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Università

Scrivere in questo momento è una cosa di cui non posso certo privarmi

Cazzo.
Ho finito gli esami.
Mi sento leggero, come poche volte negli ultimi tempi.
Gli effetti tremendi di questa cosa sono principalmente tre: non riuscire a smettere di sentire “Calligrafie” dei Gemini, essere piacevolmente alticcio in questo momento e riposare finalmente bene.
Vedo la luce alla fine del tunnel.
E’ lì.
Posso quasi toccarla.
Ieri ho tagliato i capelli, come da progetto.
Via tutto.
Nove millimetri di peluria uniforme avvolgono il mio cranio e mi rendono diverso da come sono sempre stato.
E’ giusto.
Sono diverso da come sono sempre stato.
“One little step for a man, a giant step for humanity”.
Nella fattispecie, thirtyone (not even so) little steps.
Adesso l’euforia la fa da padrona.
Si parla di viaggi oltre oceano, prospettive future, lavoro remunerato, feste.
E’ come aver spento la televisione dopo un brutto film che però alla fine ha saputo dare delle soddisfazioni.
So che dovrei preoccuparmi di scrivere la tesi per tempo, cosa che non è affatto scontata, tuttavia le uniche cose a cui riesco a pensare sono il tatuaggio che mi regalerò probabilmente intorno al 10 di febbraio (il probabilmente è unicamente legato alla data) e l’impostazione dei ringraziamenti della Tesi.
Sono andato.
Probabilmente è un trip che finirà presto e che probabilmente non ricomincierà mai più, tuttavia voglio vivermelo fino alla fine e senza perdere nemmeno un secondo.
Se in questo momento dovessi analizzare la mia vita, la definirei perfetta e questo è straordinario, soprattutto per uno come me.
Avrò tempo in futuro per ricredermi e trovare nuovi problemi di cui dannarmi, ma non ora.
Ora sto bene.
Sto bene.
Cazzo.

Lista delle cose da fare

1 – Finire gli esami
2 – Dormire
3 – Guardare la TV
4 – Dormire
5 – Comprare Ronaldinho alla Masterleague
6 – Dormire
7 – Tagliarmi i capelli
8 – Dormire
9 – Dormire
10 – Dormire

Niente panico

Il mio capo a Marzo è via per quasi tutto il mese a causa di impegni lavorativi importanti.
Tra il 12 ed il 15 Marzo è stato fissato il secondo appello della sessione di laurea invernale.
L’unico giorno di questi in cui Elena potrebbe presenziare alla mia discussione è il 15.
Niente panico.
Oltre ad informarci sulla possibilità di discutere quel giorno e non in uno degli altri, abbiamo deciso di valutare l’ipotesi di anticipare il tutto al primo appello invernale.
Le date fissate per questo appello sono tra il 7 ed il 9 Febbraio.
Niente panico.
Per poter discutere in quei giorni è necessario che io consegni la tesi in microfiches per il 19 gennaio.
La percentuale di tesi scritta al momento è grossomodo intorno al 10%.
Niente panico.
Alla conclusione del lavoro mancano due esperimenti cruciali che stanno dando non pochi problemi.
Niente panico.
Entro l’8 di Gennaio devo consegnare in segreteria, oltre a scartoffie e soldi, il titolo della tesi ed il libretto.
Il mio capo parte Venerdì e torna proprio l’8 e senza le sue firme non posso consegnare nulla.
Niente panico.
Il limite ultimo per finire gli esami è Venerdì 22 Dicembre.
La mattina di quello stesso giorno ho l’orale di Tecnologie e Legislazione.
Ok, panico.

