Vai al contenuto

Sport

Amo il calcio

Tornato da pochissimo dal Meazza, l’unica cosa che mi sento di dire dopo la sconfitta scudetto è che amo il calcio. Può sembrare pazzesco visto ciò che è appena accaduto, però è così. Le grandi delusioni derivanti dal pallone bruciano, ma ciò nonostante si è sempre li ad aspettare l’occasione per potersi rifare, per lavarle via con qualche bella vittoria. Vivere la passione per la propria squadra insieme agli amici, soffrire e gioire insieme dei risultati ed essere uniti nell’incitare i propri beniamini sono cose fantastiche.
Per questo amo il calcio.
Per questo odio la Juve.

Vergognosi

Sono semplicemente schifato da quanto accaduto al Meazza stasera. Certe tifoserie e certe società non dovrebbero stare in vetrina in Europa. Società i cui giocatori si permettono di dire che quanto accaduto è “giustificabile” per via dell’arbitraggio dovrebbero giocare tra i dilettanti.
Mandiamo in europa società e tifoserie belle come quelle della piazza di Palermo.
Non riesco nemmeno a gioire della vittoria.
Questo non è calcio*.
Lo scempio visto dal campo

* Che schifo!

Mille cose

Finalmente ho una mezz’oretta per dedicarmi al mio diario virtuale. Questa settimana è pienissima di impegni e non ho ancora la certezza di riuscire a tener fede a tutti. Per il momento sto procedendo bene, ma l’imprevisto è certamente annidato dietro qualche svincolo buio, pronto a farmi la festa.
Oggi è il compleanno di Ambra e quindi le faccio gli Auguri. Spero anche di riuscire a telefonarle e trovarla a casa prima di uscire, così da poter espandere il concetto scrittole via SMS. Per festeggiare usciremo domani sera. Andremo a mangiare fuori nel giorno che separa il suo compleanno dal mio, che sarà Venerdì. Il posto prescelto, su consiglio di Dani e della Vera, è in Brianza, poco prima di California. Sembra ci si mangi più che discretamente e questo è l’importante. L’imperativo della serata sarà infighettarsi. Non so perchè a Bri sia venuta questa idea, forse, come sospetta mia madre, è stufa di vedermi vestito come un imbecille. Sta di fatto che dovrò dare spolvero a giacca, camicia e cravatta. Niente vestito nè scarpino elegante però, perchè anche io ho una dignità. Vinceranno probabilmente le Etnies sempre più vicine al loro pensionamento. Le idee chiare sul vestito compensano una totale assenza di spunti creativi in ambito regalo. Le idee venutemi sono mille, quelle buone si riducono ad una. Peccato che questa sia stata destinata ad essere abortita per cause di forza maggiore. Domani alle 16.00 ho appuntamento con la Kla sull’ultima spiaggia, sperando nell’illuminazione ultima.
Sarebbe stato tutto più facile se oggi non fossi totalmente arso dalla tensione per il Derby di Champions che tra poco più di venti minuti andrò a vedermi dal terzo anello del Meazza. Oggi ho provato di tutto nel tentativo di svagarmi: ho tagliato i capelli (tra l’altro questa operazione mi ha avvicinato notevolmente allo stadio finale di “Emo-Poser” cui ambisco da qualche mese), ho fatto la barba, sto scrivendo sul blog e ho persino provato a studiare. Inutile dire che tutto è stato vano.
Ieri sera sono andato a vedere il live dei Queen, o meglio di ciò che ne resta: Bryan May e Roger Tayolr. Esperienza emozionante. Voglio fare una nota di merito a Paul Roger che si è sobbarcato l’onere di frontman con discreta attitudine, intelligenza e capacità. Bravo. Se non fosse stato per Aui che mi ha gentilmente offerto un biglietto, non sarei mai andato ed ora posso indubbiamente dire che sarebbe stato un male. Grazie.
Domattina spero di riuscire a lavare la macchina, visto che ormai ha forme e colori che non le appartengono. Sarà dura convincere la croppa di polvere ad abbandonare gli interni, ma spero di vincere.
Bene, è giunta l’ora di uscire e andare a soffrire.
Prima però vorrei dire solo una piccola cosa riguardo un avvenimento mastodontico accaduto in questi giorni: la morte del Papa. Sebbene disdegni profondamente il caos mediatico spinto dal denaro che ne è conseguito, un pensiero voglio scriverlo anche io.
Per quel che mi riguarda è stato un grande uomo.

