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Sport

NBA All-Star Game 2022

Questo 2022 non è che sia iniziato benissimo.
Un po’ forse non sto apprezzando abbastanza che la terribile infezione intestinale che mi ha portato in ospedale sabato scorso e che mi costringe a letto fatto di antidolorifici ancora tre giorni dopo non sia COVID, un po’ credo sia per la difficoltà oggettiva nello scegliere i 10 candidati da mandare all’Allstar Game NBA in questo 2022.*
Votare è un casino quest’anno.
Forzare la scelta a 2 guardie e 3 ali già è discutibile, ma funziona se poi non metti un sacco di ali piccole come guardie. Il punto chiave però è che simpatia e antipatia vincolano molto le mie scelte e bisogna farle quadrare dentro il quadro generale restituito dalle statistiche dei singoli e dal rendimento delle franchigie, in una specie di equilibrio molto precario. 
La selezione forse bizzarra e forse no della foto qui sotto nasce da tutto questo. Oltre l’immagine parte la spiega.

WEST
Iniziamo con le scuse a Chris Paul. Mi spiace Chris. Fino a che calcherai il parquet sarai sempre il mio MVP, quindi perdonami se non finisci nella selezione. Toccava fare spazio. Come avrei potuto fare a non votare Curry, per esempio? GS si gioca il miglior record a ovest (ok, contro di te, hai ragione) con un roster partito a dir poco zoppo e ha appena infranto il record di triple ogni epoca. Impossibile non votarlo. Di fianco ci mettiamo Morant perchè, te lo dico, sarà colui che viene dopo di te, possibilmente vincendo qualcosina in più. Memphis è quarta a ovest con un record solido e Ja sta giocando ad un livello pazzesco, oltre ad essere una specie di effetto speciale in carne ed ossa. Scusa Chris, ma non ho altri posti.
Se mi ero ripromesso una cosa quest’anno era di non chiamare LeBron tra i lunghi, ma come si fa? Ok che i lakers stanno giocando malissimo e sono stati costruiti malissimo (da lui), ma se non hanno ancora buttato all’aria la stagione è solo perchè LBJ si è messo a giocare da 5 facendo numeri che, per me, sono inspiegabili. Quindi niente, tocca tenerlo dentro. Poi portiamo Jokic, mancherebbe altro, e Ayton per quel fatto che i Suns sono primi ad Ovest e il poveraccio, dopo aver contribuito largamente a portarli in finale lo scorso anno, si sia visto rifiutare un contratto che forse non era esattamente al suo livello attuale, ma che vista la combo di risultati ed età tutto sommato avrebbe anche meritato di firmare.
E’ stato difficile? Sì, ma più semplice che scegliere per quelli ad est.

EST
Lo so, manca LaMelo, che è assurdo in assoluto, ma che diventa tipo escludere Ronaldinho da una partita di beneficienza dove da fermi e senza difesa la sua fantasia diventa un fattore di spettacolo unico: una bestemmia, in pratica. Avessi potuto mettere DeRozan ala piccola lo avrei portato di sicuro, ma non si può. E non si può neanche lasciare a casa questo DeRozan, direi, capitano coraggioso di questi Bulls per cui è difficile non fare il tifo. Avrei potuto portare Ball al posto di Vanvleet, certo, ma qualcuno avrebbe dovuto spiegarmi cosa ci fanno i Raptors in corsa playoff con un roster da dopolavoro o poco più. Manco mi piace Vanvleet, causa Dunkest mi sta pure un po’ sul cazzo, ma oh, i fatti lo cosano (cit.).
Reparto lunghi quindi lo apriamo con Miles “Mille Cuori di Manq” Bridges, il giocatore degli Hornets che mi sta più simpatico in assoluto. La stagione sta andando altalenante, come da aspettative, e onestamente a questo punto mi aspettavo di essere messo un filo meglio come record ad est, soprattutto alla luce del fatto che non abbiamo avuto troppe defezioni, ma tocca sempre ricordarsi che 3/5 del quintetto titolare sono Rozier, Oubre e Plumlee. Però dai, Bridges ha fatto un salto di qualità pazzesco, se non si merita il MIP, si merita questa chiamata. Insieme a Miles chiamo Allen dei cavs. Magari avessimo noi un Allen, invece di Plumlee, forse faremmo noi la stagione super sorprendente che sta facendo Cleveland. Fine, no? Manca qualcuno?
Ah sì. Porto anche Durant. Ti odio KD, sei il giocatore che mi sta più sul cazzo di tutta la lega e spero tu non vinca mai più niente. Però oh, sei bravino.


