Diario dall’isolamento: day 7

Inizio a starci male.
Io non ho mai alzato le mani sui miei figli, perché nessuno le ha mai alzate su di me e perché lo ritengo un metodo educativo sbagliato. Oggi, per la prima volta da quando sono papà, ho avuto la voglia di farlo. Non l’istinto, perché non è qualcosa che mi viene istintiva, altrimenti prima o poi sarebbe capitata. Gli istinti non li puoi controllare sempre. Dico proprio la voglia, il desiderio di spingermi oltre col solo obbiettivo di farli smettere. È stato un lampo, non ci sono state conseguenze: la voglia la controlli e te la fai passare, ma è stato bruttissimo.
Non sono capace di immaginare come si possa amare qualcuno più di quanto ami i miei figli. Forse è possibile, ma sono certo che se fosse per me concepibile, lo farei.
Sapere di essere al limite con loro mi fa stare molto peggio di quanto stia quando arrivo effettivamente a quel limite. Trenta secondi di sfaso, urla e castighi e poi molti minuti di presa male. Un inferno.
Questo perché so benissimo che la situazione è dura per loro più di quanto sia per me. Anche loro non credo vivano bene questa reclusione, ma a differenza degli adulti non hanno né gli strumenti per comprenderla, ne l’autocontrollo per limitarsi.
Quindi di fatto sono più incazzato con me stesso e coi miei limiti di pazienza e di padre, che non con loro e pensare di aver avuto voglia di menarli per questo è davvero duro da digerire.

Oggi abbiamo fatto il pane, grigliato dell’ottima carne e bevuto Chianti Riserva. Se deve essere galera, la vivremo al massimo delle nostre possibilità e vaffanculo.
Abbiamo anche pulito 2/3 di casa e questo mi fa bene. Lo ha fatto mia moglie in realtà e so che starete pensando al patriarcato e a quella vignetta francese di merda intitolata tipo: “Se hai bisogno, chiedi” o qualcosa di simile, ma la realtà è che Paola certe cose vuole farle lei e basta, tanto da non fidarsi di un compulsivo dell’ordine in tema pulizie. Per darvi una misura della situazione: una delle mie più grandi conquiste post matrimonio è la possibilità di fare le valigie. Dopo anni sono riuscito ad ottenere di potermi fare da solo quelle per i miei viaggi di lavoro e, recentemente, mi è concesso fare anche quelle delle vacanze, anche se 9/10 poi trova una scusa per disfarle e rifarle lei. A volte non me lo dice per non farmi incazzare, ma sono compulsivo e le valigie le faccio con una mia logica, quindi la sgamo sempre.
Non ho mai detto di essere l’unico soggetto problematico in famiglia.
Tornando a noi, dicevo che stiamo cercando di viverla meglio possibile ed è vero.
Il fatto che mi sia tornata fuori la dermatite da stress che avevo sotto laurea è indice del fatto che ci stiamo riuscendo il giusto.

Il pezzo di oggi me lo ha suggerito Facebook, o meglio uno dei miei contatti FB. Nella mia testa è associato in modo indelebile alla morte del padre di uno dei miei migliori amici, in un’epoca lontana in cui quel tipo di cosa sembrava non dover succedere mai.
Per me, il miglior pezzo dei Foo Fighters.

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