Rilassati, finchè puoi…

In questi giorni mi sto dedicando alla visione dei film che da un po’ di tempo avevo intenzione di vedere senza aver mai trovato il tempo per farlo. Studiando la mattina e lavorando il pomeriggio, sono riuscito a ritagliarmi uno spazio cinematografico dalle 18 alle 20.30 della giornata. Mi sdraio sul mio letto, inserisco il DVD nel lettore e mi rilasso per un po’.
Ho iniziato l’altra sera, per caso, dopo che Ambra mi ha prestato “Dogma”. L’ho trovato piacevole e l’esperimento del film pre-dinner si è rivelato una buona cosa, da riproporre. Così è stato. I primi due della lista del recupero sono stati “Terminator 3” e “Ogni Maledetta Domenica”.
Il primo lo volevo vedere più che altro per completezza (un po’ come mi è successo per la serie di Matrix), mentre per il secondo ho sempre avuto il pallino.
Li ho apprezzati entrambi, sebbene per motivi molto diversi. L’ultimo capitolo della trilogia di Shwarzy è esattamente come me lo aspettavo: trash. Poche spiegazioni per quanto riguarda la trama, evidentemente il due era così ben realizzato da non poter lasciare spazio ad un terzo episodio, molta azione e sferzante ironia cibernetica da parte del T-101. Una sorta di Terminator 2 riveduto e corretto per stare al passo coi tempi. Niente di nuovo insomma, però ammetto che il film trascorre via liscio e non lascia la sensazione di aver buttato via del tempo nel guardarlo. Visti i presupposti da cui partivo, il voto è positivo, un 6/7 direi. “Any Given Sunday” di Oliver Stone è invece tutt’altra pasta di film. Ricordo quando uscì al cinema e volevo andare a vederlo. Ne ero incuriosito senza conoscere realmente la trama, solo dal trailer mi sembrava meritevole di una visione. Poi ad Al Pacino una chance non andrebbe mai negata. Dopo averlo visto devo ammettere che è un bel film, mi è piaciuto molto. Personaggi curati in maniera molto approfondita, in modo che ognuno di loro abbia una parte di ragione ed una di torto nella storia. Non ci sono i buoni e i cattivi, ma semplicemente uomini (e donne) diversi con valori diversi e vedute diverse. Questa è la cosa che più mi ha colpito della pellicola. Oltre a questo il film offre una trama ricca di buoni spunti e quasi mai banale, cosa che in un film sullo sport non è affatto facile da reperire. E’ insomma un film che mi sento di consigliare e che, per i miei gusti, merita un buon 8.
I prossimi sulla lista sono “Zoolander”, consigliatomi veramente da tutti, e la versione rimasterizzata di “Apocalypse Now”, film che ho vergogna nell’ammettere di non aver ancora visto.
Cambiando totalmente discorso, oggi è stata giornata di sorteggi per la Champions League. Sarà Milan vs. Inter. Sarà Euro Derby. Sarà una partitissima. Sarà spettacolo. Per tutti.
Per me no.
Per me, sarà un calvario.

Double faces

Oggi è stata una giornata a due facce.
E’ iniziata in circostanza spiacevoli, visto che sono dovuto andare al funerale della mamma di Anna, la mia collega. Non essendoci stato nè corteo fino in chiesa, nè corteo dalla chiesa al cimitero, il tutto si è ridotto alla funzione in parrocchia a Cologno. Erano anni che non assistevo ad una messa e la cosa mi ha lasciato un po’ perplesso. Forse perplesso non è nemmeno il termine giusto, direi pensieroso. La prima cosa a cui ho pensato è alla ritualità dei gesti e delle parole del sacerdote. Mi ha colpito come tutti ripetessero quelle cose in maniera seriale. Ho cercato di capire quanto lo facessero “usando la testa”, quanto quello non fosse una semplice routine. Ovviamente non ci sono riuscito, però tutto ha preso ai miei occhi le sembianze di una sorta di rito scaramantico di massa, di una superstizione collettiva. A quel punto non ho potuto fare a meno di pensare al mio essere ateo, alla mia razionalità estrema che, per definizione, esclude la possibilità dell’esistenza di un Dio artefice della mia esistenza. Non riuscivo a capire come gli altri potessero avere una certezza tanto salda in un qualcosa di assolutamente incerto. Ad un certo punto non nego di aver pensato che magari, quello in errore, potessi essere io. In effetti potrebbe essere che la mia certezza che Dio non esista sia unicamente dovuta alla mia arroganza e che, in realtà, il fatto che io non riesca a comprendere la fede non significhi che questa sia incomprensibile per tutti. E se fossi io a sbagliarmi? Possibile. Tuttavia mi sembra tutto unicamente un costrutto volto a dare risposte comode a domande scomode. Come ho detto forse è tutto dovuto al fatto che sono arrogante.
La seconda parte della giornata è stata invece molto più gioiosa. Molto è merito della grande partita dei ragazzi contro i Red Devils. L’ho vista al Libra con Simo e Fà e mi sono divertito parecchio. Credo sia la miglior prova del Milan, quest’anno.
Bene così.