* se queste due cose per voi non sono sufficienti per definire “non benissimo” questo inizio di 2022 vi faccio presente che è l’11 gennaio.

Non si dovrebbe toccare il fondo

Ultimamente sto facendo delle cose.
Viste da fuori sembrano le manovre di un Peter Pan wannabe che pensa di poter restare un ragazzino per sempre, uno di quelli che “l’importante è essere giovani dentro”. Nulla contro le categorie, sia quella di chi si comporta in quel modo, che quella che mi ritiene uno di loro, facessero e pensassero un po’ quello che gli pare.
La realtà dei fatti però è che io sono proprio dalla parte opposta della situazione, ho smesso di sentirmi sufficientemente giovane ben prima di smettere di esserlo e mi son… sentite VAFFANCULO.
Ci manca solo stare qui a dare giustificazioni non necessarie e manco richieste come un complessato qualsiasi.
Stiamo sui fatti.
Ho sempre avuto il desiderio di cimentarmi con le immersioni per due ragioni semplicissime. La prima è che il paesaggio sottomarino è meraviglioso ed affascinante, la seconda è che ho una paura pazzesca delle profondità e del mare aperto. Questa dualità ha fatto sì che prendermi il brevetto PADI Open Water Diver (quello per neofiti/principianti) sia stato per anni tra i desideri senza che abbia mai davvero fatto un passo in là nel tentativo di concretizzarlo.
Ci ha dovuto pensare mia moglie, che a Natale 2019 mi ha regalato l’iscrizione al corso.
Da allora sono successe un certo numero di situazioni che hanno rallentato il processo (non so se ne abbiate sentito parlare), ma alla fine sono riuscito a chiudere il tutto e prendermi questo benedetto brevetto.
A prescindere da quanto e se lo userò in futuro (spero proprio di sì), sono piuttosto felice di avercela fatta ed aver sconfitto una delle mie settemila paure irrazionali.
E basta, non c’è proprio niente altro da dire.

Il mio MVP

Questo post non vuole togliere nulla alla grandissima prestazione di Giannis e dei Bucks, il loro è un titolo ultra meritato coronato da una prestazione dominante del greco.
Niente da dire, bravi.
Per una stagione però io ho visto il mio giocatore preferito di sempre inserirsi per l’ennesima volta nel contesto in cui lo hanno messo, senza un piagnisteo. L’ho visto prendere un gruppo promettente e farne una squadra vera, portandola fino a 2 vittorie dall’anello che insegue da tutta la carriera. L’ho visto giocare un basket pazzesco contro la sua età e contro il suo fisico.
Purtroppo l’ho anche visto perdere.
Qualcuno dice che il gruppo è giovane e che possono riprovarci il prossimo anno, ma secondo me quello appena perso è un treno che passa una volta sola. 
Ci sono tantissimi se nella carriera di Chris Paul, ma credo ce ne siano altrettanti nelle carriere degli altri e trovo quasi offensivo nei suoi confronti fermarsi lì. Il fatto che non sia il titolo a definire un campione spesso è retorica da perdenti, ma per quel che vale per me sarebbe stato impossibile amarlo più di quanto lo ami già, anche avesse vinto l’anello.
Solo cuori per te, Chris.
Ricordo le nottate della primavera 2008. Vivevo da solo da pochi mesi e passavo le notti sveglio a cercare siti pirata per vederti giocare quei playoff senza senso, quelli in cui hai portato i maledetti Spurs a gara 7. Da allora, ogni volta che stai sul parquet, per me è la stessa cosa e nella testa c’è un solo grido: “MVP! MVP!”

