{"id":599,"date":"2010-02-19T01:00:38","date_gmt":"2010-02-19T00:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=599"},"modified":"2010-02-19T01:07:35","modified_gmt":"2010-02-19T00:07:35","slug":"esperienza-totale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2010\/02\/19\/esperienza-totale\/","title":{"rendered":"Esperienza totale"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Prendete una spiaggia.<br \/>\nS\u00ec, lo so, non ho mai scritto un post rivolgendomi direttamente a chi legge, per\u00f2 questa sera va cos\u00ec quindi non fate i pignoli e fate quel che dico.<br \/>\nPrendete una spiaggia di notte con un bel fal\u00f2 acceso e le stelle che brillano in cielo.<br \/>\nMettete duecento, trecento amici intorno a quel fuoco. Chissenefrega se non avete abbastanza amici, fate conto di averceli e metteteli tutti intorno al fuoco con una birra in mano. A questo punto prendete tre chitarre e datele a tre di questi vostri amici d&#8217;infanzia che, fortuna vuole, sono anche musicisti che in qualche modo hanno segnato la vostra vita e dite loro di suonare i pezzi pi\u00f9 significativi della vostra giovent\u00f9 in modo che tutti si possa cantare insieme.<br \/>\nOk, riuscite ad immaginare una situazione di questo tipo?<br \/>\nIo s\u00ec, perch\u00e8 l&#8217;ho vissuta questa sera.<br \/>\nNiente spiaggia, purtoppo, ma un freddo localino imboscato nel quartiere di Colonia dove vivo. Roba che ci ho messo una buona mezzoretta a trovarlo, il posto, ma alla fine l&#8217;ho reputato veramente carino. Prendete uno di quei bar americani con le freccette, il biliardo, il casino e la cappa di fumo. Metteteci poster di band alle pareti ed una porta che da su uno stanzino con un palco in cui possono entrare per l&#8217;appunto circa trecento persone. Ecco, l&#8217;Underground di Colonia \u00e8 cos\u00ec. Una roba che a Milano ce la sognamo e non solo per il divieto di fumo nei locali pubblici.<br \/>\nAd ogni modo in questo piccolo locale questa sera \u00e8 avvenuto qualcosa di magico perch\u00e8, non scherzo, sembrava veramente di essere in mezzo a gente che si conosce da sempre. Sar\u00e0 che ero da solo e ho conosciuto pi\u00f9 gente che in una vita di concerti &#8220;single palyer&#8221; in Italia, sar\u00e0 che l&#8217;et\u00e0 media era esattamente la mia, sar\u00e0 che per tutti i presenti andava in scena a grandi linee la colonna sonora della propria vita, ma non mi ero mai sentito cos\u00ec parte di un qualcosa ad un concerto.<br \/>\nLo so, fa ridere, ma \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nMi rendo conto di non aver ancora precisato quale concerto ho visto sta sera.<br \/>\nSi trattava di Jon Snodgrass + Tony Sly + Joey Cape, tutti in versione rigorosamente acustica.<br \/>\nNon sapendo bene come funzionano le cose da queste parti ed essendo io senza biglietto, ho deciso di recarmi in loco con largo anticipo. Arrivato sul posto nel locale non c&#8217;\u00e8 nessuno, tranne i tre showman impegnati nel soundcheck, cos\u00ec entro e mi sento un paio di pezzi in anteprima prima che Joey Cape venga da me a fare due chiacchiere e chiedermi poi dov&#8217;\u00e8 il bagno. Quando realizza che non sono dello staff ride molto. Rido anche io, e ride anche il tipo al mixer che per\u00f2 poi mi chiede di uscire.<br \/>\nIl set vero e proprio inizia dieci minuti dopo le otto e sul palco ci sono tutti e tre gli artisti per suonare insieme i primi tre pezzi, uno dal repertorio di ciascuno. In realt\u00e0 Joey Cape ne suoner\u00e0 due perch\u00e8 durante &#8220;Fatal Flu&#8221; Jon rompe una corda, la prima di una lunga serie, ma come appare chiaro si tratta di un fuori programma. Anche di questi ultimi sar\u00e0 costellata la serata. In ogni caso avvio col botto, tra battute e dialoghi col pubblico che definire esilaranti \u00e8 poco.