Sosta

Mi voglio prendere qualche giorno di assoluto relax e questo lungo week-end festivo fa proprio al caso mio. Dopo settimane di stress ed insonnia sentivo di dovermi regalare uno stop anche se Lunedì nulla è andato come avrebbe dovuto. L’università a quanto pare vuole darmi gli ultimi colpi prima di lasciarsi sconfiggere ed io ho deciso di porgere l’altra guancia, sperando di assaporare così una rivincita ancora più dolce e tuttavia rischiando di compromettere tutto quanto.
Il primo giorno di riposo è stato ieri e credo proprio di averlo affrontato come si dovrebbe, dismettendo il pigiama alle 19.00 e solo perchè la sera sarei dovuto uscire. Per tutto il giorno non ho fatto che stare a letto a guardare episodi della prima serie del dottor House, prima con la Bri e poi da solo. Come serial non è male, gli episodi sono un po’ tutti uguali però è riuscito là dove avevano fallito illustri suoi simili come Lost, ovvero mi ha appassionato. Molto credo sia dovuto all’adorazione che provo per il protagonista e la sua personalità urticante. Come dicevo prima, la sera sono poi uscito. Era la fatidica serata della sfida di Mafalda, ristorante il cui menù ci era stato presentato come “impossibile da finire”. Come ovvio non ci sono stati problemi nello sconfiggere le tanto temute porzioni e gli unici problemi ci sono stati non tanto per la quantità, quanto per la qualità di alcune portate non proprio prelibate. La serata è trascorsa piacevolmente ed è stata conclusa dalla maggior parte del gruppo al Libra, mentre io e Simo abbiamo preferito tornarcene a casa. Anche la giornata di oggi è stata spesa in assoluto relax tra qualche partita alla playstation e il tentativo di organizzare una visita al Motorshow per domani (Sabato). Purtoppo il proposito di gita è stato presto soppresso per mancanza di adesioni, ma è normale quando si cerca di organizzare qualcosa in una compagnia che passa il 50% del suo tempo a lamentarsi di non fare mai nulla di nuovo e il restante 50% a declinare qualunque proposta si discosti dai programmi standard settimanali. Peccato, ci sarei andato volentieri, tuttavia non è certo una di quelle iniziative che sono disposto a gestirmi da solo pur di portare a termine. Ormai è abbastanza chiaro a tutti che per poter prendere una boccata d’ossigeno dalla routine inarrestabile che ci governa si debba volgere lo sguardo fuori dalla compagnia. C’è chi si affitta una casa in montagna, chi va al cinema con la morosa, chi esce con altra gente, chi va a concerti e chi semplicemente se ne sta a casa sua pur di non dover sopportare la combo venerdì+sabato al pub di turno.
Comunque sia domani ho una giornata da riempire. Dovrò sicuramente preparare qualcosa per la sessione di Lunedì e altrettanto sicuramente vorrò concedermi qualche altra puntata di House. La restante parte della giornata magari la impiegherò nelle prime ricerche dei regali di natale.
Magari.
Più probabilmente dormirò.
A chiudere la sosta quindi sarà il turno della Domenica, dedicata al torneo di Palazzo delle Stelline. Non nutro particolari speranze nell’organizzazione, ma passare un pomeriggio con Sturm, Ace, Darius e Porn ha rappresentato un buon motivo per aderire senza porre questioni.
E’ stato bello tornare a scrivere sul blog e anche l’averlo fatto come una volta era abitudine: in tarda notte.
In sottofondo passano leggere le note di “Twelve Small Steps, One Giant Disappointment” dei Bad Astronaut, colonna sonora quanto mai indicata per questo post e per questi quattro giorni. Il disco sta volgendo alla conclusione e con lui questa pagina e la mia giornata.
Manca un quarto d’ora alle tre e sono sveglio.
Per una volta, tuttavia, sono sereno.

Last and even worse least

Oggi ho dato Chimica Bioorganica.
E’ andata bene.
A questo punto sono ad una sola lunghezza dal traguardo.
Un solo esame.
Un’unica prova orale da sostenere entro il 31 Gennaio 2007.
Si tratta di Tecologia, Socioeconomia e Legislazione.
Credo di aver ormai sostenuto molti esami brutti, troppi forse, e questo non è che il loro principe.
Studiarlo sarà realmente un’impresa ardua, ma la consapevolezza che si tratti dell’ultimo esame sarà sempre lì a confortarmi.
Oggi si è laureata Lale.
Sono andato ad assistere e così ho potuto rivedere un po’ di gente che non vedevo da lustri, anche a causa del pacco tirato loro un paio di settimane orsono.
La ragazza ha spaccato, 110 e lode per lei.
Partendo da un onestissimo 100 (media del 27,3) direi che la sua tesi è stata sicuramente ben valutata.
Approfittando della presenza di persone che sicuramente sono più informate di me su punteggi e conteggi delle lauree ho potuto informarmi e fare due calcoli allegri sulle mie prospettive.
La mia media attuale è di 25,1.
Tradotto in punti questo mi vedrebbe ai blocchi con un tutto sommato dignitoso 92.
Il mio voto di laurea dovrebbe quindi aggirarsi intorno al 100.
La Cristina, laureatasi oggi e nelle mie stesse condizioni, ha portato a casa un 101.
Un po’ mi secca pensare che senza quest’ultimo anno avrei potuto ambire ad un 103/104.
Non mi è mai fregato nulla di queste cose, sono sempre stato contento del mio 25 di media e se questo fosse rimasto immutato per tutti e cinque gli anni non avrei avuto certo di che lamentarmi.
Essere arrivato ad un passo dal 26 per poi ripiombare a 25 invece è abbastanza irritante.
Ora però basta con i calcoli.
Ora è il caso di organizzare questo serratissimo week-end, cercando di non lasciare spazio a nulla se non allo svago.
Si comincia Venerdì con la trasferta bolognese targata Taking Back Sunday.
Non ho ancora il biglietto e sarà una vasca importante, tuttavia mi ero ripromesso di regalarmela qualora l’esame fosse andato com’è andato e odio fare di me un bugiardo.
Per quanto riguarda Sabato invece ho propositi di shopping sfrenato da saziare spero con l’aiuto della Bri e questo dovrebbe occuparmi più o meno tutta la giornata.
La sera, dopo aver seguito un’altra imbarazzante partita dei rossoneri, sarà destinata ai festeggiamenti della neodottoressa Lale in un locale danzereccio di Milano ancora da definirsi e che spero sia molto poco fighetto.
Passando a domenica al momento non c’è nulla di organizzato se non la serata con Ambra, quindi credo di poterla occupare comodamente con un sapido mix di sonno e playstation.
Direi che i miei programmi sono da considerarsi niente male e quindi credo di potermi fermare qui.
Con il fatto che in casa mia ancora non vanno i riscaldamenti, mi si stanno ghiacciando le dita delle mani.
E’ il momento di una doccia bollente.