Insistimooos

Battere la Spagna non è come battere la Francia, tantomeno la Germania, eppure c’è una ragione cristallina per gioire di questo risultato.
Più della loro superiorita autoreferenziale, più del guardiolismo, del tiki-taka e del falso nueve, persino più dei tormentoni estivi e degli annessi bailamos e, vi giuro, più della casa di carta.
La ragione giusta per esultare come un forsennato quando Jorginho ha tirato quel rigore pornografico alle spalle del loro portiere è una sola.
Gli Ska-p. 

Ha segnato Seedorf

E’ una cosa stupida.
Quando penso ad una situazione brutta, apparentemente irrisolvibile, da cui però alla fine si riesce ad uscire contro ogni aspettativa razionale, l’immagine che mi viene in mente è sempre il derby di Milano del 2004, forse la partita più indimenticabile della mia carriera di tifoso del Milan.
L’ho vista al Barcollando di Brugherio, un pub chiuso ormai da molti anni dove ai tempi andavamo a vedere tutte le partite del Milan, in compagnia, visto che allora nessuno di noi aveva abbonamenti alla pay tv.
A San Siro piove parecchio.
Nel primo tempo il Milan finisce sotto due a zero, prendendo un gol orribile su calcio d’angolo da Stankovic ed uno incredibilmente ancora più brutto su un tiro di Cristiano Zanetti deviato in porta da uno dei nostri, sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
A questo secondo gol Aui, amico interista seduto affianco a me, aveva esultato in modo deciso. Perchè il derby è una partita strana e se vai sopra di un gol la tensione resta comunque superiore alla gioia, quindi sul primo gol non si era troppo sbottonato. Sul secondo però l’esultanza era arrivata. Giustamente.
Forse non ve l’ho mai dato a vedere (#sarcasmo), ma non sono una persona particolarmente propensa a pensare positivo. Per me una partita sotto 2 a 0 è una partita persa, anche se c’è ancora un tempo da giocare.
Il secondo tempo inizia con la nebbia dei fumogeni che si aggiunge alla pioggia e al mio morale pessimo, ma il Milan pare avere ancora voglia di provarci. Seedorf, soprattutto, che queste partite le sente sempre più di altri. Ci prova da fuori, un tiro sterile e brutto (seppur meglio di quello di Cristiano Zanetti) su cui però Toldo fa una porcheria e così John Dahl Tomasson la butta in porta, rapace.
Il Milan accorcia, ma ci vuole ancora troppo ottimismo per vedere luce in fondo al tunnel e infatti io, in quel momento, continuavo a vederla nerissima.
Passano i minuti e a centrocampo l’inter perde un pallone stupido. Forse Farinos, forse Zanetti, non ricordo. La palla la raccoglie ancora Seedorf che la appoggia a Kakà nel cerchio di centrocampo. Per i cugini è una buona idea farlo avanzare indisturbato e palla al piede fino al limite dell’area, così Ricardo li ringrazia infilando un rasoterra chirurgico alle spalle di Toldo, questa volta incolpevole.
Facciamo 2-2.
Ora il tunnel un uscita ce l’ha e l’adrenalina circola forte insieme ad almeno un paio ti Tennents. Non ricordo i dettagli, ancora una volta, ma conoscendomi anche in quel momento non avrei scommesso sul fatto che potessimo vincerla.
Lo so, sono patologico, infatti quando a 5′ dalla fine Seedorf (sempre lui) raccoglie palla sulla 3/4 dopo una punizione sparata sulla barriera e alza la testa verso la porta, ricordo nettamente di aver pensato: “MA COSA CAZZO TIRI DA LI’???”.
Me lo ricordo davvero.
La frase però non credo di averla detta fino in fondo, perchè sono saltato in piedi insieme a Simo e abbiamo ribaltato il tavolino del pub.
Che gol pazzesco.
Il singolo momento di gioia più grande della mia vita sportiva.
Più del gol di Grosso, più del rigore di Sheva.
Seedorf, giocatore immenso che da tifoso ho odiato per anni, è l’interprete del gesto sportivo più iconico che ho nella mia mente, simbolo non solo di una vittoria, ma assurto a emblema del trionfo del bene sul male, del ribaltamento della sorte avversa.
Il mio personale concetto di resurrezione.

