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Oggi ho fatto un mucchio di cose.
Perchè allora sto avendo un sacco di difficoltà nello scrivere? Non lo so. Basterebbe iniziare a raccontare di quando ho portato le foto di capodanno a sviluppare, del pomeriggio passato con Ambra alla ricerca di un paio di Vans uscite di produzione nel ’73, dell’aver finalmente prenotato il libro di Fisiologia che mi consentirà di sostenere l’esame o semplicemente dei primi tentativi di creazione del tanto agoniato Template. Sarebbe anche piuttosto semplice farlo, se ne avessi voglia.
Non ne ho.
La realtà è che oggi è stata una giornata piacevole a livello di attività svolte, ma raccontarla come tale non le renderebbe appieno giustizia. L’incipit corretto a questa pagina sarebbe indubbiamente dovuto essere questo:
Oggi, oltre ad aver fatto un mucchio di cose, è stata la classica giornata introspettiva.
Non essere dovuto andare al lavoro e non avere alcun impegno impellente mi hanno permesso di dedicare la giornata a me, di fermarmi un momento a riflettere. Come al solito è bastato tenere spenta la televisione, chiudere la porta di camera mia ed accendere lo stereo ad un volume sufficientemente alto da isolarmi dal mondo. Luce spenta, occhi chiusi e canto libero/liberatorio.
Le tracce che si susseguono, diffuse dalle mie casse, sono tra le più eterogenee. Non scelgo mai un unico gruppo quando voglio creare questo tipo di atmosfera, non mi piace auto condizionarmi. Meglio lasciare che sia la funzione “random” del lettore a farlo.
Così, dopo un oretta buona, mi sono ritrovato in uno stato di incapacità totale di descrivere le mie emozioni. Incapacità che persiste tutt’ora.
Probabilmente è la stanchezza, domani passerà.
Vorrei gridare.

[Today] I Feel So

Sometimes
I wish I was brave
I wish I was stronger
I wish I could feel no pain
I wish I was young
I wish I was shy
I wish I was honest
I wish I was you not I

‘Cause
I feel so mad
I feel so angry
I feel so callous
So lost, confused, again
I feel so cheap
So used, unfaithful
Let’s start over
Let’s start over

Sometimes
I wish I was smart
I wish I made cures for
How people are
I wish I had power
I wish I could lead
I wish I could change the world
For you and me

‘Cause
I feel so mad
I feel so angry
I feel so callous
So lost, confused, again
I feel so cheap
So used, unfaithful
Let’s start over
Let’s start over

-Box Car Racer-

Olio di gomito

E’ deciso: mi costruirò il mio Template Personale.
Oggi ho chiacchierato con Massi, webmaster del nostro sito, via ICQ e mi ha dato qualche dritta.
Nozioni acquisite nella conversazione: poche, ma sufficienti per motivare almeno un tentativo.
Ultimamente mi sento frivolo, quindi credo che la grafica ospiterà molte stelline e qualche cuoricino. Il colore di base sarà nero, ma non mancherà del rosa.
Questo è tutto quello che posso dire ora, perchè sto unicamente volando con la fantasia.
Il consiglio più prezioso ricevuto è stato quello di utilizzare Dreamweaver che, a detta del mio consulente, è “facile, veloce, consuma poco e non sporca”. Fossero tutti come Dreamweaver, si vivrebbe meglio.
L’operazione di progettazione/design/realizzazione del templato mi occuperà del tempo. Non so dire quanto perchè non voglio mettermi fretta. Questa cosa del blog mi piace e quindi voglio tentare di farla bene. Certo, magari riuscirò entro breve a realizzare qualcosa che possa rendermi fiero di me, ma non voglio illudermi.
Oggi è una bella giornata. C’è il sole. Ho finito il DVD con la prima serie di Scrubs.
E’ stato un lavoro lungo e faticoso ma secondo me ne è valsa la pena. Quel telefilm lo adoro, almeno quanto adoravo Friends ai tempi del liceo. Scaricare tutte le serie di Friends è purtroppo impossibile. Peccato.
Seppur privo di Chendler Bing, Scrubs è assolutamente geniale. Lo sono il sapiente mixaggio di comicità e drammaticità, lo è la cura con cui è stato realizzato ciascuno dei personaggi, lo è la colonna sonora. Soprattutto lo è il Dottor Cox.
Stasera andrò a Rozzano. Lo farò nei panni di Mike del clan Toreador, Principe di quei Domini e Custode della Camarilla al loro interno. Questo mio alter ego entra in essere ogni due settimane da due anni a questa parte, da quando Aui mi propose di seguirlo in questa esperienza ludica. Mi piacciono i GdR, ne apprezzo soprattutto la sfaccettatura prettamente interpretativa. La recitazione di un ruolo è molto impegnativa, ma sa anche dare discrete soddisfazioni. Spero che Davide si ricordi di portarmi i canini finti. Sono la parte mancante al mio “costume”, che posso garantire essere splendido.
Trash.
Molto molto Trash.
Probabilmente anche molto da sfigati.
Mi piace.
Spero che qualcuno di voi, leggendo questa pagina, abbia pensato:

