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2025

Sanremo 2025

Ed eccoci qui, cari amici telespettatori, al consueto appuntamento con il listone dei pezzi di Sanremo, ascoltati una volta e valutati in presa diretta dal sottoscritto.
Quest’anno si esce un giorno prima perchè mi pare di capire abbiano già suonato tutti nella serata di apertura e quindi i servizi di streaming dovrebbero già avere disponibile la maxi playlist con tutti i TRENTATRE (vi odio) pezzi in gara. Che diventano 34 se consideriamo pure Emis Killa, autoeliminatosi per questioni che riescono ad interessarmi meno della sua musica.
Le “regole” sono sempre quelle: ascolto il pezzo nella sua versione radio edit, quindi senza considerare la performance artistica sul palco dell’Ariston, e scrivo come mi sembra in presa diretta, con il consueto occhio di riguardo per La Canzone di Sanremo™ (da qui CdS™). La CdS™ è un archetipo che non ha senso di esistere mai, ma che nel contesto del Festival trova la sua collocazione naturale. Potrei provare a spiegarvi in cosa consiste, ma sarebbe più noioso delle canzoni stesse e quindi mi limito a puntare il dito quando la riconosco in scaletta.
Trentaquattro canzoni, io non so perchè mi sottopongo a questa mattanza ogni anno.
Partiamo dai.

Giorgia – LA CURA PER ME
Si parte fortissimo, subito CdS™ e subito titolo in CAPSLOCK perchè, come al mare quando l’acqua è fredda, tuffarsi e provare tutto il dolore insieme è il modo migliore per togliersi il pensiero. Ai 2 minuti entra una drum machine che fa riderissimo. E’ un pezzo che tra una settimana non si ascoltano più manco i parenti stretti di Giorgia e infatti mi dicono che è nella top 5 provvisoria.

Elodie – Dimenticarsi alle 7
La Beyoncé di Quartaccio tenta per l’ennesima volta di mascherare da hit una CdS™ che senza tutte la sovrastrutture portate dai cento autori e produttori coinvolti nel progetto sarebbe un pezzo brutto di Michele Zarrillo. Non credo ci sia riuscita.

Olly – Balorda nostalgia
Anche quest’anno purtroppo Olly non è quello degli Shandon. Terza CdS™  su tre pezzi, vuoi vedere che quella del 2025 è davvero un’edizione reazionaria?

Rose Villain – fuorilegge
Tutto minuscolo, che ribelle. Non ci credo, anche lei con la CdS™. Ma che cazzo succede? Ah, però è nella versione twenties, quella che nel ritornello butta dentro una roba a caso tipo APNEA o TUTA GOLD, che però in confronto sono capisaldi della musica Italiana.

Achille Lauro – Incoscienti Giovani
Sto volando, cinque CdS™ su cinque pezzi manco con Pippo Baudo. Questa super tradizionale però e, ti dirò, MEGLIO. Se devi fare la porcata a sto punto falla tutta, dritta, senza compromessi. Un pezzo di Venditti e VAFFANCULO A TUTTI. Il sax???? Santoddio Achille ha fatto all-in.

Francesca Michielin – Fango in Paradiso
Non so più cosa scrivere. Un’altra CdS™, anche questa ultraclassica e ultratradizionale. La Franci per me gioca un altro sport rispetto alle pari ruolo, ma era ampiamente lecito aspettarsi qualcosa di meglio dai. La chiusa del pezzo però funziona.

Fedez – BATTITO
Lo possiamo detestare eh, ma a conti fatti è il primo fin qui a portare qualcosa di diverso dalla massa. Qualcosa di brutto, ok, ma non è che potessimo aspettarci Imagine.

Tony Effe – DAMME ‘NA MANO
Ma vaffanculo. Questo si presenta biascicando su un jingle da pubblicità del Pampero e ne esce un pezzo più interessante di quasi tutti i precedenti.

Gaia – CHIAMO IO CHIAMI TU
Doveva succedere, doveva arrivare un pezzo orrendo che mi portasse, per un secondo, a rimpiangere le CdS™. Chiamo io chiami tu ma chi ti si incula.

Irama – Lentamente
Me lo merito, è colpa mia. Ho vacillato un secondo per colpa di Gaia e adesso mi becco una CdS™ nei denti. Per il resto continuo a pensare che Irama ambisca ad essere il Massimo Ranieri di una generazione che non ha mai manifestato l’esigenza di avere il proprio Massimo Ranieri. Però forse, forse, tra i pezzi che ho sentito in vita mia di Irama questo è il migliore.