Questa mattina mio papà ha fatto la sua prima dose del vaccino Pfizer.
Dopo qualche ora mi avvisano che a Treviglio i medici stanno dicendo a chi si vaccina che hanno dosi in eccesso, quindi di contattare amici e parenti over 60 e mandarli lì. Me lo dice uno zio di Paola e io ci spedisco mia madre, che riceve anche lei la sua prima dose.
Lo so, ora c’è comunque da aspettare e non farsi prendere la mano.
Io però mi sento come quando ha segnato Seedorf.

NBA All-Star Game 2021

Alla fine anche quest’anno l’NBA organizzerà l’All-Star game ed è una cosa che io personalmente avevo dato per scontato non avrebbero fatto. Un po’ perchè lo spirito dell’ASG è quello di una festa, che perde tantissimo se non ha spettatori, ma soprattutto perchè fermare l’NBA per una settimana mentre ci sono una montagna di partite da recuperare mi sembra davvero una mossa incomprensibile.
Oggi però ho visto il link delle votazioni e quindi mi sono fiondato ad esercitare le mie pick, come ogni anno.

E come ogni anno, facciamo anche una piccola spiega.
Partiamo da OVEST.
Sulle due guardie ho sentimenti piuttosto contrastanti. Doncic è fortissimo, davvero un giocatore pazzesco, ma in questo inizio di stagione sto vedendo cose di lui che non mi piacciono tanto. La prima è lo stato di forma con cui si è presentato ai blocchi di partenza, che tutt’ora mi pare rivedibile, la seconda è il record dei Mavs al momento (8-10 al momento in cui scrivo), abbastanza sotto le mie aspettative, e la terza, che è quella che pesa di più, è che si sta un po’ “barbizzando” nello stile di gioco e nella scelta dei tiri e questa non è una cosa che mi fa impazzire. E’ fortissimo e giovanissimo, speriamo evolva in un tipo di giocatore diverso. Discorso Morant invece meno “tecnico” e più di cuore: Memphis ha saltato metà delle partite causa COVID e della metà che ha giocato, lui è stato fuori praticamente sempre per infortunio. Ja Morant è però il mio giocatore preferito dell’NBA attuale, per tantissimi motivi, quindi lo voto come augurio perchè possa rientrare e spaccare tutto.
Andiamo alle ali. Mi è costato una fatica boia mettere in squadra Leonard, perchè mi sta davvero tanto sulle palle, tuttavia quest’anno sta mettendo insieme una qualità ed una quantità che sono impossibili da ignorare solo per antipatia e quindi un posto in squadra glielo si dà. Con lui metto sfodero le torri gemelle: Nikola Jokic e Rudy Gobert. Il primo, vabbeh, sta giocando una stagione surreale e sarebbe scandaloso prendesse meno del 100% dei voti. Il secondo invece lo porto dopo un ballottaggio con Ayton, voto simpatia, ma effettivamente un po’ regalato, e Wood, che a numeri meriterebbe in carrozza, ma è pur sempre Wood. Tra i due, la media perfetta è Gobert, che è un giocatore che non stona tra gli All-Star, sta comunque giocando un’ottima stagione e tutto sommato dopo la questione COVID dello scorso anno è stato massacrato pure troppo.
Passiamo a EST.
E’ vero, Washington sta facendo schifo oltre ogni ragionevole giustificazione e quindi un po’ mi secca mettere Beal in quintetto, ma lui sta giocando ad un livello che non è davvero possibile ignorare senza sentirsi almeno un po’ in colpa. Nella prima stesura era fuori, ma in questa finale ce l’ho rimesso ed è giusto così. Insieme a lui metto Brown perchè ha fatto un salto di qualità pazzesco e per quanto Boston sembri sempre un po’ troppo poco concreta come contender, anche alla luce dei risultati scorsi, forse sarà proprio lui a cambiare rotta ai Celtics 2021.
Reparto lunghi. Come sta giocando Sabonis? Cioè, seriamente, che stagione sta facendo Domantas Sabonis? Pazzesco, come è pazzesco anche questo inizio di stagione per Julione Randle, capace di portare una franchigia completamente senza senso ad un record quasi decente. Posto garantito ad entrambi quindi, con buona pace di KD che avrebbe tutto il diritto di rientrare nella selezione, ma sta nella squadra più odiosa della storia del gioco e deve scontarle tutte, ivi compreso il non vincere un cazzo. Gufare i Nets unica vera ragion d’essere di questa stagione NBA. Ultimo posto in quintetto quindi per Embiid, sia perchè sta giocando anche lui con una continuità notevole, sia perchè Phila è forse, tra le contender a est, quella che ha fatto vedere le cose migliori fino a qui e se lo ha fatto è soprattutto merito suo.
Quindi ecco, questi sono i miei quintetti e quest’anno non c’è stato troppo da pensarci su.
Adesso cerco di capire quando e se si gioca sta pagliacciata.

