{"id":594,"date":"2010-02-03T22:44:17","date_gmt":"2010-02-03T21:44:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=594"},"modified":"2010-02-10T09:39:08","modified_gmt":"2010-02-10T08:39:08","slug":"der-anfang-linizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2010\/02\/03\/der-anfang-linizio\/","title":{"rendered":"Der Anfang &#8211; l&#8217;inizio"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Il primo approccio con la vita da emigrante non \u00e8 stato pi\u00f9 di tanto traumatico. Inutile nascondersi dietro ad un dito, l&#8217;essere in due ha sicuramente aiutato moltissimo il primo processo di adattamento e non \u00e8 certo mia intenzione negarlo. La cosa che per\u00f2 vorrei sottolineare \u00e8 che ormai il mondo sia veramente piccolissimo. A meno di quarantotto ore dal mio arrivo qui a Colonia gran parte delle mie abitudini \u00e8 gi\u00e0 ripresa, non solo grazie al lavoro, ma anche grazie al fatto che ho gi\u00e0 la possibilit\u00e0 di connettermi ad internet nella mia piccola, ma funzionale casina*. Questo mi ha permesso non solo di contattare pi\u00f9 o meno tutti coloro che ho lasciato in Italia, ma anche di dedicarmi ai miei interessi esattamente come non mi fossi mai spostato di 900 km verso nord.<br \/>\nIn questo clima di &#8220;quotidianit\u00e0 illesa&#8221; mi sono quindi semplicemente dovuto inoltrare nei meandri della burocrazia locale, scoprendo che in realt\u00e0 &#8220;tutto il mondo \u00e8 paese&#8221;. Oggi infatti mi sono recato all&#8217;ufficio immigrazione per richiedere il famigerato Anmeldung, ovvero l&#8217;iscrizione ai registri di Colonia come domiciliato in loco. Inutile dire che all&#8217;ufficio immigrazione parlassero tutti solo ed esclusivamente tedesco. E&#8217; stato divertente. Uscito di l\u00ec vittorioso ho deciso di provare a sfidare anche l&#8217;ufficio trasporti, dove ho comprato un abbonamento mensile alla modica cifra di 72 euri. In questo ha giocato un ruolo determinante la presenza della Polly, visto che qui in Germania i controllori non esistono e che l&#8217;Italiano, si sa, tende a non pagare. Anche ai trasporti trovare uno sportellista che parlasse inglese non \u00e8 stata roba da poco, ma alla fine l\u00ec una signora che almeno lo capiva e lo parlucchiava c&#8217;era e quindi tutto si \u00e8 risolto con estrema facilit\u00e0. Ora resta da aprire un conto in banca, cosa per cui ho preso appuntamento Venerd\u00ec mattina. Anche in banca per\u00f2 nessuno (!) parla inglese e ci dovr\u00f2 andare con Casi, uno dei ragazzi tedeschi che conosco, da usare come traduttore. Non so come la prender\u00e0 il garante della privacy tedesco, se ne hanno uno. A questo punto mi chiedo perch\u00e8 quando mi \u00e8 capitato di chiedere informazioni in giro da queste parti tutti sapessero sempre almeno capire l&#8217;inglese, mentre dietro ad uno sportello non ci sia mai nessuno in grado di fare altrettanto. Forse non sapere l&#8217;inglese da punti in pi\u00f9 per l&#8217;assunzione in posti a contatto con il prossimo. Mi documenter\u00f2.<br \/>\nForte di questa mia prima esperienza e dei miei innumerevoli e, credo, inevitabili parallelismi &#8220;Italia-Germania&#8221; ho deciso di creare due nuove categorie per questo Blog. Trattasi de &#8220;L&#8217;Italia \u00e8 una merda.&#8221;, che si spiega da sola, e de &#8220;L&#8217;Italia \u00e8 una merda, ma&#8230;&#8221; che in fin dei conti fa altrettanto.