{"id":977,"date":"2014-04-08T00:32:18","date_gmt":"2014-04-07T22:32:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manq.it\/?p=977"},"modified":"2019-02-19T14:32:28","modified_gmt":"2019-02-19T13:32:28","slug":"compleanno-importante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manq.it\/index.php\/2014\/04\/08\/compleanno-importante\/","title":{"rendered":"I vent&#8217;anni di un disco fondamentale"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Esattamente venti anni fa usciva questo disco.<\/p>\n<p style=\"margin: 10px 0px 10px 0px;\" align=\"justify\"><object width=\"640\" height=\"360\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span><param name=\"movie\" value=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PCTOxiZ-lBU\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><embed src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PCTOxiZ-lBU\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" width=\"640\" height=\"360\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/object><\/p>\n<p align=\"justify\">Ultimamente pare non si possa proprio fare a meno di celebrare gli anniversari a tema musicale. A volte con <a href=\"http:\/\/www.manq.it\/?p=757\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">iniziative belle<\/a>, altre volte con <a href=\"http:\/\/www.rockit.it\/recensione\/19203\/con-due-deca-la-prima-compilation-di-cover-degli-883\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">iniziative brutte<\/a>, troppo spesso con <a href=\"http:\/\/www.rollingstonemagazine.it\/musica\/news-musica\/afterhours-hai-paura-del-buio-torna-nel-2014\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">iniziative inutili e pretestuose<\/a>. Dal 2011, ogni tre mesi parte il treno degli omaggi al ventennale di un passaggio a caso della vita di Kurt Cobain. Settimana scorsa l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.vanityfair.it\/show\/musica\/14\/04\/05\/kurt-cobain-20-anni-anniversario-morte-canzoni-nirvana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ultimo della lista<\/a>, celebrato worldwide con pi\u00f9 adesioni del Natale. A proposito, per chi dovesse sentirsi perso all&#8217;idea che l&#8217;anniversario del suicidio di Kurt Nostro possa chiudere in qualche modo il ciclo, ricordo che a Giugno fa 25 anni <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bleach_(Nirvana_album)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bleach<\/a>.<br \/>\nQuesto sproloquio iroso per dire che nonostante l&#8217;omaggio agli anniversari musicali sia a dir poco abusato nell&#8217;intorno temporale in cui ci troviamo, io mi prendo del tempo per celebrare il disco pi\u00f9 importante della mia vita. Non il pi\u00f9 bello, non quello che ho ascoltato di pi\u00f9, ma certamente il pi\u00f9 significativo ed imprescindibile. E&#8217; un omaggio che sentiremo e faremo in pochi. La cosa genera un po&#8217; di quel senso d&#8217;orgoglio e appartenenza ridicolo, ma ci sta perch\u00e8 con gli Offspring mi son fatto tutto il giro: pride a tredici anni, shame a ventitre, di nuovo pride passati i trenta.<br \/>\nIl 1994 \u00e8 stato l&#8217;anno zero della musica e ha dato i natali a tre dischi fondamentali. Del <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=45lCeMVrCJM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">primo<\/a> si sarebbe dovuto parlare a Febbraio, ma per me \u00e8 quello meno rilevante, mentre <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bneGQhUNEGM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il terzo<\/a>, il pi\u00f9 bello, compir\u00e0 vent&#8217;anni a Luglio.<br \/>\nIn mezzo c&#8217;\u00e8, appunto, Smash e adesso lo racconto per come lo ricordo.<br \/>\nIl disco parte con il tipo che spiega con che approccio affrontare l&#8217;ascolto, ma io questo l&#8217;ho scoperto quando ho sentito il CD per la prima volta, ben oltre il 1994. Mi ero copiato la cassetta di Ciccio su un nastro da 90&#8242; e, nel farlo, avevo anteposto il Side B al Side A. Avessi capito anche solo mezza parola di inglese, ai tempi, forse me ne sarei potuto accorgere. Non fu cos\u00ec. Il monologo di &#8220;Time to relax&#8221; oggi lo so a memoria, a differenza di quasi tutte le altre canzoni del disco di cui, a mente fredda, non saprei ricordare poi molto del messaggio. Non so se l&#8217;intento di attaccare un disco punk-rock suggerendo di mettersi comodi e rilassarsi fosse o meno ironico, l&#8217;esegesi del testo la lascio perdere volentieri. Fa sorridere che per me, ai tempi, era impossibile pensare di ascoltare una roba cos\u00ec senza saltare per casa rimbalzando contro i muri, mentre oggi sdraiarmi sul divano e ascoltare un disco \u00e8 l&#8217;apoteosi del relax, quali che siano il disco ed il suono che ne esce.<br \/>\nIl primo pezzo vero \u00e8 &#8220;Nitro&#8221; ed \u00e8, tutt&#8217;oggi, uno dei pi\u00f9 fighi dell&#8217;intera discografia degli Offspring. Bello veloce, con una buona melodia e tutti gli Stop&amp;Goes necessari a fare genere allora. E poi ci sono &#8220;Uooo-oohhh&#8221; a pioggia, che quando sei giovane e non sai l&#8217;inglese fanno comodo per sfogare la voglia di cantare. Una bomba.