per esserlo, d\u2019altronde. Volendo lasciare per un attimo da parte la musica, sono composti da ex membri di band seminali e di culto per l\u2019intera scena, ma soprattutto si sono arroccati su una linea DIY di un\u2019intransigenza rara, che ha fatto di loro un modello di etica musicale ben oltre la ristretta nicchia di genere in cui si collocano. Numi tutelari, in pratica, non fosse che i loro dischi non mi siano mai andati gi\u00f9.<br \/>\nNon li ho digeriti al primo ascolto, quando il mio vero animale guida era un tipo con la fissa per gli alieni che non faceva altro che parlare di Fugazi (forse per smarcarsi dal fatto di essere universalmente identificato come lo scemo del villaggio), e ho continuato a farmeli andare di traverso anche dopo, negli anni in cui qualsiasi recensione leggessi o dibattito online seguissi su questo o quel forum, finiva sempre e comunque a tirarli in ballo. Scoprire di non apprezzare i Fugazi mi aveva riportato nella condizione di sentirmi inadeguato. Di nuovo. Non proprio come ripartire da capo, ma certamente rimettendo un po\u2019 tutto in discussione. Un discorso che va ben oltre la musica.<br \/>\nMi piacerebbe essere una persona sicura di s\u00e9 e forse oggi in certi frangenti riesco anche a sentirmici, ma i Fugazi sono una spintarella involontaria al tavolo su cui si erge il mio castello di carte ed \u00e8 per questo che li odio, perch\u00e9 stanno l\u00ec a ricordarmi uno dei miei difetti pi\u00f9 grandi.<br \/>\nNegli anni ho speso ore ascoltandomi i loro dischi, ancora e ancora, ciclicamente. Ho probabilmente ascoltato pi\u00f9 volte loro di gruppi di cui ho i dischi sullo scaffale, non esagero, sempre con l\u2019obbiettivo di capire cosa ci fosse di sbagliato, quale fosse la chiave per risolvere questa incongruenza. Ogni volta che mi imbatto nell\u2019argomento, finisco a risentirmi una roba loro con l\u2019idea che magari qualcosa sia cambiato e che, finalmente, possa ricevere la tanto agognata illuminazione. Non succede mai, ne esco sempre ed inesorabilmente sconfitto. Anni fa fingevo addirittura mi piacessero. Non in maniera spudorata, mai stato capace, ma semplicemente dandoli per assodati come fa chiunque.<br \/>\nLa fortuna di avere un problema con un gruppo letteralmente indiscutibile \u00e8 che non ne devi discutere mai, sarei potuto andarci avanti per sempre.<br \/>\nSpero non abbiate idea di quanto faccia sentire stupidi ed ipocriti millantare appartenenza ad un contesto di cui si fa parte essenzialmente per non dover millantare appartenenza altrove. Cos\u00ec dal mentire sono passato a glissare, fino ad arrivare al coming out, ma sempre convinto di essere io l\u2019ingranaggio guasto nella macchina.<br \/>\nAncora oggi \u00e8 una reazione istintiva, che non mi capita con nessun altro gruppo o disco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi giorni compie 20 anni The Argument (NdM: saranno 25 a ottobre 2026), il loro ultimo disco in studio. Ho appena finito di ascoltarmelo tutto.<br \/>\nAd un certo punto, sul primo ritornello di Full Disclosure, ho pensato: \u201cEccoci! \u00c8 la volta buona\u201d.<br \/>\nNon lo era.<br \/>\nNon lo \u00e8 mai.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ehi, vuoi ricevere i post di questo blog direttamente via mail e senza dover venire qui a leggerli?<br \/>\nIscriviti alla newsletter!<br \/>\n<div class=\"tnp tnp-subscription \">\n<form method=\"post\" action=\"https:\/\/www.manq.it\/wordpress\/wp-admin\/admin-ajax.php?action=tnp&amp;na=s\">\n<input type=\"hidden\" name=\"nlang\" value=\"\">\n<div class=\"tnp-field tnp-field-email\"><label for=\"tnp-1\">Email<\/label>\n<input class=\"tnp-email\" type=\"email\" name=\"ne\" id=\"tnp-1\" value=\"\" placeholder=\"\" required><\/div>\n<div class=\"tnp-field tnp-privacy-field\"><label><input type=\"checkbox\" name=\"ny\" required class=\"tnp-privacy\"> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.iubenda.com\/privacy-policy\/82549365\">Procedendo accetti la privacy policy<\/a><\/label><\/div><div class=\"tnp-field tnp-field-button\" style=\"text-align: left\"><input class=\"tnp-submit\" type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" style=\"\">\n<\/div>\n<\/form>\n<\/div>\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella mia vita ho scritto una manciata di robe finite su siti\/webzine altrui. 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