{"id":878,"date":"2013-12-04T09:44:03","date_gmt":"2013-12-04T08:44:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=878"},"modified":"2017-04-12T09:38:41","modified_gmt":"2017-04-12T07:38:41","slug":"scrivere-di-musica-una-chiacchierata-con-ff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2013\/12\/04\/scrivere-di-musica-una-chiacchierata-con-ff\/","title":{"rendered":"Scrivere di musica: una chiacchierata con FF"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\">Questo pezzo \u00e8 costituito da uno scambio di mail tra <em>Manq (a.k.a. io)<\/em> e <strong>Francesco Farabegoli<\/strong>, l&#8217;uomo dietro a <a href=\"http:\/\/bastonate.wordpress.com\/\" target=\"_blank\">BASTONATE<\/a> noto anche come FF, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/disappunto\" target=\"_blank\">@disappunto<\/a>, kekko senza la z finale e probabilmente altro. Tutte e dieci le persone che frequentano questo blog ormai dovrebbero sapere che BASTONATE per il sottoscritto \u00e8 un sito di musica che andrebbe letto e cos\u00ec, dopo aver passato un po&#8217; di tempo a pensarci su, ho deciso di chiedere a FF se avesse voglia di fare una chiacchierata a tema &#8220;scrivere di musica&#8221;. Ha accettato e questo \u00e8 quello che ne \u00e8 venuto fuori. Non la definirei intervista perch\u00e9 le domande sono in realt\u00e0 farcitissime di opinioni e questo per me in un&#8217;intervista \u00e8 sbagliato. Per\u00f2 ecco, nel dire la mia gli chiedo delle robe e lui, dicendo la sua, risponde.<br \/>\nA tal proposito, mi prendo l&#8217;ultima riga per ringraziarlo della disponibilit\u00e0. [SPOILER] A quanto pare difficilmente si nega a questo tipo di cose, ma a me fa comunque tanto piacere che nello specifico abbia accettato.[\/SPOILER] E&#8217; un pezzo lunghissimo, ma secondo me dovreste leggerlo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><em>Tu scrivi molto spesso di musica e <a href=\"http:\/\/bastonate.wordpress.com\/la-scritta-sulla-targhetta-dice-miglior-sito-musicale\/\" target=\"_blank\">la targhetta<\/a> dice che nel 2013 l&#8217;hai fatto particolarmente bene. Io leggo praticamente sempre quel che scrivi, ma a memoria non ricordo un disco di cui hai parlato bene che mi piaccia.<br \/>\nAll&#8217;inizio pensavo che il trucco fosse nel fatto che leggevo i tuoi post sui Fugazi come leggo racconti che parlano, chess\u00f2, di gente che ammazza altra gente. Non serve essere affine all&#8217;esperienza raccontata per godersi il pezzo. Per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec, nel senso che se leggo una tua cosa (pure oggi, con la statistica che ormai rema davvero contro), di norma mi prende la voglia di ascoltare ci\u00f2 che ci sta dietro. E no, non mi prende voglia di fare stragi quando leggo di killer, di conseguenza non \u00e8 solo come scrivi, ma inevitabilmente anche quello di cui scrivi. Tutto questo fa un po&#8217; a pugni col concetto per cui, alla fine, leggere di musica resta idealmente un controsenso totale. Prendere un disco e ascoltarlo dovrebbe funzionare meglio di leggere mille battute sul tema, per farsi un&#8217;idea o addirittura un&#8217;opinione in merito. Questa autosufficienza non \u00e8 estendibile ad ogni contesto e credo di divagare troppo dicendo che pensare lo sia \u00e8 uno dei mali maggiori del nostro tempo, ma insomma, per la musica credo funzioni senza troppe controindicazioni. Quello che mi piacerebbe sapere, per cominciare, \u00e8 se scrivi di musica perch\u00e9 ritieni sia invece necessario spiegarla a chi non pu\u00f2 evidentemente farcela da solo. Cosa che, nel mio caso, farebbe il paio col fatto che ogni volta dopo aver letto il tuo pezzo, ascoltato il disco (o parte di) e averlo trovato orrendo mi ritrovo addosso un senso di inadeguatezza.