<br \/>\nLa seconda traccia \u00e8 &#8220;Bad Habit&#8221; e avr\u00f2 gi\u00e0 raccontato cento volte di come mi abbia iniziato al pogo, quindi non sto a riprendere il concetto. Sparo invece altri due aneddoti. Il primo \u00e8 che sempre in virt\u00f9 della cassetta di cui sopra, per me &#8220;Bad Habit&#8221; s&#8217;\u00e8 intitolata &#8220;Nitro&#8221; per diversi anni. Il secondo \u00e8 che anche un ignorante come me sapeva che alla fine c&#8217;erano un sacco di parolacce e, da bravo ribelle in erba, me le ero imparate.<br \/>\n&#8220;Gotta get away&#8221; non mi piaceva tanto perch\u00e8 era un pezzo lento. Oltretutto c&#8217;era il video che girava su TMC2, quindi era commerciale.<br \/>\nAvanti con &#8220;Genocide&#8221;, capolavoro ineguagliabile. Tutt&#8217;ora il mio pezzo preferito degli Offspring nonostante quelle fucine creative di Noodles e Dexter ne abbiano usato il riff principale per tirar fuori almeno met\u00e0 della loro discografia. Il bridge (?) con quelle martellate pesantissime mi distruggeva ogni volta e, ancora oggi, se capita di sentirlo mi gasa parecchio.<br \/>\nIl disco corre, ed \u00e8 difficile la vita per un pezzo come &#8220;Something to believe in&#8221; che, a tutti gli effetti, serve solo a separare &#8220;Genocide&#8221; dal primo singolone di Smash. La soluzione scelta \u00e8 infilare una sequela ineguagliabile di &#8220;Uoooh-oooh&#8221; e, come si pu\u00f2 immaginare, vince facile.<br \/>\nSiamo a &#8220;Come out and play&#8221;. Non l&#8217;avessi sentita suonare praticamente in tutti i locali &#8220;rock&#8221; in cui sono stato in questi vent&#8217;anni e da tutte le band liceali pi\u00f9 scarse e ingiustificabili con cui sono entrato in contatto, probabilmente mi piacerebbe ancora. La prima volta in vita mia in cui ho potuto mettere mano su una batteria, istintivamente, ho provato a rifare quell&#8217;attacco, picchiando un po&#8217; ovunque non ci fossero le pelli. Per la cronaca, fu anche una delle ultime volte.<br \/>\nDi &#8220;Self esteem&#8221; non ci sarebbe neanche da dire nulla. Pezzo clamoroso anche questo. Il fun fact in merito \u00e8 che pensavo si chiamasse SELF EXTREME e immaginavo parlasse di essere estremi. A volte mi chiedo se sia davvero necessario espormi cos\u00ec, gratuitamente, al pubblico ludibrio.<br \/>\nLa canzone successiva si intitola &#8220;It&#8217;ll Be a Long Time&#8221; e mentre scrivo il pezzo non mi viene in mente come faccia, quella seguente \u00e8 &#8220;Killboy Powerhead&#8221; che invece ricordo benissimo, ma scopro solo ora essere <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WupU38LdUlk&amp;feature=kp\">una cover<\/a>. Dopo ancora c&#8217;\u00e8 &#8220;What happened to you?&#8221;. Mi piacerebbe dire che \u00e8 un pezzo che mi ha sempre fatto cagare come solo lo SKA pu\u00f2 farmi cagare, ma sappiamo tutti che sarei un bugiardo. E se anche non lo sapessimo tutti, lo saprei io, quindi non si pu\u00f2 proprio. Pezzo pi\u00f9 debole del disco, certo, ma non cos\u00ec brutto. Specie per un gruppo capace di cose come &#8220;Why don&#8217;t you get a job?&#8221;.<br \/>\nIl finale \u00e8 tutto un crescendo. &#8220;So Alone&#8221;, &#8220;Not the one&#8221; e &#8220;Smash&#8221;. Madonna, che bomba atomica che \u00e8 la traccia che da il titolo al disco.<br \/>\n&#8220;I&#8217;m not trendy, asshole&#8221;.<br \/>\nDa sola, questa frase, mette in fila tutte le brillantissime bio di twitter con cui ci troviamo a convivere tutti i giorni.<br \/>\nIl disco finisce l\u00ec, anche se c&#8217;\u00e8 spazio per una chiusa nuovamente a carico del tipo che parla e per un motivetto simpatico sul riff di &#8220;Genocide&#8221;. Mi pare di ricordare ci sia anche una ghost track con un secondo motivetto strumentale, derivato da &#8220;Come out and play&#8221;, ma non ci scommetterei. Di solito io riprendevo l&#8217;ascolto dall&#8217;inizio immediatamente dopo la fine di Smash.<br \/>\nQuesto \u00e8 il mio personale e sentitissimo omaggio al disco pi\u00f9 importante della mia vita e l&#8217;ho scritto abbastanza di getto e senza troppe riletture, nonostante l&#8217;idea sia di pubblicarlo tra diverse ore, allo scattare dell&#8217;8 Aprile. Non so quanti percepiscano un disco in maniera cos\u00ec cruciale come io faccio con Smash. Un disco capace di generare, da solo, quel cambiamento radicale che innesca il processo di crescita e formazione tipico dell&#8217;adolescenza.<br \/>\nSpero in tantissimi, perch\u00e8 \u00e8 davvero una sensazione bellissima.<\/p>\n<p style=\"margin: 10px 0px 0px 0px;\" align=\"justify\">PS: nello stesso giorno in cui Smash fa vent&#8217;anni, Manq ne fa 33 ed \u00e8 una di quelle coincidenze assurde che rendono la vita affascinante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esattamente venti anni fa usciva questo disco. \ufeff Ultimamente pare non si possa proprio fare a meno di celebrare gli anniversari a tema musicale. A volte con iniziative belle, altre volte con iniziative brutte, troppo spesso con iniziative inutili e pretestuose. 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