Parliamo di calcio giocato

Non è che io parli spessissimo di calcio, qui sopra.
Quando succede è, solitamente, perchè la mia squadra vince qualcosa. Sono milanista e in tutti questi anni da bloggher qualche post a celebrare trofei vinti sul campo m’è anche capitato di scriverlo. Quello che ho fatto raramente, per non dire mai, è stato fermarmi a parlare di calcio giocato in caso di sconfitte o comunque di momenti non brillanti della squadra.
Che poi è la cosa che mi sto accingendo a fare in questo momento.
Ieri, con tutta probabilità, s’è perso lo scudetto. Il suicidio è stato portato a termine nel peggiore dei modi: in casa e contro un’accoppiata non proprio inaffondabile composta da Fiorentina prima e Bologna poi. La ragione della sconfitta però è che, per la prima volta in direi sei anni, il nostro campionato è riuscito a proporre una seconda candidata al titolo oltre l’undici partente coi favori del pronostico. Questo non vuol dire che negli anni scorsi chi ha vinto ha vinto facile, ma semplicemente che perdere il campionato era oggettivamente molto complicato. Quest’anno non è stato così. La Juve non si è trovata quasi per caso sul finale di stagione a potersi giocare il tricolore, ma è stata lì dall’inizio, con merito, giocando per ampi tratti molto meglio degli altri. Bravi loro quindi. Niente episodi, niente arbitri. Ti giochi lo scudetto in casa col Bologna e alla mezz’ora perdi uno a zero. La tua avversaria, stesse condizioni, dopo 8 minuti ha rifilato due sberle alla Roma. That’s it.
Siccome in Italia siamo tutti allenatori, io qui adesso metto giù le mie idee sulla stagione fallimentare del Milan.
Qui a sinistra c’è una foto. Nella foto è ritratto un attaccante decisivo mentre segna un gol decisivo e ci fa vincere la coppa dei campioni. La foto è piccola, forse non si vede, ma non si tratta di Ibra.
Lo so che dire che Ibra è il problema di questo Milan fa storcere il naso a molti e, in effetti, detta così non ha molto senso come frase. Se hai lottato fino alla fine infatti è soprattutto grazie ai gol di Ibra, rigori a parte, quindi il problema non dovrebbe stare lì. Ed invece, secondo me, il problema è tutto lì. I motivi:
1- Ibra vincola tremendamente il gioco. Con Ibra si gioca in una maniera sola e spesso, quando lui viene a mancare, non si sa più creare nulla. L’anno scorso s’è vinto lo scudetto, ma se si va a riprendere la stagione si vede come la crisi milan sia stata nelle partite in cui Ibra non c’era, partite in cui non si faceva più gol. Anche quest’anno, l’abisso che separa i gol segnati dallo svedese rispetto a quelli del resto della squadra è indice di una Ibra-dipendenza che non può far bene ad una squadra che vuole vincere. Mi si potrebbe obbiettare che il problema è dovuto ai restanti dieci giocatori, non all’altezza di Ibra. Non è così, secondo me. L’organico del Milan senza Zlatan non è più scarso di quello della Juve, sia tecnicamente che agonisticamente. Con Ibrahimovic la squadra è incatenata ad un’unica soluzione e questo non può mai essere un bene.
2- Ibra è uno scassa cazzo. Deve giocare sempre e tutta la gara. Anche in partite come quella di ieri dove definirlo indisponente è poco o in partite dove sai dall’inizio non farà nulla di utile. Poi è vero che ieri se lo togli magari perdi invece che pareggiare, ma questo è uno strascico del punto 1.
3- Analizzandolo come giocatore è sovraumano, ma è come LeBron James: isolamenti, isolamenti e ancora isolamenti. Fisico illegale e tecnica sopraffina. Può segnare da ovunque. Può passarla a chiunque con assist straordinari. Di contro, non creerà mai un gioco offensivo degno di questo nome. Ed infatti, in sistemi di gioco ben strutturati, non si inserisce (vedi Barcellona).
4- Da tifoso, non hai mai l’impressione si stia impegnando. Gioca e si atteggia, sempre, con sufficienza. La palla è lunga o corta di mezzo metro? Non ci va. E si incazza. Caracolla per il campo fino a che non gli dai la palla tra i piedi e allora o fa la giocata da applausi, o la perde in malo modo provando tacchi, sponde o dribling che si trattasse di un ragazzino sconosciuto lo inchioderebbero alla panchina e non lo farebbero alzare mai più.
5- Nelle partite importanti, quando conta davvero, sparisce. Si nasconde. E non ti farà mai vincere un cazzo fuori da competizioni in cui da solo può stendere il 70% delle squadre avversarie.
Per tutti questi motivi Ibra secondo me è più un male che un bene, per la mia squadra, quindi dovessi risolvere il problema Milan partirei da lì. Non che tutto il resto non conti eh. Il Milan non ha giocatori di livello in molti ruoli chiave, è stato falcidiato da infortunii per tutta la stagione ed ha visto una gestione non proprio felice di alcune situazioni di mercato che avrebbero potuto portare molti punti e qualche prospettiva in più (vedi caso Pato).
In sintesi lo scudetto lo vince una squadra sola quindi il dramma non è aver perso. Io però vorrei vedere una squadra che torni a giocare a pallone e non a quello sport chiamato “dalla a Zlatan”, anche se magari porto a casa qualche scudetto in meno.
Che poi, sta storia che Ibra vince gli scudetti da solo, io andrei a raccontarla a Conte.
Non fosse che lo odio.

2 commenti su “Parliamo di calcio giocato”

  1. Ibra come LBJ ….almeno il primo ha vinto dei campionati!!!!
    il Barca con IBRA ha vinto la champions????
    L’inter e la Juve con Ibra ha vinto la champions…. e voi??lo sai benissimo.
    Io non penso sia solo IBRA il problema.
    In mezzo al campo non avete trovato un vero successore a Pirlo e Seedorf va in alternanza e Gattuso ha avuto problemi fisici.
    Devi però ammettere che IBRA ti ha portato avanti la baracca e senza di lui dove sareste adesso???
    Dai pensa ai cugini che stanno peggio.

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