<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><strong>Ti faccio un esempio: ultimamente sono ossessionato dal disco nuovo di Lady Gaga. Ok? Il disco nuovo di Lady Gaga \u00e8 un disco che non piace quasi a nessuno, ma a me mi sta scoperchiando il cervello e penso che sia una delle opere pi\u00f9 poderose del passato recente e mi metto l\u00ec a ragionarci sopra, ci perdo un pomeriggio, faccio collegamenti, eccetera. Ok? Nel momento in cui scrivo del disco di Lady Gaga ti racconto un pezzo di me, cio\u00e8 non ho la pretesa di raccontarti perch\u00e9 il disco dovrebbe piacerti. Ti racconto perch\u00e9 piace a me, che cosa mi smuove, eccetera. Eventuali momenti in cui mi son sentito nel passato come quando ho sentito ARTPOP, premesse ideologiche, analisi dei costi, eccetera. Per dire, a me interessa pi\u00f9 l\u2019intensit\u00e0 della musica di quanto mi interessino le canzoni, ok?, e il disco di Lady Gaga per me \u00e8 di un\u2019intensit\u00e0 devastante, non so dirti, sembra scritto con un coltello alla gola. Poi uno arriva, magari non ci trova i singoloni crassi e ignoranti alla Poker Face e pensa \u201cboh, no, per me \u00e8 una merda\u201d. Ci sta, voglio dire. Se tu mi dici \u201cla musica che ascolti mi fa schifo ma leggo comunque i tuoi pezzi\u201d, non so, per me da una parte \u00e8 il complimento pi\u00f9 bello che mi puoi fare e dall&#8217;altra \u00e8 una cosa ovvissima, quasi banale. Voglio dire, io non conosco tanta gente coi miei gusti musicali. Si pu\u00f2 dire che conosco una sola persona con dei gusti musicali che rispecchiano i miei: se dovessi stare a quelli che la pensano come me, immagino mi toccherebbe chiudere bottega.<br \/>\nSulla componente educativa dello scrivere di musica, non lo so. Per me la musica e lo scrivere di musica sono due cose diverse. Ora magari \u00e8 facile dirlo: mi conviene farmi un\u2019idea del disco ascoltandomelo piuttosto che leggendo quello che scrive la gente su quel disco, senza dubbio; e quindi lo scrivere di musica deve essere qualcos&#8217;altro. Per\u00f2, se ci penso, quando ho iniziato a leggere le riviste mi facevo un mio viaggio mentale su dischi che non avevo mai ascoltato, cos\u00ec a prescindere, era una parte del gioco. Era un viaggio mentale disgiunto da quello che diceva il pezzo, magari: ti leggi una recensione e ti sembra troppo carica di insulti o campata per aria, e ti fai un\u2019idea del disco che \u00e8 il contrario di quello che hai letto, senza aver sentito il disco.<br \/>\nVenendo a me e te, non sono io a doverlo giudicare ma credo che la roba che scrivo abbia una componente narrativa in cui qualcuno si ritrova, molto di pi\u00f9 che nei gusti musicali, quindi magari \u00e8 quella \u2013magari gli Shellac non sono il tuo gruppo preferito, ma il tuo gruppo preferito fa una musica che ti d\u00e0 quello che gli Shellac danno a me. Non lo so. Tu riconosci l\u2019autorit\u00e0 critica di qualcuno tra quelli che leggi? Tipo \u201cse ne ha parlato bene lei\/lui mi fido\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><em>No. Per\u00f2 secondo me c&#8217;\u00e8 tutto un mondo tra leggere un pezzo a tema ARTPOP apprezzandolo anche parecchio e leggere un pezzo a tema ARTPOP e ritrovarsi alla fine con la voglia di capire se ci siano le condizioni perch\u00e9 anche a me possa scoperchiare il cervello. Poi quello che succede dopo aver ascoltato il disco conta relativamente nell&#8217;ambito del discorso che stiamo facendo. Che importa \u00e8 