{"id":749,"date":"2011-08-22T12:54:10","date_gmt":"2011-08-22T11:54:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=749"},"modified":"2011-08-22T14:05:03","modified_gmt":"2011-08-22T13:05:03","slug":"la-mia-ricetta-per-risollevare-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2011\/08\/22\/la-mia-ricetta-per-risollevare-litalia\/","title":{"rendered":"La mia ricetta per risollevare l&#8217;Italia."},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">In questi giorni un po&#8217; tutti si stanno prendendo la briga di dire cosa secondo loro andrebbe fatto per risollevare il paese in un momento come questo. Viene da s\u00e8 infatti che, salvo chi ancora non vuol propiro utilizzare un minimo di raziocinio, tutti possono facilmente comprendere che non sar\u00e0 festeggiando il 25 Aprile il 23 che si potranno risollevare i conti.<br \/>\nBene, in questo marasma generale ritengo di poter benissimo dire la mia anche io, formulando una proposta semiseria su quale potrebbe essere il mio programma se volessi, domani, presentarmi come alternativa alla gestione politica del paese.<br \/>\nDico semiseria perch\u00e8 per gran parte delle questioni non sono preparato a sufficienza per poter trovare rimedi reali da solo, quindi accenner\u00f2 solo le linee di principio sulle quali proverei a costruire un progetto. Per le analisi dettagliate dei singoli ambiti necessito infatti di un team di persone preparate e degne di fiducia con cui poter sviluppare i concetti.<br \/>\nPartiamo quindi con l&#8217;enunciare il mio programma.<br \/>\nInnanzi tutto io presenterei una candidatura ad orologeria. Il primo punto del mio programma sarebbe infatti restare in carica unicamente per un tempo limitato, necessario per dare al paese le basi legislative su cui ripartire. Ipotiziamo un anno. Questo punto verrebbe attuato firmando una lettera post-datata di dimissioni. Alla compilazione delle liste elettorali del partito, ogni iscritto firmer\u00e0 la sopracitata lettera, impegnandosi a lasciare il suo posto nei termini stabiliti.<br \/>\nQuesto primo punto avrebbe essenzialmente due risvolti: il primo sarebbe la necessit\u00e0 di lavorare bene e sodo per riuscire ad attuare il programma di governo in un tempo limitato. Il secondo che, sia che ce la si faccia sia che si fallisca, l&#8217;Italia non dovrebbe preoccuparsi di noi per pi\u00f9 di quel preciso e limitato periodo di tempo. Alla peggio quindi, il paese rester\u00e0 fermo per 12 mesi. Calcolando che \u00e8 fermo dagli anni novanta \u00e8 un rischio che potremmo anche permetterci.<br \/>\nIl secondo punto del programma, diretta conseguenza del primo, \u00e8 che ogni iscritto alle liste firmer\u00e0 il consenso al pagamento di una penale salata qualora non presenzi con costanza all&#8217;attivit\u00e0 di governo. Il che significa calcolare il numero esatto di ferie annuali che ha un qualisasi lavoratore dipendente e concedersi quelle e quelle soltanto. Per riformare un paese serve tempo, la burocrazia \u00e8 lenta gi\u00e0 di suo e quindi bisogna lavorare duro e con impegno. Pare assurdo doverlo mettere per iscritto, ma vista la situazione meglio non dare nulla per scontanto.<br \/>\nQuesti primi due punti dovrebbero gi\u00e0 di per loro portare alla partecipazione di gente motivata e che non miri ad una poltrona, ma davvero a fare il bene del Paese.<br \/>\nA questo punto spiego anche un paio di criteri con i quali verrebbe effettuata la selezione degli iscritti alle liste. Saranno ben accette candidature di persone tra i 25 e i 45 anni, laureate e disposte a prendersi un anno di aspettativa per poter fare politica al 100% senza distrazioni. Calcolando la quantit\u00e0 di precari qualificati che ci sono in Italia non credo sar\u00e0 difficile trovare gente in gamba che rispetti questi requisiti. Sia l&#8217;et\u00e0 che il titolo di studio saranno altamente vincolanti. Inoltre, non si accetteranno candidature di persone laureate in scienze politiche o discipline non strettamente utili a comprendere i problemi del paese e tentare di risolverli. Definiamola una lista di &#8220;tecnici&#8221;, intendendo come tali persone che come unica qualifica non abbiano quella di saper andare a Porta a Porta o Ballar\u00f2 ad imbonire gli Italiani.