Clara – FEBBRE
“Io nemmeno mi piaccio”. Ma vai a cagare.

Bresh – la tana del granchio
Se c’è una sottocategoria particolarmente odiosa delle CdS™ è quella con le pose da CANTAUTORATO. Cioè questo ambisce ad essere Ultimo, l’iperuranio della sfiga.

Brunori Sas – L’albero delle noci
ChatGPT scrivimi un pezzo di De Gregori.

Shablo – La Mia Parola (feat. Guè, Joshua & Tormento)
2025 l’anno in cui mi tocca apprezzare Gué. Per me grande sì, schiena drittissima e testa alta.

Joan Thiele – Eco
Non ho la minima idea di chi sia, quindi la cerco su Google. Niente, non è roba che mi piace e suona ultra già sentita, ma non è qualcosa che mi faccia particolarmente incazzare.

Rkomi – il ritmo delle cose
Lo sforzo maggiore che posso fare è non scrivere un insulto invertendo le sillabe, non chiedetemi altro.

Coma_Cose – CUORICINI
Io ho un rapporto altalenante coi Coma_Cose perchè alcune cose loro mi sono piaciute, ma non potrò mai perdonargli “Se la piogga fosse transitiva, io ti temporalo”. Questa CUORICINI (in capslock ad uso irritarmi) è un omaggio ai Ricchi e Poveri e, voglio dire, chi sono io per non apprezzare un omaggio ai Ricchi e Poveri?

Lucio Corsi – Volevo essere un duro
Ma sì dai, premio Tananai 2025.

The Kolors – TU CON CHI FAI L’AMORE
Io lo capisco che con Italodisco avete pescato il jolly della vita, ma non è che adesso dovete diventare una tassa da pagare ogni anno. E poi, ve lo ripeto, il cowbell per entrare nel ritornello era la chiave, sostituirlo con altri suoni NON PAGA.

Noemi – Se t’innamori muori
Ritorniamo in pista dai, una CdS™ Noemiana interscambiabile con le altre portate a Sanremo negli anni precedenti e che, se Dio vuole, nessuno si ricorda.

Francesco Gabbani – Viva la vita
Tu quoque Gabbani? Ma che è sta lagna ciellina da Pinguini Tattici Nucleari?

Rocco Hunt – MILLE VOLTE ANCORA
Tolto Speranza non credo di aver mai apprezzato un pezzo in napoletano nella mia vita. Rocco Hunt non ha invertito questo trend.

Simone Cristicchi – Quando sarai piccola
Eh va beh, allora strappami il cuore e buttalo nell’umido già che ci sei. Che botta questa CdS™.

Sarah Toscano – Amarcord
Ho questa teoria. Trattandosi di uno spettacolo televisivo che finisce alle 2 di notte e visto soprattutto da anziani, ogni tot devono infilare un pezzo che svegli i vecchi sul divano. Sperando nessuno infarti per lo spavento.

Willie Peyote – Grazie ma no grazie
Questo immagino faccia il suo, dignitosamente. Io non lo seguo e non sono arrivato in fondo al pezzo con la voglia di cambiare idea.

Serena Brancale – ANEMA E CORE
Pareva strano che Angelina Mango non avesse creato anche lei i suoi mostri. E infatti.

Modà – Non ti dimentico
Se fino a qui non fosse ancora chiaro cosa sia la CdS™, è esattamente questa cosa qui. In tutta la sua disgrazia.

Massimo Ranieri – Tra le mani un cuore
Un po’ troppo controllato e trattenuto per il suo ruolo di baluardo dello screamo Sanremese.

Marcella Bella – Pelle diamante
In effetti ancora la quota “Anziani con la cassa dritta” non l’avevamo coperta. Da un lato ho sempre la sensazione di assistere ad una circonvenzione di incapace, dall’altra fa sicuramente bene Marcella Bella a sbattersene di diventare un meme e godersi una vampata di pseudo rilevanza mediatica.

SETTEMBRE – VERTEBRE
Ho già 30 canzoni sul groppone, troppe per capire chi sia sto tizio che ha sentito la necessità di mettere un +1 alla lista delle CdS™ superflue.

Vale LP e Lil Jolie – Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore
Sta diventando un calvario arrivare alla fine della lista.

Alex Wyse – Rockstar
“AHHHH CHE MALE FAAAAAAA” Non lo dire a me che devo sentirmi il tuo pezzo, zio.