arrivare ad ascoltare i pezzi invece di chiudere il browser dopo una lettura piacevole. Una delle cose pi\u00f9 belle che mi sia mai capitato di leggere su un blog l&#8217;ha scritta XXX (NdM: privacy) in merito ad un live di Andrew WK (<a href=\"http:\/\/junkiepop.com\/2009\/10\/05\/the-passion-of-awk\/\" target=\"_blank\">qui<\/a>), ma ci\u00f2 nonostante non gli riconosco la portata di cui sopra. Per me \u00e8 questo il punto della questione ed \u00e8 una cosa che, se me lo chiedi, dipende da chi scrive mentre per molti sta nella curiosit\u00e0 di chi legge. Sempre in tema di valutazioni personali, per me non \u00e8 affatto ovvio parlare a molti scrivendo di qualcosa che poi piace a pochi, perch\u00e8 assodato che non stiamo analizzando il piacere di una lettura indipendente dal suo contenuto, viene fuori tutta quella cosa dello scrivere della passione che sta dietro alla musica e dei fenomeni che la musica smuove. Cose che possono essere indipendenti s\u00ec dal tipo di musica di cui si discute, ma che non possono prescindere dall&#8217;avere la musica al centro invece di, chess\u00f2, le sementi. Poi magari domani apri un blog sulle sementi, io lo leggo e reagisco tipo: &#8220;PERCH\u00c9&#8217; CAZZO NON HO UNA SERRA SUL BALCONE?&#8221; e allora il discorso cade. Ma non ho motivo di pensare sia cos\u00ec, oggi. La cosa che dici sul farsi il film di come suona il disco di cui hai letto prima di averlo sentito per me \u00e8 vera oggi come ieri, tanto pi\u00f9 la parte in cui valutazioni e ipotesi sono disgiunte dal suono ed entrano nel merito dei giudizi del recensore.<br \/>\nTu hai un blog su cui scrivi della musica che ti piace, che poi credo sia l&#8217;operazione che sta alla base di chi scrive di musica per puro diletto. Mi piace una roba e ne parlo, fenomeno che prevede la stroncatura nella misura in cui parli di qualcosa che ti ha fatto schifo, ma in virt\u00f9 del fatto pensassi\/sperassi potesse essere buona quando l&#8217;hai approcciata. Quando io ho iniziato a scrivere di musica (che abbia scritto e scriva tutt&#8217;ora di musica \u00e8 un fatto che esula dal merito dei risultati ottenuti) a tutto questo aggiungevo un livello ulteriore: la necessit\u00e0. Per me era necessario che qualcuno parlasse della musica che mi piace. Chiarita la tua idea sulla valenza educativa dei pezzi, vorrei capire quanta importanza ha su BASTONATE l&#8217;aspetto divulgativo e, gi\u00e0 che ci siamo, anche se ti fila il discorso sulla stroncatura unicamente come espressione di delusione oppure reputi sia un mezzo necessario ancora una volta a diffondere il tuo messaggio di cosa \u00e8 sbagliato. Che poi in merito una mia idea leggendoti ce l&#8217;ho, ma vorrei capire se \u00e8 giusta.<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><strong>In linea di principio Bastonate nasce come blog divulgativo, verso i primi anni duemila. C&#8217;era questa idea di mettere in piedi una webzine che parlasse solo di sludge, approfonditissima, molto dettagliata, molto specifica. Cos\u00ec insomma i primi pezzi su Bastonate erano tipo &#8220;c&#8217;\u00e8 questo gruppo nuovo, c&#8217;\u00e8 questo gruppo con nome stupido, c&#8217;\u00e8 questo streaming&#8221; e cose simili. Come impostazione l&#8217;abbiamo mollata per due motivi: il primo \u00e8 che ci annoiavamo, il secondo \u00e8 che non ascoltiamo dischi a sufficienza. L&#8217;altro giorno ho incontrato Matteo, che \u00e8 quello con cui l&#8217;ho aperto, e mi ha detto che nel 2013 ha ascoltato tre dischi nuovi. Forse ora sono sei. Metti che io ascolti trecento dischi nuovi all&#8217;anno: \u00e8 comunque tutta roba che mi rimbalza addosso, non \u00e8 roba che vado a cercare con la lanterna o cosa. quasi tutto mi piomba a casa, e quindi la mia sensazione \u00e8 che non sia cos\u00ec necessario mettersi a pompare questa musica.