<br \/>\nFormata la squadra, resterebbe unicamente da gestire la questione del programma vero e proprio, ovvero di quali riforme occuparci.<br \/>\nL&#8217;unico programma del mio governo sar\u00e0 riformare la politica, ovvero legiferare in modo che dopo di noi la classe dirigente sia selezionata in base alla competenza, restituendo il paese agli elettori per una nuova tornata elettorale che possa far ripartire la nazione con alla guida gente capace e motivata.<br \/>\nQuindi, in soldoni, si tratterebbe di:<br \/>\n&#8211; Riformare la legge elettorale. Sono convinto che chi prende pi\u00f9 voti debba poter governare in santa pace per una legislatura e avere il tempo di fare o non fare quanto progettato. Senza scuse, senza alibi. Di conseguenza mi pare giusto che chi ottiene maggioranza relativa abbia il 55% dei seggi (esattamente come credo sia ora). Non si pu\u00f2 certo aspettare che per governare un paese il 55% dei diritti al voto esprima la stessa preferenza. Tuttavia introdurrei: limite di 60 anni per l&#8217;eleggibilit\u00e0, laurea come requisito indispensabile, limite massimo inderogabile di due legislature, eleggibilit\u00e0 in base ai voti raccolti e non alle graduatorie di partito e impossibilit\u00e0 a presentarsi per cariche diverse, in liste diverse o eventualmente anche a nuove elezioni senza aver prima dato le dimissioni dalla posizione politica attualmente ricoperta. Spiego meglio: sei deputato e vuoi presentarti alle europee? Prima ti dimetti. Sei sindaco e vuoi presentarti alla camera? Prima ti dimetti. Sei il presidente del consiglio? Non puoi essere capolista alle regionali se prima non ti dimetti. Mi pare chiaro.<br \/>\nInoltre, l&#8217;elettore sar\u00e0 tenuto (pena l&#8217;invalidamento della scheda) ad esprimere una preferenza non solo per il partito, ma anche per un candidato. Votare \u00e8 una cosa seria e va fatto seriamente. L&#8217;idea \u00e8 impedire che persone occupino cariche pubbliche senza il consenso popolare, cos\u00ec da responsabilizzarne le azioni. Chiamerei l&#8217;insieme di queste riforme &#8220;anti-Scilipoti&#8221;.<br \/>\n&#8211; Ridurre i costi della politica per davvero. Stipendi dei politici proporzionali al PIL pro capite, riduzione drastica non solo del numero dei politici, ma dei benefit agli stessi, comprese pensioni e rimborsi vari. Trasformerei il lavoro del politico in un lavoro ben pagato (perch\u00e8 trovo giusto lo sia, trattandosi di posti di responsabilit\u00e0), ma non pi\u00f9 sinonimo di privilegi. Una volta ho sentito Zaia in televisione dire che i politici vanno pagati perch\u00e8 &#8220;si deve avere un guadagno nel fare politica, altrimenti uno resterebbe a fare l&#8217;imprenditore&#8221;. Ecco, per me chi ragiona cos\u00ec \u00e8 bene faccia altro. Lasciamo la politica a chi ce l&#8217;ha a cuore, perch\u00e8 di gente cos\u00ec ce n&#8217;\u00e8 tanta e di tutti i colori e le ideologie.<br \/>\nIl problema dell&#8217;Italia adesso non \u00e8 la crisi, non sono i bilanci, non \u00e8 il lavoro n\u00e8 la sanit\u00e0 n\u00e8 l&#8217;istruzione.<br \/>\nIl problema \u00e8 una classe politica che di queste cose non \u00e8 capace di occuparsi e, soprattutto, che se ne frega del fatto di non saperlo fare forte del suo essere intoccabile.<br \/>\nDi conseguenza quindi, \u00e8 su quest&#8217;ultima che bisogna agire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni un po&#8217; tutti si stanno prendendo la briga di dire cosa secondo loro andrebbe fatto per risollevare il paese in un momento come questo. 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