SCHEDA DEL PERSONAGGIO

Aethimir Tanagathor è un giovane mezzelfo, nato nella città di Proskur nell’anno 1349. Suo padre Laerthas è un diplomatico elfico, carica che lo porta a viaggiare parecchio, sempre in compagnia di sua moglie Eleonore. Nel 1351 la donna muore a causa di una malattia contratta a Baldur’s Gate. Anche Laerthas si ammala, ma in forma più lieve. Nel 1352 padre e figlio giungono a Waterdeep per stringere un patto con Lord Denthar Ruldegost. Le condizioni di salute di Laerthas peggiorano. Lord Denthar lo accoglie nella sua casa, gli mette a disposizione i migliori medici. Ma ciò non basta e nel 1361 l’elfo spira. Aethimir si stabilisce definitivamente a villa Ruldegost, cosa che gli garantisce un futuro.

Carattere:
Il retaggio elfico e la discendenza umana si contrappongono in Aethimir. Di giorno il ragazzo è molto gioviale, spensierato, con tanta voglia di fare. Dopo il tramonto, se il suo lato emotivo viene risvegliato da uno stimolo esterno (potrebbe essere una luna particolarmente bella, una frase che arriva al cuore o qualsiasi altra cosa) Aethimir si chiude in se stesso, struggendosi nella malinconia e in tristi pensieri.
Ha una naturale predisposizione all’arte, ama il bello ed ha un gusto estetico ben definito.

Doti:
Aethimir ha un’agilità fuori dal comune. Questa caratteristica influenza sia i suoi movimenti, sia le sue abilità manuali. E’ esperto nel nascondersi e nel muoversi senza farsi notare. Inoltre è capace di aprire porte chiuse a chiave e se volesse sarebbe in grado di impossessarsi dei borsellini altrui (cosa che non farebbe mai se non in circostanze particolari).
Aethimir è anche molto bello. Sa di esserlo e gli piace sentirselo dire. Spesso ha avventure fugaci con umane che rientrano nei suoi canoni estetici. Non è intenzionato però a creare legami, forse perché oltre al piacere della conquista in sé, ha la necessità di sentire l’apprezzamento dal maggior numero di persone.

Difetti:
Aethimir ha una scarsa capacità di concentrazione. Basta pochissimo tempo passato a porre l’attenzione su di una cosa perché intervenga la noia. Spesso ciò lo porta ad intraprendere altre attività ed ad abbandonare quella originale. Proprio per questo spesso agisce d’impulso, affidandosi al volere di Tymora che afferma “Iniziate a fare, l’aiuto di Tymora giungerà in soccorso”.
Inoltre se con le umane si sente affascinante e sicuro di se, con le elfe il discorso è radicalmente opposto. In loro vede le creature perfette. Questo lo porta a sentirsi inadeguato ed a sentire il peso del suo lignaggio non propriamente puro.

Note:
Aethimir è un fedele di Tymora. In lui alberga lo spirito intraprendente e forse un po’ incosciente. Rispetta Mielikki, sebbene non sia prettamente un suo seguace, e Sune, di cui apprezza le fedeli.

Il racconto di Lady Kara ad Aethimir:
Durante il XVII giorno di Hammer, Lady Kara e la sua cameriera personale Hathilanna hanno convocato Aethimir per rivelargli alcuni dettagli sulla dipartita di suo padre Laerthas. Qui di seguito è riportato il racconto di Lady Kara.

