Che pizza!

Mia moglie è in fissa per i lievitati.
Più che cucinare in generale, a lei piace impastare e cimentarsi in tutti quei prodotti che spaziano tra panificazione e pasticceria, con decisa predilezione per pizze e focacce.
In casa nostra si faceva il pane da ben prima del lockdown, per dire, e con l’isolamento ormai ci mancano giusto un paio di animali da pascolo in giardino per autoproclamarci agriturismo.
Per il dottorato, come colleghi, le avevamo regalato la Macchina del Pane, qualche anno dopo io le ho regalato anche la Planetaria. Di suo, lei si spara viaggi assurdi dentro blog di cucina degni del deep web in cui capita che ad Agosto qualcuno chieda indicazioni su come fare un Pandoro (#TrueStory), ma si applica e regala spesso grandissime soddisfazioni.
A Natale quindi ho deciso di fare un ulteriore investimento al fine di stimolare la crescita di questa passione, regalandole un forno da pizza.

Nelle community di BBQ che ultimamente frequento io ha iniziato a circolare questa passione parallela per i fornetti della Ooni e così ho deciso di fare una ricerchina e prenderne uno.
Delle tante versioni disponibili (gas, elettrico, legna e pellet) io ho scelto l’ultima perchè, nella mia testa, il forno da pizza deve essere a legna, ma la legna vera è più sbattimento da gestire e la soluzione a pellet mi intrigava. Oltretutto il pellet pare essere anche l’ultima frontiera in ambito grill, quindi era un modo per avvicinarmi alla questione.
Il nostro nuovo fornetto del cuore si chiama “Fyra“, quindi, e lo abbiamo testato ieri sera.
Prima cosa da dire è che il prodottino è molto curato: materiale che dà l’idea di essere solido e ben pensato per un prezzo* che a me pare abbastanza onesto. Si monta in 30 secondi, ma per procedere alla prima infornata è necessario munirsi di “accessori”.
1) Il pellet. Grazie al cazzo, direte voi, però meglio precisarlo. Un sacco da 3Kg di pellet Ooni costa poco meno di 10 euro all’Agribrianza di Concorezzo, che è tipo il Peck dell’outdoor. Per iniziare io ho preso quello, ma se ne trovano anche di più economici adatti allo scopo, proprio perchè il mondo BBQ ormai è pellet dipendente.
2) Una pala per pizza. In questo caso quelle Ooni sono davvero fuori dalla grazia di Dio in termini di prezzo. Noi ne avevamo in casa una in legno e abbiamo usato quella senza problemi.
3) Un termometro a pistola di quelli ad infrarossi. So che state pensando: “E chi non ce l’ha, nel 2020?”, ma quello che vi serve deve avere un range che arrivi oltre i 500°C, quindi immagino che il Chicco preso per mandare i figli all’asilo non faccia al caso vostro. Se ne trovano comunque online a cifre ultra ragionevoli e se avete speso quasi 300* euro per un fornetto hobby non credo il problema sia il costo del termometro. Io ho preso questo completamente a caso su Amazon.
Ottenute queste tre cose, nulla vi separa più dalla vostra smania da pizzaioli.

