{"id":860,"date":"2013-07-09T15:30:50","date_gmt":"2013-07-09T14:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=860"},"modified":"2013-07-09T15:31:13","modified_gmt":"2013-07-09T14:31:13","slug":"il-gioco-delle-tre-carte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2013\/07\/09\/il-gioco-delle-tre-carte\/","title":{"rendered":"Il gioco delle tre carte"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><em>[&#8230;]<br \/>\n&#8211; E&#8217; che, senza il congresso, qui non c&#8217;\u00e8 molto di fare. E anche il congresso non era molto&#8230; &#8211; Snijders fece un verso strano con la bocca.<br \/>\n&#8211; Non era interessante? Forse era un po&#8217; fuori dai suoi argomenti.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, anche, ma non solo. \u00c8 che ormai sento sempre le stesse cose. \u00c8 raro trovare un po&#8217; di fantasia, di inventiva. In particolare gli italiani hanno una cosa strana. Come competenza, intendo.<br \/>\nNe abbiamo tante di cose strane, bello, a livello di competenza. Sei in un paese in cui le veline parlano di calcio e i preti parlano di sesso e di famiglia.<br \/>\n&#8211; E quale?<br \/>\n&#8211; Non sono originali. Quasi mai, intendo. Ultimamente vedo gente che fa le stesse cose che faceva venti anni fa. Raffinano. Limano qualcosa. Fanno roba bellissima, a volte. Molto complessa. Ma sempre con gli stessi modelli. Io intendo, parlo in generale. Le eccezioni ci sono. Ma sono rare. E la scienza non \u00e8 questa. Ci vuole originalit\u00e0, idee nuove. Le applicazioni le deve fare l&#8217;industria. Noi dobbiamo fare ricerca.<br \/>\nNotevole. Nuova sorgente di acqua calda scoperta in localit\u00e0 Pineta dal professor Snijders dell&#8217;universit\u00e0 di Groningen.<br \/>\n&#8211; E non capisco il motivo &#8211; continu\u00f2 Snijders, dato che evidentemente l&#8217;argomento lo appassionava. &#8211; Scientificamente, gli italiani sono sempre stati validi. Preparati bene come studenti. Non come i russi, o gli indiani, ma molto meglio della media europea. \u00c8 strano.<br \/>\nMassimo si sent\u00ec punto sul vivo. Su quell&#8217;argomento si era fatto venire il sangue amaro tante di quelle volte che, anche non volendo, ormai sentirne parlare gli attivava un riflesso pavloviano.<br \/>\n&#8211; Non \u00e8 strano &#8211; disse mentre porgeva a Snijders la focaccina su un piatto. &#8211; Lo sa perch\u00e9? La ricerca in Italia non \u00e8 originale perch\u00e9 \u00e8 comandata da dei tirannosauri. In Italia, il quarantasette per cento dei professori ordinari \u00e8 gente che ha pi\u00f9 di sessant&#8217;anni. Sessant&#8217;anni. Non ci riusciva Gioacchino Rossini ad essere originale a sessant&#8217;anni, e vuole che riesca gente come questa qui?<br \/>\n&#8211; Ma perch\u00e9 non vanno in pensione, allora? &#8211; chiese Snijders a bocca piena. &#8211; Non si rendono conto che non fanno del bene?<br \/>\n&#8211; No. Non se ne rendono conto. Perch\u00e9 in questo paese del menga siamo abituati a fare del bene in modo morboso. Le faccio un esempio semplice. Gran parte dei professori dice: \u00abNon posso andare in pensione ora, anche se ne avrei diritto e anche se non ho pi\u00f9 voglia di fare una sega, perch\u00e9 prima devo sistemare il mio dottorando, assegnista o qualunque ruolo abbia lo schiavo di turno\u00bb. Il concetto \u00e8 che siccome quel tipo ha fatto tesi, dottorato e tutto il resto con me come tutore allora ho una sorta di obbligo morale a sistemarlo. Come no. Peccato che se tu ti levassi dai piedi libereresti i soldi necessari a farne tre, dico tre, di ricercatori. Per\u00f2 magari in questo modo il tuo figlioccio potrebbe non entrare. Specialmente se \u00e8 una immonda testa di cazzo che ha come unica dote l&#8217;ostinazione. Perch\u00e9 il fatto \u00e8 che negli ultimi anni in Italia non entri all&#8217;universit\u00e0 per bravura. Ci entri soprattutto per sfinimento. E questo \u00e8 il primo problema.<br \/>\n&#8211; Ah, c&#8217;\u00e8 anche un secondo problema? &#8211; chiese Snijders masticando.<br \/>\n&#8211; Sissignore. Il secondo problema \u00e8 che, come giovani, eravamo troppi. Troppi, e con in mezzo troppa gente assolutamente inadatta. Ho visto ammettere al dottorato di ricerca persone che da studenti faticavano per passare gli esami. E perch\u00e9 sono entrate loro? Semplicemente perch\u00e9 quelli pi\u00f9 bravi avevano abbastanza iniziativa per andare all&#8217;estero, o per andare a lavorare fuori dall&#8217;universit\u00e0. Quelli che non erano buoni a levarsi un dito dal culo da soli invece sono rimasti l\u00ec, e hanno cominciato la trafila. Il contrattino, il dottorato, la borsa, l&#8217;assegno e cazzi vari. Intendiamoci, in questo i professori hanno la loro buona parte di colpa. Invece di fissare una soglia che garantisse la decenza, hanno continuato a prendere un numero di persone fisso, e troppo grande rispetto a quello che sarebbero stati in grado di integrare in futuro. Cos\u00ec, insieme a gente brava che si meritava di fare il dottorato e di rimanere a fare ricerca, hanno raccattato morti e feriti. Che per\u00f2, dopo aver preso a venticinque anni, dopo il dottorato ne hanno ventotto, e dopo l&#8217;assegno trenta o trentadue. E a quel punto o li assume l&#8217;industria farmaceutica come cavie oppure te li tieni sul gozzo, perch\u00e9 un laureato di trentadue anni, magari con il dottorato, leindustrie al momento non lo vogliono nemmeno in regalo. Io lo so bene. Sono uno di quelli.<br \/>\n[&#8230;]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;] &#8211; E&#8217; che, senza il congresso, qui non c&#8217;\u00e8 molto di fare. E anche il congresso non era molto&#8230; &#8211; Snijders fece un verso strano con la bocca. &#8211; Non era interessante? 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