Il caso Suarez

Questa mattina mi sono divertito a scribacchiare questa cazzata sul caso Suarez e l’ho messa sui social. Poi mi sono ricordato di avere un blog e quindi mi pare giusto metterla anche qui. E’ una cosa davvero fatta solo per ridere, quella di Suarez è una vicenda che non mi interessa e non mi sposta, il calcio è ormai una delle mie ultime preoccupazioni e quello che penso della Juve l’avevo già scritto qui e vale oggi come allora.

Il caso Suarez
a fiction movie by Manq (da un’idea di Stefano Accorsi).

Prologo:
Il caso scoppia esattamente 12 ore dopo che la Juve molla il giocatore per firmare a sorpresa letteralmente il primo che passa.
Per la stampa: coincidenza incredibile.
Capitolo 1:
Si evince immediatamente che siamo di fronte ad una porcheria enorme che può essere pensata solo da qualcuno molto stupido o che si sente davvero intoccabile.
Per la stampa: tutto nasce da Suarez, colto improvvisamente dall’Italian Dream. Juve parte lesa.
Capitolo 2:
E’ palesemente tutta farina dell’Università di Perugia e del giocatore e sarebbe meglio smettere di fare domande ed indagare, ma ormai non si può e tocca andare a fondo.
Per la stampa: Juve tranquilla.
Capitolo 3:
Escono le prime intercettazioni (ma che cazzo), saltano fuori nomi del tutto impronosticabili. Per lo sconcerto di tutti, quelle che sembravano solo fortuite coincidenze si dimostrano invece nessi causali.
Per la stampa: bisogna indagare, ma GARANTISMO.
Capitolo 4 (da qui SPOILER):
Diventa impossibile non vedere il mandante della faccenda, la Juve, che per quanto mossa da ovvie motivazioni encomiabili ha superficialmente fatto un illecito.
Per la stampa: la burocrazia che blocca lo sport italiano – a case study.
Capitolo 5:
Niente, son colpevoli e non si può fare a meno di punirli in qualche modo. Ci si prova eh, grandi discussioni e giri di valzer, ma alla fine tocca cedere.
PENALIZZAZIONE DI X PUNTI IN CLASSIFICA.
Per la stampa: La Juve paga per tutti, giustizia ad orologeria.
Capitolo 6:
L’armata del Maestro Pirlo, che in campionato ha forse una sola rivale credibile, macina punti e vittorie senza fatica mentre le avversarie fanno un percorso normale e perdono qualche punto.
Per la stampa: Juve più forte di tutto.
Capitolo 7:
Negli scontri diretti la Juve vince. C’è qualche caso da moviola dubbio, ma ehi, smettiamola di dare addosso alla Juve che già è penalizzata. L’inter viene derubata con Parma, Spezia e Crotone. La Juve è avanti.
Per la stampa: MIRACOLO BIANCONERO.
Gran finale:
La Juve vince il decimo scudetto consecutivo SUL CAMPO. Tifosi in delirio. Più forti di tutto e tutti. Campioni nonostante le vostre macchinazioni meschine. Guido Rossi. Maalox.
Per la stampa: lo scudetto EPICO contro le avversità. Il più bello di tutti.

Diario dall’isolamento: day 57

E quindi eccoci alla fine, domani è il 4 Maggio 2020 e si conclude ufficialmente il lockdown in casa Manq.
L’isolamento finisce esattamente come era iniziato, con un decreto lacunoso ed interpretabile che per noi, popolo di pirati, risulterá più che altro una traccia. Con la fine della quarantena finisce anche questo mio diario giornaliero. Non credo di smettere del tutto di scrivere di questa situazione, ma farlo ad appuntamenti quotidiani credo non abbia più senso (se mai ne ha avuto). Da domani si torna in ufficio, si possono rivedere i propri cari. Pian piano si proverà ad iniziare una convivenza forzata con questo maledetto virus e sarà un casino, per qualcuno purtroppo ben peggiore di quanto sia stato fino ad ora, ma ho l’impressione che indietro non si tornerà, indipendentemente da come andranno le cose. Da domani faremo solo passi avanti verso la nostra vita normale. Forse ci vorranno un paio di mesi, magari molto di più, ma io credo che sarà una strada a senso unico.
Fa paura, come scenario, ma forse dá anche la speranza e la carica giuste per arrivare in fondo, auspicando che ci dica bene e che la farmacologia ci venga incontro nel più breve tempo possibile.
Sono stati 57 giorni complicatissimi, mentalmente devastanti, ma forse ciò che segna la data di domani va oltre le reali differenze di restrizioni tra Fase 1 e Fase 2. Se saremo furbi la vivremo soprattutto come il primo scatto mentale verso la rinascita. Togliersi la tuta o il pigiama ed infilarsi dei vestiti normali, iniziare a darsi degli obbiettivi.
Io, ad esempio, ho tre chili abbondanti da buttare giù.

