Spero di non passare per chi strumentalizza la cosa

Spenderò due parole riguardo quanto accaduto oggi.
Parto da quanto so della vicenda: una decina di tifosi di Lazio e Juve si son presi a sberle fuori da un autogril. A rissa conclusa, mentre entrambe le auto erano intente ad andarsene, un poliziotto ha sparato per intimare l’alt colpendo alla nuca uno ragazzo di ventotto anni. Uccidendolo.
Diversi aspetti di questa faccenda mi hanno dato molto fastidio e cercherò di analizzarli brevemente.
Il primo. Come si fa a dire che un colpo che entra nella nuca di un ragazzo seduto in macchina, altezza più o meno 1,5 m, è stato sparato in aria ed è accidentalmente finito in testa al ragazzo? Io non discuto che il poliziotto non avesse alcuna intenzione di uccidere nessuno. Non conosco l’individuo, ma voglio sperare di avere ragione in merito. Tuttavia credo sia doveroso per le autorità riconoscere che c’è stato un errore. Un errore particolarmente grave visto che è costato la vita ad un ragazzo di 28 anni. Un errore ancora più grave se considerato che, vista la distanza da cui è stato sparato il proiettile e la posizione di chi ha fatto fuoco, quel colpo avrebbe potuto ammazzare chiunque si fosse trovato sulla traiettoria lungo le sei corsie dell’autostrada alle nove di questa mattina.
Solitamente quando cose di questo tipo succedono la mia vena anti-istituzionale viene fuori pesantemente, ma in questo caso cercherò di mantenere bassi i toni.
Statisticamente trovo assai improbabile che tra le forze dell’ordine non ci siano dipendenti capaci di commettere errori. Gli errori si fanno, li facciamo tutti sul lavoro. Il problema è che in certi lavori gli errori costano più che in altri. Io non ho nulla di personale contro l’ufficiale che questa mattina ad Arezzo ha sparato, tuttavia mi sembra corretto che si riconosca il suo errore e che si prendano provvedimenti. Invece l’approccio sistematico è quello garantista, che puntualmente sfocia in giustificazioni ridicole capaci solo di far perdere ulteriormente credibilità a chi le formula.
E questo mi porta alla seconda questione. E’ noto che il tifo organizzato non sia prettamente composto da ammiratori della divisa. Per quanto ritengo che troppo spesso gli ultras vengano demonizzati devo a mia volta riconoscere che la loro condotta è spesso ingiustificabile. Oltretutto non stiamo nemmeno parlando di gruppi predisposti al dialogo e alla comprensione. Allora mi chiedo: che senso ha raccontar loro fregnacce a cui non crederebbe nemmeno un bambino e soprattutto, aspettarsi che se le bevano senza le dovute, per quanto esagerate, rimostranze?
Mesi fa un cretino ha ammazzato un poliziotto a Catania. Campionato fermo per chissà quanto tempo, fiumi di parole contro la figura del tifoso in generale, sproloqui giornalistici atti solo a marciare sopra la questione e via dicendo. Tra tutte queste cose insulse però qualcosa di giusto c’era stato: condanna del cretino e cordoglio per la vittima.
A non troppi mesi da questa questione, dopo che negli stadi hanno iniziato ad attuarsi norme severissime per il controllo della violenza (ed era ora), capita che un poliziotto spari ad un tifoso e che questo muoia. Non è forse legittimo chiedere quantomeno che si manifesti il medesimo cordoglio? Non che fermare le partite sia utile a qualcosa dopo quanto successo, ma perlomeno sarebbe stato un segnale del fatto che la morte violenta di un ragazzo di 28 anni è deprecabile anche se non indossa una divisa.
Evidentemente non è così, non per tutti almeno.
Tutto questo per dire che, per quanto non trovi giusto il modo, l’intento dei tifosi di fermare il calcio oggi gode di tutto il mio appoggio.
Così come trovo sacrosanto che venga chiesta giustizia per questo tragico errore.
A giudicare da quanto sto sentendo da tutti i telegiornali però il discorso sta prendendo una brutta piega.
Alla fine infatti, si parla pur sempre di gente che stava facendo una rissa.

11 commenti su “Spero di non passare per chi strumentalizza la cosa”

  1. Non andava fermato. Altrimenti sarebbe stato un macello, tipo Roma moltiplicata per ogni campo di gioco.
    Va fermato ora, per trovare con calma una soluzione. Una cosa del tipo far pagare i danni alle società di calcio, che troppo spesso foraggiano certi gruppi di delinquenti che usano il calcio come un pretesto.
    Oggi sono un po’ destroide, scusami. :D

  2. Appunto…gente che stava facendo una rissa, non tifosi che si sono scassati di botte per rivalità fra le due squadre.
    Persone, non tifosi. E’ sottile la cosa ma c’è una differenza enorme, perchè nel momento in cui dici tifosi, quelli che si dichiarano tali, ma non sono altro che dei criminali, bestie, pseudo-fascisti del cazzo, gente che andrebbe mandata con un cargo in mezzo al mare e lasciata affondare come la petroliera nel Mar nero, usano la cosa come pretesto per fare macello. PErchè aspettano solo quello, un pretesto. Sempre.
    La morte di un ragazzo in un autogrill per un incidente non c’entra nulla con il fermare le partite, secondo me, fosse successo in settimana?
    Non è questione di essere fascisti o comunisti, la questione è che più o meno 400 stronzi hanno tenuto sotto assedio 3 città. Per un pretesto.

