Lettera dallo Sri Lanka

Ho appena letto il racconto steso da Orifizio sui suoi primi giorni in Sri Lanka. E’ arrivato per mail, ma aveva il sapore di quelle lettere spedite tramite posta che ripercorrono a ritroso tutta la distanza che separa mittente e destinatario.
L’ho trovato emozionante.
La diversità profonda nelle vite che abbiamo scelto di intraprendere è uno stimolante spunto di riflessioni. Siamo coetanei e siamo usciti dallo stesso liceo, eppure mentre lui cerca di realizzarsi in giro per il mondo io ho come priorità quella di stabilirmi in una fissa dimora a non più di cinquecento metri da dove vivo oggi.
Tutta questione di scelte.
Sta sera mi sento particolarmente introspettivo, ma per una volta eviterò di scrivere in questo diario quel che mi passa per la testa.
Non c’è un reale motivo a giustificare questa decisione. Probabilmente vi è anche un problema tecnico per cui continuerei a scrivere, cancellare, riscrivere e cancellare di nuovo per le prossime ore, fino a decidere di chiudere il discorso senza accennare a nulla di quello su cui mi sono arrovellato.
Ai fini del risultato finale, non è che cambi molto in realtà.
Odio quando non mi capisco.
Meglio mettere un disco e chiudere gli occhi.
Mi prendo l’ultima frase per ringraziare Elena, il Po’ ed Aui per la piacevole serata e l’avvincente chiacchierata. Nonostante i seicento pacchi dell’ultimo secondo, ci siamo divertiti.
Ora spengo.
Merda.
Devo scegliere un disco.
No, stasera non posso proprio farcela.
E sia il silenzio, allora.

4 commenti su “Lettera dallo Sri Lanka”

  1. Non conosci tutta la storia, dalle parole di Fabry sembra tutto un paradiso..magari!
    Sabato ti racconto l’amara verità..

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