<br \/>\nUn&#8217;altra cosa che \u00e8 importante si rif\u00e0 a quel discorso che ti facevo prima: nello scrivere di musica, la cosa principale \u00e8 lo scrivere. Cos\u00ec insomma, da un paio d&#8217;anni l&#8217;unica regola fissa su Bastonate \u00e8 che il pezzo dev&#8217;essere buono. Se il disco \u00e8 buono e il pezzo non \u00e8 buono, il pezzo non esce. Naturalmente &#8220;buono&#8221; vuol dire tante cose, a volte escono delle ciofeche per\u00f2 magari hanno dei passaggi che mi piacciono, oppure contengono un punto di vista interessante, oppure hanno un bel corredo di immagini, non so. la cosa brutta dei pezzi divulgativi, informativi e quel che \u00e8, in senso stretto, \u00e8 che non sono buoni quanto gli altri perch\u00e9 non raccontano una storia o ne raccontano una banale. poi ovviamente un riscontro diciamo pop c&#8217;\u00e8 sempre, sia chiaro: se parlo di katy perry faccio pi\u00f9 accessi che se parlo dei Bongzilla.<br \/>\nriguardo alla stroncatura, segue pi\u00f9 o meno quello che ti ho detto sul resto. Se la stroncatura \u00e8 buona la metto, se non \u00e8 buona non la metto. Ogni tanto ne parlo con <a href=\"http:\/\/polaroid.blogspot.it\/\" target=\"_blank\">Enzo Baruffaldi<\/a>, che cerca di convincermi che la stroncatura non ha grandissimo senso ed \u00e8 molto meglio censurare il pezzo sul gruppo. ecco, ok, \u00e8 un modo di vedere le cose, non so, la musica mi d\u00e0 ancora molte emozioni -anche negative. E poi ha senso perch\u00e9 la stroncatura si basa su un concetto di appartenenza tribale piuttosto forte, almeno per gli standard della roba di cui stiamo parlando. Se stronchi un gruppo come i Sonic Youth, per dire, sai benissimo chi sar\u00e0 tuo amico e chi sar\u00e0 tuo nemico. Se promuovi i Sonic Youth, invece, \u00e8 probabile che nessuno te ne chieda mai conto. Quindi in prospettiva diventa importante stroncare, un po&#8217; per dare un&#8217;idea generale di cosa vuoi dalla musica (\u00e8 importante far trasparire una visione d&#8217;insieme, o la gente non entrer\u00e0 mai in sintonia con la tua roba), un po&#8217; per dare al tuo scrivere un&#8217;impronta, assumerti la responsabilit\u00e0 di non piacere a qualcuno. \u00e8 per quello che scrivere stroncature \u00e8 cos\u00ec divertente: non sono gli insulti al gruppo, \u00e8 sapere che stai deliberatamente mettendo i bastoni tra le ruote a qualcuno che magari non ti ha fatto niente. d\u00e0 una certa forza allo scrivere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><em>La cosa di assumersi la responsabilit\u00e0 di non piacere a qualcuno \u00e8 bellissima. Io non credo di esserci portato, ad una roba del genere, quindi probabilmente parlo per invidia. Porsi contro come veicolo per definire se stessi e il proprio prodotto funziona moltissimo, ma a volte prende il sopravvento e detta le priorit\u00e0 in un pezzo a tema musicale. Parti costruendoti una certa figura nell&#8217;ambito della critica musicale, definendoti, e poi magari arriva il prodotto che ti spiazza (no, ok, esagero, per\u00f2 diciamo che non \u00e8 facile collocare dentro o fuori) e si crea quel dilemma per cui parlarne bene o male dipende molto pi\u00f9 dall&#8217;aderire al proprio manifesto che non alla reale portata del prodotto. E poi a cascata, con i lettori che si collocano a seconda dei pezzi scritti dalle loro penne\/tastiere di riferimento. Cosa che, nei tempi dell&#8217;internet, porta