Seychelles – Agosto 2018

Le Seychelles sono quella meta in cui spendi più del solito per sentirti un poveraccio. E’ un dato di fatto ed è abbastanza impossibile sfuggire a questo fenomeno, ma se siete disposti a conviverci, il viaggio ripaga abbondantemente lo sforzo. Per noi è stato così, almeno. Si spende più del solito è ovviamente un concetto relativo. Nel nostro caso si tratta del terzo viaggio più costoso che abbiamo affrontato, dopo il viaggio di nozze e il tour della West Coast USA, ma va precisato che questo giro eravamo uno in più e che Puffo ha iniziato a pagare il suo posto in aereo, seppur con tariffa ridotta, quindi a parità di condizioni sarebbe stato certamente più competitivo con gli itinerari precedenti.
Quella che segue quindi vuole essere una bella guida di come fare per andare alle Seychelles con i bambini senza spendere un patrimonio, perchè magari qualcuno potrebbe restare sorpreso scoprendo che non sia poi questa meta inaccessibile, esattamente come è successo a me.

Per pianificare questa vacanza io ho iniziato a muovermi davvero tanto tempo in anticipo, un po’ perchè dopo la mezza debacle dello scorso anno avevo una tremenda voglia di riscatto e un po’ perchè quando si viaggia coi bimbi, specie se molto piccoli, le variabili da considerare sono sempre tantissime.
Il mio suggerimento in questo senso è sempre provare a prendere contatti con l’ente del turismo locale, che di solito ha una pagina web e dei contatti email a cui è possibile fare tutte le domande del caso.
Per le Seychelles io ho scritto qui e si sono dimostrati super disponibili e rapidi nel rispondere a tutte le domande in maniera dettagliata ed esaustiva, dandoci anche qualche consiglio supplementare che male non fa. Contattare l’ente del turismo aiuta a farsi un’idea della fattibilità del viaggio in termini logistici e pratici, che è il primo step per decidere se abbia o meno senso investire tempo nella messa a punto di un preventivo. Da questi primi contatti abbiamo capito che andare alle Seychelles con due bimbi piccoli è assolutamente fattibile se non addirittura più semplice che in altri posti.

A questo punto abbiamo iniziato ad approcciare l’aspetto economico della vicenda, a partire dal volo aereo. La migliore opzione che abbiamo trovato noi è stata con Turkish Airlines, sia per prezzo che per logistica. I voli da milano partono in serata, con scalo a Istanbul e ripartenza intorno alle 23.00 ora italiana, per arrivare a destinazione alle 9 del mattino seguente. Questo vuol dire viaggiare durante la notte, senza sbalzi di fuso orario e con i bimbi che, seppur un po’ sballottolati, possono dormire tutto il volo tranquillamente. Oltretutto i bimbi sotto i due anni pagano solo le tasse aeroportuali che per le Seychelles sono irrisorie (Olly ha pagato 29 euro), a differenza degli Stati Uniti dove Puffo ne pagò più di 200.
L’esperienza di viaggio in Turkish è stata buona, ma non eccellente. Ottima cura del cliente e soprattutto dei bimbi, con tanto di regalini e gadget, cibo più che decoroso, ma allestimento di bordo e intrattenimento piuttosto datati, accettabili unicamente perchè viaggiando di notte si può tranquillamente dormire e farne a meno. Prenotando per tempo si possono trovare offerte molto vantaggiose, che non hanno pari in altre compagnie che effettuano il volo sulla tratta (Emirates e Qatar). Una buona parte del risparmio ad onor del vero è stata possibile accettando uno scalo di 12 ore ad Istanbul, al ritorno. Questo è stato possibile solo perchè abbiamo potuto sfruttare l’ospitalità di mio cognato che vive e lavora lì, passando l’attesa a casa sua e non in aeroporto. Senza questa opzione, 12 ore di scalo sono semplicemente folli.
Nota: la lira turca è al minimo storico, noi con 10 euro abbiamo mangiato in 3 e preso due taxi. Sarebbe un ottimo momento per visitare la Turchia e coincidenza vuole io abbia già scritto la guida che fa per voi. Prego.