Quest’anno è proprio il caso di dirlo: May the 4th be with you.

Diario dall’isolamento: day 56

Oggi pomeriggio il Dany ha fatto un concertino acustico suonando i pezzi dei Murder, We Wrote.
Me lo sono guardato insieme ad una trentina di irriducibili in diretta su Facebook ed è stato stra bello cantare tutti i pezzi come fossi stato sotto al palco. Potrei fare il romanticone dicendo che le so ancora tutte a memoria, ma la realtà è che i Murder li riascolto ciclicamente e quindi sapere ancora i pezzi non è poi questa impresa.
A mio insindacabile giudizio i MWW sono stati la cosa migliore successa all’hardcore melodico nel nostro Paese.
Oggi Dani diceva che il Demo ha compiuto 20 anni in questi giorni. Ricordo che la sera in cui uscì suonavano all’ARCI di Arcore, ma i miei amici avevano organizzato un ICQ party al Rainbow per conoscersi tra gente con cui si stava in chat.
Ricordo che presi la mia Y10 pervinca e andai all’ARCI a comprare il demo senza poter restare a sentirli (a conti fatti uno dei pochissimi loro concerti che ho perso, non saranno più di 5), prima di schizzare a Milano sparandoli in auto a volume disumano. Poi a quella festa ci divertimmo un botto e conobbi un tot di gente.
Era la primavera della maturità e della gita a Monaco. Avevo diciannove cazzo di anni. La cassetta del demo ce l’ho ancora ed è uno dei miei dischi della vita.
Il video della diretta intera lo si può vedere qui, io sotto metto una delle mie preferite nella versione originale.

Diario dall’isolamento: day 55

Oggi con gli amici abbiamo fatto un contest di ribbs all’americana.
Siamo stati connessi su Zoom per otto ore di fila, cucinando e cazzeggiando mentre provavamo a domare uno dei mostri sacri del bbq a stelle e striscie.
Alla fine ho portato a casa un gran bel risultato e questa volta non ho davvero recriminazioni: ho fatto le migliori ribbs che avessi mai assaggiato. Se interessa, su twitter ho postato tutte le fasi della preparazione ed è stato davvero un lavoro gigante. Vale la pena? Probabilmebte no, se l’obbiettivo è fare da mangiare. Sia perché ci sono posti in zona che le fanno molto buone (anche se non così buone) a sbattimento zero, sia perché se devo scegliere una preparazione lunga al bbq scelgo tutta la vita il pulled pork.
Se invece l’obbiettivo è passare una giornata diversa con gli amici, beh allora vale la pena sempre e soprattutto in un momento come questo.
E infatti sabato prossimo si replica, probabilmente con un mexican contest.
Que viva mexico!

Diario dall’isolamento: day 54

Le mie domande di ieri non hanno avuto risposta. Peccato.
Oggi però Nature ha pubblicato uno studio che vede la presenza di anticorpi contro COVID19 nella totalità dei pazienti in esame. Lo si legge qui.
E’ una bella notizia perchè questo implica la totale attendibilità dei test sierologici, ma soprattutto perchè se questi anticorpi hanno un’azione protettiva (cosa ancora da chiarire) chi si è preso l’infezione non la può prendere una seconda volta, almeno nella finestra di tempo in cui è coperto. E questo è uno dei principi dell’immunità di gregge.
Possiamo dire che finalmente è arrivata una bella notizia.

Altre notizie dal fronte non ne ho. Mi sono guardato i primi sette episodi di Mandalorian ed è davvero molto carina, così come la prima metà della prima stagione di Justified.
Siccome questo post ha tutto sommato un tiro positivo è giusto chiuderlo con un pezzo SKA che lo rovini irrimediabilmente.
Nota di colore: sto pezzo ha almeno vent’anni, però del video c’è anche una versione recentissima e non ho idea del perchè. Io metto quello originale, ma se interessa (non credo) quella nuova sta qui e per qualche ragione che non voglio sapere si chiama SKA BRAVO VERSION.