Tuo padre, il nobile Laerthas Moonweather, ti ha voluto molto bene.
Ha ottenuto che tu crescessi in questa casa finché non fossi abbastanza maturo da intraprendere la tua propria via nel mondo. Nel fare questo, tuttavia, creò anche una bolla protettiva intorno a te, tenendoti all’oscuro di alcuni aspetti della sua vita.
Se questa sia stata una buona idea o meno, non sta a me giudicare, così come non sono in grado di giudicare se tu sia adeguatamente maturo, secondo gli standard che furono di tuo padre.
Credo tuttavia che sia giunto il momento di dirti tutto, e che tu viva la tua vita e vada incontro al tuo destino, qualunque esso sia.
Credo che tuo padre ti abbia spiegato che il motivo per cui lasciò il Cormanthor era il suo sconforto di fronte alla crescente presenza degli uomini in quei boschi. Persino io, con la scarsa conoscenza dei modi degli elfi, la considero una scusa debole. Immagino che anche tu negli anni ti sia chiesto precisamente cosa successe in quel tempo, circa 200 anni or sono. Riporterò ciò che tuo padre mi confidò nel corso della sua permanenza in questa casa, quando la nostra conoscenza divenne man mano amicizia; Hathilanna, qui presente, conosce ogni dettaglio, poiché fu anch’ella quasi un’amica per Laerthas in quei nove anni.
Innanzitutto, devi sapere che tuo padre non era originario di Cormanthor. Mi spiegò che la casata Moonweather era molto influente nel Bosco della Luna, secoli fa; credo avesse dei gradi di nobiltà, anche se l’umiltà di Laerthas non mi ha mai permesso di capirlo per certo.
Tuo padre aveva un fratello, Taerntym. Lo descriveva come un uomo di sentimento nobile, ma molto severo. La principale differenza tra i due, a quanto mi è dato di capire, era la compassione, così profonda in tuo padre.
Verso la fine del nono secolo del Calendario delle Valli, i due fratelli ebbero un profondo screzio in merito ad una vicenda che avvenne a Silverymoon, nella quale un umano fu decapitato pubblicamente contro la volontà di Laerthas, ma con il beneplacito di Taerntym. Non che i due vivessero a Silverymoon, beninteso, ma la loro famiglia aveva una certa influenza, come dicevo. Ad ogni modo, Laerthas fu profondamente deluso dalla decisione di tuo zio, ma decise non non opporglisi pubblicamente, per non disonorare la Casata. Invece, si autoesiliò, e se ne andò in Cormanthor. Taerntym considerò tuo padre un traditore del clan, e da allora i due fratelli non si parlarono più.
Il resto della storia probabilmente lo conosci.
Qui terminano le volontà di tuo padre. Tuttavia, c’è un’altra cosa che desidero raccontarti e anche Hathilanna è d’accordo.
Si tratta di una visita che Laerthas ricevette sul letto di morte. Ella venne celando la propria identità eccetto che a me, e fui io stessa a condurla stanza di Laerthas, lasciandovela da sola. Hathilanna era l’unica altra persona nella stanza, poiché in quei giorni era lei a prendersi cura di Laerthas.
La visitatrice le si rivolse in elfico, abbassando il cappuccio, e svelando la propria identità: era Laeralla consorte dell’Arcimago di Waterdeep.
“Ti prego di lasciarci soli brevemente, ‐ disse ‐ ti avviserò quando potrai rientrare.”
Hathilanna uscì, ed attese per alcuni minuti nel corridoio. Fuori dall’uscio, Hathilanna colse solo pochi scambi, in elfico:
Laeral: “… Lady Alustriel… fratello… rivedervi.”
Laerthas: “… pagare il mio tradimento… saluti… rammarico… città umana… Chiamata ad Arvandor.”
Laeral: “… aiutare, se vuoi.”
Quando la porta si riaprì, Laeral ne uscì, il cappuccio alzato ancora una volta, e rivolse alla cameriera mezzelfa il saluto elfico utilizzato nelle occasioni tristi.
Hathilanna entrò nella stanza, vide il letto vuoto, le lenzuola ancora smosse, e capì che Laerthas era “passato ad ovest”.

La morte di Aethimir:
Il giorno 20 di Mirtul, anno 372 CV, Aethimir è morto ad Hellgate Keep, nel tentativo fallito di imprigionare per sempre un demone chiamato Eurynomus, il Divoratore di Corpi