Prenotato l’aereo, abbiamo dovuto occuparci della logistica in loco: quali isole visitare e come muoverci sulle/tra le isole. L’idea iniziale era di fare 16 giorni pieni, che ci avrebbero permesso di visitare 3 isole, soggiornando su ognuna: 7 notti a Mahè, 7 notti a Praslin e 2 notti a La Digue. In fase di prenotazione aerea abbiamo però sbagliato deciso di fare due giorni in meno, tagliando di fatto i pernottamenti a La Digue e relegandola a isola da visitare in giornata. 
A conti fatti mossa vincente, ma ci torno dopo. 
Per spostarci da Mahè a Praslin abbiamo scelto di usare i traghetti Cat Cocos invece dell’aereo, essenzialmente per ridurre i costi. Si tratta di un’ora di traversata, ma può essere terribile se fatta con il mare mosso come è capitato a noi in una delle due occasioni, quindi probabilmente investire qualche soldo in più può avere senso, anche perchè sorvolare le isole in bassa quota pare sia esperienza molto suggestiva. Va precisato però che il giorno in cui abbiamo fatto traversata tremenda, i voli intra isole sono stati tutti cancellati e questo avrebbe impattato non poco sulla possibilità di intercettare un eventuale coincidenza col volo Turkish. Il messaggio quindi è: il traghetto parte sempre e comunque, se avete tempi stretti di connessione con altre tratte di viaggio è un’opzione più sicura.
Per spostarci invece sulle isole abbiamo prenotato due auto, rivolgendoci ad un’agenzia consigliata proprio dall’ente del turismo: Kreol Cars Services. Prenotare tutto da casa ci sembrava più sicuro che affidarci in loco ad agenzie ignote e l’esperienza è stata tutto sommato positiva, anche se in entrambe le isole il servizio ha avuto un che di folkloristico non facendoci trovare nessuno in sede di riconsegna e costringendoci così ad abbandonare le auto in un parcheggio ,lasciando le chiavi in affido a perfetti sconosciuti che si sono impegnati a farle tornare ai legittimi proprietari. Tutto è andato a finire bene, ma non è propriamente una situazione piacevole da vivere.

Ultimate le prenotazioni di viaggio, restava da sistemare solo la questione alloggi. Basta farsi un giro su booking.com per rendersi conto di quanta differenza di prezzo possa esserci tra le diverse possibilità, tra super resort e ben più accessibili appartamenti.
Noi ci siamo come sempre organizzati per conto nostro, sfruttando internet, ma abbiamo provato anche a chiedere una consulenza gratuita al portale Seyvillas che si è rivelato un’ottima opzione. Le loro proposte infatti non si discostavano di molto dalle nostre, quindi per chi non avesse voglia di perdere troppo tempo in organizzazione, chiedere un preventivo compreso di tutto (alloggi, auto, traghetti, voli interni e magari anche escursioni) può essere un modo rapido e piuttosto vantaggioso di programmare il viaggio.
I dettagli di prenotazione ve li ho dati, ma come sono queste benedette Seychelles?