End is closer

Nella vita capita che alcune cose finiscano.
Oggi, ad esempio, ho finito con gli esami scritti e con quelli a moduli.
Basta.
Per sempre.
Per mettere la parola “Fine” all’esperienza più angosciante e traumatica della mia non più tanto breve esistenza mancano solo due orali.
Due stramaledetti orali.
Ognuno di questi porterà sul mio libretto un voto a completamento della lista necessaria a poter presentare finalmente domanda di laurea.
Voglio riscriverlo: due orali.
La data ultima per consegnare libretto e documenti vari è il 31 Gennaio 2007 e questo vuol dire avere a disposizione quattro mesi e mezzo, anche se la mia speranza è di finire il tutto prima dell’anno nuovo.
Non ho mai avuto a cuore in modo particolare la mia media, ma adesso è forse il caso di fare due calcoli.
Al momento sono sul 25 secco e l’obbiettivo finale è lasciare esattamente tutto com’è. Nell’ultimo anno ho preso a colpi di scure il margine di vantaggio costruito nel 2004/2005. Come la formica che accantona provviste per l’inverno anche io ho potuto sopravvivere al mio momento di terribile magra senza troppo scompormi. Ora però le scorte sono finite e non ho minimamente intenzione di intaccare quanto ho costruito in sei lunghi anni.
Spero di farcela.
La cosa buona è che per la prima volta da molto tempo, ci credo.
End is closer.

Summertime…

…and the living is easy…
Una canzone del passato recitava così ed è difficile darle torto.
Da ieri sono ufficialmente in vacanza.
Questo non vuol dire che io sia al mare o che abbia smesso di lavorare, tuttavia la sessione estiva dell’Università si è conclusa ieri pomeriggio alle 14.30 con l’esame di Analisi dei Farmaci II, prova per altro superata con discreto successo.
Questa cosa, che per molti potrebbe non significare molto, per me invece è cruciale.
Andare in laboratorio a fare un lavoro che mi piace non pesa se una volta a casa posso finalmente spegnere il cervello e dedicarmi al niente più assoluto, anzi, è un ottimo modo per non annoiarmi.
Prendiamo oggi.
Sono arrivato in lab alle 8.30, con trenta minuti di anticipo, un po’ perchè ormai ero sveglio, un po’ perchè attendevo il risultato di un esperimento importante.
Come da copione, il risultato non è arrivato.
Pazienza, ormai ho capito che in questo lavoro ci dovrò fare l’abitudine quindi guardo avanti, si rifarà il tutto cambiando qualcosina e forse andrà meglio.
Forse no.
In ogni caso non è il momento per fasciarmi la testa visto che il problema non è dovuto a miei errori e che, soprattutto, anche stare a disperarsi non ha senso e non cambia le cose.
Via quindi a nuovi esperimenti, diversi, sperando di avere più fortuna.
Uscito dal lavoro, sono giunto a casa in poco più di venti minuti, arricchiti da una massiccia opera di “sing along” su freschi e giovani pezzi estivi.
Una volta avvolto nella privacy della mia cameretta, rigorosamente in mutande, mi sono guardato il primo Fast and Furious.
Decisamente un filmone.
Direi che sono stato seduto al compiuter anche troppo.
Vado a farmi una doccia.
Anzi, un bel bagno.
Tanto oggi ho tempo.
Fico.

