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Me vs. Joseph. Again.

Ennò, cazzo.
Così non va.
Sta sera il mio capo mi ha accennato questa cosa e appena sono giunto a casa, non ho potuto evitare di leggermi l’articolo.
Proverò per una volta ad evitare di fare il mio classico (ed ormai famigerato) discorso in cui annovero episodi come questo tra le prove dell’inesistenza o tutalpiù del totale menefreghismo di Dio.
Mi limito a fare qualche breve ragionamento terra terra.
Per quanto il nostro paese sia vergognoso io non credo si corra il rischio di vedere modificare le leggi in questione. Non è capitato con l’aborto e non sarebbe capitato nemmeno con la procreazione assistita se in tempi non sospetti si fosse legiferato in maniera intelligente. L’Italiano medio di certe cose non si interessa e se non viene adeguatamente strumentalizzato difficilmente si esprime in merito.
Essendo la classe politica ricolma unicamente di italiani medi il discorso vale anche e soprattutto per loro.
Questo però non risolve il problema perchè in Italia esiste l’obbiezione di coscienza.
E allora cosa accadrebbe se tra i rianimatori-anestesisti iniziasse a prendere piede l’usanza di rifiutarsi di dichiarare il decesso in caso di morte cerebrale?
Lo scenario che si dipinge ai miei occhi non è bellissimo, ma non lo descriverò perchè può essere che io sia il solito pessimista.
In testa al momento mi girano tutti i continui slanci di fondamentalismo etico di cui quotidianamente mi ritrovo spettatore.
I miei preferiti sono gli appartenenti al club: “Io ho la malattia di Welby e voglio vivere!”.
Premettendo che sono felice per loro, seriamente, perchè se mai dovesse capitarmi di trovarmi in quella situazione vorrei avere la loro forza d’animo, forse non è chiaro che l’idea non è quella di mandare in giro una squadra di killer ad ammazzare chiunque sia ridotto a un vegetale dalla malattia.
L’idea è semplicemente quella di lasciare la scelta a chi non vuole più continuare ad essere costretto a vivere, di smettere di farlo.
Il concetto tuttavia non passa.
A quanto pare Dio può lasciare il libero arbitrio all’uomo, ma l’uomo non riesce a fare altrettanto con se stesso.

7 commenti su “Me vs. Joseph. Again.”

  1. Ah Beppe, non sai quanto sono d’accordo con te. Cazzo merda, è incredibile quanto la gente voglia farsi i cazzi degli altri, fino al punto di sindacare pure se uno ha o non ha il diritto di disporre della propria vita. Aspetto che mettano Dio come senatore a vita, presto.

  2. L’articolo ha colpito anche me; però dai, a quanto ho letto non sembra che ci sia il rischio di vedere davvero gli scenari che hai immaginato: il vaticano ha subito specificato che quest’idea è stata scritta in un editoriale giornalistico e che si tratta quindi del parere di una persona, non di una nuova dottrina della chiesa.

  3. Sfondi una porta che ho sempre lasciato aperta e così resterà.
    Certo, Robi ha ragione dicendo che in fondo è il parere di una persona sola e che tale parere non riguardi il Vaticano.
    Probabilmente tale individuo si esprime in quel modo perchè cerebralmente morto, quindi il suo punto di vista è comprensibile.
    Ciò che mi preoccupa è che oggi spesso si sente parlare della Chiesa che si dissocia da questo o da quello, vedi l’accapigliamento riguardo a Famiglia Cristiana di poco tempo fa.
    Se addirittura la Chiesa deve dissociarsi da alcuni suoi sostenitori, apparendo in tal modo ‘moderata’, vuol dire che il mondo in torno a noi sta andando a scatafascio.