NOTE GENERALI:
Le Seychelles sono un posto da favola. E grazie al cazzo, aggiungerei. A noi è piaciuto davvero un sacco girarle e scoprirle, visitando tante spiagge diverse e muovendoci tantissimo, cercando di entrare il più possibile in contatto con la cultura e l’ambiente locale. 
Sono isole abbastanza incontaminate, dove guidare permette di affrontare suggestive strade litoranee come tortuosi percorsi di montagna immersi nella giungla. L’esperienza al volante quindi per me è totalmente consigliata, nonostante da quanto ho visto muoversi con i bus locali non deve essere molto complesso (certo, senza bambini). La guida a sinistra non è uno scoglio, sia perchè il traffico è scarso, sia perchè ci si prende la mano molto velocemente.
Una cosa molto importante da tenere in considerazione invece è l’aspetto climatico. Alle Seychelles ci sono fondamentalmente due stagioni, quella secca (intorno ad agosto) e quella umida (intorno a dicembre). Andandoci quando per noi è estate si è più tranquilli dal punto di vista meteo, ma si troveranno mari più mossi, mentre andandoci in inverno sarà più facile trovare mare calmo, ma prendere un po’ di acqua. 
A braccetto con la questione meteo c’è la questione mare. Le correnti su queste isole sono piuttosto forti, quindi quando il mare è mosso, lo è sul serio. Questo significa che alcune spiagge avranno dei bei cavalloni che renderanno la balneazione difficile per un adulto, impossibile per un bambino. Anche in condizioni di mare particolarmente difficili però, sia Mahè che Praslin offrono spiagge protette, senza onde e perfettamente balneabili. Il messaggio quindi è di non aspettarsi il mare a tavola caraibico o delle Maldive (su quest’ultimo parlo per sentito dire), quantomeno non in agosto. Per noi la cosa non è mai stata un problema, ma per molti turisti incrociati durante il viaggio era fonte di reale frustrazione. Credo sia solo questione di sapere dove si va e cosa aspettarsi. Avevo letto in giro che è possibile trovare alghe, indipendentemente dalla stagione, in alcune spiagge. Devo dire che noi ne abbiamo vista qualcuna solo a Praslin e solo in alcuni posti, quindi non è un problema che mi sento di sottolineare.
L’unica cosa che invece ho sofferto un pochino e che mi impedisce di dare una valutazione perfetta al viaggio riguarda lo snorkeling. Pur trovando in qualsiasi spiaggia visitata una fauna incredibile, le forti correnti e le onde alzano la sabbia del fondale, rendendo la visibilità un po’ scarsa e difficoltosa. Per me questa è stata una delusione, anche se riconosco che come quantità e varietà di fauna ittica le ho trovate inferiori solo alle Hawaii (non proprio un riferimento qualsiasi). 
Per quanto riguarda il cibo, la cucina locale è creola, ovvero pesce/pollo con riso e spezie che ricordano molto i sapori indiani. Se me lo chiedete, buonissima. Sulle isole ovviamente ci sono tanti ristoranti internazionali, per tante fasce di prezzo, ma noi di norma mangiavamo fuori solo a pranzo e gustarci del pesce locale cucinato in qualche chioschetto era sempre una bella soluzione, anche rispetto al portafoglio. La sera invece cena in casa, con pasta e sughi reperibili in ogni supermarket dell’isola. Poi vabbeh, grandissime scorpacciate di frutta e frullati freschi incredibili e super cheap.
Ultima nota: i ragni. Se siete aracnofobici tenete presente che le Seychelles sono invase di ragni, enormi e disgustosi, che fanno tele enormi ad ogni angolo. Non sono pericolosi e se ne stanno tutto sommato per i cazzi loro, ma ecco. Non metto foto perchè ho fatto una ricerca google veloce e adesso vorrei bruciare il PC e chiudermi sotto la doccia, quindi di mettermi a scegliere una foto non ci penso nemmeno.