Diario dall’isolamento: day 53

Oggi sono entrato in contatto con l’informazione secondo cui esistono casi ancora positivi dopo oltre 40 giorni dal primo tampone. E’ una cosa che probabilmente ormai sapete tutti, ma che nel guscio in cui sto in qualche modo cercando di chiudermi per convincermi che #AndràTuttoBene non era ancora trapelata.
Quaranta giorni sono un’infinità e viene abbastanza da sè che questo rende piuttosto drammatiche le previsioni per questa benedetta fase 2 prima ancora che inizi.
Però.
Però se ricordo bene dai miei studi passati un peso sull’infettività è dato dalla carica virale, ovvero da quanto virus c’è nell’individuo. I test di biologia molecolare che rilevano il virus sono ultra sensibili perchè basati sull’amplificazione. Spiego: diciamo che tu hai una molecola di virus nel tuo corpo, il test la amplifica nella provetta fino a che diventano abbastanza da essere “visibili” e poter quindi restituire un risultato misurabile che dica “Ehi, qui il virus c’è”. Ovviamente una molecola non basta, ma la sensibilità di un test di questo tipo è molto alta e permette quindi di verificare la presenza del virus anche quando è molto bassa. La domanda quindi è: se c’è una soglia di carica virale oltre cui si è infettivi e questa soglia è più alta dei limiti di sensibilità dei test, esistono pazienti positivi che però non sono infettivi?
Non lo so.
Ho girato la domanda su twitter a Burioni e alla Capua, da cui accetterei anche un “ma che cazzo dici”, purchè seguito dalla spiegazione di come stanno realmente le cose.
Mi piace pensare che le cose siano meglio di come appaiono, perchè altrimenti mi sdraio sui binari della MM2. Certo, se il mio dubbio avesse un fondamento, resta complicatissimo da sfruttare in termini concreti perchè:
1) Titolare un virus non so quanto sia semplice, ma immagino non sia lo standard degli attuali test diagnostici che credo restituiscano più che altro un Positivo/Negativo.
2) Se dopo 40 giorni la carica virale è sotto la soglia di infettività, non è detto ci resti. Credo.
Insomma, è credo l’unica volta in vita mia in cui rimpiango di non avere ricordi chiari di un esame che ho dato all’università.

Cambiando discorso, ho reinstallato Commandos: behind enemy lines. L’ho giusto aperto per controllare funzionasse e ad una prima occhiata posso solo dire che non me lo ricordavo così impestato.
Però gioco clamoroso.

Diario dall’isolamento: day 52

Tempo fa ho spiegato a Giorgio 123 Stella (che poi sarebbe 123 stai lá, lo sapete vero?). Ci abbiamo giocato un po’, ma qualcosa non gli piaceva e quindi mi ha detto: “Ti insegno io un gioco papá, si chiama Salta il canguro.
Allora tu ti metti da una parte e devi contare:
1 canguro
2 canguri
3 canguri
Poi gridi PALLA e ti giri.
Io intanto vengo da te saltando come un canguro e se quando ti giri non sono fermo devo ricominciare da capo.
Quando arrivo da te ti devo toccare e dire CANGUROTTO, così poi conto io e tu salti.”
Salta il canguro, che ovviamente è tutto un altro gioco rispetto a 123 Stella, è ormai sport ufficiale dei nostri pomeriggi post lavoro.

Diario dall’isolamento: day 51

Il nuovo decreto mi ha abbastanza fatto incazzare. Ieri sera stavo proprio svalvolando e oggi ho speso parecchio tempo a discuterne tra social e gruppi whatsapp.
Amarezza e frustrazione.
Una maggioranza che non esiste fuori dal parlamento, un premier simbolo di incompetenza che sperava di svangarla via liscia e si è invece trovato con la faccia indissolubilmebte associata alla più grande crisi del dopoguerra e un clima generale di confusione in cui l’unico messaggio che traspare è “stiamo fermi e speriamo che passi da sola”.
Oggi Giuditta Pini (non me ne voglia se mi accanisco con lei) scriveva un post poi modificato in cui sostanzialmente diceva di non sapere su che base il PD avesse deciso di appoggiare la richiesta della CEI riguardo le messe. Se non lo sa lei che è parlamentare, chi dovrebbe saperlo? Come si può votare un partito del genere?
Bisogna riportare le persone in chiesa e a vedere le partite prima che realizzino di stare bene anche senza Preti e Pallone, ma per il resto non ci sono non dico certezze, ma nemmeno idee in termini di diagnosi, contenimento e tracciabilità dell’infezione. Zero. Senza contare la questione bambini: facciamo tornare i genitori al lavoro e teniamo le scuole chiuse è un buon piano, ma ha delle implicazioni che andrebbero analizzate e andrebbe proposta una soluzione. Quel che capisco io è che l’idea del governo siano le babysitter (da lí il bonus). Posto ce ne sia davvero una per famiglia (ahahah) assumere una persona alla paga minima di 8 euro all’ora versandole i contributi si tradurrebbe in 3200 euro al mese da qui a Settembre, di cui posso recuperarne 600 una tantum grazie al sopra citato bonus. Mi conviene mettermi in aspettativa e non lavorare, visto che il mio stipendio è ben più basso.
Se l’obbiettivo è ripartire economicamente forse il governo non dovrebbe mettermi nella condizione di rinunciare al lavoro.
Potrei andare avanti ancora un tot a vomitare risentimento perché sono stanco, demotivato e con l’umore sotto i piedi.
Forse non c’è un modo più giusto di gestire queato Paese in questo momento, forse non ci sono persone più adeguate di quelle che abbiamo al timone. È possibile. Forse sbaglio io.
In ogni caso, non voglio più vedere o sentir nominare nessuno di quelli che oggi stanno nella stanza dei bottoni. Di conseguenza, credo che per me di tornare a votare se ne parlerà nel duemilamai.