Maria Tomba – Goodbye (voglio good vibes)
E alla fine, anche quest’anno, abbiamo toccato il fondo.

Prima di chiudere però tocca dare spazio anche alla bonus track, di cui mi ero annotato il commento dieci giorni fa, all’uscita:

Emis Killa – Demoni
Questa la sto sentendo all’uscita, diversi giorni prima dell’uscita degli altri pezzi, quindi non saprei metterla in relazione al resto. E niente, EK aveva deciso di andare a Sanremo con un pezzo di Lazza. Non essendoci andato, non sapremo mai come verrebbe recepita la musica di Lazza portata da uno che non è il genio musicista generazionale che mi dite essere Lazza.


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20 anni

Me lo ricordo, ero tipo in ufficio. Facevo ancora l’università, ma avevo questo lavoretto pagato pochissimo ed era una mattinata in cui cercavo disperatamente un modo per arrivare a fine turno. Così ho pensato di aprire un blog.
Non avevo idea di cosa fossero, i blog, ma avrei scoperto da lì a poco che erano una cosa figa. Non il mio, magari, ma in generale sì.
Piano piano ho riversato su queste pagine una tonnellata di roba, in uno spettro che va dall’autoanalisi alla critica, passando per la cronaca di una vita come miliardi di altre. Le statistiche mi dicono che ci ho scritto sopra 1262 post (presente incluso), anche se in realtà sono 1263 considerando quello scritto per salutare blogger.com al passaggio al mio dominio personale e a wordpress. L’unico post che non avevo trasferito, volendolo lasciare solo su quella piattaforma in forma di rispetto e riconoscenza. E’ ancora online, non ne avevo idea.
Di tutti i blog che leggevo quando ho iniziato ne sono rimasti in attività pochissimi. Qualcuno si è trasformato in qualcosa di diverso, uno o due sono rimasti in trincea come il sottoscritto, ma la maggior parte è scomparsa. Forse sono stati i social media, forse le vite degli autori diventate troppo piene per un impegno così, non lo so.
A costo di interpretare la parte del vecchio nostalgico, era bello accendere il PC e avere qualche pagina da leggere che raccontasse qualcosa di bello. Magari non interessante, magari non rilevante, ma bello. Ah, signora mia.

Oggi, 21 gennaio 2025, il blog di Manq compie 20 anni.
Una vita.
Un percorso in cui ci sono stati tantissimi cambiamenti: nel mio modo di vivere, di scrivere, di pensare e di relazionarmi al mondo. Tantissime evoluzioni di cui queste pagine hanno tenuto il conto, puntualmente, al netto dei tantissimi momenti di stanca. Ci ho pensato diverse volte, a chiudere, ma mi sono sempre detto: “Perchè?”. Il vantaggio del non avere un seguito è che non ci sono aspettative da disattendere. Chiudere mi toglierebbe solo la possibilità di tornare qui, quando ne avessi necessità, e scrivere. Fosse anche una volta sola, perchè privarsene?
Ho scritto quasi sempre e solo per me, per l’esigenza di mettere in fila i pensieri, ma quasi ogni volta ho sperato a qualcuno potesse interessare ciò che ne usciva.
Forse è anche successo di tanto in tanto (mi piace pensarlo), ma non credo di essere disposto a sopportare l’indifferenza verso la fine di una cosa che per me ha significato così tanto.

E allora, buon compleanno blog.