<br \/>\nPersonalmente non conoscevo Jon Snodgrass, n\u00e8 gli Armchair Martian n\u00e8 tantomeno i Drag the River (ok, shame on me). Tuttavia il suo set \u00e8 fantastico. I pezzi voce e chitarra emozionano davvero e lui \u00e8 un personaggio geniale, ma geniale sul serio. Esegue praticamente solo canzoni a richiesta, almeno finch\u00e8 le richieste arrivano, ed alla fine cede il posto a Tony Sly. Non che se ne vada, smette semplicemente di suonare per dedicarsi a fare filmati con la sua compatta digitale. La gente apprezza e anche Tony Sly: &#8220;Jon is always great. In his set and even in mine.&#8221;<br \/>\nLa scaletta del leader dei No Use for a Name non la commento neanche, perch\u00e8 si parla di uno che ha nel plettro pi\u00f9 singoli di Vasco e che quindi da dove pesca pesca sicuro. Il clima \u00e8 fantastico, roba che ad un certo punto TS chiede ad uno del pubblico di aprirgli una birra, per capirci. Esegue anche tre di pezzi dall&#8217;album in uscita, quello da solista in acustico che \u00e8 in giro a presentare. Il primo \u00e8 molto simile a qualcosa dell&#8217;ultimo album NUFAN, il secondo \u00e8 bellissimo ed il terzo serve a richiamare sul palco Joey Cape che nel disco canta met\u00e0 della canzone. Questa sera per\u00f2 JC pare proprio non ricordare di cosa si tratti e cos\u00ec, dope due tentativi a vuoto tra le risate generali, Tony Sly lascia il palco.<br \/>\nA differenza del predecessore, il frontman di Lagwagon e Bad Astronaut decide di proporre diversi pezzi della sua carriera da solista, molti dei quali dedicati all&#8217;amico scomparso Derrik Plourde. L&#8217;atmosfera \u00e8 carica di emozione e porta Joey ariflettere su come non sia facile essere allegri quando la maggior parte dei propri pezzi parla di suicidio. Per ri-alleggerire l&#8217;ambiente decide cos\u00ec di suonare &#8220;Beard of shame&#8221;, fermandosi nel ponte strumentale per ammettere di non avere mai avuto la necessit\u00e0 di imparare a suonare quella parte. Ormai il tutto procede da due ore abbondanti ed \u00e8 quindi il caso di portare al termine la serata.<br \/>\nSul palco tornano i due colleghi per suonare gli ultimi pezzi, ancora una volta pescandone uno per ognuno. La conclusione del tutto \u00e8 affidata alla cover di &#8220;Linoleum&#8221; ed \u00e8 l&#8217;apice di una serata spettacolare.<br \/>\nAlmeno, vivendolo credevo fosse l&#8217;apice.<br \/>\nPoi \u00e8 successo che i tre se ne sono andati e che la folla li ha osannati per diversi minuti buoni, fino a farli rientrare per un bis che sembrava del tutto imprevisto.<br \/>\nScelgono un&#8217;altra cover: &#8220;Boxcar&#8221; dei Jawbreaker.<br \/>\nJon vorrebbe suonare, ma anche filmare con la sua compattina e quindi chiede a uno del pubblico se pu\u00f2 riprendere al posto suo. Questo accetta ed il pezzo parte a coronare il reale apice della serata.<br \/>\nProbabilmente questo racconto \u00e8 orfano di diversi aneddoti che varrebbe la pena ricordare, ma ora sono un po&#8217; stanco e quindi va bene cos\u00ec.<br \/>\nEsperienza totale.<br \/>\nSenza scherzi, credo sia stato il pi\u00f9 bel concerto della mia vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendete una spiaggia. S\u00ec, lo so, non ho mai scritto un post rivolgendomi direttamente a chi legge, per\u00f2 questa sera va cos\u00ec quindi non fate i pignoli e fate quel che dico. Prendete una spiaggia di notte con un bel fal\u00f2 acceso e le stelle che brillano in cielo. 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