14 commenti su “Unhate”

  1. Ho come la sensazione che questa campagna UN-HATE non farà altro che aumentare…l’HATE (oltre ovviamente alla popolarità del marchio)

  2. La campagna a me piace assai.
    Che poi accenda gli animi è indubbio, ma non è colpa della campagna se la gente è idiota. Facendo un paragone, sarebbe come accusare una ragazza in minigonna di “incentivare lo stupro”.

  3. Mah, a me sembra che l’unico scopo sia quello di far parlare di sè, e provocare è spesso il modo migliore per farlo.
    A me da solo fastidio che usino come foglia di fico uno slogan come “Unhate”, al solo scopo di presentarsi come i paladini della pace nel mondo.

  4. (precisazione: ovviamente concordo che è la gente ad essere idiota. ma chi fa la pubblicità sicuramente idiota non è, e non può non sapere che la gente è idiota)

  5. Se mi dici che chi ha fatto la pubblicità l’ha fatta per creare scandalo e far parlare, sono ovviamente d’accordo.
    Però io continuo a ritenere buono il messaggio e idiota un mondo in cui una cosa del genere debba generare scandalo.
    Non nego ciò accada, ma mi permetto di divulgarne il contenuto sentendomi superiore a certe dinamiche.

  6. Continuo a essere perplesso.
    Se lo scopo è “divulgare il contenuto”, togli quella foto e metti una bella scritta a caratteri cubitali: “Fate la pace. Vogliatevi bene.”
    L’obiettivo “finale” (inteso come la pace nel mondo, e non come il fatturato del gruppo benetton), che piaccia o no, NON si raggiunge attraverso foto di quel tipo.

  7. Ma perchè diamine dovrei togliere quella foto?
    Perchè due uomini si baciano? Perchè due esponenti politici si baciano? Perchè due esponenti religiosi si baciano?
    Dimmi perchè dovrei togliere una foto che, indipendentemente dai motivi per cui è stata scattata, per me simboleggia un messaggio non solo di pace, ma anche di abbattimento di tutti quei dogmi culturali ignoranti che rendono il nostro mondo un posto peggiore.
    Per questi motivi la foto, sul mio blog, sta dove sta. E’ un simbolo che rispecchia un mio certo modo di pensare e così la utilizzo. Avrei potuto usarne anche altri, ok, ma non vedo perchè non avrei dovuto usare questo.
    E dissento profondamente dalla parte secondo cui l’obbiettivo finale non si raggiunge attraverso immagini provocatorie. Secondo me l’immagine provocatoria aiuta a sconfiggere i tabù, aiuta ad uscire da quel ghetto ideologico nel quale non si può parlare di certe cose.

  8. Ops scusate si è troncato il commento. riscrivo:

    Io la vedo da un altro punto di vista, cito Severgnini che sul corriere pone un dubbio che condivido: “Un altro discorso, ben più complesso, è questo: è lecito usare grandi temi morali e mondiali per pubblicizzare un prodotto?”.
    Cioè, il messaggio della campagna non è “vogliatevi bene”. La campagna è “Se compri Benetton fai vedere che sei per la pace, moderno, alternativo, di mentalità aperta e moderna”.
    No?

  9. Caro J (ma tipo, sei quel J? Quello che conosco? Come stai?)
    Anyway, il senso del mio post era mostrare l’immagine e l’annesso messaggio Unhate. Non ho scritto “Brava Benetton, dovremmo comprare i suoi prodotti perchè sono “per la pace, moderni, alternativi, di mentalità aperta e moderna”. Avrei potuto cancellare i loghi per ripulirla dal suo significato commerciale? No, perchè tra le altre cose penso che fare una cosa del genere sarebbe stato illegale (da un punto di vista delle creative commons).
    Detto questo quindi ribadisco il senso di questo post: prendere un’immagine tra quelle fatte per questa campagna, prendere il titolo della campagna stessa e dire che per il sottoscritto il messaggio è di quelli da prendere in considerazione ed espresso in una maniera che, personalmente, mi è piaciuta.
    Questo per quanto mi riguarda.
    Per quanto riguarda gli obbiettivi di Benetton nel lanciare una campagna come questa, non posso negare i fattori che sia Landi che tu sottolineate. Sicuramente l’obbiettivo era far parlare, darsi visibilità e sfruttare parimenti lo “scandalo” che si sarebbe generato E l’immagine di azienda “moderna, pacifista e bla bla bla” che ne sarebbe conseguita. E’ una pubblicità, mica un trattato, quindi nessuno si nasconde dicendo che queste cose non esistano.
    Ma questo blog non è di Benetton. a me non entra in tasca una lira, non ho acquistato visibilità, non venderò meglio me stesso dopo averla pubblicata. Quindi le critiche fatte a Benetton, lecite, non possono essere trasposte alla mia persona.
    Ripeto: quell’immagine, quel titolo per me sono lo STUMENTO per far passare un concetto che condivido. avrei potuto fare lo stesso scrivendo un post di cento righe o scattando un’altra foto o realizzando un filmato o whatever. Tuttavia ho trovato comodo e bello utilizzare un’opera altrui che, oltre ad essermi piaciuta, rispecchi esattamente quei presupposti.
    Spero di aver definitivamente chiarito il senso di tutto questo.
    Io da benetton neanche ci compro, per dire.. :P