inevitabilmente a stormi di opinioni intrecciate e radicali difese fino alla morte da gente che magari il disco deve ancora ascoltarlo. Ipotizzo. Che poi \u00e8 lo stesso bisogno di appartenenza che ti porta a decidere di ascoltare quel genere musicale quando hai dodici anni ed \u00e8 la via per virare da babbo ad alternativo senza cambiare nulla della tua quotidianit\u00e0. Mentre scrivo, realizzo che probabilmente il web \u00e8 pieno di dodicenni esattamente in quel momento della loro vita e che andrebbero valutati come tali invece di dar loro rilevanza solo perch\u00e9 il nick non ha credenziali anagrafiche. E capisco anche che ogni tanto ho la tendenza a parlare del web come fosse un&#8217;entit\u00e0 precisa e codificata E come io fossi un grillino o uno di Repubblica. Ok, \u00e8 anche il momento di andare a parare da qualche parte con questa domanda. Tu dici che, cito, &#8220;<a href=\"http:\/\/bastonate.wordpress.com\/2013\/07\/31\/dischi-stupidi-deafheaven-sunbather\/#comment-7029\" target=\"_blank\">una cosa radicale\/violenta pu\u00f2 essere fatta solo da qualcuno che pensa in un modo radicale\/violento per me non \u00e8 chiusura mentale, \u00e8 buon senso.<\/a>&#8220;. Dargen D&#8217;Amico sostiene: &#8220;<a href=\"http:\/\/www.rockit.it\/intervista-dargen-sanremo\" target=\"_blank\">Se io avessi un pubblico propriamente indie, non mi sognerei mai di partecipare a Sanremo, sarebbe un suicidio&#8230;<\/a>&#8220;. Io di mio capisco che il tutto ha un suo senso legittimo e coerente, ma mi trovo a relazionarmi con l&#8217;essere nato in una buona famiglia, vivere in un contesto da ceto medio, non aver mai assunto droghe e lavorare tutti i giorni per una casa e una famiglia MA ascoltare prevalentemente roba che parla di disagio, droga, violenza, vita irresponsabile fino ad arrivare a pochi, ma presenti, adoratori del Demonio (che reputo peggio degli adoratori di Dio. E&#8217; come credere nello sport e tifare Juve, tipo.). E non discuto ci sia un grosso problema di coerenza in me, ma arrivare a dovermi sentire fuori posto perch\u00e9 mi piace un genere musicale che non fitta con la mia estrazione sociale \u00e8 disturbante. La domanda \u00e8: conta davvero cos\u00ec tanto l&#8217;essere coerenti nel fare e nello scrivere di musica?<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><strong>Sai se mi dici LA COERENZA a me viene in mente, non so dirti perch\u00e9, mia mamma che a quindici anni mi tira il cazziatone in privato per come mi vesto, e poi in pubblico mi difende dicendo \u201cMA S\u00cc DAI \u00c8 LA MODA E POI L\u2019IMPORTANTE \u00c8 CHE STANNO BENE LORO\u201d. Questa cosa nella musica corrisponde ad ascoltare la musica che cazzo ti pare e piace, e quindi direi che l\u2019estrazione sociale non c\u2019entri niente. Io per\u00f2 a uno che grida contro il capitale e ha la villa poco fuori Bertinoro non gli credo, cos\u00ec come non credo a uno che canta STRAIGHT EDGE e quando scende dal palco si scola una birra. Nel pezzo che mi citi parlavo dei Deafheaven e descrivevo un genere musicale: quel black metal da cameretta fatto di dieci minuti di chitarra plin plin e pedali a manetta e poi cinque minuti di urla selvagge effettate e chitarre pese a pioggia. A me quella roba \u00e8 sempre sembrata poco di pancia, molto frutto di sforzi intellettuali, e allora magari tra le due mi sento un Trucebaldazzi che quando canta <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=fgpH9Z5FufY\" target=\"_blank\">io ci\u00f2 troppo odio<\/a> sai che \u00e8 vero e l\u2019odio lo senti proprio uscire dallo stereo. Per\u00f2 insomma \u00e8 solo un\u2019idea mia