Due righe nell’attesa di scriverne molte altre altrove

Dovrei essere impegnato con le correzioni delle correzioni delle correzioni della mia tesi, ma purtoppo (per lei e per me) Elena si è distorta una caviglia ed Elena capo l’ha dovuta accompagnare al pronto soccorso. Di conseguenza, una volta sbrigati i pochi lavori da banco che in questi giorni mi sono concesso, mi ritrovo con un po’ di tempo libero.
Per quanto assurda possa sembrare questa decisione per uno che da quasi un mese non fa che scrivere, ho deciso di impegnarlo scrivendo una paginetta sul mio diario virtuale. D’altra parte, potendo scegliere, preferirei ascoltare un po’ di musica o giocare a Baldur’s Gate II, ma sono entrambe attività che non è semplice svolgere in laboratorio senza sollevare legittime questioni.
Chiarito il motivo per cui alle 13.00 di un giorno lavorativo posso permettermi di scrivere i blog, è bene che mi focalizzi su ciò che voglio scrivere.
Non c’è molto da pensare, la scelta è forzata.
Ronaldo.
Il fenomeno.
Il gordo.
La merda.
Il campionissimo.
Tutte queste sfaccettature racchiuse in una nuova maglia a striscie rossonere.
Per quanto io non stia più parlando di calcio su queste pagine dall’addio di Manuel e Sheva, non ho smesso di seguire i ragazzi neanche in questa stagione infame.
Non nego però che l’euforia intorno al discorso “Milan” non sia prettamente alle stelle ultimamente e questo ingaggio potrebbe restituirmi un po’ di fervore sportivo. Sia che risulti un flop colossale, cosa tutt’altro che improbabile, sia che si riveli rinato e torni a fare reparto da solo il suo arrivo a Milano è cosa da seguire e tifare.
Insomma, un po’ di pepe sulla stagione calcistica ci voleva.
Cambiando discorso devo assolutamente trovare il video dei due ragazzini che, durante l’assemblea di classe, si sono dati al sesso orale facendosi filmare dai compagni.
Sono degli eroi.
Più che altro perchè hanno dato modo alla mandria di ipocriti da cui sono invasi i media di parlare per ore di come il mondo vada a rotoli.
Fossero questi i problemi, vivremmo tutti meglio.
Oggi è il giorno zero del progetto New York.
Al momento c’è un discrto livello di euforia.
Domani: Brand New.
Non male.

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