La domanda ora è una sola: funziona bene?
La risposta breve che posso dare, dopo un singolo utilizzo, è un sì convinto, ma essendo un blog provo ad argomentarne una più dettagliata.
La caratteristica chiave di questi forni rispetto ad altre soluzioni, da quanto ho capito studiacchiando in giro, è che sono veloci e devo dire che da parte mia è una caratteristica che confermo.
All’acquisto mi parlavano di 15′ per mandare il forno in temperatura e circa 90″ per cuocere una pizza. Noi, orologio alla mano, l’abbiamo portato a 500°C in 25 minuti circa, ma forse ha inciso il fatto che l’ambiente in cui lo stavamo facendo andare preparava la bufera di neve che se siete di Milano state vedendo fuori dalla finestra. Per me comunque anche 20/25 minuti di setup è un tempo accettabile, considerato che tutto quel che devi fare è accendere il pellet e aspettare e farsi una pizza non è proprio una cosa che decidi all’ultimo secondo dovendo preparare impasto e condimenti.
Sul tempo di cottura invece è necessario fare qualche precisazione. La prima pizza è cotta perfettamente in 90″, la seconda pure. Poi il forno ha iniziato a scendere di temperatura e di conseguenza i tempi si sono allungati. Il motivo, secondo noi, è legato al fatto che il forno va a palla quando ha lo sportello chiuso, ma perde potenza abbastanza rapidamente con lo sportello aperto. Il punto è che la cottura va fatta con lo sportello aperto, da indicazioni, e crediamo sia perchè se lo si chiude il forno torna a cannone in un secondo e brucia la pizza.
Di conseguenza, ad una prima prova, l’idea che si siamo fatti è che forse conviene fare dei round di cottura intervallati da periodi di innalzamento temperatura, soprattutto se come noi non siete proprio lestissimi nello sfornare una pizza ed infornare la successiva.
Spannometricamente: se devi fare tre pizze, falle in fila e amen. Se ne vuoi fare sei, io forse le farei due alla volta, intervallando 5 o 10 minuti a porta chiusa. Secondo me è anche una cosa carina per chi fa le pizze, che non deve stare al forno mentre gli altri mangiano, e aumenta la convivialità: metti le prime due in mezzo, ognuno prende una fetta, e mentre si mangia il forno ricarica. Poi magari continuando ad usarlo capiremo come ottimizzare il tutto, ma il punto è che due perfetti neofiti della pizza al forno a legna come me e la Polly ieri sera hanno sfornato 7 pizze in un’ora scarsa, cappellandone irrimediabilmente solo una.
Ottimo risultato.

Ok, ma com’era la pizza?
Pazzesca, da pizzeria. Croccante, ben cotta, non bruciata. Per essere un primo tentativo, ben oltre le aspettative. Ora, Paola probabilmente non è Sorbillo, ma un minimo di lievitati è pratica e se me lo chiedete sulla resa finale penso conti molto più la qualità dell’impasto che non la resa del forno. Per sommi capi: impasto buono salva una cottura del cazzo, una cottura perfetta non credo salvi un impasto del cazzo. Lei ieri ha usato questa formula qui, conoscendola non credo pescando a caso dal mazzo. Ne proveremo probabilmente altre, ma davvero la combo impasto+forno, per essere un pilota, ha dato risultati importanti. Abbiamo provato diverse combo (con e senza pomodoro, con e senza mozzarella, più o meno farcite) e l’unica sbagliatissima è stata quella coi pomodorini crudi, credo però più per via del forno sceso troppo di temperatura.

Altro da aggiungere?
Mah, forse i consumi. Sul manuale dice che con 150g di pellet tiene 15 minuti di cottura, ma di fatto noi ne abbiamo usato circa il doppio. Anche quello credo sia ottimizzabile, ma diciamo che abbiamo cotto 6 pizze con un euro di pellet. Se sia tanto o poco non lo so, ma diciamo che si torna all’idea di spendere 300* euro per farsi la pizza in casa.

Questa è una foto che ho provato a fare nel forno durante una delle cotture. Fa schifo, ma già non sono Toscani di mio, immaginatevi dovendo fotografare dentro ad un coso che sta a 500°C. 

* Ooni Fyra io l’ho pagato 279,00 euro a Settembre nella stessa Agribrianza di cui dicevo sopra (avevo paura del secondo lockdown e ho preso un regalo di Natale a Settembre, sì.).
Sul sito, oggi, lo vedo a 259,00.
Come dicevo prima, per me li vale.

DISCLAIMER: Non credo si possa anche solo ipotizzare che qualcuno mi dia dei soldi per parlare di prodotti, ma lo specifico in ogni caso: tutto quello che ho scritto è solo per iniziativa personale.
Detto questo, se voleste pagarmi per farlo, sono qui.

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