Diario dall’isolamento: day 50

La fase 2 pare sia ufficiale, si parte il 4 Maggio.
La differenza sostanziale è che si dovrebbe tornare al lavoro, ma le scuole restano chiuse. Il che è una scelta giusta, per me, solo mi aspettavo una soluzione per chi deve rientrare in azienda e non sa dove mettere i bambini.
Io, ad esempio, sono in casa da 50 giorni. Salvo uscite singole una volta a settimana per la spesa e in sicurezza non ho avuto altri contatti con l’esterno e così i miei figli, che hanno avuto contatti solo con me.
Da quel che capisco non posso portare i miei figli dai nonni perché sono una categoria a rischio, però potrei assumere qualcuno che venga a casa mia a tenermeli mentre sto al lavoro.
Questo qualcuno potrebbe convivere con una persona ad altissimo rischio (es. personale ospedaliero) senza che io lo sappia, alzando notevolemente il rischio.
Senza contare chi i nonni non li ha e non ha neanche da farsi venire il dubbio.
Capisco il momento sia complicato, capisco che tutti debbano sacrificarsi, ma non sarebbe meglio restare lucidi, valutare meglio i rischi ed evitare sacrifici non necessari? Anche perché, magari sbaglio, ma dubito ci siano babysitter a sufficienza per coprire la necessità. Come si fa?
Non so, per me il Governo una risposta in tal senso dovrebbe darla. Anche solo “Cazzi vostri”, ma che sia chiara e schietta, non queste orecchie da mercante.
Poi va beh, leggo che la CEI ha denunciato un’evidente violazione della libertà di culto (non si può riprendere a dire messa) e almeno so dove catalizzare il mio risentimento.

Se tutto continua secondo i piani (quindi, ad occhio, se ci va di gran culo), la vita vera riaprirá a Giugno.
Crescendo smetti di avere aspettative esaltanti per le feste o l’estate, ma questa quarantena ci sta pompando a mille per tutto quel che faremo appena si potrà.
Sarà bellissimo restare delusi come quando eravamo ragazzini.

(In un mondo giusto sarei il Mogol dell’emo)

Diario dall’isolamento: day 49

Il 25 Aprile per me è da sempre grigliata con gli amici, l’unica dell’anno in cui cerchiamo di esserci tutti.
Niente preparazioni strane, niente tecnica: hamburger, salamelle, pollo e tomini buttati sulla griglia in cottura diretta e via andare. In due o tre ci si alterna al fuoco e si mangia quando si riesce, un po’ per volta.
Se fa caldo partono un’infinità di Moretti, altrimenti mischiamo birra e vino senza soluzione di continuità fino al primo pomeriggio quando scatta, immancabile, il partitone di briscola chiamata.
Oggi fare tutto questo è stato abbastanza complicato, ma ce l’abbiamo fatta comunque ed è stato bello e a suo modo unico.

Il 25 Aprile è anche la festa della Liberazione e questa mattina riflettevo come non sia semplicemente la commemorazione di quel che successe 75 anni fa, ma una liberazione perpetua dalle polemiche che ogni anno vorrebbero l’eliminazione di questa ricorrenza ritenuta da i soliti capovolti wannabe “divisiva”. Beh, io lo sento vivo il bisogno di dividermi dai fascisti, quindi sono contento che il 25 Aprile esista e che sia esattamente com’è.
C’è questo gruppo neomelodico di belle persone che conosco, si chiama LAPPESO e oggi penso ci stia bene chiudere con una cosina loro.