Diario dall’isolamento 2: day 13

In questi giorni potreste aver sentito parlare della maestra di Torino licenziata perché ha iniziato a circolare del materiale privato che la poveretta aveva inviato al tipo pezzo di merda con cui usciva.
La storia racchiude in sè davvero molti livelli di disagio, dal tipo pezzo di merda che pensa sia divertente condividere foto/video privati ricevuti dalla sua ragazza, alle persone ai pezzi di merda che hanno ricircolato lo stesso materiale, fino alla donna alla merda che ha usato quel materiale per far pressione sulla dirigente scolastica dell’asilo affinché la maestra venisse sollevata dall’incarico. Non insulto la dirigente scolastica perché in questo film dell’orrore è l’unica a cui potrei riconoscere delle attenuanti, ma di certo non la ricorderò come esempio di etica e spina dorsale.
La storia, che sarebbe potuta finire malissimo come capitato in passato, invece è finita solo male, con la vittima che ha perso il lavoro. Ci sono punizioni per i carnefici, ma non mi sento di dire che questa sia una vittoria.
Non ho tanta voglia di mettermi qui ad analizzare la storia, credo si sia capito come la penso (per i distratti: tutti scopano, anche le maestre), mi interessa invece soffermarmi su un aspetto collaterale.
Pare che la dirigente scolastica abbia licenziato la maestra per via della minaccia ricevuta da una mamma di “ritirare la figlia dall’asilo”. Ecco, io penso che se capitasse domani nell’asilo dei miei figli e io ne venissi a conoscenza, minaccerei di ritirarli entrambi in caso di licenziamento. Farei casino. Ci metterei la faccia e proverei a mettermi di traverso, per quanto possibile.
Questo probabilmente si tradurrebbe nel venire additato in paese per quello che si scopa la maestra. “E’ per quello che la difende!”. Voci che potrebbero causarmi più di un problema.
Eppure in una situazione come questa, il peso del mio antagonismo sarebbe rilevante e tangibile. Magari altri si schiererebbero con me. Magari alla fine ci conteremmo e i bigotti di merda si troverebbero in minoranza e costretti ad accettare una maestra con una vita privata oppure a levarsi dal cazzo senza che qualcuno possa rimpiangerli. Però, ripeto, questa cosa avrebbe un costo.
Non lo so, oggi sono in questo mood per cui mi pare che siamo tutti pronti a boicottare Amazon e a non usare le cannucce di plastica, perchè “se lo facessimo tutti ecc ecc”, ma poi quando davvero si potrebbe fare qualcosa di concreto che sposti gli equilibri, allora “non vale la pena perchè tanto è una causa persa”.
Ho paura la verità sia che tutti siamo capaci di fare attivismo che non ci costa un cazzo, o che addirittura ci porta “consenso” nell’intorno digitale che ci siamo creati apposta per pensare di avere sempre ragione.
Quindi boh, in questa storia orribile per me il vuoto gigante, oltre a tutto quello che si è detto e scritto, è nel fatto che nessuno dei genitori di quell’asilo abbia alzato la voce per prendere le parti di quella povera ragazza. Poi oh, magari qualcuno l’ha fatto e non è servito, ma ne dubito. 

Anche oggi nulla da segnalare sul fronte orientale.
La bolla che ci separa dal COVID si fa sempre più aderente e mostra qualche crepa, ma al momento proviamo a resistere.

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