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La serie su Mussolini

Ci sono un po’ di riflessioni che mi stanno girando per la testa riguardo la serie “M. il figlio del secolo”, di cui si parla così tanto in giro che è diventato impossibile non farcisi un’opinione.
La mia era anche piuttosto semplice: non mi interessa.
Il fascismo è un argomento che ho studiato a scuola e di cui so tutto quello che credo di aver bisogno di sapere. Se mi interessasse approfondirlo, penso che partirei dai libri di storia. Non è un argomento di cui apprezzo particolarmente la spettacolarizzazione, quale che sia il tiro con cui viene fatta, ma penso si tratti semplicemente di gusto personale. La storia è costellata di tantissime tragedie che non ho minimamente problemi vengano romanzate sullo schermo. Di alcune ho conoscenza storica e riesco a vedere il confine della fiction, per altre meno e mi serve approfondire in un secondo momento, di altre ancora mi frega talmente poco che prendo tutto per finto e ‘sti cazzi.
Col fascismo, con la figura storica di Mussolini in particolare, non ce la faccio. Per quanto venga riproposta come grottesca o caricaturale, faccio tantissima fatica a sopportarla e digerisco malissimo qualsiasi prodotto la contempli. Problema mio eh, che si risolve facilmente non guardando roba come Sono Tornato o, appunto, M. Il figlio del secolo.
Quello che invece penso sia un po’ meno un problema mio è che negli ultimi cento anni i confini ben marcati di una storia infame si siano via via sbiaditi, che con l’alibi del “Eh, ma la storia la scrivono i vincitori” si siano aperte le porte del vale tutto e che oggi, di fatto, sia possibile avere del fascismo un’opinione diversa dal disgusto, partendo dal cherry picking del “anche cose buone” fino alle più sfrontate rivendicazioni di appartenenza. Spesso, ironicamente, presentate come qualcosa di impopolare e coraggioso anche se sbraitate da cariche istituzionali che guidano il Paese forti di un largo consenso popolare.
Ora, io non penso che la serie su Mussolini abbia minimamente a che fare con questo problema, nè che possa in alcun modo spostare qual si voglia pedina in questo scacchiere. Però mi sembra di venir preso un po’ per scemo quando mi si vuol far credere che mettere in piedi un’opera del genere possa avere qual si voglia attinenza con l’antifascismo. E’ una serie TV, uno spettacolo, intrattenimento. Dargli qualsiasi ruolo o peso pedagogico è sempre e comunque sbagliato.
Qui, quindi, parto con mie personalissime dietrologie che, a pelle, mi fanno percepire una certa disonestà intellettuale attorno al prodotto. Io non ho (a grandissime linee) niente contro il fatto che una serie sul duce oggi giochi a cavalcare/monetizzare un fenomeno allarmante, mi dà più fastidio se chi lo fa finge di non saperlo. E non mi riferisco alle interviste di Marinelli, che meritano un discorso a parte, ma proprio a tutto il dibattito che gira attorno alla promozione della serie da parte degli addetti ai lavori.
Una serie che, oltretutto, da quanto leggo presenta un Mussolini che nel suo essere grottesco presta tantissimo il fianco alla libera interpretazione di dove finisca la storia ed inizi la finzione. Non so, mi ricorda un po’ quel fenomeno di anni fa su twitter (rip) in cui gente che si credeva particolarmente acuta metteva in giro fake news agghindate a meme allo scopo di ridere di quelli che abboccavano. Boh, non mi è mai sembrata la giusta strategia comunicativa, ci vedo più un tentativo di autoproclamarsi intelligenti.
Ecco, secondo me una domanda in testa uno dovrebbe porsela prima di dare anche solo uno spiraglio alla misinterpretazione di Benito Mussolini.

Dicevo di Marinelli e delle sue interviste. Non metto link, ce ne sono mille perchè la promozione della serie è davvero una roba molto grossa e le domande che gli vengono fatte sono più o meno sempre quelle (e poi non credo esista un singolo lettore di questo blog  che abbia mai, anche per sbaglio, cliccato su uno dei link.).
Tra i temi ricorrenti c’è il suo rimarcare con ossessione l’essere antifascista e quindi la difficoltà di interpretare un personaggio per cui lui ha un giudizio netto e negativo, ma che si è trovato costretto a sospendere per tutto il tempo della recitazione come richiede il mestiere dell’attore. Non metto le virgolette perchè sto parafrasando a memoria, ma credo di essere stato piuttosto accurato nella riproposizione.
Acting is not endorsement.
Non lo so, ma io ammattisco attorno a sto concetto e credo di averlo già dimostrato.
Sei un attore, interpreti personaggi che possono essere negativi. Ci sta. Sei bravo perchè riesci a farli senza essere come loro. Rimarcarlo nello specifico per questa interpretazione fa parte del discorso di cui sopra, ovvero il cavalcare un fenomeno, alimentare un dibattito “divisivo” (cristoddio) ed è evidentemente solo ed esclusivamente marketing. Per quanto per me una serie così non dovrebbe esistere, non ho nulla nei confronti di chi la guarda, di chi l’ha fatta e di chi ci recita. Sono anche abbastanza sicuro, leggendo i nomi che l’hanno tirata in piedi, che sia un ottimo prodotto. Per favore però risparmiatemi le minchiate che buttano solo benzina sul fuoco e che danno adito, quelle sì, ai peggio starnazzamenti di quelli che non vedono l’ora di potersi sentire/raccontare accerchiati mentre tengono in mano le redini del Paese.


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