sulla faccenda. Essere coerenti nel fare musica, non lo so, \u00e8 una delle cose. Non mi piace la parola. COERENZA mi sembra una cosa che ti fissa a uno standard che magari non sei stato nemmeno tu a fissare. Mi viene da pensare a termini alternativi e mi vengono in mente parolacce tipo RIGORE o ETICA o ONEST\u00c0; ma io non lo so se questa roba definisca quello che ho in testa. Non so, decidere che la tua musica deve passare attraverso certi canali. Io quando ho saputo che i Fugazi non concedevano interviste a Rolling Stone perch\u00e9 avevano pagine di pubblicit\u00e0 degli alcoolici, non so, sono rimasto folgorato, e alla fine se avessi un gruppo forse vorrei fare una cosa simile, decidere di passare per certi canali e boicottarne certi altri; la musica come atto politico fuori dalle logiche di destra o di sinistra, ecco, questa cosa mi piace abbastanza. Per\u00f2 dell\u2019etica dei Fugazi non fregherebbe un cazzo a nessuno se la musica non fosse cos\u00ec buona, ecco, e quindi la musica viene prima. Per quanto riguarda lo scrivere non so, se i musicisti non si pongono domande dovrebbe essere chi scrive a porle. E allora la critica musicale inizia ad avere un senso, magari. Invece sulla COERENZA o RIGORE o ETICA o ONEST\u00c0 in s\u00e9 di chi scrive, non lo so, io scrivo per quasi chiunque me lo chieda (ho rifiutato forse cinque collaborazioni in tutto il tempo che ho scritto), cerco di scrivere ogni singolo pezzo al meglio delle mie possibilit\u00e0, nient\u2019altro. Come ascoltatore la COERENZA o RIGORE o ETICA o ONEST\u00c0 \u00e8 che se ho soldi da spendere nella musica li spendo nella musica e cerco di spenderli in un modo che abbia senso, quindi magari pagare un disco a venti euro al negozio invece che quattro dischi a venti euro su Amazon. O che so, pagare pi\u00f9 concerti possibile invece che chiedere accrediti stampa a destra e a manca nei locali. Lasciare una birra al bancone e comprare una maglietta al gruppo e quelle cose l\u00ec.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><em>Non lo so. Capisco la faccenda del rigore e della credibilit\u00e0, ma continuo a vederci un eventuale valore aggiunto che per\u00f2 non \u00e8 imprescindibile. L\u2019altro giorno girava <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/black-metal-nazismo\" target=\"_blank\">un pezzo a tema black metal nazista e violento<\/a> (commentato anche da te su Bastonate) che raccoglieva, come ciclicamente accade, tutta quella serie di luoghi comuni che per\u00f2 partono dal presupposto ci sia una coerenza, no ok, un\u2019onest\u00e0 che invece non \u00e8 per nulla necessaria. E\u2019 chiaro che tu porti esempi in positivo, come quello dei Fugazi, in cui l\u2019integrit\u00e0 fornisce uno spessore notevole alla questione. Per\u00f2 se la stessa integrit\u00e0 ce l\u2019avessero gli Slayer, e magari ce l\u2019hanno anche ma io a quel punto non voglio saperlo, per me diventerebbe complicato ascoltarli. Cos\u00ec come diventerebbe legittimo farsi domande su chi invece problemi non se ne fa. Non dico di prender buoni i messaggi che vanno nella mia direzione e auto-convincermi dell\u2019essere finti di quelli che puntano altrove, ma, in sintesi, che se fai un pezzo bello E dici una roba figa sei un genio, se fai un pezzo bello dicendo una cazzata puoi essere comunque un musicista che mi piace. Se fai un pezzo osceno dicendo cose fighissime io non lo sapr\u00f2 mai perch\u00e9 non ti ascolto a prescindere e quindi non rientri nei casi in analisi. Per me funziona cos\u00ec. Mi piace molto per\u00f2 la parte in cui dici che chi scrive di musica deve porre le domande che chi fa musica non si pone, lo trovo vero in generale se si parla di giornalismo, ma questa \u00e8 una cosa che, riflettendoci ora, nei tuoi pezzi apprezzo particolarmente.