Forse mi hai scambiato per qualcuno al quale gliene frega qualcosa. Anche mio padre fece lo stesso errore. In punto di morte.

Grande, il Dottor Cox.

Cross my heart with a lemon icicle

Fa freddo.
Di per se non ho mai sofferto il freddo. Ci convivo come convivo con molte persone che mi sono indifferenti.
Tuttavia odio quando non avviene nulla che possa riscaldarmi.
Dov’erano oggi le mie emozioni? Quelle positive, intendo. La gioia, l’euforia, ma anche il nervosismo per un risultato bugiardo o la rabbia per un torto subito. Disperse.
E così ci si ritrova in macchina alle 18.30 di domenica sera, in coda, con il sonno che la fa da padrone e l’ipotermia che avanza.
Filosofeggiare sull’unico tiro in porta effettuato dal Bologna del buon Mazzone e sullo strapotere rossonero in fase di possesso palla è poca cosa. Mancano ardore e convinzione di aver ragione. Lo capiamo subito sia io, che Simo, che la Paola e quindi preferiamo tornarcene in silenzio. La speranza è che il viaggio di ritorno da San Siro finisca presto.
Sicuramente i pochi ultrà bolognesi presenti al Meazza non hanno patito il freddo come l’ho patito io. L’ansia di riuscire a mantenere un risultato assolutamente insperato, l’emozione di averlo conseguito e la sicurezza di poterne gioire con merito dopo averlo acquisito hanno sicuramente combattuto il gelo meglio del termos di the caldo che la Paola ha portato con se. Di quel termos però io ho lodato ogni singola goccia, perchè al terzo rosso era l’unica cosa calda reperibile.
Se dovessi descrivere il Milan lo definirei un ghiacciolo al limone. Buono, per carità, anche dissetante, ma pur sempre inutile quando fuori la temperatura è sotto zero. Per questa ragione ho concluso che non è la stagione adatta per seguire i ragazzi. Domenica prossima il mio abbonamento stazionerà nel portafoglio di qualche mio amico.
Fa troppo freddo.
Meglio riprenderlo tra un po’, con l’arrivo del caldo, quando un buon ghiacciolo trova la sua giusta collocazione. In fin dei conti a maggio/giugno ultimamente mi ha ristorato a dovere…
L'esultanza di Locatelli
Nota: il messaggio sovrastante in prima stesura era molto meglio, ho dovuto riscriverlo da capo per un problema avuto col mio PC prima che potessi pubblicarlo. Peccato.

Tennis, Bri Bri e due spaghetti aglio e olio.