  3. l’uccisione del ragazzo è grave, ma come tante altre cose gravi che succedono in italia e bollate come “incidenti”.
    è diventata di portata nazionale e ha assunto un valore enorme quando qualcuno ha sbagliato accostando al fatto le parole “tifosi” e “calcio”. da lì è successo un casino immane.
    di chi la colpa? secondo me del questore o di chi per lui, che ha tentato di proteggere l’errore della polizia confondendo le acque. col risultato che abbiamo visto tutti.
    poi, gli ultrà violenti hanno fatto gesti criminali. e per questo vanno puniti secondo quanto prescrive la legge quando non si ha paura di applicarla.
    ma paghi anche il questore, o chi per lui.

  4. Come dicevo non mi passa per la testa di giustificare quanto successo a Roma, come non mi passa per la testa di giustificare il modo in cui a Bergamo gli ultras hanno fermato la partita.
    Giustifico però l’intenzione di Bergamo, perchè ritengo giusto che il popolo si faccia sentire quando le istituzioni non fanno quello che dovrebbero.
    Nella fattispecie non fermando il campionato. E’ vero che quanto accaduto ad Arezzo esula dal calcio e sarebbe potuto accadere in settimana, ma è anche vero che le uniche informazioni che circolavano al momento dei fatti di Bergamo parlavano di tifoso ucciso dalle forze dell’ordine e questo ha fatto rientrare la cosa a forza nell’ambito calcistico. Possiamo criticare i giornalisti e la questura per l’incapacità manifesta di fare informazione chiara e non volta unicamente a giustificare/fare notizia, tuttavia la situazione era questa e per questo era giusto fermare il carrozzone e manifestare rispetto nei confronti di un ragazzo morto che in quelle ore era un tifoso morto durante una “carica della polizia”. Questo non è stato fatto, ancora una volta nel tentativo di giustificare errori di classi che in Italia non è possibile ammetere capaci di sbagliare. Questo non può che alimentare la rabbia di chi non si sente tutelato dalla giustizia.
    Che poi la rabbia sia facilmente strumentalizzabile è altrettanto ovvio, così come lo è che quando questo accade devono essere presi provvedimenti.
    Però si parla di cose diverse.

  5. Troppo facile pontificare da fuori.
    Se si giustifica un’intenzione si giustifica tutto. Il comportamento dei tifosi non ha giustificazione. Cosi’ come non ha giustificazione l’errore del poliziotto. Ma ovviamente questo è stato preso a pretesto per mostrate tutto quello che sono capaci di fare alcune frange di tifosi. Le istituzioni qui non centrano, centra un poliziotto che ha sbagliato, e animali che hanno fatto vedere cosa veramente sono. Senza se o ma del caso. Questi sono terroristi che hanno preso un ulteriore pretesto per andare contro lo Stato. Vanno repressi e puniti. dando solidarietà alla polizia e alle forze dell’ordine.

  6. Molto facile anche rispondere senza firmare.
    Per il resto non mi sento di dire che ultimamente servano troppi pretesti per andare “contro lo Stato”, ma questo non c’entra.
    Solidarietà alle forze dell’ordine va data, a mio avviso, quando sono loro ad andarci di mezzo per tutelare i cittadini, non quando avviene il contrario.
    Parere personale eh.

  7. La mia firma non ha importanza.
    Ha importanza quello che hai scritto. Ed è vergognoso. Prova a chiedere ai poliziotti di Roma o Bergamo se non ci sono andati di mezzo. Evviva l’anarchia. Bravo.

  8. La firma ha sempre importanza nella vita, ma questo spero tu prima o poi lo capisca.
    Per il resto non so che dire, evidentemente non sai leggere o forse ami semplicemente ribaltare i discorsi per lanciare i tuoi giudizi dalla fiera roccaforte della scrivania. Io non ho mai parlato dei poliziotti di Roma e Bergamo. Se me lo chiedi reputo vergognoso constatare quello a cui vengono esposti settimanalmente i poliziotti nei pressi degli stadi di tutta Italia.
    Altresì francamente ritengo che proprio per questo fare il poliziotto sia un mestiere difficile e che di conseguenza lo stato debba accertarsi che a svolgerlo siano persone pienamente in grado. Un tipo che estrae una pistola e spara da quattro corsie di distanza ammazzando un ragazzo non deve fare il poliziotto perchè non è in grado di fare quel lavoro. Non vol dire necessariamente che sia una cattiva persona, ma di sicuro non è un buon ufficiale.
    Solo questo.
    Non sto parlando della categoria, ma della persona.
    Estendendo alla categoria posso comunque dire che come tanti sono degni di stima, altri sarebbero da allontanare. Ciò che chiedo è semplicemente la fermezza di condannare chi sbaglia anche, se non soprattutto, quando ricopre una posizione istituzionale così importante.
    Dammi dell’anarchico se vuoi, ma ti garantisco che questo tuo giudizio non mi cambierà la giornata.
    Tanti baci ed un consiglio: prova a cercare bene che magari il coraggio per dirmi chi sei prima o poi le trovi. Perchè so di conoscerti, altrimenti rivelarti per te non sarebbe così drammatico.

  9. Carissimo solone dei giorni nostri, non ti preoccupare di me. Quando qualcuno è conscio di avere le verità in tasca come te non si può far altro che imparare e desistere.

    Con reverenza.
    Un anonimo che non conosci, nonostante le tue certezze.

    Saluti

  10. Apprezzo che tu abbia detto conscio e non convinto, a quanto pare almeno su questa cosa la pensiamo allo stesso modo.
    Avessi voluto desistere saresti rimasto ancora zitto, invece non avendo argomentazioni hai cercato di spacciarti per superiore, cosa ben diversa.
    Spiace, ma anche in quanto ad arroganza non stai al passo…

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