Tokio drift

Sono appena stato a vedere il terzo episodio della serie Fast and Furious.
Per l’occasione ci siamo concessi la sala Mega Theatre del Warner Village di Vimercate, non tanto perchè il film la richiedesse, quanto perchè era l’unica sala dagli orari accettabili.
Il film è, come da pronostico, piuttosto pessimo.
Mi dispiace parlarne così male perchè il primo capitolo sul mondo delle corse clandestine a me era piaciuto tantissimo. Possedeva tutti gli ingredienti per inserirsi nella categoria dei cult senza sfigurare. Già la seconda prova mi era risultata abbastanza scadente, sebbene la presenza di Brian e di un filo conduttore, per quanto ridicolo, che lo legasse al precedente aveva saputo limitare i danni non poco.
In Tokio Drift vengono a mancare anche queste ancore di salvezza, lasciando così sprofondare il film nell’oblio dell’action movie di serie B.
Come detto non mi aspettavo niente di diverso da quanto visto per il 90% della durata della pellicola e quindi ho seguito la trama con visibile distacco e rassegnazione.
Questo fino alla scena finale.
La comparsa totalmente inaspettata di Dominique Toretto nell’ultima sequenza mi ha lasciato piacevolmente sopreso e mi ha permesso di valutare il tutto in maniera positiva.
Quel personaggio era ed è rimasto assolutamente geniale.
Ora credo sia giunto il momento di andare a nanna.
Domani mi attende una giornata di studio impegnativa e irrinunciabile, causa della mia latitanza alla seconda grigliata stagionale.
Peccato, la prima era stata forse la meglio riuscita di sempre e avrei replicato volentieri.
Sarà per la prossima volta.
Quello che ho appena scritto è il primo post battuto dalla tastiera del mio nuovo portatile.
Ho deciso di aggiornare da qui perchè ho cominciato le lunghe e meticolose procedure di installazione e aggiornamento dei software, che credo si protrarranno per tutta la notte e che quindi mi vedono costretto all’utilizzo di questa piattaforma.
Per il momento ho rimosso Norton e Works, discretamente inutili, installato Office 2003, installato Winrar, installato il modem, installato AVG Antivirus e iniziato l’aggiornamento online del tutto.
Sono solo all’inizio, ma già adoro questa macchina.

One step closer to life

Giungo ora dalla registrazione di Metodi Fisici in Chimica Organica e Chimica Analitica.
Venticinque.
Perfettamente in media.
Il mio compito era l’unico sufficiente su trentaquattro.
Devo ringraziare la professoressa che, sebbene non abbia l’abitudine di fare un orale dopo la prova scritta, mi ha concesso di andare a correggere il compito per migliorare il voto.
Esiste ancora gente degna di ammirazione all’interno dellUniversità.
Tirata quindi la consueta riga rossa sul foglio protocollo che reca l’elenco degli esami del mio corso, mi ritrovo a tre orali ed uno scritto dalla fine.
Come dire che ancora non vedo la luce, ma inizio a sentire dipanarsi l’odore stagnante di chiuso che impregna questo tunnel.
Oggi sono anche arrivati i dati degli esperimenti che ho svolto in questo week-end di lavoro. Neanche a dirlo, sono piuttosto enigmatici.
Credo che appena finito di scrivere queste righe manderò una e-mail oltre oceano al mio capo, chiedendo delucidazioni e possibilmente indicazioni.
Lo stronzo che sputa sulla mia macchina ha colpito ancora.
Era un po’ che non si faceva vivo, il vile, forse anche perchè avevo cambiato parcheggio. Oggi tuttavia sono arrivato tardi al lavoro e l’unico posto disponibile era quello soggetto all’insalivazione dei finestrini. Inutile dire che l’augurio che faccio a questa persona è il medesimo fatto poc’anzi al commentatore anonimo.
In casa continua a non funzionarmi il telefono. Fortunatamente la connessione questa volta funziona, tuttavia iniziano a girarmi fortemente i coglioni. Mio padre mi ha chiesto di informarmi riguardo a Fastweb, ma dalle prime info raccimolate la spesa raddoppierebbe.
Credo sia anche normale, magari con quel 50% in più ci si paga l’eventuale assistenza.
Tra ventisei ore gli azzurri affronteranno la Germania nella prima semifinale mondiale.
Tensione.