<br \/>\nIn questi due giorni ho gi\u00e0 fatto alcune scoperte sugli usi e costumi locali. So, ad esempio, che in qualunque panino imbottito i tedeschi mettono burro spalmato e maionese a meno che tu li convinca che le tue coronarie ne farebbero volentieri a meno, operazione per altro non facile. Ho scoperto che lo stipendio viene pagato in anticipo ad inizio mese e non alla fine, come logico se si pensa che il lavoratore l&#8217;affitto, il mutuo o anche semplicemente il pranzo non se lo pu\u00f2 pagare il 27. Ho imparato che anche in Germania l&#8217;ufficio tecnico di un istituto di ricerca pubblico tende, se lasciato agire indisturbato, a fare le cose un po&#8217; a cazzo di cane, ma va riconosciuto che qui almeno c&#8217;\u00e8 chi prova a non lasciarlo agire indisturbato. Insomma, in soli due giorni ho gi\u00e0 colto diversi aspetti di quella che sar\u00e0 la mia vita futura e questo \u00e8 un bene visto che, fino a prova contraria, mi toccher\u00e0 integrarmi.<br \/>\nL&#8217;ultima cosa di cui voglio scrivere \u00e8 la mia prontissima capacit\u00e0 di costruire progetti e situazioni anche disinserito dal mio abituale territorio d&#8217;azione.<br \/>\nEssere a K\u00f6ln potrebbe risultare ottimo alla luce di quanto segue:<\/p>\n<p align=\"justify\" style=\"margin: 10px 0px 10px 0px;\">&#8211; In poco pi\u00f9 di tre ore e con circa 29 euro posso recarmi a Parigi in treno. Con 19 euro e meno di 2 ore a Bruxelles. In un&#8217;ora soltanto a Bruges. Opportunit\u00e0 queste, che intendo sfruttare al 100% fin da Marzo quando credo\/spero far\u00f2 un paio di giorni nella capitale francese.<br \/>\n&#8211; Da Gioved\u00ec prossimo per 6 giorni interi tutta la citt\u00e0 sar\u00e0 in preda al carnevale pi\u00f9 chiassoso, etilico e promisquo della terra. S\u00ec, della terra, che se ne facciano una ragione i brasiliani.<br \/>\n&#8211; Il 18 Febbraio, appena finito il carnevale, potr\u00f2 avere il mio primo contatto con la musica live locale andando a sentire il set acustico di Joey Cape e Tony Sly.<br \/>\n&#8211; L&#8217;11 Marzo potrei coronare il sogno di una vita andando a sentire Scooter. Harder, Faster, Scooter. Delirio.<br \/>\nIl 17 Aprile, se trover\u00f2 i biglietti (cosa che mi dicono non facile), alle 15.30 potr\u00f2 assistere alla sfida tra F.C. K\u00f6ln e la mia squadra del cuore tedesca, ovvero il VFL Bochum. Ideale sarebbe farlo nel settore ospiti, tra i ragazzi, ma sar\u00e0 dura.<\/p>\n<p>A conti fatti ce la sto mettendo tutta per trarre il meglio da questa esperienza.<br \/>\nCerto i momenti duri devono ancora venire.<br \/>\nVenerd\u00ec ad esempio non sar\u00e0 facile accettare di non poter sorseggiare un&#8217;ottima Bulldog al Tirna.<\/p>\n<p><object width=\"425\" height=\"344\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/bpy4IpCxB4A&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><embed src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/bpy4IpCxB4A&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" width=\"425\" height=\"344\"><\/embed><\/object><\/p>\n<p><em>*Si prega di non tenere ricevimenti o feste da ballo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo approccio con la vita da emigrante non \u00e8 stato pi\u00f9 di tanto traumatico. Inutile nascondersi dietro ad un dito, l&#8217;essere in due ha sicuramente aiutato moltissimo il primo processo di adattamento e non \u00e8 certo mia intenzione negarlo. La cosa che per\u00f2 vorrei sottolineare \u00e8 che ormai il mondo sia veramente piccolissimo. 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