Sabato.
Finalmente.
Come tutti i sabati, anche questo ha preso vita e forma nel primo pomeriggio. E’ infatti noto che il concetto di “Sabato Mattina” non ha mai fatto capolino tra le mie mura domestiche, anche a causa di un concetto di “Venerdì Sera” che tende ad inglobarne una buona parte. Chiacchierare in macchina con Missa* e Simo è ormai consuetudine nel post serata e questo spesso si protrae fino ad orari importanti. Ieri sera è stata uno di questi casi e il mio ingresso nel letto è stato segnalato alle 4.35 a.m..
Digressione conclusa.
Dopo il pranzo/colazione che ho dovuto affrontare appena aperti gli occhi, la giornata ha iniziato a delinearsi per quello che era ed io, all’aumentare della mia lucidità, ho potuto iniziare a programmarne la restante parte.
Il primo punto sulla mia scaletta era occupato dal Tennis. Settimana passata ho aderito all’iniziativa “tennis settimanale” portata avanti dal sopracitato Missa e da Massi, adesione che comporta l’andare a calcare i campi per una o due orette il sabato pomeriggio. Oggi sarebbe stato dei nostri anche Simo e quindi il tabellone recitava “Partita in Doppio”. Recuperato un abbigliamento il più possibile riconducibile ad uno dei tennisti presenti nel videogame Virtua Tennis 2 (io solitamente vesto i panni di Tommy Haas), ci si è recati al campo da noi antecedentemente prenotato per due ore.
Le partite sono state 4, di cui due vittorie e due sconfitte. Sicuramente un buono score. Sono soddisfatto.
Più di tutto però sono stanco.
Il secondo punto invece prevedeva e prevede tutt’ora l’uscire dopo cena. La destinazione è come sempre ancora ignota, così come l’orario a cui ci si incontrerà per decidere dell’imminente futuro. L’unica cosa certa è che stasera verrà qui a Brugherio Ambra*, ovvero Bri Bri. E’ buffo come un nomignolo affibbiato allo scopo di infastidire una persona possa radicarsi nell’uso comune al punto da creare una corrispondenza inscindibile e incontrovertibile tra nome e nominata. E’ ancora più buffo come una cosa che prima poteva infastidire adesso possa far piacere solo in virtù dell’evoluzione del rapporto tra le due persone coinvolte nell’interazione. La cosa più buffa di tutte però è proprio il nomignolo Bri Bri.
Sono contento. Quanto? Abbastanza. Troppo? non sono in grado di dirlo. La lucidità sull’argomento me la sono persa per strada tempo fa e per il momento non ne sento la mancanza.
Dopo l’esame di Biotecnologie delle Fermentazioni non pensavo avrei mai potuto apprezzare la melassa. Ultimamente invece ci sto nuotando agile.
Paradossale.
Sorprendentemente paradossale.
Ora spaghetti aglio e olio e doccia calda.
Poi via.
Bri & Missa
* = soggetti della foto

 

Continuando a familiarizzare col mezzo…

Eccomi alle prese nuovamente con il mio “Diario Multimediale”. Oggi la giornata è scivolata via piuttosto easy. Mattinata al lavoro, primo pomeriggio in Laboratorio Uni e restante parte dell’afternoon agilmente trascorsa sotto il mio piumone.
Ah, l’agoniato riposo!
Ora sono nettamente più lucido e posso affrontare il weekend che si aprirà tra non molto con una gara di “birra e salsicce”. Non credo di poter dare moltissimo, la preparazione atletica è stata fatta con pressappochismo (cena a base di arancini e sacher), tuttavia spero di riuscire a sopperire con la classe laddove l’atletismo verrà meno. Più che altro non mi andrebbe di deludere i tifosi. Vedremo.
Avere un blog è strano, mi sembra di scrivere cose per niente. Io non ho mai avuto nemmeno un diario cartaceo. Forse è avere un diario che è strano. Forse è addirittura lo scrivere a sembrarmi strano. Certo è che qui va rivisto l’arredamento. Il template non è male, ma mi piacerebbe rifarlo totalmente a mia immagine e somiglianza. Il problema è che io non so programmare nemmeno la sveglia, quindi avrò bisogno di aiuto.
Ora vado a farmi una doccia mentre continuo ad ascoltare i primi lavori dei New Found Glory.

Ps: ora con le immagini sono un drago, sia che siano state “uppate” da me, sia che siano state prese dalla rete. Ho problemi ad inserire i link, ma sto già lavorando per superare l’ostacolo.

E già che ci sono, proviamo le foto!

Assonnato

In sti giorni sto dormendo un cazzo e già che ci sono perdo ore utili di sonno (tipo ora, sono le 3:03) per cercare di capire come si postano le immagini nel mio nuovo e fantastico blog.
La cosa fika è che penso di aver capito. Questo sono io in una situazione di riposo tipo quella odierna.
W il sonno arretrato.
W il piumone.
Ora andrò a letto. La mia ninna nanna stasera è affidata ai Videoneve, domani chissà. So solo che sarà una giornata pesante.
W il caffè.

Wow… che emozione!

Bella!
Ciao, io sono Manq e tu, amico visitatore, da oggi potrai leggere i miei pensieri ed essere a conoscenza della mia vita.
“Wow, che culo!” starai pensando. Effettivamente anche a me non fregherebbe granchè della cosa, ma alla fine sei tu che sei venuto sul mio blog e quindi non mi sembra carino essere già li a lamentarsi. Eccheccazzo.
Vabbè, datemi qualche tempo per capire come funzia avere un blog e vediamo cosa ne esce. Intanto torno a lavorare (non che oggi abbia molto da fare, altrimenti non avrei perso del tempo ad aprire un blog). Ci sentiamo prossimamente.

Rock On!

Manq