Il caso Suarez

Questa mattina mi sono divertito a scribacchiare questa cazzata sul caso Suarez e l’ho messa sui social. Poi mi sono ricordato di avere un blog e quindi mi pare giusto metterla anche qui. E’ una cosa davvero fatta solo per ridere, quella di Suarez è una vicenda che non mi interessa e non mi sposta, il calcio è ormai una delle mie ultime preoccupazioni e quello che penso della Juve l’avevo già scritto qui e vale oggi come allora.

Il caso Suarez
a fiction movie by Manq (da un’idea di Stefano Accorsi).

Prologo:
Il caso scoppia esattamente 12 ore dopo che la Juve molla il giocatore per firmare a sorpresa letteralmente il primo che passa.
Per la stampa: coincidenza incredibile.
Capitolo 1:
Si evince immediatamente che siamo di fronte ad una porcheria enorme che può essere pensata solo da qualcuno molto stupido o che si sente davvero intoccabile.
Per la stampa: tutto nasce da Suarez, colto improvvisamente dall’Italian Dream. Juve parte lesa.
Capitolo 2:
E’ palesemente tutta farina dell’Università di Perugia e del giocatore e sarebbe meglio smettere di fare domande ed indagare, ma ormai non si può e tocca andare a fondo.
Per la stampa: Juve tranquilla.
Capitolo 3:
Escono le prime intercettazioni (ma che cazzo), saltano fuori nomi del tutto impronosticabili. Per lo sconcerto di tutti, quelle che sembravano solo fortuite coincidenze si dimostrano invece nessi causali.
Per la stampa: bisogna indagare, ma GARANTISMO.
Capitolo 4 (da qui SPOILER):
Diventa impossibile non vedere il mandante della faccenda, la Juve, che per quanto mossa da ovvie motivazioni encomiabili ha superficialmente fatto un illecito.
Per la stampa: la burocrazia che blocca lo sport italiano – a case study.
Capitolo 5:
Niente, son colpevoli e non si può fare a meno di punirli in qualche modo. Ci si prova eh, grandi discussioni e giri di valzer, ma alla fine tocca cedere.
PENALIZZAZIONE DI X PUNTI IN CLASSIFICA.
Per la stampa: La Juve paga per tutti, giustizia ad orologeria.
Capitolo 6:
L’armata del Maestro Pirlo, che in campionato ha forse una sola rivale credibile, macina punti e vittorie senza fatica mentre le avversarie fanno un percorso normale e perdono qualche punto.
Per la stampa: Juve più forte di tutto.
Capitolo 7:
Negli scontri diretti la Juve vince. C’è qualche caso da moviola dubbio, ma ehi, smettiamola di dare addosso alla Juve che già è penalizzata. L’inter viene derubata con Parma, Spezia e Crotone. La Juve è avanti.
Per la stampa: MIRACOLO BIANCONERO.
Gran finale:
La Juve vince il decimo scudetto consecutivo SUL CAMPO. Tifosi in delirio. Più forti di tutto e tutti. Campioni nonostante le vostre macchinazioni meschine. Guido Rossi. Maalox.
Per la stampa: lo scudetto EPICO contro le avversità. Il più bello di tutti.