<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><strong>L&#8217;articolo che citi \u00e8 un buon modo di farti capire cosa intendo. L&#8217;articolo parte da un film norvegese sugli zombi nazisti e dice &#8220;s\u00ec, tra l&#8217;altro in Norvegia ci sono sempre stati problemi coi nazisti. Esempio? L&#8217;Inner Circle bruciava le chiese.&#8221; \u00e8 un modo stronzo di mettere in piedi la cosa per diversi motivi: il pezzo contiene insinuazioni anche molto pesanti (tipo Burzum coinvolto nella strage di Utoya), parla di roba successa vent&#8217;anni fa, taglia tutto con l&#8217;accetta e tanti saluti. Il tutto per denunciare cosa? Che la Norvegia non \u00e8 immune al nazismo? Ci sono partiti in Norvegia che stanno al 20% e promuovono politiche anti-immigrazione. Ci sono anche in Italia, per dire, ed \u00e8 una cosa contro cui si dovrebbe combattere di giorno in giorno. E quindi, se vuoi, ci troviamo in una situazione in cui non ci frega un cazzo di cosa succede dietro casa nostra ma dobbiamo pesare quello che dice un gruppo nei testi? Non lo so. Io gli Slayer credo di capirli, per me sono espressione di un disagio reale -lo erano, quantomeno, venticinque anni fa- e la loro musica mi parla. poi la roba che mi dice magari \u00e8 orribile, ma preferisco un gruppo che mi tenga acceso il cervello e mi spinga a dissociarmi, soprattutto se la musica \u00e8 la musica degli Slayer. E questo \u00e8 un modo di essere integri, ecco. Poi se ti vai a leggere i loro testi a volte c&#8217;\u00e8 da starci male. A volte c&#8217;\u00e8 da starci male anche coi testi dei Fugazi, per dire.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><em>Andrei avanti per altri diecimila scambi sul tema, perch\u00e9 mi sto divertendo davvero molto, ma lo scopo ultimo resta tirar fuori un pezzo sul blog che sia leggibile in termini di lunghezza e credo noi si abbia sforato gi\u00e0 da diverse battute. Adesso quindi sparo l\u2019ultimo argomento che vorrei analizzare, che \u00e8 la questione dialogo\/scambio. Quando scrivi di musica sul blog o su una rivista, il pezzo \u00e8 necessariamente autoconclusivo. Oggi per\u00f2 internet ha aperto le porte alla facilit\u00e0 di interazione e in potenza chiunque pu\u00f2 parlare direttamente all&#8217;autore dell\u2019articolo ponendo questioni, facendo analisi e contestando passaggi. Io arrivo da un\u2019epoca in cui i forum funzionavano parecchio, ma l\u00ec le discussioni nascevano con l\u2019intento di essere uno scambio di opinioni. Un pezzo sul blog, dicevo, non nasce per essere discusso. Tu hai la sezione commenti sempre aperta e, di norma, partecipi agli scambi che ne escono in maniera abbastanza attiva. C\u2019\u00e8 molta gente che apre un blog, lascia spazio ai commenti, ma poi non risponde e questo a me da i nervi perch\u00e9 la considero sempre una mancanza di considerazione, quando in realt\u00e0 in molti casi uno magari sente di aver gi\u00e0 detto tutto nel pezzo e semplicemente non ha cazzi di ripetersi. L\u2019ultima domanda \u00e8 quanto valore aggiunto pu\u00f2 dare, se pu\u00f2 darne, la facilit\u00e0 di discussione 2.0 nell&#8217;ambito dello scrivere di musica e quanti danni, invece, pensi possa fare il concetto web dell\u2019uno vale uno (cit.) per cui tutti possono volendo dire la loro. E\u2019 una domanda un po\u2019 del cazzo se vuoi, ma mi incuriosisce.