MAHÉ
Lo dico subito: la mia preferita. Non avrà le spiagge più belle, ma è quella che mi è rimasta maggiormente nel cuore.
Innanzi tutto è certamente la meno turistica e questo si traduce in spiagge sempre poco frequentate. Non che da altre parti ci fosse ressa, ma il bello di un paradiso tropicale sta anche nel non avere persone intorno e questa sensazione noi l’abbiamo vissuta soprattutto lì. Oltre a questo Mahé è anche la più genuina tra le isole, quella dove è più evidente la presenza di popolazione locale ed è più facile interagirci, anche fuori da contesti commerciali. E’ bello vedere i ragazzi che vanno a scuola con le loro uniformi, è bello frequentare parchi giochi dove ci sono anche bambini locali. E’ bello persino girare in macchina ed assistere al loro strano sistema di lavori in corso, con tanto di omino-semaforo. E’ un’isola viva che non dà l’impressione di esistere solo in virtù dei turisti che la visitano e l’atmosfera che ne deriva è unica, nell’arcipelago.
Noi abbiamo soggiornato ad Anse Royale, presso La Ville Therese, trovandoci benissimo sia con la sistemazione che per la posizione strategica, da cui era facile raggiungere grossomodo tutte le spiagge più belle in breve tempo. A piedi dall’appartamento si arrivava facilmente a diversi supermercati e ristorantini, tra cui il migliore è senza dubbio Kafè Kreol
Le spiagge di Mahé a noi sono piaciute tutte. La migliore forse resta Anse La Liberte, dove affaccia il Four Season e che per questo è dotata persino di docce, ma sono stupende anche Anse Takamaka, Anse Intendance, Anse Soleil e la stessa Beau Vallon, meno spettacolare, ma più viva e balneabile.
Sull’isola sottolineo anche la distilleria del rum locale, il Takamaka, perchè offre visite e degustazioni. E’ un passatempo carino, se apprezzate il rum.

PRASLIN
Decisamente più turistica di Mahè, è l’isola che mi è piaciuta meno pur ospitando una spiaggia super come Anse Lazio, forse la miglior spiaggia che abbiamo visitato in termini di panorama.
Gran parte della vita si svolge intorno a Cote d’Or, anche in questo caso la spiaggia più lunga, balneabile e bimbo friendly dell’isola, ma noi abbiamo alloggiato al Sunset Cove Villa di Grand’Anse, splendidi appartamenti con accesso diretto al mare, che però in questo periodo era davvero poco balneabile e quindi poco sfruttabile. A poche centinaia di metri dal nostro appartamento si trovava il Constance Lemuria, resort da cui si accede a due delle spiagge più belle dell’isola: Anse Georgette e Petit Anse Kerlan. Le spiagge delle Seychelles sono pubbliche, tutte, ma per accedere a queste due è necessario prenotare presso la struttura, che deciderà quando darvi accesso. Georgette è la più famosa ed è lasciata completamente inalterata dal resort, con pregi e difetti del caso (niente docce, niente pulizia della spiaggia, niente strutture), Petit Anse Kerlan invece è meno nota, ma in agosto è decisamente migliore per via del mare calmo. Per visitarla serve una prenotazione ad hoc, non basta quella per anse Georgette, e ve lo dicono solo una volta che siete arrivati perchè è la spiaggia con le facilities del resort e non amano avere i poveri ad infestarla (molto più aperti, ospitali e signorili in questo, al Four Season di Mahé). 
Essendo isola più turistica, i ristoranti sono meno buoni e più cari. Noi ci siamo subito affezionati al chioschetto Cool Licks, che ci ha conquistati coi suoi frullati e shakes, ma anche con la proposta BBQ. Una possibilità economica e genuina che è presto diventata la nostra piccola routine.
Praslin è anche ottimo punto di partenza per tre escursioni. La prima è quella che porta a visitare l’atollo di St. Pierre e Curieuse Island, terra delle tartarughe giganti. Una gita assolutamente da fare in cui si possono imparare anche tante cose sulla vegetazione e fauna locale, tra mangrovie e granchi di ogni genere. Noi ce la siamo fatta prenotare dal nostro padrone di casa, per evitare sorprese.
La seconda è la visita alla valle Vallée de Mai, riserva naturale in cui è possibile osservare la fauna della giungla locale e il famoso Coco de Mer. Noi ce la siamo evitata, nonostante fosse consigliatissima da tutti, per la mia personale avversione all’idea di incontrarci i ragni di cui sopra.
L’ultima è quella che porta a La Digue, che invece abbiamo organizzato in totale autonomia.