  4. Visto che E. ha tirato in ballo la questione del dissociarsi, faccio un commento che mi è caro da un po’ e che sottopongo soprattutto a Robi.
    Mi sono sempre chiesto, e ho spesso chiesto a chi è più inserito di me nell’ambiente ecclesiastico, perchè la chiesa non prendesse le distanze da certi individui che in suo nome sparavano le peggio assurdità.
    Mi riferisco, chessò, a quando Prosperini ha dichiarato in qualità di “paladino della cristianità” di voler “garrottare gli omosessuali”. O quando Borghezio, in qualità di “tutore delle radici cristiane di questo paese” voleva andare a prendere “a calci in culo” gli Imam di Milano. O quando Fini, Casini Berlusconi, tutti e tre divorziatissimi, sono scesi in piazza per tutelare “la sacralità del matrimonio”. E gli esempi potrebbero continuare con episodi anche più gravi.
    Quando mi chiedevo perchè la Chiesa non si prendesse mai, e dico MAI, la briga di dire che quelle persone parlavano a a titolo personale e non in nome suo, Robi ed altri mi rispondevano che non è compito della chiesa stare a smentire queste cose.
    Credo ci siano anche delle discussioni lunghe e violente su questo stesso blog.
    Eppure quando Famiglia Cristiana si è permessa di far notare che il governo attuale sta gestendo l’Italia come fosse un regime, il Vaticano si è subito preoccupato di smentire e di dire che Famiglia Cristiana non parla a nome della Chiesa.
    Allora il dubbio che mi viene è che il Vaticano non smentisce quando a parlare è gente che gli fa comodo. Il Papa non può spronare all’intolleranza verso mussulmani, gay, divorziati e comunisti, però apprezza quando altri utilizzano il suo nome e Gesù per farlo, perchè portano acqua al suo mulino senza far sì che lui si sporchi le mani.
    Pura politica.
    Alla faccia di chi dice che la Chiesa non fa ingerenza.
    Preferivo paradossalmente quando, in maniera meno subdola, dal pulpito si gridava che chi vota comunista non va in paradiso.

  5. Bah, la differenza è che Famiglia Cristiana ha una valenza politica inferiore rispetto all’Osservatore Romano, come portavoce della Chiesa.
    E’ ovvio che un editoriale pubblicato sull’OR non cambia il dogma, ma fa ciò che nell’attuale mondo, in cui la gente è … diciamo così … “informata”, va fatto PRIMA di cambiare il dogma: buttarla lì, per preparare il campo.

    In fondo hanno ragione, non si può approvare la morte cerebrale e i trapianti, e allo stesso tempo condannare l’eutanasia. Ci saranno sempre casi limite che creano polemiche, con il risultato di gettare ombra sulla posizione della Chiesa che appare sempre intransigente. Meglio fare un passo indietro ed essere più rigidi ma cancellando ogni ambiguità, in modo da non doversi difendere cercando pateticamente argomenti scientifici a sostegno delle proprie insostenibili tesi, ma piuttosto tirar fuori un testo, indicare un paragrafo e dire “cosa posso farci, è scritto qui…”.
    Ma per arrivarci, prima, bisogna convincere la gente che quella sia la direzione giusta. E prima di convincere bisogna abituare.

    E’ il principio del Gabibbo: all’inizio la gente guardava un programma NONOSTANTE il Gabibbo. Ora, dopo 25 anni di Mediaset, la gente guarda un programma PERCHE’ c’è il Gabibbo.
    Questione di abitudine.

  6. Mah, non nego che purtroppo ci possono essere motivi di comodo per il fatto che la chiesa non prenda sempre le distanze da certe dichiarazioni. Però credo anche che ci sia differenza tra un affermazione fatta da prosperini o altri rispetto ad una fatta da famiglia cristiana o l’osservatore romano. La differenza sta nel fatto che se una cosa la scrivono questi giornali, alla maggior parte della gente può sembrare che quella cosa la affermi la chiesa stessa, perchè si tratta di giornali che hanno a che fare con gli ambienti ecclesiastici. Cosa che non accade per le dichiarazioni di borghezio o altri. Potrebbe essere anche questo il motivo di questa maggiore attenzione verso quelle testate…
    Per il resto concordo abbastanza con il tuo ragionamento sul libero arbitrio. Anch’io trovo giusto che uno sia libero di gestire la propria vita come crede (sul caso welby non ero del tutto d’accordo con la posizione ufficiale della chiesa), ma credo non debba poter scegliere per altri, e in genere le discussioni nascono dal non essere d’accordo su quali libertà comportino in realtà uno scegliere per qualcun altro.
    Sui tizi che citavi (ho la malattia di welby ecc…): non so quali siano i loro scopi perchè probabilmente ho meno occasioni di te (credo) di averci a che fare, però trovo positivo che passi un messaggio del tipo “anche in queste condizioni la vita è vita.

  7. Questo è molto più grave: “La Regione Lombardia ha ufficialmente risposto alla lettera che il legale di Beppino Englaro, padre di Eluana, le aveva inviato per chiedere l’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione forzata. Si è infatti saputo oggi che il direttore generale della Sanità della Regione Lombardia, Carlo Lucchina, ha risposto negativamente: secondo il dirigente, il personale sanitario non è tenuto a sospendere l’idratazione e l’alimentazione artificiale del paziente, perché in tal modo verrebbe meno ai propri obblighi professionali.”

    MOLTO più grave.

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