<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><strong>Quelli che non hanno tempo di star dietro ai commenti del proprio blog sono le \u201cblogstar\u201d o quella gente l\u00ec, le persone che magari hanno 70 commenti per ogni pezzo, cosa che io non ho (un mio post fa 20 commenti se proprio la gente si scatena). Per\u00f2, per dire, scrivo saltuariamente (non dirlo in giro) per un sito di cinema che si chiama XXX <\/strong><em>[NdM: non l&#8217;ho detto in giro.]<\/em><strong>, fa cento e passa commenti ad articolo, e l\u00ec rispondere ai commenti non mi stanca. Immagino per\u00f2 che XXX abbia un pubblico incredibilmente buono, relativamente parlando. Per dire, leggo i pezzi di <a href=\"http:\/\/www.vice.com\/it\/columns\/teas-tacos\" target=\"_blank\">Tea Hacic<\/a> su Vice, alcuni sono molto belli, e sotto cento commenti di gente che le d\u00e0 della troia. Allora perch\u00e9 ti ci dovresti prestare, e quindi vaffanculo. Ovviamente mi danno fastidio le persone brutte e i minus habens, e quelli che con il cuore impavido (e una mail falsa) danno opinioni scomode sul mio blog tipo \u201cBianconi handicappato di merda\u201d, in un pezzo sui Baustelle nel quale magari io ho pesato gli accenti per dare un punto di vista originale. Ma poi non \u00e8 fastidio, \u00e8 che non capisco come faccia uno a essere cos\u00ec idiota e cos\u00ec desideroso di dimostrarlo. Ma LA DISCUSSIONE \u00e8 sempre la cosa, quella che mi fa pi\u00f9 piacere. Per me \u00e8 abbastanza naturale ficcarmici. Per dire, quando scrissi quel pezzo sui Baustelle una tizia lo link\u00f2 su Facebook dandomi del fascista, io le scrissi in privato, ora siamo amici e tre ore fa mi ha mandato un suo pezzo per Bastonate (true story).<br \/>\nComunque non \u00e8 una vera domanda, giusto? Nel senso, i blog hanno i commenti, e quindi si tengono aperti ai commenti. Commento libero e non moderato, niente generalit\u00e0, regola fissa. Nel form di wordpress devi inserire un indirizzo email, credo nient\u2019altro. Poi magari ne cancello qualcuno ogni tanto, tipo \u201cera ora che Vic Chesnutt morisse, meno male\u201d: in fin dei conti \u00e8 uno spazio mio e ogni tanto mi piace buttar fuori un cretino. Se c\u2019\u00e8 uno spunto interessante generato da un MIO pezzo a cui posso dare una MIA risposta sul MIO blog, cazzo, rispondo e ho pure fretta e sono eccitato come un bambino.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo pezzo \u00e8 costituito da uno scambio di mail tra Manq (a.k.a. io) e Francesco Farabegoli, l&#8217;uomo dietro a BASTONATE noto anche come FF, @disappunto, kekko senza la z finale e probabilmente altro. Tutte e dieci le persone che frequentano questo blog ormai dovrebbero sapere che BASTONATE per il sottoscritto \u00e8 un sito di musica&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2013\/12\/04\/scrivere-di-musica-una-chiacchierata-con-ff\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Scrivere di musica: una chiacchierata con FF<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[124,5,4,13],"tags":[],"class_list":["post-878","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","category-musica","category-riflessioni","category-web"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/878","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=878"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/878\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2329,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/878\/revisions\/2329"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=878"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=878"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=878"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}