  10. Ultimo commento, prometto.
    Io non ho criticato Benetton perchè ha fatto una cosa “GIUSTA” per i fini “SBAGLIATI”.
    La critico perchè ha fatto una cosa “SBAGLIATA” (nel senso di controproducente, secondo me), “truccandola” da cosa “BUONA”, per fini “PRIVATI” (che non giudico nè in positivo nè in negativo).
    Ergo, anche la “critica” a manq è legata al fatto che le modalità della campagna sono (sempre a mio avviso) “SBAGLIATE” (controproducenti), non al fatto che postando la foto fa pubblicità a quei cattivoni di Benetton.
    (ho fatto un pesante uso delle virgolette per essere più rapido, certo che i termini fra virgolette saranno interpretati nel modo corretto ;-))

  11. Ti giuro che non ti seguo, davvero.
    Con l’ultimo commento pensavo di aver spiegato il punto, ma evidentemente non ci si riesce a chiarire perchè non ho davvero colto il problema che sottolinei.
    Ci sono tre cose da valutare:
    1- Il messaggio di una campagna come questa
    2- L’uso che Benetton fa della campagna, del messaggio e di tutta la storia
    3- L’uso che ne faccio io.
    Ora, andando per punti credo di poter dire che siamo tutti d’accordo sulla valutazione del punto 2, ovvero che Benetton fa un’operazione di marketing furba buttando fuori un immagine provocatoria al fine di far parlare e possibilmente creare consensi riscontrabili in incrementi degli acquisti. Strumentalizza quindi alcune questioni importanti su cui bisognerebbe riflettere al solo fine di riempirsi le tasche.
    Più o meno su questo siamo tutti dalla stessa parte, chi più incattivito chi meno, e concordiamo tutti sul fatto che Benetton non possa essere applaudita per una campagna del genere visto che i fini sono unicamente commerciali/economici.
    Giusto? Ok.
    Quello che non capisco però, è che valutazione date ai punti 1 e 3, o meglio, perchè date una valutazione negativa.
    Punto uno: pensate che il messaggio di questa campagna sia sbagliato? Perchè? Cosa c’è di sbagliato?
    Punto tre: chiarita in precedenza l’assenza di vincoli con Benetton, l’unico motivo per cui possiate “avercela” col mio blog è per il fatto che ho riportato un messaggio che ritenete non buone, il che ci riporta al punto 1.
    Che poi, in sintesi, è proprio quello che non riesco a capire.

    @Landi: ma che ultimo commento! Qui non se ne va nessuno finchè non capisco il punto! :P

  12. Il termine chiave è “controproducente” – rileggi il mio primo commento: “questa campagna UN-HATE non farà altro che aumentare…l’HATE”

    A mio avviso (e ripeto, A MIO AVVISO), diffondere questo tipo di immagini “provocatorie” NON è di aiuto alla “causa”.
    Questo perchè entrambi i “contendenti” (ebrei/palestinesi, musulmani/cattolici, interisti/milanisti, cani/gatti, e chi più ne ha più ne metta) si sentiranno semplicemente offesi dalla cosa. Noi “esterni” (che siamo i veri destinatari nelle intenzioni di Benetton) ci compiaceremo, e penseremo “ah, che bello sarebbe il mondo se tutti andassero d’amore e d’accordo”, senza renderci conto che immagini di questo tipo NON contribuiscono a far si che i “contendenti” vadano più d’accordo di prima. E’ più chiaro adesso?

    Riassumendo: nel messaggio (UNHATE) non c’è nulla di sbagliato.
    Nelle MODALITA’ di trasmissione (foto provocatorie), secondo me, si. Per questo ti avevo “suggerito” di sostituire la foto con una frase a caratteri cubitali “VOGLIATEVI PIU’ BENE”. Il messaggio è lo stesso, la modalità di trasmissione è diversa. Io ritengo che la “mia” modalità abbia efficacia zero, ma perlomeno non sia controproducente, come invece penso sia la foto “provocatoria”.

  13. OK, adesso è chiaro il punto.
    Resto però dell’idea che immagini di questo tipo aiutino a “rompere” certi tabu e, nella mia concezione, se tra dieci, cento o mille anni le parti in causa di una campagna come questa potranno guardare una foto come questa senza arrabbiarsi sarà anche grazie a campagne “shock” di questo tipo.
    Chiaramente secondo me.
    Detto questo, ecco il motivo per cui concordo che probabilmente l’effetto sia far incazzare le parti in causa (la prova c’è stata con la reazione di Obama, perchè quella del vaticano non stupisce più di tanto), ma vista sul lungo termine, magari potrà aiutare a far riflettere su una questione importante.
    Chiudo con una provocazione/riflessione traendo spunto da un esempio che fai tu: metti questa fosse una campagna, chessò, Sky in cui a baciarsi sono un tifoso nerazzurro ed uno milanista. Secondo te, se le curve avessero reagito con risentimento come ne avremmo parlato? Non avremmo dato loro degli idioti, accusandoli di non cogliere il messaggio? Non si sarebbe parlato in toni totalmente diversi della questione?
    Probabilmente sì.
    E avremmo avuto ragione.

  14. Che le parti in causa siano idiote a leggere in un certo modo determinati messaggi posso anche essere d’accordo.
    Se però potessimo agire direttamente sull’idiozia delle persone, la pace nel mondo l’avremmo raggiunta da un bel pezzo, credo.
    Ergo, l’idiozia delle persone è un vincolo con cui, volenti o nolenti, dobbiamo misurarci.

    (p.s. altro che curve….se sky fa una campagna pubblicitaria del genere sono io il primo ad andare a bruciare la sede di sky :-D)

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