Il nulla incartato

Non ho poi tutta questa voglia di scrivere.
Diciamo che non ne ho per niente.
Il Milan ha espugnato l’Old Trafford con un prorompente 0-1 firmato Hernan “Valdanito” Crespo. L’Inter ha pareggiato a Porto. Il resto della giornata è trascorso sterile.
Vado a letto.

22.17: un minuto di emozioni

Esultanza
Gobbo alè vengo da te
Gobbo alè vengo a Torino
Gobbo alè vengo da te
Vuoi sapere perchè…

Ohhhhhhhhhhhhh… Olè
Esultanza doppia
Chi non salta nerazzurro è!

S.Siro, terzo anello rosso: è festa grande…

Paradosso: definizione.

Cos’è un paradosso?
Io l’ho capito appieno oggi.
Paradossale è tenere un diario on-line e reagire male se scopri che tuo padre lo sta leggendo. In effetti non avevo valutato questa possibilità, non pensavo potesse interessarmi. In fin dei conti molta gente, a quel che ne so, si avventura a leggere queste mie pagine e la cosa non mi da assolutamente fastidio. Anzi. Sono felice che qualcuno possa trovare interessante ciò che scrivo. Che siano i contenuti o la forma a suscitare interesse, non mi importa granchè, resta il fatto che gli avventori di questo blog sono molti di più di quel che avrei mai pensato e la cosa mi rende contento. Perchè allora agitarsi se è mio papà a leggere? Mistero. In fin dei conti non è che qui ci sia scritto nulla che i miei genitori non sanno. Ciò nonostante mi ha imbarazzato parecchio.
Sono strano.
Oggi non ho messo muso fuori casa nemmeno per un istante. Sono pigro, è risaputo, ed in giornate come questa esprimo al meglio le mie qualità. Mi sono goduto il famigerato “dolce far niente”. Almeno fino alle 20.30. Poi è iniziata la partita e, con lei, la mia sofferenza. Niente stadio per me, come preannunciato, solo la tv in costante zapping tra Diretta Stadio e QSVS (oggi più che mai “Qui Studio a Voi Stronzi”). Le unghie sono finite, mangiate tutte nei primi 10 minuti. Serve qualcosa per stemperare la tensione, distendere i nervi. L’idea è quindi di provare a scrivere. E’ difficile, però, dannatamente difficile.
Rigore per la Lazio. Gol.
“Intervento scellerato di Stam” dice Crudeli. Lodetti conferma la teoria dal bancone della trasmissione rivale. Corno ride. Melli ride. Sono sconsolato.
I minuti seguenti li ho passati scrivendo e cancellando frasi che non mi piacevano. Troppe distrazioni per elaborare pensieri in maniera apprezzabile.
L’arrovellarmi su possibili concetti fa passare totalmente in sordina l’inizio della pubblicità su Tele Lombardia. Il motivetto del Mercatone dell’Arredamento di Fizzonasco è troppo “già sentito” perchè possa attrarre la mia attenzione. La sua interruzione improvvisa ha quindi lo stesso effetto di un colpo di pistola, in camera mia. Poche frazioni di secondo con il cervello in bilico tra il possibile raddoppio laziale e l’agoniato pareggio rossonero.
Apnea.
Sheva! Pareggio.
Esultanza, legittima. Ormai voglio attendere la fine dei 90 minuti prima di pubblicare la pagina. Crudeli grida, ci crede. Io sono con lui. Dalle bocche degli esperti piovono commenti d’ogni genere. Per me è come brusio indistinto. Sento solo la voce di Tiziano. I minuti di recupero sono quattro. Il milan preme. Il tempo è poco. La speranza nei tre punti sta svanendo.
Poi, un grido.
PALO! GOOOOOOOOOOOOOOL!!!
Hernan “Valdanito” Crespo! E’ delirio puro, in studio e nella mia camera. Abbracci, baci, qualche lacrima. Dal banco della tribuna stampa occupato da Crudeli e Ielpo arrivano immagini di giubilo, forse eccessivo, ma indubbiamente sincero. Passano così gli ultimi secondi. E’ finita! Triplice fischio e tutti a casa. Ho il cuore a mille e un sorriso da paralisi.
Paradossale è anche non voler andare allo stadio e poi stare a casa in queste condizioni.

PS: Tutto ciò che ho scritto, l’ho scritto realmente in diretta durante la partita.