Alla fine era davvero una trappola, ma direi che ce la siamo cavata abbastanza bene, tutto sommato. Ho disegnato la solita mappa, per aiutarmi nel racconto.

Mappa Imboscata

La mappa dell’imboscata

Dopo un giro tortuoso per la città, Dana Dublend è arrivata all’ultimo molo del porto, dove si è subito nascosta dietro alcuni barili. Io, che la stavo tallonando, ho deciso di continuare a tenerla d’occhio da un tetto e così mi sono arrampicato sulla casa immediatamente di fronte ai barili. Con mia grande sorpresa, proprio su quel tetto ho trovato Pence che, dopo aver lasciato la taverna, si era recato a sua volta sul luogo del presunto appuntamento. Entrambi abbiamo notato che anche Aethimir, fermo su un altro pontile, era arrivato sul posto, anche se non avevamo bene idea di come avesse fatto a intercettarci. Ad ogni modo, riassumendo: la nostra squadra era in posizione e teneva sott’occhio la moglie di Dublend nascosta dietro a dei barili. Il gruppo dei cattivi, tuttavia, sfortunatamente annoverava altri iscritti. Fermo sull’ultimo molo c’era infatti uno degli uomini del muto, ben riconoscibile, mentre un secondo si aggirava alla base del molo occupato da Aethimir. Non solo, dopo pochi minuti anche Dublend ha fatto il suo arrivo in loco, scortato da un terzo scagnozzo. All’appello mancava solo la guardia del corpo personale del mercante, che comunque non ha tardato ad arrivare. Che la gita al porto di Dublend e soci non avesse altro scopo che farci la pelle l’abbiamo capito al volo.

L’individuazione di Pence e Aethimir da parte di Dublend è avvenuta praticamente subito, probabilmente perchè erano stati tenuti d’occhio a lungo in attesa dell’occasione propizia per passare all’attacco.  L’ordine del vecchio a quel punto è stato perentorio: “Uccideteli”. Nonostante la donna sapesse anche della mia presenza, il trambusto generato dai primi scontri mi ha permesso di rendermi invisibile e avvicinarmi al vecchio, permettendomi di seguirne gli spostamenti da vicino per tutta la durata dell’agguato. Questa manovra mi ha così consentito di carpire alcune informazioni ulteriori. In primo luogo, Dublend ignora chi siamo e questo è decisamente qualcosa che a Lord Bly farà piacere. In secondo luogo, quello che abbiamo fatto saltare la notte precedente era l’incontro per una compravendita di qualche tipo e anche questa è un’informazione che potrebbe interessare il nostro lord.

Mentre io tallonavo il vecchio, i miei compagni si davano da fare per difendersi dagli attacchi degli scagnozzi del muto. Aethimir, con due di loro addosso, ha iniziato un duello nei pressi del molo più grande mentre Pence, inseguito prima da uno scagnozzo, poi dalla guardia personale di Dublend e alla fine persino da Dana, si è rintanato in una delle case e da quel momento non ne ho più avuto notizia. A giudicare dal fatto che nessuno dei tre inseguitori ha fatto ritorno, immagino che il mio amico sia ancora vivo. Più tardi, dopo aver seguito un nervoso ed adirato Dublend fino al suo ritorno alla Casa dei Buoni Spiriti, mi sono ricongiunto ad Aethimir che mi ha raccontato di aver prima gettato in mare, “con grande abilità e arguzia” (cito), i suoi due avversari e poi di averli salvati da morte certa, annegamento o assideramento che fosse. Questo, probabilmente, lo farà godere di un credito nei loro confronti che potrebbe rivelarsi utile in futuro. Magari anche prossimo.

Ora io e Aethimir siamo in taverna. Non sappiamo che fine abbia fatto Pence, ma di certo anche Dana e la guardia personale dei Dublend non hanno fatto ritorno. Il vecchio, di suo, non pare intenzionato ad aspettarli. Ha ordinato cibo da viaggio all’oste e pare sul punto di lasciare Waterdeep da un momento all’altro.

Divisore

Oh, se mi incazzo MI INCAZZO. Quando sono arrivato al molo ho beccato Malcer. Su un tetto. Poi gli sgherri del muto hanno beccato me. Uno mi ha seguito e così mi sono infilato in una casa. Nascosto. Quel fesso non mi ha trovato ed è uscito a cercarmi, ma dietro di lui c’era la guardia del corpo di Dublend. Ve l’ho mai detto che era un mezz’orco? Non si era capito, fino a oggi. Comunque, come diceva sempre Fratello Reme, più sono grossi e più fanno rumore quando li lami. Cioè, quando cadono DOPO che li hai lamati. Vabè. Sta di fatto che il bestione è entrato in casa e mi ha trovato nascosto nell’armadio. Solo che quando ha aperto, io l’ho aperto. Bella questa eh? Chiaramente, il rumore delle mazzate che gli ho dato ha richiamato l’attenzione di quell’altro, quello che era andato via, e pure della moglie di Dublend. Così tempo pochi secondi me li sono trovati in casa tutti e due. Io ero sempre nascosto. Mentre mi cercavano però, sono saltato fuori e ho steso la donna. Ve l’ho detto che era una maga? Sì, forse questo ve l’avevo detto. Comunque l’ho stesa. E poi ho steso pure lo sgherro. Una macchina.

Ora, a me dello sgherro e del mezz’orco non frega molto, ma ho pensato che la donna potesse servire. Così le ho frugato in tasca e ci ho trovato delle pozioni. Allora l’ho legata e gliene ho fatta bere una. Per provare. Si è ripresa un po’ ed è tornata cosciente. Questo era bene per due motivi:
1) Abbiamo ottenuto una prigioniera.
2) Le pozioni che ho trovato potevano curarmi e quindi me le sono sparate.
Il problema adesso era che al molo stavano arrivando le guardie e dopo la notte scorsa non era il caso di farsi trovare in mezzo ai cadaveri. Allora ho preso la tipa e l’ho caricata su una barchetta a remi. Insieme, siamo scappati a largo. Ora devo trovare il modo di portarla in un posto sicuro e chiamare gli altri. Poi penso che la libereremo.
Forse.
Dipende.