LA DIGUE
Terza isola dell’arcipelago e decisamente la più turistica ed affollata, anche per gli evidenti limiti di spazio. Noi l’abbiamo raggiunta ancora una volta in traghetto, questa volta in soli 15′. La peculiarità dell’isola è che si gira tutta in bicicletta, quindi farci una gita diventa una piacevole biciclettata tropicale. Le bici si noleggiano facilmente all’arrivo, anche se si necessitano seggiolini per bimbi, quindi è facilissimo gestire tutto in autonomia.
A La Digue la spiaggia da vedere è certamente Anse Source d’Argent, la più famosa e spettacolare dell’isola. E’ effettivamente stupenda, ma conviene arrivarci presto per godersela prima che si affolli, perchè è anche l’unica in cui quando arriva il pienone, si sta stretti. Noi ci siamo visti anche Grand Anse, maestosa, ma con delle onde pazzesche. Per le altre spiagge dell’isola diventa complicato l’accesso con i bambini, perchè è necessario camminare un po’ tra sentieri e sentierini. Per questo dicevo che più giorni a La Digue forse non ce li saremmo neppure goduti poi tanto, visto che quel che ci era possibile fare lo abbiamo fatto tranquillamente in una giornata.
Un posto per mangiare? Gala Takeaway, per il solito discorso che i chioschetti sono il meglio. Non buono come gli altri due che ho citato, ma comunque molto onesto.

LE SEYCHELLES COI BAMBINI
Chiudiamo questa interminabile guida con le note relative al viaggiare con bimbi anche piccoli. Sono consigli ed indicazioni che a me sono serviti e che ho faticato un po’ per mettere insieme, quindi magari averli raggruppati torna utile a qualcuno.
Non servono vaccinazioni. Le Seychelles sono isole sicure per i bimbi. Unico possibile problema sono le zanzare durante la stagione umida, perchè lì la Dengue è endemica. Niente Malaria però. Nella stagione secca noi di zanzare non ne abbiamo praticamente trovate.
Cibo e acqua sono sicuri. I livelli di igiene sull’isola sono ben sopra quelli che mi sarei aspettato. Partiti con cautela, abbiamo ben presto consumato frutta e verdura crudi, cibi cotti dai baracchini in spiaggia e bevande con ghiaccio locale senza alcun problema. 
Non ci sono omogeneizzati. Niente, in nessun supermercato, nemmeno nel più grande dell’arcipelago. Trovate facilmente pannolini e latte in polvere, ma se vostr* figli* è in fase pappe vi tocca portarvele da casa. Non ci sono problemi ad importare alimenti però, quindi è solo questione di farci stare tutto in valigia.
Spiagge adatte ai bimbi. Parlando di correnti e onde ce n’è una per isola, almeno. Beau Vallon a Mahé, Cote d’Or a Praslin e Anse Source d’Argent a La Digue. In generale però da tutte le parti la vegetazione fa un sacco di ombra, permettendo di proteggervi anche nelle ore più cocenti e senza necessità di portarvi in giro ombrelloni e tende. Poi son bianche e poco affollate, i bimbi possono scorrazzare senza dar noia a nessuno e senza scottarsi i piedi perchè la sabbia non scotta mai.
Assistenza sanitaria. Io mi sono fatto un’assicurazione di viaggio. Non ho idea se fosse o meno obbligatoria, ma con due bimbi piccoli per me ha senso sempre e comunque, probabilmente anche in Italia.

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DETTAGLI DEL VIAGGIO:

Team:
Manq, la Polly, Puffo e Olly
Durata: 14 giorni
Km percorsi: 600 indicativamente, tratte aeree e navali escluse.
Mezzo di locomozione: Hyundai i20 e Kia Picanto
Spesa: 2400 euro (Ad adulto, indicativamente e comprensivi delle quote bambini)
Sponsor: Seybrew

VALUTAZIONE:
4.5-stelle