Kobe

Addio Kobe.
Vivere la tua epoca è stato un lusso.

NBA All-Star Game 2020

Anche quest’anno inauguriamo i post sul blog con le votazioni per l’All-Star Game NBA. Giochino divertente per una manifestazione irritante e senza senso, come ogni anno, e bla bla bla.
Solite cose dai, non sto a ripeterle anche quest’anno.
Vi sparo i quintetti, come sempre mix di simpatia e valore oggettivo. Poi, sotto, la spiega.

EAST:
GRAHAM: Partiamo subito con la quota Charlotte. E’ questione di tifo, ma se non stiamo facendo l’indegna figura che avevo pronosticato ad inizio stagione (ben lontana dal 13-21 che attualmente ci piazza al nono posto ad est) è soprattutto merito del signorino qui, che a tratti mi ha fatto pensare a Kemba come qualcosa di effettivamente non necessario. Tipo Rozier.
BROGDON: Su questo signore ci ho scommesso per Dunkest e devo dire di averci azzeccato. E’ buono, sta facendo bene ed è finito in un contesto secondo me interessante. Indiana squadra preferita ad Est e col rientro di Oladipo spero possa dare fastidio a qualcuno di ben più accreditato.
HAYWARD: Impossibile non votarlo. Una calamita per le calamità (cit.) che però ha fatto vedere di essere tornato il giocatore che pensavo non sarebbe più stato. Boston vola e spero per lui la stagione abbia già bussato abbastanza con la sfiga. Daje Gordon.
ANTETOKOUNMPO: Va beh dai, come fai a non votarlo.
ADEBAYO: Miami sorpresissima ad est, almeno per me, e gran parte del merito è suo. Sta facendo cose pazzesche, ma soprattutto mi permette di dare credito alla squadra senza dover votare l’odiosissimo Butler.

WEST:
DONCIC: Che meraviglia (autocit.). No dai, seriamente, la cosa più bella dell’NBA attuale.
HARDEN: Magari non vincerà mai niente (più che probabile), ma non me la sento proprio di lasciar fuori uno che ne mette 38 di media. TRENTOTTO. Cioè, non scherziamo.
JAMES: Per quel che mi riguarda sta facendo una stagione pazzesca, nonostante i 35 anni. In posizione di guardia, se sta bene fisicamente, è semplicemente illegale.
LEONARD: Volevo segarlo perchè la mossa fatta in estate, secondo me, è una porcheria epica, di quelle che fanno male alla lega. Però la realtà è che al momento penso sia il più grande vincente in NBA.
HOLMES: Giocatore simpatia di questa stagione. Ritrovatosi con minuti per pura circostanza, si è guadagnato un posto da titolare con tanta energia, sacrificio e intensità difensiva. Gli voglio davvero tantissimo bene.